2021-2022 : ARTICOLI TURISMO “CITTA’ E DESTINAZIONI STRANIERE . Produzione, testi, foto di Cesare Zucca

Posted on

SEE FULL ARTICLE ( in italian and english)
SEE FULL ARTICLE
SEE FULL ARTICLE (Italiian and english)
SEE FULL ARTICLE (in english and italian)
SEE FULL ARTICLE (italian and english)
SEE FULL ARTICLE in italian and english).
SEE FULL ARTICLE (in italian and english)
SEE FULL ARTICLE (in italian and english)
SEE FULL ARTICLE (in Italian and English)
SEE FULL ARTICLE (in english and italian)
SEE FULL ARTICLE (Italian and English versions)
SEE FULL ARTICLE (in italian and english)
SEE FULL ARTICLE (Italian and english versions)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE ( italian and english)

2021-2022 : ARTICOLI TURISMO “CITTA’, REGIONI E DESTINAZIONI ITALIANE” Produzione, testi, foto di Cesare Zucca

SEE FULL ARTICLE (italian, english).
SEE FULL ARTICLE (italian , english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (Italian and English).
SEE FULL ARTICLE (italian)
SEE FULL ARTICLE (with recipe in italian and english)
SEE FULL ARTICLE (Italian and English))
SEE FULL ARTICLE
SEE FULL ARTICLE (italian and english versions)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (in italian and english)
see full article in italian and english
SEE FULL ARTICLE
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (Italian, English)
SEE FULL ARTICLE (italian , english)
SEE FULL ARTICLE (italian , english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian , english)
SEE FULL ARTICLE ( italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE (italian, english)
SEE FULL ARTICLE ( in italian and english)

Ceglie Messapica, Puglia, Apulia, Italy . City of art and land of gastronomy

( italian version followed by english version)

di Cesare Zucca

Oggi vi portiamo alla scoperta di una delle città le cui origini si perdono nella notte dei tempi: Celie Messapica, gioiello pugliese dell’Alto Salento, nella provincia di Brindisi.

Ceglie Messapica

Troverete un vero scrigno di storia, impreziosito da bellezze architettoniche, angoli suggestivi viuzze dagli archi in pietra viva in un susseguirsi di corti e piazzette popolati da un sorprendente numero di ristoranti e osterie, vero paradiso per i buongustai!
Celie si fregia dell’appellativo di “città d’arte e terra di gastronomia” per le tante testimonianze della sua storia millenaria e per la gastronomia locale, apprezzata e riconosciuta in tutta Italia.
Quale meta migliore per un “weekend del bello e del gusto”?

DA VEDERE
Il Castello Ducale e la Torre Normanna
Edificato intorno all’XI secolo, decorato dagli stemmi di famiglie nobili e ricco elementi storici ed artistici come il portale Cinquecentesco.
La Chiesa di San Domenico
In stile barocco del XVI secolo,della scuola del Bernini.

Il Castello

La Chiesa di San Rocco
Datata 1595, notevole esempio architettonico della facciata e delle tre navate del suo suggestivo interno.
Piazza Plebiscito e la “Torre dell’orologio”
Punto d’incontro della gente di Ceglie., chiude il centro storico medievale e apre a quello ottocentesco.

Piazza Plebiscito e la “Torre dell’orologio”

LA CUCINA DI CEGLIE
Estremamente varia, per le influenze che l’Altosalento ha ricevuto nel corso della sua lunga storia: messapi, greci, romani, normanni, arabi, saraceni, francesi e spagnoli si sono succeduti nei secoli. Tantissime provenienze: gli gnummarieddi” (Involtini di interiora di agnello alla brace) sono romani, il ragù è normanno, la cupeta(torrone di mandorle) è di origine araba, mentre dalla Grecia sono giunte le frise (ciambelle di pane raffermo che vengono immerse in acqua, e poi condite con olio, sale, oregano e gli irresistibili pummidori di pennula, pomodorini locali conservati in grappoli).

I “gnumareddi”

Le ricette sono tramandate di generazione in generazione, I piatti locali sono caserecci e genuini, profondamente legati ai prodotti della terra che offre legumi, verdure, ortaggi, frutta e il celebrato olio extravergine di oliva “collina di Brindisi” utilizzato per condire piatti tradizionali come purè di fave, tipico alimento dei contadini, cotto in pignata, recipiente di terracotta a forma di brocca..

Ogni mattina, come una volta, dai forni a legna in pietra esce la fragrante piddica tipica focaccia del mattino, com podorini e olive nere, mentre il gelato cegliese ha conquistato il podio del Trofeo Internazionale della Gelateria a Rimini.

Appena sfornate: le irresistibili focacce del Forno Gigliola

Piatto tipico per eccellenza è la pasta fatta in casa,
Primeggiano le celebri orecchiette stacchiodde e i maccheroncini strascinati, serviti con sugo di pomodoro, di carne o con le tradizionali cime di rape e acciughe.

La mia scoperta, in un vicoletto nascosto, ecco gli “strascinati” al pomodoro e cacioricotta, serviti nel suggestivo “M’Ami?” Lo chef è Piotr, di origine polacca, innamorato di Ceglie.

Le festività natalizie vedono in tavola le pettole, palline fritte di farina e patate lesse, le “attorcigliate” friselle condite con miele, zucchero o vino cotto, mentre il biscotto cegliese, un pasticcino a base di mandorle tostate

Il “biscotto cegliese”, eccellenza locale

Panino superstar !
Gaetano, soprannominato “Re del Panino Cegliese” nella sua “Caocolleria” offre prodotti tipici della zona e ,se insistete un po’, vi prepara “dal vivo” una delle specialità del luogo: il “panino Cegliese” farcito (rigorosamente in questa sequenza) da ventresca di tonno, capperi, soffice mortadella e provolone.

Gaetano e il suo famoso “Panino Cegliese”

FORMAGGI DA OSCAR!
La Masseria Fragnite, la cui storia nasce nel 1700 , fino all’arrivo del Duca del duca di Ceglie che 1832 iniziò un processo di ristrutturazione e riorganizzazione produttiva, trasformandola in magazzini per la conservazione delle merci e in cortile per gli animali a cui verranno aggiunte le casedde e i tipici trulli per ospitare i braccianti e le loro famiglie.

L’antica Masseria Fragnite

Fra i formaggi spiccano le ricotte asckuante, piccanti ma nel contempo delicate, il cacioricotta, un formaggio tenero e gustoso e il saporitissimo caciocavallo.

ICaciocavallo in lavorazione

Perchè “caciocavallo”?  Secondo alcuni il nome deriva dalla modalità di conservazione, dove, ancora fresco, viene appeso a cavallo su una trave. Secondo altri, invece, il termine ci riporta dall’usanza di portare al mercato le forme, a coppia, a dorso di un cavallo.

Tre eccellenze casearie della Masseria Fragnite

IL GUSTO  IN TAVOLA!
Frisedde
Classici prodotti da forno: taralli con semi di finocchio selvatico.
Cartiddate
Simili a friselle affusolate sono condite con miele, zucchero o vino cotto (concentrato di mosto ottenuto mediante cottura).
Pane casareccio
La cottura avviene nei forni a legna in pietra. I panetti di colore bruno possono conservarsi anche per una settimana mantenendo la fragranza originale.

Piddichedda
Grande tarallo pasquale ricoperto di zucchero fuso (tipico di Ceglie)
Rosoli
Liquori prodotti in casa in maniera semplice e antica, particolare il rosolio di corbezzolo.

Shopping: souvenir di Ceglie, i festosi oggetti luminosi, i “pumi” portafortuna  in ceramica,   simbolo di prosperità e i delicati ricami di Punto Antico

CELIE PARADISO “GOURMET”: I locali che abbiamo selezionato per voi.
Arrosteria Bogno Antico
Capatosta

Braceria dei Santi , Capotosta

Osteria L’Arco antico
Trattoria L’acquolina
Eno Cocus -Acini e Carbone

L ‘Acquolina, L’ Antico Arco, Eno Cocus

DOVE DORMIRE
Nel centro di Ceglie Messapica
B&B Sant’Anna
Un bed & breakfast e due monolocali dal fascino delle tradizionali case in pietra dell’800, nel pieno centro storico affacciato su un gardino privato,
Sassi bianchi alle pareti, archi, caminetti e alti soffitti
Le volte in pietra sono impreziosite dalle antiche nicchie naturali e cornici di un arredamento ricercato d’epoca, Soluzione ideale per un soggiorno che sappia di storia e confort, dal letto queen size , alla nuovissima doccia nella grotta, mentre qua e la oggetti che ricordano memorie di famiglia, come la macchina da cucire della nonna

Sotto il palazzo c’era l’antica cisterna pubblica alla quale la gente del quartiere poteva attingere l’acqua da una finestra esterna, oggi quelle nicchie sono degli armadi speciali. La prima colazione con biscotti, crostate, pane e dolci fatti in casa portata in terrazza dalla deliziosa Pamela Filomeno che gestisce e cura queste strutture. con passione e amore. Gli alloggi sono climatizzati e dotati di TV LCD e bagno privato.
Per chi cerca “qualità-prezzo”, questi alloggi si adattano perfettamente-.

B&B Sant’Anna

In una meravigliosa masseria
Masseria Camarda
Nata alla fine del 1800 come centro agricolo, si era poi specializzata nella produzione di olio, grano, ortaggi, legumi e le sue ampie stalle ospitavano capre, pecore e mucche.

Masseria Camarda

La Ferrari e la Puglia, le passioni di Cesare Fiorio.
Nella Masseria incontro Cesare Fiorio, grande campione automobilistico con la Lancia nei rally e in F1 con la Ferrari e le altre squadre, nonchè conquistatore dell’oceano Atlantico con nave Destriero. Oggi Fiorio vive a Celie, in Puglia, una terra che amava a tal punto da volerla far conoscere a tutti.

Cesare Fiorio nella sua Masseria

“Dai motori da corsa sono passato al trattore agricolo, racconta Fiorio, in cerca di una dimensione quasi ormai perduta, senza lo stress degli affanni quotidiani dove si gode la tranquillità degli antichi rapporti personali, del cibo sano e genuino e delle magiche atmosfere che queste terre sanno ancora creare.”
“Un luogo, mi spiega Fiorio, che rappresenta una scelta di vita e  il piacere di condividerne la tranquillità, i profumi e i colori della campagna salentina”
La masseria offre eleganti alloggi all’interno dei caratteristici trulli e ricavati in antiche stalle in pietra con le tradizionali volte a botte. La piscine è posizionata in mezzo ad un frutteto dove, oltre alla vigna, sono presenti alberi di ciliege, melograni, albicocche, pere, cachi, fichi verdi e neri, fichi d’india, mandorli, nocciole.

Non poteva mancare l’automobilismo: nella grande grande sala in pietra spicca la carrozzeria della Ferrari F1 di Mansell, vincitrice del GP del Brasile, mentre Alessandro e Maria Paola Fiorio sono gli ideatori della Fiorio Cup, quest’anno alla sua seconda edizione. Con otto piloti che si sfidano su un percorso realizzato all’interno del comprensorio della proprietà.Tutt’intorno, Intorno si estende una vasta la campagna dove viene prodotto l’olio extra vergine di oliva di qualità superiore al vino primitivo, grano tipo “senatore Cappelli”, ingrediente base per la produzione delle tipiche orecchiette pugliesi, ortaggi, foraggio, frutta , noci, mandorle, nocciole, capperi, ceci, lupini .

La piscina

In vendita presso la Masseria, potrete trovare passate di pomodoro, marmellate, i famosi fichi “maritati”, prodotti che vengono offerti agli ospiti nelle ricche colazioni del mattino preparate dalle mani esperte di Sara Senofonte.

La succulenta prima colazione

Che buffet! Tutto fatto in casa: torte, crostate alla frutta, focaccia biscotti e gli immancabili taralli, chiamati anche scaldatelli, vero simbolo della cucina pugliese e “prinicipi ” della tavola
SUA MAESTA’ IL TARALLO
Tradizionali oppure aromatizzati con semi di finocchio, peperoncino, olive o pomodori secchi. Ottimi ottimi per uno snack, un aperitivo o con buon bicchiere di vino rosso.
Piccoli, furbetti e tentatori, dolci o salati, uno tira l’altro !

Che languorino, vero?
E visto che i veri taralli sono quelli fatti in casa, allora come farli a casa nostra?
L’importante per ottenere un buon risultato è seguire passo dopo passo quanto suggerito nella ricetta originale dei taralli pugliesi fatti in casa. di cui gentilmente Sara ci regala la ricetta.

Sara e i taralli pugliesia.

TARALLI TRADIZIONALI PUGLIESI.

Ingredienti per circa mezzo chilo
500gr di farina 00 (Sara usa Senatore Cappelli)
160ml di vino bianco secco
160ml di olio rigorosamente extravergine di oliva
! cucchiaio da minestra di sale fino
Preparazione
Mischiare tutti gli ingredienti in una terrina
Lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Prendere un pezzo di pasta e formare dei filoncini lunghi 5 cm e spessi come il dito indice, unire le estremità  formando  degli anelli,
Disporre i taralli su una teglia e infornare a 180 gradi per 20 minuti.
Sfornateli, lasciateli raffreddare un po’ e… gustateveli!

La Masseria Camarda ha pensato di offrire ai suoi ospiti la cucina del territorio, vista, vissuta e rinterpretata dal valido Chef Maurizio, native di Torino con una estesa permanenza a nella cucina del suo ristorante a Cervinia per poi approdare a Ceglie, dove ogni sera prepara deliziose cene, esclusivamente per gli ospiti della Masseria.
L’ ho incontrato per una breve intervista

Chef Maurizio, al timone del ristorante della Masseria Camarda, riservato solo agli ospiti

Buongiorno Maurizio, dopo 25 anni a Cervinia, sei approdato a Ceglie? Perché?
Forse ne avevo abbastanza del bianco, Tutta quelle neve…
Qui ho trovato una natura variopinta, meravigliosi tramonti, l’azzurro del mare  e il calore dei Fiorio, La mia vita si è colorata.
Cos’hai “importato” della cucina piemontese nel tuo menu pugliese?
Mi sono lasciato ispirare dagli ingredienti della classica bagnacauda che ho trasformato in un sugo cremoso per condire la tipica pasta “appesa” di Ceglie.

Un piatto di Maurizio:l a tipica “pasta appesa” con verdure

Gli ingredienti locali che sono entrati nella tua mentalità gastronomica torinese?
Le verdure del territorio, specialmente quelle che coltiviamo qui in Masseria.
Le ho conosciute, sperimentate apprezzate, e ora sono ai primi posti della mia cucina.
Invece i fanalini di coda…
(ride) Molto di coda, visto che non li uso mai: rafano e wasabi. Non li troverai mai nei miei paitti e nemmeno nel mio frigorifero di casa.

L’olio Cesare Fiorio accompagna le verdure dell’orto in Masseria

C’è un piatto che vorresti mettere in menu, ma…?
Eccome: gli gnocchi di patate come li faceva mio papà Bruno. Ho cercato di imitarli, ma non so come o perché, non mi sono mai venuti come i suoi…Squisiti e, devo ammettere, inimitabili!
La cena qui è riservata agli ospiti?
Esatto. Non c’è un menu scritto, tutto a voce, naturalmente tenendo conto di eventuali allergie o intolleranze. Alla base della Masseria, c’è la comunicazione con i nostri ospiti, anche nel proporre e nell’ordinare un piatto. Ah, dimenticavo qui non indichiamo i prezzi. Il prezzo lo fa l’ospite quando ha finito di mangiare, libero di valutare quale sia il prezzo giusto.

COME ARRIVARE A CELIE
Celia Messapica dista circa 40 kilometri da Brindisi. E’ facilemente raggiungibile in auto (propria o noleggiata) o in bus (circa un’ ora e mezza) oppure, come ho fatto io, contattare una guiida locale  che oltre al trasporto, provvederà a farvi conoscere la città e i dintorni. Io mi sono affidato Michael’s Tours pilotato dall’ esperto e super dinamico Michele Miccoli, nativo di Ceglie, che mi ha raccontato storie, anneddoti e segreti della città, facendomela scoprire come solo una persona del posto può fare.

Michele Miccoli

Grazie Michele! e grazie a Antonella Millarte, gentilissima Capo Ufficio Stampa di  Puglia Promozione che mi ha suggerito e fatto scoprire questa meravigliosa meta pugliese.

english version

Weekend in Ceglie Messapica, Puglia. City of art and land of gastronomy

by Cesare Zucca

Today we take you to the discovery of one of the cities whose origins are lost in the mists of time: Celie Messapica, an Apulian jewel of the Upper Salento, in the province of Brindisi.

Ceglie Messapica

You will find a real treasure chest of history, embellished with architectural beauties, suggestive corners, alleys with stone arches in a succession of courtyards and small squares populated by a surprising number of restaurants and inns, a true paradise for gourmets!
Celie boasts the title of “city of art and land of gastronomy” for the many testimonies of its millenary history and for the local gastronomy, appreciated and recognized throughout Italy.
What better destination for a “weekend of beauty and taste”?

TO BE SEEN
The Ducal Castle and the Norman Tower
Built around the 11th century, decorated with the coats of arms of noble families and rich in historical and artistic elements such as the 16th century portal.
The Church of San Domenico
In the Baroque style of the sixteenth century, from the school of Bernini.

Il Castello

The Church of San Rocco
Dated 1595, a remarkable architectural example of the façade and the three naves of its suggestive interior.
Piazza Plebiscito and the “Clock Tower”
Meeting point of the people of Ceglie., it closes the medieval historic center and opens to the nineteenth-century one.

Piazza Plebiscito e la “Torre dell’orologio”

Piazza Plebiscito and the “Clock Tower”

THE KITCHEN OF CEGLIE
Extremely varied, due to the influences that Altosalento has received during its long history: Messapians, Greeks, Romans, Normans, Arabs, Saracens, French and Spanish have followed one another over the centuries. Many origins: the gnummarieddi” (grilled lamb entrails rolls) are Roman, the ragù is Norman, the cupeta (almond nougat) is of Arab origin, while the frize (stale bread donuts that are dipped in water, and then seasoned with oil, salt, oregano and the irresistible pummidori di pennula, local cherry tomatoes preserved in bunches).

I “gnumareddi”

The “gnumareddi”

The recipes are handed down from generation to generation, the local dishes are homemade and genuine, deeply linked to the products of the land which offers legumes, greens, vegetables, fruit and the celebrated extra virgin olive oil “collina di Brindisi” used to flavor traditional dishes such as broad bean purée, a typical peasant food, cooked in a pignata, an earthenware jug-shaped container. Every morning, as in the past, the fragrant piddish typical morning focaccia comes out of the wood-burning stone ovens, with podorini and black olives, while the Cegliese ice cream conquered the podium of the International Ice Cream Trophy in Rimini.

Appena sfornate: le irresistibili focacce del Forno Gigliola

Freshly taken out of the oven: the irresistible focaccias from Forno Gigliola

The typical dish par excellence is homemade pasta,
The famous orecchiette stacchiodde and maccheroncini strascinati stand out, served with tomato sauce, meat sauce or with the traditional turnip greens and anchovies.

My discovery, in a hidden alley, here are the “strascinati” with tomato and cacioricotta, served in the suggestive “M’Ami?” The chef is Piotr, of Polish origin, in love with Ceglie.

Gli “strascinati” al pomodoro e cacioricotta, serviti al suggestivo Ristornate “M’Ami?” Lo chef è Piotr, di origine polacca, innamorato di Ceglie.

The Christmas festivities see on the table thepettole, fried balls of flour and boiled potatoes, the “twisted” friselle seasoned with honey, sugar or cooked wine, while the cegliese biscuit, a pastry made with toasted almonds

Il “biscotto cegliese”, eccellenza locale

The “Cegliese biscuit”, local excellence

Superstar Sandwich!
Gaetano, nicknamed “King of the Cegliese sandwich” in his “Caocolleria” offers typical products of the area and, if you insist a little, he prepares “live” one of the local specialties: the stuffed “Cegliese sandwich” (strictly in this sequence ) from tuna ventresca, capers, soft mortadella and provolone cheese.

Gaetano e il suo famoso “Panino Cegliese”

Gaetano and his famous “Panino Cegliese”

TOP CHEESES
Masseria Fragnite, whose history dates back to the 1700s, until the arrival of the Duke of Ceglie who in 1832 began a process of restructuring and reorganization of production, transforming it into warehouses for storing goods and a courtyard for animals to which will be added the casedde and the typical trulli to house the laborers and their families.

L’antica Masseria Fragnite

The ancient Masseria Fragnite

Among the cheeses, the asckuante ricottas stand out, spicy but at the same time delicate, the cacioricotta, a soft and tasty cheese and the very tasty caciocavallo.

Il Caciocavallo

Caciocavallo in progress

Why “caciocavallo”? According to some, the name derives from the method of conservation, where, still fresh, it is hung from a horse on a beam. According to others, however, the term brings us back to the custom of bringing the wheels to the market, in pairs, on the back of a horse.

Tre eccellenze casearie della Masseria Fragnite

Three excellent dairy products from Masseria Fragnite

TASTE ON THE TABLE!

Frisedde
Classic bakery products: taralli with wild fennel seeds.
Cartiddate
Similar to tapered friselle, they are seasoned with honey, sugar or cooked wine (must concentrate obtained by cooking).
Homemade bread
Cooking takes place in wood-burning stone ovens. The brown colored loaves can be kept for up to a week maintaining the original fragrance.
Piddichedda
Large Easter tarallo covered with melted sugar (typical of Ceglie)
Rosoli
Liqueurs produced at home in a simple and ancient way, in particular the strawberry tree liqueur.

Shopping: souvenirs from Ceglie, the festive luminous objects, the ceramic “pumi” lucky charms, a symbol of prosperity and the delicate Punto Antico embroideries

CELIE PARADISO “GOURMET”: The places we have selected for you.
Roast shop Bogno Antico
Capatosta

Braceria dei Santi, Capotosta

Osteria L’Arco Antico
The watering restaurant
Eno Cocus – Grapes and Coal

L’Acquolina, L’ Antico Arco, Eno Cocus

Due suggestivi ristoranti di Ceglie: Braceria dei Santi e Capotosta
L’Acquolina in bocca, L’Antico Arco, Eno Cocus

WHERE TO SLEEP
In the center of Ceglie Messapica
B&B Sant’Anna
A bed & breakfast and two studio apartments with the charm of traditional 19th century stone houses, in the historic center overlooking a private garden,
White stones on the walls, arches, fireplaces and high ceilings
The stone vaults are embellished by the ancient natural niches and frames of refined period furnishings, the ideal solution for a stay that smacks of history and comfort, from the queen size bed to the brand new shower in the cave, while here and there objects reminiscent family memories, like grandma’s sewing machine

Under the building there was the ancient public cistern to which the people of the neighborhood could draw water from an external window, today those niches are special cabinets. The breakfast with biscuits, pies, bread and homemade desserts brought to the terrace by the delightful Pamela Filomeno who manages and takes care of these structures. with passion and love. Accommodation is air conditioned and comes with an LCD TV and private bathroom.
For those looking for “quality-price”, these lodgings fit perfectly.

B&B Sant’Anna

B&B Sant’Anna

In a wonderful farmhouse
Masseria Camarda
Founded at the end of the 1800s as an agricultural center, it then specialized in the production of oil, wheat, vegetables, legumes and its large stables housed goats, sheep and cows.

Masseria Camarda

Masseria Camarda

Ferrari and Puglia, the passions of Cesare Fiorio.
In the Masseria I meet Cesare Fiorio, great automotive champion with Lancia in rallies and in F1 with Ferrari and other teams, as well as conqueror of the Atlantic Ocean with ship Destriero. Today Fiorio lives in Celie, in Puglia, a land that he loved so much that he wanted to make it known to everyone.

Cesare Fiorio nella sua Masseria

Cesare Fiorio in his Masseria

“I switched from racing engines to the agricultural tractor, says Fiorio, in search of an almost lost dimension, without the stress of daily worries where one can enjoy the tranquility of ancient personal relationships, healthy and genuine food and the magical atmospheres that these earths still know how to create.”
“A place, Fiorio explains to me, which represents a lifestyle choice and the pleasure of sharing its tranquillity, the scents and colors of the Salento countryside”
The farm offers elegant accommodation inside the characteristic trulli and housed in ancient stone stables with traditional barrel vaults. The swimming pool is positioned in the middle of an orchard where, in addition to the vineyard, there are cherry, pomegranate, apricot, pear, persimmon, green and black fig trees, prickly pear, almond and hazelnut trees.

Motor racing could not be missing: in the large stone hall the bodywork of Mansell’s Ferrari F1 stands out, winner of the Brazilian GP, ​​while Alessandro and Maria Paola Fiorio are the creators of the Fiorio Cup, this year in its second edition. With eight riders who challenge each other on a course created within the property’s area.
All around, there is a vast countryside where extra virgin olive oil of superior quality is produced, primitive wine, “senator” type wheat Cappelli”, basic ingredient for the production of the typical Apulian orecchiette, vegetables, forage, fruit, walnuts, almonds, hazelnuts, capers, chickpeas, lupins.

La piscina

The pool

On sale at the Masseria, you can find tomato puree, jams, the famous “married” figs, products that are offered to guests in the rich morning breakfasts prepared by the expert hands of Sara Senofonte.

La succulenta prima colazione

The succulent breakfast

What a buffet! All homemade: cakes, fruit tarts, focaccia biscuits and the ever-present taralli, also called Scaldatelli, a true symbol of Apulian cuisine and “principles” of the table
HIS MAJESTY THE TARALLO

HIS MAJESTY THE TARALLO
Traditional or flavored with fennel seeds, chilli pepper, olives or dried tomatoes. Excellent excellent for a snack, an aperitif or with a good glass of red wine.
Small, cunning and tempting, sweet or savoury, one leads to another!

How peckish, right?
And since the real taralli are homemade, how can we make them at home?
The important thing to obtain a good result is to follow step by step what is suggested in the original recipe of homemade Apulian taralli. of which Sara kindly gives us the recipe.

Sara e i taralli pugliesi

Sara and the Apulian taralli.

TRADITIONAL APULIA TARALLI.

Ingredients for about half a kilo
500gr of flour 00 (Sara uses Senatore Cappelli)
160ml of dry white wine
160ml of rigorously extra virgin olive oil
! soup spoon of fine salt
Preparation
Mix all ingredients in a bowl
Work with your hands until you get a smooth and homogeneous dough.
Take a piece of dough and form loaves 5 cm long and as thick as your index finger, join the ends forming rings,
Arrange the taralli on a baking tray and bake at 180 degrees for 20 minutes.
Take them out of the oven, let them cool a bit and… enjoy them!

Masseria Camarda has decided to offer its guests local cuisine, seen, experienced and re-interpreted by the talented Chef Maurizio, natives of Turin with an extended stay in the kitchen of his restaurant in Cervinia and then arriving in Ceglie, where every evening he prepares delicious dinners, exclusively for guests of the Masseria.
I met him for a short interview

Chef Maurizio, al timone del ristorante della Masseria Camarda, riservato solo agli ospiti

Chef Maurizio, at the helm of the Masseria Camarda restaurant, reserved only for guests

Hello Maurizio, after 25 years in Cervinia, have you landed in Ceglie, Why?
Maybe I’ve had enough of white, All that snow…
Here I found colorful nature, wonderful sunsets, the blue of the sea and the warmth of the Fiorios. My life has become colourful.
What have you “imported” from Piedmontese cuisine into your Apulian menu?
I let myself be inspired by the ingredients of the classic bagnacauda which I transformed into a creamy sauce to flavor the typical “hanging” pasta of Ceglie.

Un piatto di Maurizio:l a tipica “pasta appesa” pugliese, con verdure

A dish from Maurizio: the typical “pasta hung” with vegetables

The local ingredients that have entered your Turin gastronomic mentality?
Local vegetables, especially those we grow here in the Masseria.
I got to know them, tried them, appreciated them, and now they are at the top of my kitchen. (laughs) I never use them: horseradish and wasabi. You will never find them in my paitti or even in my fridge at home.

L’olio Cesare Fiorio accompagna le verdure dell’orto in Masseria

Cesare Fiorio oil accompanies the vegetables from the Masseria’s garden

Is there a dish you would like to put on the menu, but…?
And how: potato gnocchi as my father Bruno used to make them. I tried to imitate them, but I don’t know how or why, they never came to me like his… Exquisite and, I must admit, inimitable!
Is dinner here for guests only?
Exactly. There is no written menu, everything spoken, naturally taking into account any allergies or intolerances. At the basis of the Masseria, there is communication with our guests, even in proposing and ordering a dish. Ah, I forgot here we do not indicate the prices. The price is set by the guest when he has finished eating, free to evaluate what the right price is.

HOW TO GET TO CELIE
Celia Messapica is about 40 kilometers from Brindisi. It is easily reachable by car (own or rented) or by bus (about an hour and a half) or, as I did, contact a local guide who, in addition to transport, will introduce you to the city and its surroundings. I entrusted Michael’s Tours piloted by the expert and super dynamic Michele Miccoli, a native of Ceglie, who told me stories, anecdotes and secrets of the city, making me discover it as only a local person can.

Michele Miccoli

Thanks Michael! and thanks to Antonella Millarte, very kind Head of the Puglia Promozione Press Office who suggested and made me discover this wonderful Apulian destination.

WHERE TO STAY WHEN YOU ARE IN MESAGNE, APULIA (PUGLIA) ITALY

Text: Cesare Zucca
Photos: © Cesare Zucca, Courtesy of Tenuta Moreno, Mesagne

Beautiful Puglia invites you to discover one of its gems: the little “heart shaped” Mesagne, an historical site , where you will find History, Arts, Culture, Landscapes, the kindness of the people, and the great Apulean traditional food.

Mesagne rises along the ancient Roman Appian Way and was once an important Messapian center (Messania), of which the necropolis in the historic center have been discovered. Among its streets still today you can discover the remains of ancient civilizations, testified by the presence of the necropolisi

THE HEART OF THE CITY
The historic center of Mesagne has a truly unique heart-shaped feature and hosts numerous historical monuments that well represent the Apulian Baroque style.

Let’s cross the seventeenth-century arch of Porta Grande to discover the historic city center and its architectural wonders.
The Castle with its massive tower dating back to the time, inside the Archaeological Museum houses archaeological finds with tombs, amphorae and various vases, tools, engravings and paintings, jewels and other objects that belonged to the Messapian people and other ancient civilizations, including an important Roman mosaic from the thermal baths located in the countryside of Masseria Malvindi. The seventeenth-century Chiesa Madre, Chiesa del Carmine, built in 1305, the church of Sant’Anna, in Apulian Baroque style, the Municipal Clock and the Hypogeum Oil Mil

WHERE to STAY
We take you to Tenuta Moreno, obtained from a typical 18th century farmhouse surrounded by an immense Mediterranean park. It is a large structure, 84 rooms, restaurants, rooms for events and conventions and weddings, a wonderful swimming pool, immersed in the luxuriant garden flanked by centuries-old olive trees and a second swimming pool carved into the rock, as well as a Spa built with natural materials and characterized from large windows with a panoramic view of the orange grove

Among the wide range of rituals proposed, Moreno Ritual includes a herbal bath from the Tenuta’s Garden: you can choose thyme and lavender to purify, myrtle for dry skin, basil as a powerful anti-aging, chamomile to soothe.

There is also a yogurt-based pack enriched with Goji berries, Uva Urisina and Black Grapes to give the skin of the face and body a booster of calcium, vitamins A and B, lipids and proteins, and stock up on energy and vitality. .

Treatments to combat cellulite are those with white mud (ideal alternative to algae mud in cases of thyroid dysfunction) thanks to the synergistic mix of licorice (decongestant and draining), blueberry (counteracts the stagnation of liquids), ivy (toning) and soy (anti-aging), while a multivitamin mask based on Acerola, Blueberry and Oats is excellent to nourish and energize the most stressed skins.

Tenuta Moreno was one of the first structures not only in Puglia but on a national level, to pursue an eco-sustainable philosophy also in economic and social terms, combining environment, tradition, ecology and economy.

Everything in Tenuta Moreno revolves around respect for the environment, becoming a complex ecosystem such as that of a naturalistic and landscape heritage..

Tenuta green
The plant choices according to renewable energy – solar, wind, geothermal panels -, the equipment, the furnishings, the materials, the food and wine offer, even the vegetable garden, the subject of guided tours and itineraries: everything revolves around the ecological aspect and Here you will discover precious indigenous varieties such as the Fiaschetto tomato from Torre Guaceto, the Regina tomato from Torre Canne and the sweet chilli pepper from Carovigno, indispensable in masterfully accompanying the bean puree .. and a collection of figs with infinite varieties from all over the basin. of the Mediterranean

The estate houses a “five-star” chicken coop for ethical eggs from animals raised outdoors including the Leccese chicken, an endangered breed despite being the absolute protagonist of the decorations on the dishes of the ancient tradition of Apulian ceramics

You also will find a great gallery of contemporary arT, paintings and statues that Pierangelo loves to collect

Tenuta Mpreno is currentlly promoting the events “Unexpected Puglia” , five weekends that aime to tell the story of Alto Salento, the area close to the ancient Via Appia between Taranto and Brindisi, in the nucleus of ancient Messapia. The weekends include dinner , food and wine,
Here the program
November 12-13
The stove: a journey through local meats and vegetables
November 19-20
The cod and its brothers
November 26-27
Slow Food presidents take the chair
3-4 December
Sunday lunch”

Hotel services:

84 rooms
4 restaurants
Magnolia bar
Convention Center
tourist information

multilingual staff
wi-fi internet connection
laundry service
babysitter

parking area
air conditioning
heating
porterage

Tennis court
bowling green
soccer field

health centre
bike park
transfer service: from / to the airport / station
playground

At the helm of this great vessel we find Pierangelo Argentieri, President of Federalberghi BrindisI and promoter of widespread exhibitions as well as the annual Hortus Puglia meeting in Ostuni of fruit and vegetable producers from all parts of Italy for an event that promotes public green, the garden and sustainability. For mor thann 21 years ,Pierangelo is taking care of the Tenuta,following the family traditiIion

Tenuta Moreno offers to Guests cooking classes, where you learn the techniques for making taralli and orecchiette, which will then be tasted with tomato sauce and chops or aubergines for those who prefer a vegetarian dressing.

LET’S MEET THE CHEF
The cuisine of the Tenuta is headed by Vincenzo Elia, a native of the nearby Vito dei Normanni, therefore an expert in the area’s products. Vincenzo has been collaborating with us for more than 15 years and is a staunch supporter of a philosophy based on biodiversity, environmental protection, respect for local cultures and traditions. From the very beginning he has in fact used almost exclusively local products

Faithful to the tradition and recipes of Mamma Angela, Vincenzo also offers in today’s menu some Apulian specialties, such as liver, a kind of “saltimbocca” of about 4 centimeters, stuffed with lamb offal including lung and heart, flavored with fresh parsley, roasted on the grill and served with potatoes or mixed salad.

Another typical dish Tiella, a dish from Bari, but widespread throughout Puglia. Each city has its own variation, there are those who put courgettes in it, some peppers. I love the traditional version with classic ingredients: rice, potatoes, cherry tomatoes and mussels of the moment, in this period the tasty “datterine”

INFO
Tenuta Moreno


C.da Moreno S.S. 7 uscita Latiano Est. 72023 Mesagne (Brindisi) Puglia Italy

 info@tenutamoreno.it

(+39) 0831 774960

 WhatsApp (+39) 344 0443559

(+39) 0831 721487

Where to sleep…while in Coimbra, Portugal

Hästens Sleep Spa

Coimbra is a city that requires an intense visit, full of emotions, discoveries and ups and downs … The mind and body will find great relaxation in this boutique hotel, and a spa … without a spa, where wellness is given not so much by a swimming pool or a jacuzzi, but by the perfect relaxation and rest offered by the rooms, the atmosphere, the service and the extraordinary Swedish Hästens Sleep mattresses, considered one of the best in the world,
It will be like entering a dream in which you are lulled by the power of rest.

 The reception looks like a dazzling library made with more than 400,000 mosaic tiles, a tribute by Hästens Sleep SPA to the Joanina Library

The hotel’s slogan is “Sleep better, live better” In fact, while you sleep, miracles happen.
The body and mind work harmoniously so that you can live a better life. Sleeping is a natural process that cannot be replicated in any other way, especially if you are pampered by the famous Swedish mattresses that contain the finest pure linen, wool and cotton and genuine hypoallergenic horsehair.

Lovely Diana Simoes in charge of Hastens Sleep Spa Coimbra.

Hästens since 1852
The history behind Hästens is rich and goes back six generations. They were originally master saddlers and were eventually appointed to supply the Royal House. Hästens beds are made exclusively using the best natural materials, produced in a sustainable and ethical way with the right resources. Start with horsehair, which removes excess heat and moisture produced by the body during deep sleep. The mix of wool and cotton in Hästens beds also offers maximum comfort, allowing the body to sweat easily.

By using linen in Hästens beds, we eliminate the build-up of static electricity from your body and help you create more positive energy while you sleep. Finally, the Hästens wooden bed frame gives strength and stability to your bed, while the patented spring system offers you maximum support and a high quality sleep. Each bed is made entirely by hand and the production takes about 200 hours. Filled with high quality cotton, wool and horsehair, this comfortable mattress is as breathable as it is flexible, creating an optimal and cool sleeping climate. A particularly high percentage of horsetail hair adds an extra dimension of elasticity.

A uniqe, exclusive from dawn till sunset… tea time included!
Only fifteen rooms, some with private terrace, breakfast served at the table, Pianist with live music with sweet melodies and a brioche that made me crazy
Only fifteen rooms, some with private terrace, breakfast served at the table, Pianist with live music with sweet melodies and a brioche that made me crazy

A special mention deserves the moment of the Hight Tea on the terrace… A classic London ritual just like the one at Buckingham Palace. Served on three-level trays we find watermelon and dill sandwiches, shrimps and mayonnaise, the classic scones, slightly sweet mini sandwiches to be buttered with pineapple and mango jam to finish with the traditional Bligny with salmon caviar cream cheese, mini glasses of lavender cream and lemon tartlets, meringue and berries .. All preceded by Pommery champagne.

info
https://www.cbrboutiquehotel.com/

WHERE TO SLEEP WHILE IN PORTO, PORTUGAL

Porto, Portugal, a city that is history and modernity, river and sea, work and free time, an endless party and melancholy “saudade”

Ibis Porto Centro Mercado Bolhão, Portugal
3-star structure of the proven Accor Hotels chain which today boasts more than a thousand hotels all over the world. Ibis, in my opinion ‘is a bit like Ikea, you know what you find and it never disappoints …

Ibis Porto Centro Mercado Bolhão
ibis Porto Centro Mercado Do Bolhao

It is located on the top 5 floors of a 1950s-style building. Affordable prices, but with everything in place, from the friendly reception to a well-stocked buffet-breakfast where there is no shortage of traditional pasteis de nata, crunchy cream cakes.

Basic rooms with vaguely industrial-style furnishings, some overlooking the nearby Mercado (not to be missed). Very central location: The Liberdade Metro station is a stone’s throw away and the direct transfer to the airport also departs from there. Recommended!

Here a viiew of the rooms

WHERE TO SLEEP WHILE IN…

By Cesare Zucca

Scandick Museumsufer, of the Swedish group of the same name. Nordic imprint, elegant and above all functional in its essentiality. I had already pleasantly experienced the one in Stockholm and I must admit even the German brother ‘did not disappoint me.
It is located in the heart of the city, close to the Exhibition Center, the Museumsufer, the street of Art and just a five minute walk from the train station, the Opera, the Theater and the magical Fountain of Fairy tales are all within walking distance.

Scandick Museumsufer

Functional rooms, design and super comfort. In the room you will find an open bar with free drinks, tea, coffee, perfect wifi and a comfortable bed overlooking the view … I find it wonderful to go to bed or wake up in the morning with the spectacular view of the Frankfurt skyline and many rooms of the Scandick Museumsufer have this privilege.

Camera (… e letto) con vista

The Museumsufer riverside promenade, which is directly opposite the. Hotel, offers a large selection of contemporary and historical exhibitions with over 20 museums.

Excellent and healthy self-service breakfast buffet where you can also make yourself a super centrifuge at your pleasure (my favorite: apples, carrots, celery and ginger)


Here and there small ingenious ideas, such as the very useful mini shop with everything “… I forgot to bring, …” The Hotel’s must-have souvenir, the symbol and mascot of the Scandick, a mighty Swedish moose, made of rubber floating version in the bathtub ..

INFO

SCANDIC FRANKFURT MUSEUMSUFER

( Italian version)

DOVE DORMIRE

Scandick Museumsufer, dell’omonimo gruppo svedese.
Impronta nordica, elegante e soprattutto funzionale nella sua essenzialità. Avevo già piacevolmete sperimentato quello di Stoccolma e devo ammttere anche anche il’fratello’ tedesco non mi ha deluso.


Si trova nel cuore della città, vicino al Centro Esposizioni, al Museumsufer, la via dell’Arte e a soli cinque minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, l’Opera, il Teatro e la magica Fontana delle Fiabe sono tutti raggiungibili a piedi.

Scandick Museumsufer

Camere funzionali, design e super confor. In camera trovere un open bar con bibite gratuite, the, caffè, perfetto wifi  e un comodo lettone che guarda il panorama …trovo stupendo andare a letto o svegliarsi alla mattina con davanti la vista spettacolare dello skyline di Francoforte e molte camere dello Scandick Museumsufer hanno questo privilegio.

Camera (… e letto) con vista

La passeggiata lungofiume Museumsufer, che si trova direttamente di fronte all. Hotel, offre una vasta selezione di mostre contemporanee e storiche con oltre 20 musei. Ottimo e salutare breakfast buffet self-service dove potrete anche farvi una super centrifuga a vostro piacere (la mia preferita: mele , carote, sedano e zenzero)
Qua e laà piccole idee geniali , come l’ utilissimo mini shop con tutto ciò che “…mi sono dimenticato di portare,…” Souvenir-must dell’Hotel il simbolo e mascotte degli Scandick, un possente alce svedese, realizzato in gomma versione galleggante nella  vasca da bagno…

INFO

SCANDIC FRANKFURT MUSEUMSUFER

Bruxelles: storia, arte, fumetti, chef stellati e le iconiche ‘moules marinières’(Italian and English version)

WEEKEND A BRUXELLES?
Idea geniale: il bello e il gusto vi attendono nella ‘Capitale delle Capitali’ che ha il pregio di essere una delle città più sostenibili d’Europa. Un recente calcolo ha rilevato che per ogni cittadino corrisponde uno spazio di 28 metri quadri di verde tra parchi, viali alberati, giardini all’inglese e persino boschi e foreste!

Pronti per il nostro itinerario?
Partiamo dalla Grand Place, una delle piazze più belle del mondo, circondata dai palazzi delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri, in un trionfo di stucchi e oro.
Spiccano l’Hôtel de Ville, capolavoro gotico brabantino, con il Beffroi, la torre alta 96 metri

MannekenPis, la statuetta di un bambino che fa eternamente la pipi, simbolo dello spirito anticonvenzionale della città. Un biricchino, e che guardaroba… più di mille abitini, conservati nel Garderobe MannekenPis . Attorno alla fontana tanti curiosi e turisti e conseguente valanga di selfie in compagnia del monello e proprio di fronte,,, beh cos’ altro poteva esserci se non una pasticceria con dolcetti a forma di ….?

Parlamento Europeo offre percorsi guidati a base di installazioni multimediali e interattive
Palais Stoclet,
capolavoro di Josef Hoffmann i cui interni sono decorati con affreschi di Klimt.
Basilica di Koekelberg, la quinta chiesa più grande al mondo.
Museo Belle Arti, splendida collezione di maestri fiamminghi, i capolavori di Bruegel  e il famoso quadro di Jacques-Louis David ‘La morte di Marat’.
Un museo sorprendentemete ‘in azione’, dove in alcune sale succedono dei veri e propri happening che ospitano sedute di tatuaggio artistico, classi di disegno e a volte artisti conosciuti come il fumettista Arno Vanheule e le sue vignette sulla storia di Marat.


Museo Magritte , esperienza imperdibile animata dalle suggestive opere del Maestro del surrealismo. Preparatevi a volare….
Atomium, iconica costruzione in acciaio realizzata in occasione dell’Esposizione Universale 1958. Rappresenta un atomo di nove sfere, nel cui interno troverete mostre d’arte, un ristorante panoramico e la Kid’s Sphere, ricca di sorprese per i più piccoli. Scatenatevi con i selfie.

Fumettomania
Passeggiando nelle vie del centro scoprirete giganteschi murales che riproducono i personaggi più famosi del mondo dei fumetti nati in Belgio.  Visit Brussels, ha creato una vera e propria mappa per seguire il percorso a tema o lasciarsi sorprendere di volta in volta.


Museo del Fumetto (Centre Belge de la Bande Desinée o CBBD) locato nel tempio dell’art neouveau, progettato da Victor Horta. Troverete mille storie segrete (e blu…) dei Puffi,  dell’ intrepido  Tintin e del simpatico combinaguai Gaston Lagaffe.


Nel gift store troverete un paradiso di gadget: mini puffi, libri, statuine e gli eroi dei fumetti a grandezza naturale. Impossibile non cedere a un selfie con vostro preferito , Il mio è l’impavido e coraggioso Tin Tin. Poco più in là, il Museo Marc Sleen fumettista noto per le sue serie Le Avventure di Nero. Qui troverete la ricostruzione dello studio e tantissimi bozzetti del suo lavoro. Ingresso gratis.

Bruxelles gourmet
Bruxelles è pronta a soddisfare qualunque esigenza gastronomica, offrendo le eccellenze della gastronomia locale nella magica atmosfera delle delle Galeries Saint Hubert, dove spiccano alcune delle chocolaterie più rinomate, come Maison Dandoy , Neuhaus, Pierre Marcolini, migliore pasticcere del mondo 2020. Coccolatevi il palato con un coloratissimo ‘cuberdon’ caramella  piramidale zuccherata che cela all’interno uno sciroppo di frutta. La più tradizionale è  quella viola, ripiena di lamponi.

Il più popolare, il più amato, insomma il ‘vero’  street food è costituito dalle iconiche  ‘frites’ le patatine fritte di cui i belgi vanno fieri, mal sopportando che In America vengano chiamate ‘ french fries’…. Ah, no… le originali, dorate, croccanti, autentiche patatine fritte sono ‘les frites’ belghe, fatte con patate bintje, rigorosamente tagliate a bastoncini larghi circa 1 centimetro e reputate le più gustose al mondo. Le potrete gustare dovunque, seduti al bistro, nelle bancarelle in piazza o come street food, sempre gustose e sostanziose, anche perchè letteralmente inondate da una valanga di salsa a vostra scelta.

Dove mangiare bene, anzi benissimo…

Siamo nel quartiere di Anderlecht e scopriamo La Paix, 2 stelle Micheli, aperto dal 1892, locale raffinato ma senza ostentazione, cucina  profondamente locale ma aperta al mondo. All’ interno tante fotografie vintage raccontano la storia del luogo, intrecciate  a opere d’arte di Charles Kaisin, Kasper Hamacher, Lana Ruellan, affacciandosi su una splendida cucina a vista, guidata da David Martin.  Tra sala, cucina, i selfy della moglie Natalie e l’inarrestabile arrivo di assaggini… sono riuscito a intervistare lo Chef.
Bonsoir David, domanda di rito: dove trascorri un weekend libero?
Nei Paesi Baschi, con tappa  fissa al ristorante di Asador Etxebarri. Amo assaggiare cucine di altri chef,  ma attenzione… mai rubare la ricetta, piuttosto cercare di capire tecniche e procedimento. Per esempio in Giappone ho assaggiato fantastici piatti di pesce dove la tecnica è interessante, il taglio è buono, le spezie sono indovinate e il brodo è intenso ma leggero, al contrario di certi nostri consommè… Tanta curiosità,  ma mai chiesta la ricetta, semmai apprezzata l’abilità e immaginata per la mia cucina che è metà spagnola e metà francese, che ama creatività e  fantasia, con un occhio alle tecniche giapponesi.
Deduco che ami il Giappone…
Si, ci sono stato 10 volte e ogni volta mi stupisce il loro modo di cucinare , di fare il brodo, di cuocere il pesce a temperatura così alta…

Volaille du Pèrigord, yubeshi, vino giallo

Ti piace viaggiare in Italia?
Certo, viaggiare e mangiare! Sia io che Natalie adoriamo l’ Alto Adige e il Sud Tirolo, dove abbiamo trovato delle meravigliose osterie, apprezziamo l’ ospitalità dell’Emilia-Romagna a cominciare dalla Clinica Gastronomica, primo e unico ristorante in Italia che prese la Stella Michelin nel 1959. Siamo stati a Vico Equense dal grande Gennaro Esposito e dall’impeccabile Don Alfonso, tutte cucine leggendarie dove lo stessa ricetta viene servita da più di 20 anni.

Limone farcito con aragosta,stracciatella e caviale

Quindi sei favorevole alle ricette ‘ evergreen’ ...
Yes! Dico sempre i miei ragazzi è inutile inventare 20 nuovi grandi piatti ogni anno… è impossibile! Ho 51 anni e se riesco a inventare un piatto o due all’anno… beh, posso dire di essere veramente  felice.

Il tuo primo ricordo in cucina?
Verso i 6 anni.  Papà Felix suonava e cantava in una band dove il sassofonista aveva un ristorante nel Sud della Francia. Ero  lì in vacanza e amavo aiutarlo in cucina. La mia specialità era pelare le patate, un’operazione che richiededeva cura e precisione, seguendo un esigente protocollo che le voleva della stessa dimensione per arrivare alla perfetta cottura tutte allo stesso momento.

David non tu fossi diventato uno chef saresti…

Probabilmente un corridore di corse automobilistiche o un musicista ,visto che suono il sassofono. Si uno di questi due o forse tutti e due…

Spostiamoci nella suggestiva Place Rouppe, dove l numero 23 scopriamo un’ atmosfera deco da bistro francese. Ad accogliervi la deliziosa Laurence Rigolet, moglie di Lionel, lo chef di Comme chez Soi cioè ‘come a casa vostra’, nome nato quasi un secolo fa, quando il ristorante si chiamava ancora ‘Chez Georges’.

Laurence, Lionel e Loïc Rigolet. La tradizione continua…

Pare che un cliente, soddisfatto del pranzo, si sia complimentato con la cucina dello chef che lo aveva riportato ai deliziosi piatti di ‘casa sua’… E aveva ragione, da allora fino a oggi lo storico ristorante brilla di una superba e innovativa interpretazione delle ricette del territorio. Con un tocco di confortevole e fine opulenza. a cominciare dai tavolini apparecchiati con pregiatissima seta fiamminga, alla posateria d’argento e all’elegantissimo calice di Besserat come benvenuto .

Ho incontrato Lionel Rigolet per una… deliziosa intervista.

Buongiorno Chef, quando è nato ‘Comme chez Soi?
Nel 1926, oggi siamo la quarta generazione e con orgoglio posso dire che mio figlio Loïc continuerà la tradizione
Il suo primo ricordo in cucina?
A otto anni. Ho sempre amato curiosare mentre mamma cucinava e e ogni tanto mi facevo una tartina al formaggio o un panino, cose semplici che mi piaceva personalizzare con delle guarnizioni un po’ insolite…

Carrè di faraona con pinoli salsa Aurelie

Vuole dire che era già nel ‘mood chef’?
Probabilmente , fatto sta che ho incominciato giovanissimo, dappria con dare una mano a mio zio nella sua ‘cremerie’ per poi frequentare la scuola alberghiera dove incontrato mia moglie. Sono seguiti dei periodi al Comme chez Soi seguiti da viaggi e esperienza all’estero, in Italia, paese che adoro, dove il bello è dovunque: nell’arte, nelle cose e nei prodotti locali, uno fra tutti la meravigliosa nocciola del Piemonte, e poi Svizzera, Alsazia, Francia.
E il Belgio?
Pensa, ci sono ritornato due giorni prima del matrimonio… il resto è storia !

Cat fish , asparagi, senape, crescione e moussoline di dragoncello

Cucina a casa?
(sorride) SI, sempre e solo io, visto che mia moglie si dedica alla famiglia. Mi piace cucinare eper gli amici improzzisando nuove soluzioni e semplicemte andando sul classico. Cosa ti devo dire? Adoro cucinare… anche quando sono invitato a casa di amici , prima o poi mi ritrovate nella loro cucina, dove mi piace improvvisare, dare una mano, trasmettere e riscuotere emozioni.

San Sablon

E tutto questione di ‘ ciotola’….. ecco come potreessere lo slogan del trendy ristorante San Sablon , locato nell’elegante quartiere di Sablon, arredato con un soave tocco alla moda.
AL timone troviamo Pierre-Jean Antoine che presenta la propria cucina, integrata per l’occasione nella iconica ciotola cara a Sang Hoon Degeimbre, per il quale ha lavorato all’interno del suo team presso il ristorante L’air du temps**, a Liernu.

Pierre Jean Antoine

Con cuore, energia, buon umore e talento Pierre-Jean concepisce ogni piatto come un’esperienza, che immagina, lavora e rielabora, per trovare il più giusto equilibrio. Seguendo le stagioni e gli appuntamenti gastronomici, la cucina di SAN Sablon è generosa, appassionata ed emozionante.

Arogosta , pisellini

Esperienza ‘al cucchiaio’
Come in una piece teatrale, ogni ciotola presenta un interprete , ne illumina la gamma salata grazie a un’intelligente combinazione di tecniche e consistenze. Seguendo le stagioni e gli appuntamenti gastronomici, la cucina di SAN Sablon è generosa, appassionata ed emozionante.

Tutto servito in ciotola e cucchiaio. non cercate la forchetta!
San Sablon, Invece di piatti, forchette e coltelli, serve i suoi piatti  soltanto con i cucchiai, per rendere giustizia alle ricette originali. L’ingrediente principale è esaltato da grintosi contorni di verdure

… e per finire in dolcezza…’panna cotta’ e verbena,
Bravo Pierre Jean!

Dove dormire

Proprio a due passi da Comme chez Soi, ho scoperto The Augustin, un boutique hotel 4 stelle che, secondo me, garantisce qualità, servizio e prezzo

The Augustin è un boutique hotel rinnovato in stile moderno, e si trova a meno di 1 km dalla Stazione di Bruxelles Midi e a 200 metri dalla fermata della metropolitana Anneessens. ‘La struttura offre una sala fitness, una reception aperta 24 ore su 24, e la connessione Wi-Fi gratuita, Personale estramemente cordiale e attento e gentile, basta pensare ai fiori freschi recapitati in camera al mio arrivo… Camere spaziose, dotate di ampie finestre con vista sulla strada o sul patio-giardino, tutte fornite di aria condizionata, scrivania, minibar, area salotto, alcune includono un frigorifero, mentre altre offrono un minibar. C’è un tranquillo bar per relax o per un drink,  il breakfast è soddisfacente e, per posizione e servizio, questa struttura si merita un ottimo voto.

Se invece preferite essere vicini alla Grand Place, vi aspetta una struttura che lancia un nuovo concetto di alloggio dove le consuetudini di un ostello incontrano la qualità del servizio di un hotel di fascia alta.
Siamo a La Troupe Grand Palace, primo hotel belga della omonima catena spagnola.

Posizione strategica nel centro storico di Bruxelles, a 400 metri dal Municipio e a 200 metri da Place Saint Gery e dal Manneken Pis. R Un nuovo concetto di alloggio in Europa. Un’esperienza diversa, alternativa e flessibile per tutte le età ed esigenze, minimalista essenziale, pur senza rinunciare al design, al buon servizio o al comfort. Camere private o in condivisione con altri viaggiatori  , ideale per famiglie con bambini  grazie ai letti a castello estraibili.


La prima colazione, decisamente ‘green’ è a self-service e ben congegnata. Reception attiva 24 ore su 24, un salone in comune e connessione WiFi gratuita dovunque e cancellazione gratuita fino a un giorno, Dategli un’occhiata !

Bruxelles, città fantastica ! E per finire….
Voilà ‘moules et frites’ Il piatto nazionale belga: cozze e patatine.

Le cozze sono recuperabili tutto l’anno ma in Francia la stagione top è da Luglio a Gennaio, periodo in cui sono grandi, carnose e saporite.  L’importante è che siano fresche, ancora vive al momento dell’acquisto.  L’accoppiata perfetta? Moules et frites, cioè cozze e patatine, piatto ‘must’ nel vostro weekend a Bruxelles. Anche qui le varianti non si contano:  al vino bianco, al pomodoro, alla birra bianca (ottime!) oppure marinières, le più tradizionali (e le mie preferite) di cui ho ‘rubato’ la ricetta originale, facile facile…
Volete cucinarle a casa ?

MOULES MARINIÈRES


per 4 persone.

2,5 kg di cozze
5 scalogni
1/2 mazzetto di prezzemolo
4 spicchi d’aglio
40 g di burro
30 cl di vino bianco secco
1 o 2 rametti di timo
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe

Raschiare con cura le cozze e lavarle una volta in una grande ciotola di acqua fredda.
Mondare e tritare lo scalogno.
In una pentola molto capiente Aggiungere  vino, burro, pepe nero, 1 o 2 rametti di timo.
Se amate l’aglio, aggiungete 4 spicchi sbucciati e tritati.
Portare a bollore e aggiungere le cozze. Coprire e cuocere a fuoco vivo per 5 ~ 7 minuti circa scuotendo energicamente la pentola con il coperchio.
Spegnere non appena tutte le cozze sono aperte (scartare quelle che non lo faranno)
Aggiungere il prezzemolo tritato e servire ben caldo. accompagnato da una generosa porzione di patatine fritte o del buon pane.
Un consiglio per ottenere le perfette ‘frites’.
Per rimuovere l’amido in eccesso, immergete le patatine crude per 10 minuti in acqua fredda. Toglietele dall’acqua e asciugatele tamponando con carta assorbente o un panno pulito.

INFO
Visit Brussels

english version

Weekend in Brussels?
Brilliant idea: beauty and taste await you in the ‘Capital of the Capitals’ which has the advantage of being one of the most sustainable cities in Europe. A recent calculation found that for each citizen there is a space of 28 square meters of green between parks, tree-lined avenues, English gardens and even woods and forests!

Ready for our itinerary?
We start from the Grand Place, one of the most beautiful squares in the world, surrounded by the buildings of the ancient guilds of arts and crafts, in a triumph of stucco and gold.
The Hôtel de Ville stands out, a Brabantine Gothic masterpiece, with the Belfry, the 96-meter high tower

MannekenPis,: the statuette of a child who is eternally peeing.symbol of the unconventional spirit of the city and what a wardrobe… more than a thousand dresses, preserved in the Garderobe MannekenPis. Around the fountain many onlookers and tourists and a consequent avalanche of selfies in the company of the naughty child and right in front of it ,,, well, a pastry store with…guess what? xxxx shaped biscuits !

European Parliament offers guided tours based on multimedia and interactive installations
Palais Stoclet, Josef Hoffmann’s masterpiece whose interiors are decorated with frescoes by Klimt.
Koekelberg Basilica, the fifth largest church in the world.
Fine Arts Museum, splendid collection of Flemish masters, Bruegel’s masterpieces and the famous painting by Jacques-Louis David ‘The death of Marat’.
A surprisingly ‘in action’ museum, where real happenings take place in some rooms that host artistic tattoo sessions, drawing classes and sometimes well-known artists such as cartoonist Arno Vanheule and his cartoons on the history of Marat.

Magritte Museum, an unmissable experience animated by the evocative works of the Master of Surrealism. Get ready to fly….
Atomium, iconic steel construction built for the 1958 Universal Exposition. It represents an atom of nine spheres, inside which you will find art exhibitions, a panoramic restaurant and the Kid’s Sphere, full of surprises for the little ones. Go wild with selfies.

Cartoon-mania
Walking through the streets of the center you will discover gigantic murals that reproduce the most famous characters in the world of comics born in Belgium. Visit Brussels, has created a real map to follow the themed route or be surprised from time to time.


Comics Museum (Center Belge de la Bande Desinée or CBBD) located in the temple of art neouveau, designed by Victor Horta. You will find a thousand secret stories (and blue …) of the Smurfs, the intrepid Tintin and the friendly troublemaker Gaston Lagaffe.


In the gift store you will find a paradise of gadgets: mini smurfs, books, figurines and the heroes of life-size comics. Impossible not to give in to a selfie with your favorite, Mine is the fearless and brave Tin Tin. A little further on, the Marc Sleen Museum, cartoonist known for his The Adventures of Nero series. Here you will find the reconstruction of the studio and many sketches of his work. Free admission.

Bruxelles gourmet

Brussels is ready to satisfy any gastronomic need, offering the excellence of local gastronomy in the magical atmosphere of the Galeries Saint Hubert, where some of the most renowned chocolateries stand out, such as Maison Dandoy, Neuhaus, Pierre Marcolini, best pastry chef in the world 2020. with a colorful ‘cuberdon’ sugared pyramidal candy that conceals a fruit syrup inside. The most traditional is the purple one, filled with raspberries.

The most popular, the most loved, in short, the ‘real’ street food is made up of the iconic ‘frites’ the French fries of which the Belgians are proud, not tolerating that in America they are called ‘french fries’ …. Ah, no … the original, golden, crunchy, authentic french fries are Belgian ‘les frites’, made with bintje potatoes, rigorously cut into sticks about 1 centimeter wide and reputed to be the tastiest in the world. You can enjoy them anywhere, sitting in the bistro, in the stalls in the square or as street food, always tasty and substantial, also because they are literally flooded with an avalanche of sauce of your choice.

Where to eat well, very well indeed

We are in the Anderlecht district and we discover La Paix, 2 Michelin stars, open since 1892, refined but without ostentation, deeply local cuisine but open to the world. Inside, many vintage photographs tell the story of the place, intertwined with works of art by Charles Kaisin, Kasper Hamacher, Lana Ruellan, overlooking a splendid open kitchen, led by David Martin.

Between the dining room, the kitchen, Natalie’selfies and the unstoppable arrival of dishes to taste…… I was able to interview the Chef.
Bonsoir David, ritual question: where do you spend a weekend off?
In the Basque Country, with a fixed stop at the Asador Etxebarri restaurant. I love to taste other chefs’ cuisines, but be careful … never steal the recipe, rather try to understand techniques and procedures. For example in Japan I tasted fantastic fish dishes where the technique is interesting, the cut is good, the spices are right and the broth is intense but light, unlike some of our consommés …I I have to confess: I am quite curious, but never asked for the recipe, if anything the skill is appreciated and imagined for my cuisine which is half Spanish and half French, which loves creativity and imagination, with an eye to Japanese techniques. I take it you love Japan … Yes, I’ve been there 10 times and every time I am amazed by their way of cooking, of making broth, of cooking fish at such a high temperature …

Volaille du Pèrigord, yubeshi, vino gialloDo you like traveling in Italy?

Do you like to travel in Italy?
Sure, travel and eat! Both Natalie and I love South Tyrol and South Tyrol, where we found wonderful taverns, we appreciate the hospitality of Emilia-Romagna starting with the Gastronomic Clinic, the first and only restaurant in Italy that got the Michelin Star in 1959. We went to Vico Equense with the great Gennaro Esposito and the impeccable Don Alfonso, all legendary kitchens where the same recipe has been served for more than 20 years.

Limone farcito con aragosta,stracciatella e caviale

So you are in favor of ‘evergreen’ recipes …
Yes! I always tell my kids it’s no use inventing 20 new great dishes every year … it’s impossible! I’m 51 years old and if I manage to invent a dish or two a year … well, I can say I’m really happy.

Your first memory in the kitchen?
Towards the age of 6. Papa Felix played and sang in a band where the saxophonist had a restaurant in the South of France. I was there on vacation and loved helping him in the kitchen. My specialty was peeling potatoes, an operation that required care and precision, following a demanding protocol that wanted them to be the same size in order to get perfect cooking all at the same time.
David had you not become a chef you would have been …
Probably a car racing racer or a musician, as I play the saxophone. Yes one of these two or maybe both …

Let’s move to the suggestive Place Rouppe, where the number 23 we discover a French bistro deco atmosphere. To welcome you the delightful Laurence, wife of Lionel Rigolet, the chef of Comme chez Soi  that means ‘like at home’, a name born almost a century ago, when the restaurant was still called ‘Chez Georges’.

It seems that a customer, satisfied with the lunch, complimented the cuisine of the chef who had brought him back to the delicious dishes of ‘his home’ … And he was right, from then until today the historic restaurant shines with a superb and innovative interpretation of local recipes. With a touch of comfort and fine opulence. starting with the tables set with the finest Flemish silk, the silver cutlery and the elegant Besserat chalice as a welcome

I met Lionel Rigolet for a … delightful interview.

Hello Chef, when was ‘Comme chez Soi’ born?
In 1926, today we are the fourth generation and I can proudly say that my son Loïc will continue the tradition
Your first memory in the kitchen?
At eight years old. I have always loved to browse while my mother cooked and every now and then I made myself a cheese tart or a sandwich, simple things that I liked to customize with some unusual toppings …

Carrè di faraona con pinoli salsa Aurelie

Do you mean you were already in the ‘chef mood’?
Probably, the fact is that I started very young, first helping my uncle in his ‘cremerie’ and then attending the hotel school where I met my wife. After few spending few months at Comme chez Soi , I started travelling abroad, in Italy, a country that I love, where beauty is everywhere: in art, in things and in local products, one of them is the wonderful hazelnut of Piedmont, and then Switzerland, Alsace, France.
What about Belgium?
(smiling) Imagine, I went back to Brussels  just two days before the wedding… the rest is history!

Cat fish , asparagi, senape, crescione e moussoline di dragoncello

Do you cook at home?
(smiles again) Yes, and it’ s always and only me, since my wife is dedicated to her family.
I like to cook and for friends by improvising new solutions and simply going on the classic. What can I tell you? I love to cook … even when I am invited to a friend’s house, sooner or later you will find me in their kitchen, where I like to improvise, lend a hand, transmit and collect emotions

.

San Sablon

t’s all a matter of ‘bowl’ … .. this is how the slogan of the trendy San Sablon restaurant, located in the elegant Sablon district, could be, furnished with a gentle touch of fashion.
At the helm we find Pierre-Jean Antoine introducing his kitchen, integrated for the occasion in the iconic bowl dear to Sang Hoon Degeimbre, for whom he worked within his team at the L’air du temps ** restaurant, in Liernu.

Pierre Jean Antoine

With heart, energy, good humor and talent Pierre-Jean conceives each dish as an experience, which he imagines, works and re-elaborates, to find the right balance. Following the seasons and gastronomic events, San Sablon’s cuisine is generous, passionate and exciting.

Arogosta , pisellini

The ‘spoon experience‘
As in a theatrical piece, each bowl features an interpreter, illuminating the salty range thanks to an intelligent combination of techniques and textures. 

All served in bowl and spoon. do not look for the fork!
San Sablon, Instead of plates, forks and knives, he serves his dishes only with spoons, to do justice to the original recipes. The main ingredient is enhanced by gritty vegetable side dishes

… and to finish on a sweet note …’panna cotta’ and verbena,
Bravo Pierre Jean!

Where to sleep

Just a stone’s throw from Comme chez Soi, I discovered The Augustin, a 4-star boutique hotel which, in my opinion, guarantees quality, service and price.

The Augustin is a renovated boutique hotel in a modern style, and is located less than 1 km from Brussels Midi Station and 200 meters from Anneessens Metro Station. ‘The property offers a fitness room, a 24-hour reception, and free Wi-Fi,Extremely friendly and attentive and kind staff, just think of the fresh flowers delivered to the room on my arrival … Spacious rooms, equipped with large windows overlooking the street or the patio-garden, all equipped with air conditioning, desk, minibar, living room, some include a refrigerator, while others offer a minibar. There is a quiet bar for relaxation or a drink, the breakfast is satisfactory and, for location and service, this property deserves a very good rating.

If, on the other hand, you prefer to be close to the Grand Place, a structure awaits you that launches a new concept of accommodation where the customs of a hostel meet the quality of service of a high-end hotel. We are at La Troupe Grand Palace, first Belgian hotel of the Spanish chain of the same name.

Strategic location in the historic center of Brussels, 400 meters from the Town Hall and 200 meters from Place Saint Gery and the Manneken Pis. A A new concept of accommodation in Europe. A different, alternative and flexible experience for all ages and needs, essential minimalist, without sacrificing design, good service or comfort. Private rooms or shared with other travelers, ideal for families with children thanks to the pull-out bunk beds.


The self-service breakfast  is well cured and defenetely  ‘green’. The property boasts a 24 hour reception, a shared lounge, free WiFi throughout and free cancellation up to one day. Check it out!

Brussels, a fantastic city!
And finally…. Voilà ‘moules et frites’ The Belgian national dish: mussels and chips ..

Mussels can be found all year round but in France the top season is from July to January, a period in which they are large, meaty and tasty. The important thing is that they are fresh, still alive at the time of purchase. The perfect match? Moules et frites, that is, mussels and chips, a ‘must’ dish on your weekend in Brussels. Here too the variations are countless: white wine, tomato, white beer (excellent!) Or marinières, the most traditional (and my favorites) of which I ‘stole’ the original recipe, easy easy …

Do you want to cook them at home?
MOULES MARINIÈRES

Ingredients
for 4 people.

2.5 kg of mussels
5 shallots
1/2 bunch of parsley
4 cloves of garlic
40 g of butter
30 cl of dry white wine
1 or 2 sprigs of thyme
1 pinch of salt
1 pinch of pepper

Preparation

Carefully scrape the mussels and wash them once in a large bowl of cold water.
Clean and chop the shallot.
In a very large pot Add wine, butter, black pepper, 1 or 2 sprigs of thyme.
If you love garlic, add 4 peeled and chopped cloves.
Bring to the boil and add the mussels. Cover and cook over high heat for about 5 ~ 7 minutes while vigorously shaking the pot with the lid.
Turn off as soon as all mussels are open (discard any that won’t)
Add the chopped parsley and serve hot. accompanied by a generous portion of French fries or good bread.
A tip to get the perfect ‘frites’.
To remove excess starch, soak the raw fries for 10 minutes in cold water. Remove them from the water and dry them by blotting with absorbent paper or a clean cloth.

INFO
Visit Brussels

Le Louise Hotel Brussels – MGallery

Do not be intimidated by the sulky air of that gigantic ‘smurf’ ….
It’s just a cool way to tell you ‘Welcome to Le Louise Hotel Brussels – MGallery !
Actually  you will immediately realize that the welcome is not at all gruff, quite the contrary. The staff is very polite, present, professional and friendly.

Le Louise is located in the center of Brussels, at 10 minutes walk from the historic Centre of Brussels, the unmissable Magritte Museum and the Royal Museums of Fine Arts and it is only 15 minutes walk from the European District. Enjoy visiting famous sites such as the Royal Square and the Notre Dame du Sablon

The hotel is easily reachable by public transport, (the metro station Luoiza is 3 minutes away) in addition to that ,  the concierge makes it super easy to get a cab every time I needed one.
In one word, everything is as you’d expect from a 5 stars hotel.

Once through the entrance, you will go up an escalator that will takes you to the reception, not after admiring the city’s 30 wonderful max post cards, a great tribute to Brussels, its people, architecture and gardens and all that gives this city so much charm.

The rooms are new and spacious, boasting direct USB charging ports (incl. UCB C’s)!Wifi connection it is perfectly working,
The bed gets yousleeping in a cloud.

Complimentary set to make tea or coffee.
Breakfast is generous and definitely gourmet.
The Maison Louise Restaurant & Wine Bar boasts a menu made by starred chef Isabelle Arpin!

You can seat at the cozy Mister Blue Bar and order from a menu that includes salads, club sandwiches, cold cuts either italian or french.
I sampled some italian cheeses and tasted a gorgeous burger with brie cheese served, of course, with  the traditional ‘frites’ and mayonnaise,  a national treasure!

INFO
Le Louise Hotel Brussels-Mgallery
Av. de la Toison d’Or 40,
Bruxelles, Belgium,
phone number : +3225142200

ITALIAN VERSION

DOVE DORMIRE QUANDO SIETE A BRUXELLES

Le Louise si trova nel centro di Bruxelles, a 10 minuti a piedi dal centro storico di Bruxelles, dall’imperdibile Museo Magritte e dai Musei Reali delle Belle Arti ed è a soli 15 minuti a piedi dal Distretto Europeo. Divertiti a visitare siti famosi come la Piazza Reale e Notre Dame du Sablon

L’hotel è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (la stazione della metropolitana Luoiza è a 3 minuti di distanza), inoltre il concierge rende super facile prendere un taxi ogni volta che ne ho bisogno.
In una parola, tutto è come ti aspetteresti da un hotel a 5 stelle.

Una volta varcato l’ingresso, salirai una scala mobile che ti porterà alla reception, non dopo aver ammirato le 30 meravigliose cartoline max della città, un grande omaggio a Bruxelles, alla sua gente, all’architettura e ai giardini e tutto ciò che dà così tanto a questa città fascino.

Le camere sono nuove e spaziose, dotate di porte di ricarica USB dirette (incl. UCB C’s)! Connessione Wi-Fi perfettamente funzionante,
Il letto ti fa dormire in una nuvola.

Set gratuito per preparare tè o caffè.
La colazione è abbondante e decisamente gourmet.
Il Maison Louise Restaurant & Wine Bar vanta un menù realizzato dalla chef stellata Isabelle Arpin!

Puoi sederti nell’accogliente Mister Blue Bar e ordinare da un menu che include insalate, club sandwich, affettati italiani o francesi.
Ho assaggiato alcuni formaggi italiani e ho assaggiato uno splendido hamburger con formaggio brie servito, ovviamente, con le tradizionali “frites” e maionese, un tesoro nazionale!

INFORMAZIONI

INFO
Le Louise Hotel Brussels-Mgallery
Av. de la Toison d’Or 40,
Bruxelles, Belgium,
phone number : +3225142200

THE ENCHANTEMENT OF BRUGES, BELGIUM

(IN ITALIAN AND ENGLISH)

Pronti per un weekend suggestivo, magico, sorprendente…insomma indimenticabile e straordinariamente ‘gourmet’… con la ricetta originale della ‘crepe’ di ChefJan Supply?
La meta è Bruges, cittadina belga nella meravigliosa Regione delle Fiandre.
Una destinazione che vi regalerà storia, arte, cultura e la ricca cucina fiamminga.
Pronti ? Partiamo.

A darci il benvenuto sono le torri medioevali, i canali su cui su specchiamo ville e palazzi, i romantici angoli immerse nel verde e i pittoreschi scorci che Bruges offre al visitatore.
Questa città, grazie alla sua posizione favorevole e il collegamento con il mare divenne sin dal medioevo. un’importante e intraprendente punto commerciale e centro portuale dell’Europa nord-occidentale. Molti facoltosi commercianti europei di trasferirono a Bruges dove nacque la prima borsa valori, le cui attività si svolgevano sulla piazza davanti alla locanda della famiglia Van der Beurze e le cui borsette sono ancora immortalate sul portale del palazzo.

Per Bruges iniziò il secolo d’oro, capitanato dai Duchi di Borgogna che qui ampliarono la loro residenza, trasformando la città in un vivace crocevia eonomico e culturale. Pittori famosi come Jan van Eyck e Hans Memling, grandi maestri primitivi fiamminghi, trovarono in Bruges il luogo ideale per le proprie attività artistiche.

L’anno 1482 segnò il triste declino della città, i rapporti tra I commercianti e Massimiliano di Borgogna precipitarono, cosi some i collegamenti di Bruges con il mare. La corte, i mercanti stranieri, le autorità e gli artisti abbandonarono la città, insomma i vip dell’ epoca se ne andarono via tutti, tranne… i cigni da sempre presenti a Bruges, simbolo di libertà e tuttora fotografatissimi protagonisti.

La grande rinascita avvenne nel 1892 quando lo straordinario patrimonio della città fu riscoperto. Grazie alla sua bellezza intima e misteriosa, Bruges iniziò ad essere considerata come una delle mete turistiche più interessanti al mondo

Come girare per Bruges
A Bruges è bellissimo gironzolare senza meta nelle tortuose stradine per scoprire il suo volto medievale e i suoi angoli più nascosti, magari affidandovi a una guida, a piedi o in bicicletta, oppure in risciò, mezzo di trasporto unico ed ecologico. I canali di Bruges sono le arterie della città. Non perdetevi un tour in battello o in barca lungo I canali, da cui potrete vedere la città da un diverso punto di vista e scoprire angoli nascosti e giardini segreti.

Due eccellenze di Bruges: delicati merletti e praline di ciocoolato

L’imbarco avviene in uno dei cinque moli nel cuore della città e il giro dura circa mezz’ora. I più avventurosi potranno vive l’ebbrezza di un volo in una delle mongolfiere di Bruges Ballooning che organizza tour mattutini e serali nei cieli sopra la città, l’ escursione dura tre ore di cui almeno una in aria.

Siete romantici?
Vi aspetta un suggestivo giro in carrozza dove godrete di tutta la pittoresca bellezza di Bruges, attraverso piazze secolari e favolosi ponti sui canali, mentre il cocchiere vi offrirà spiegazioni esperte e farà una breve sosta al famoso (e imperdibile) Begijnhof, struttura dalle bianche pareti, un tempo dimora di una comune di ‘beghine’, donne laiche emancipate che conducevano una vita casta e pura in una vera oasi di pace religiosa, caratterizzata dall’imponente cortile interno, dagli alberi dalle radici aggrovigliate e meravigliosi fiori stagionali. Poco distante vi aspetta il lago Minnewater, circondato da un bellissimo parco e attraversato da un suggestivo ponte del 1720 che regala una vista spettacolare sulle torri e sui tetti a punta di Bruges.

DA VEDERE

Grote Markt o Piazza del Mercato, era il centro commerciale di Bruges in epoca medioevale e vivace nido della città, dominato dalla Belfort, Torre Civica su cui potrete scalare 83 gradini per godere di un panorama mozzafiato. Non è possibile prenotare, per cui prevedete un po’ di attesa, ma ve lo assicuro, ne vale la pena.

Burg cuore pulsante della città. Da oltre 600 anni la maestosa architettura della piazza comprende anche la Landhuis, casa della Legione della libertà di Bruges. Questa piazza era il cuore amministrativo e religioso di Bruges e, sebbene nulla rimane delle due costruzioni, i bellissimi edifici storici che la circondano ne sono la testimonianza. Primo fra tutti il trecentesco municipio gotico Stadhuis, uno dei più antichi dei Paesi Bassi, con guglie, torrette e la facciata costellata di finestre e splendidamente decorata.

Basilica del Santo Sangue di Bruges che, in un prezioso flacone di cristallo, ospita un frammento del tessuto utilizzato da Giuseppe d’Arimatea per asciugare il sangue di Cristo dopo la crocifissione.
Chiesa di Nostra Signora, costruita in stile gotico brabantino tra il XIII e XV secolo, la Onze-Lieve-Vrouwekerk è uno splendido esempio dell’abilità e della perizia degli artigiani locali.all’interno troverete un vero gioiello la Madonna di Bruges di Michelangelo, scultura in marmo di Carrara di straordinaria bellezza. Fu acquistata nel 1506 dalla famiglia Mouscron, ricchi mercanti di tessuti di Bruges, per adornare la tomba di famiglia ed è l’unica opera di Michelangelo ad aver lasciato l’Italia mentre il grande artista era ancora in vita.

Affiancati uno all’altro ecco meravigliosi musei: il Gruuthuse, sfarzoso palazzo del XV secolo abitato da un mercante che riscuoteva la tassa su “Gruut”, una mistura di erbe che veniva aggiunta all’orzo nel processo di produzione della birra. Il Museo , attrverso 22 stanze, racconta 500 anni di storia di Bruges con collezioni che spaziano dagli arazzi al mobilio, da oggetti in metalli preziosi alle ceramiche, dalle armi agli strumenti musicali e la suggestiva cappella privata che si affacciata direttamente sulla navata della Chiesa di Nostra Signora. Permettendo ai nobili di seguire le funzioni religiose senza essere visti dal popolo.

Museo di Groening ricca collezione di opere d’arte dal XV al XX secolo, concentrata principalmente sugli artisti che hanno vissuto e lavorato a Bruges. Una magnifica raccolta di dipinti dei cosiddetti Primitivi Fiamminghi costituisce il nucleo centrale della mostra permanente ed è consoderata una delle migliori collezioni di arte medioevale in Europa.


Il Museo vanta infatti, alcuni capolavori di Hans Memling, Gerard David e di Jan Van Eyck, considerato l’iniziatore della scuola fiamminga e il celebre ritratto di sua moglie “Margareta, dall’espressione piuttosto severa, si mormora che in casa a comandare fosse lei….


Museo Memling, mobili, oggetti, archivi e strumenti medici, raccontano la secolare storia dell’ospedale Sint-Janshospitaal gestito delle sorelle e dei fratelli della Congregazione che curava corpi e anime.

La cucina fiamminga

Il Belgio, si sa, è famoso per le sue ‘ frites’ patatine fritte spesso accomoagnate da cozze alla ‘Mariniere’ o ‘au vin blanc’. Le frites sono lo street food d’eccellenza, le trovate dovunque, in porzioni generosissime, rigorosamente fresche e tagliate in giornata, con una vastissima scelta di salse, dalla mayonnaise, la più tradizionale, al ketchup, alla tartare, o mille altre inaspettate versioni.

Le ‘frites’ sono una vera istituzione, tanto che la città le onora con un museo nello spendido palazzo Saalhalle, il Frietmuseum, racconta la storia della patata, delle ‘frites’ e delle salse, il tutto, naturalmente con degustazione finale! Madame Adi, mia gentile guida, mi ha consigliato Casa Patata, dove mi sono affiondato e concesso un gustoso break, davvero ottime !

Cosa mangiare a Bruges
La gastronomia fiamminga è un mix ben riuscito di piatti francesi e belga. Tra i prodotti di mare spiccano gamberi ’grigi’ (crevettes grises), anguille, moules – frites (cozze con patatine fritte, mi raccomando, occhio alla stagione,)
Tra le carni: bollito misto di carne (hochebot), il mijotè di maiale, la carbonade (bovino), il famoso cavoletto di Bruxelles, asparagi bianchi (in stagione) cioccolato e più di 1000 tipi di birra

Dove ho cenato
Goesepitte43, alternativo ma non troppo , innovativo al punto giusto , la cucina belga felicemente presente e egregiamente rielaborata dallo chef Jan Supply che ha sorannominato il suo locale ‘bistronomy’ a cavallo tra bistrot, brasserie e ristorante gastronomico.

i famosi asparagi bianchi ‘Spitsbroek’ feuilleté, teneri e succosi serviti con una delizosa con salsa mousseline

Carne, pesce e pollame e grande attenzione ai contorni di verdure che potranno essere scelti dal cliente. Molti piatti sono cucinati con il Mibrasa, un forno a carbone che esalta gli aromi naturali degli ingredienti e sprigiona una gamma unica di sapori puri.

Chef Jan Supply

Ho gustato i famosi asparagi bianchi ‘Spitsbroek’ feuilleté, teneri e succosi serviti con una delizosa con salsa mousseline e non posso non citare la strepitoso dolce, una sorrilissima e croccante crèpe alle mele con panna e un tocco di gelato alla vaniglia…Irrerstibile! Impossibile non ‘ rubare’ allo chef la ricetta originale.

Ecco la ricetta della ‘crepe normandie’

La torta di mele è una frittella con fettine di mela chiamata “crêpe normande”.
Ecco la ricetta per 12 frittelle
4 uova
200 g di farina
60 g di burro fuso
0,5l di latte
4 mele, sbucciate e tagliate a fettine sottili (usate una mandolina se ne avete una)
Per caramellare: 200 g di zucchero + 200 di burro

ISTRUZIONI

1 Sbattere tutti gli ingredienti a parte il burro e le mele con metà del latte per unire, quindi aggiungere il resto del latte per ottenere una pastella. Resisti alla tentazione di usare un frullatore in quanto attiverà eccessivamente il glutine nella farina e impedirà alla pastella di scorrere correttamente nella padella. Metti da parte per un po’.

2 Cuocete molto leggermente le fettine di mela in padella con un po’ di burro, giusto per ammorbidirle. Mettetele da parte.

3 Scaldare il burro in una padella per crêpe fino a quando non diventa spumoso. Aggiungere un mestolo di pastella e stendere spostando la padella o utilizzando una spatola di legno. Aggiungere rapidamente alcune fettine di mela e distribuire sopra un po’ più di pastella. Cuocere per pochi istanti fino a doratura, quindi capovolgere la frittella nella padella per cuocere dall’altro lato. Con le crêpes Normande, questo richiede pratica perché le mele riducono la coesione della crêpe. Se riesci a fare un giro completo, ottimo. Non preoccuparti se sbagli: nascondi l’errore con una piega.

4 Una volta cotta, Sistermarla su un piatto e servirla con gelato o crema chantilly.

INFO
Visit Flanders
Visit Bruges
#VisitBruges
#imagineBruges
Facebook: @VisitBruges
Twitter: @Visit_Bruges
Instagram: @visitbruges

ENGLISH VERSION

Are you ready for a suggestive, magical, surprising weekend … in short, unforgettable and definitely ‘gourmet’… with the original ‘crepe’ recipe by Chef Jan Supply?
The destination is Bruges, a Belgian city in the beaufuful West Flandres  Landes.
A destination that will give you history, art, culture and rich Flemish cuisine.
Are you ready? Let’s go.

To welcome us are the medieval towers, the canals on which we mirror villas and palaces, the romantic corners surrounded by greenery and the picturesque views that Bruges offers to the visitor.
This city, thanks to its favorable position and the connection with the sea became since the Middle Ages. an important and enterprising commercial point and port center of north-western Europe. Many wealthy European traders moved to Bruges where the first stock exchange was born, whose activities took place on the square in front of the Van der Beurze family inn and whose handbags are still immortalized on the portal of the palace.

The golden century began for Bruges, led by the Dukes of Burgundy who expanded their residence here, transforming the city into a lively economic and cultural crossroads. Famous painters such as Jan van Eyck and Hans Memling, great Flemish primitive masters, found in Bruges the ideal place for their artistic activities.

The year 1482 marked the sad decline of the city, relations between merchants and Maximilian of Burgundy plummeted, as did the connections of Bruges with the sea. The court, foreign merchants, authorities and artists left the city, in short, the VIPs of the time all left, except … the swans that have always been present in Bruges, a symbol of freedom and still highly photographed protagonists ..

The great revival took place in 1892 when the extraordinary heritage of the city was rediscovered. Thanks to its intimate and mysterious beauty, Bruges began to be regarded as one of the most interesting tourist destinations in the world

How to get around Bruges
In Bruges it is wonderful to wander aimlessly in the winding streets to discover its medieval face and its most hidden corners, perhaps relying on a guide, on foot or by bicycle, or by rickshaw, a unique and ecological means of transport.The canals of Bruges are the arteries of the city. Do not miss a boat or boat tour along the canals, from which you can see the city from a different point of view and discover hidden corners and secret gardens. Boarding takes place at one of the five piers in the heart of the city and the tour takes about half an hour.The more adventurous can experience the thrill of a flight in one of the Bruges Ballooning balloons which organizes morning and evening tours in the skies above the city, the excursion lasts three hours, at least one in the air.

Are you romantic?
An evocative carriage ride awaits you where you will enjoy all the picturesque beauty of Bruges, through centuries-old squares and fabulous canal bridges, while the coachman will offer you expert explanations and will make a short stop at the famous (and unmissable) Begijnhof, a structure with white walls, once home to a commune of ‘beguines’, emancipated lay women who led a chaste and pure life in a true oasis of religious peace, characterized by the imposing internal courtyard, the trees with tangled roots and wonderful seasonal flowers. Not far away, Lake Minnewater awaits you, surrounded by a beautiful park and crossed by a suggestive bridge from 1720 that offers a spectacular view of the towers and pointed roofs of Bruges.

TO BE SEEN

Grote Markt or Market Square, was the commercial center of Bruges in medieval times and lively nest of the city, dominated by the Belfort, Civic Tower on which you can climb 83 steps to enjoy a breathtaking view. It is not possible to book, so expect a bit of a wait, but I assure you, it’s worth it

Burg beating heart of the city. For over 600 years, the square’s majestic architecture has also included the Landhuis, home of the Bruges Legion of Freedom. This square was the administrative and religious heart of Bruges and, although nothing remains of the two buildings, the beautiful historic buildings that surround it bear witness to this. First of all, the 14th-century Gothic Town Hall Stadhuis, one of the oldest in the Netherlands, with spiers, turrets and a beautifully decorated, window-studded facade.

Basilica of the Holy Blood of Bruges which, in a precious crystal bottle, houses a fragment of the fabric used by Joseph of Arimathea to dry the blood of Christ after the crucifixion.
Church of Our Lady,
built in the Brabantine Gothic style between the 13th and 15th centuries, the Onze-Lieve-Vrouwekerk is a splendid example of the skill and expertise of local artisans.Inside you will find a real jewel, Michelangelo’s Madonna of Bruges , Carrara marble sculpture of extraordinary beauty It was purchased in 1506 by the Mouscron family, rich merchants of Bruges fabrics, to adorn the family tomb and is the only work of Michelangelo to have left Italy while the great artist was still in life.

Side by side are wonderful museums: the Gruuthuse, a sumptuous 15th-century palace inhabited by a merchant who collected the tax on “Gruut”, a mixture of herbs that was added to barley in the brewing process. The Museum, through 22 rooms, tells 500 years of Bruges history with collections ranging from tapestries to furniture, from objects in precious metals to ceramics, from weapons to musical instruments and the suggestive private chapel that overlooks the nave of the Church of Our Lady. Allowing nobles to attend religious services without being seen by the people.

Groening Museum rich collection of works of art from the 15th to the 20th century, mainly focused on the artists who lived and worked in Bruges. A magnificent collection of paintings by the so-called Flemish Primitives forms the core of the permanent exhibition and is one of the best collections of medieval art in Europe. In fact, the Museum boasts some masterpieces by Hans Memling, Gerard David and Jan Van Eyck, considered the initiator of the Flemish school and the famous portrait of his wife “Margareta, with a rather severe expression, it is rumored that in the house… she was the boss…

Flemish cuisine

Belgium, as we know, is famous for its ‘frites’ french fries often accompanied by ‘Mariniere’ or ‘au vin blanc’ mussels. Excellent street food, you can find them everywhere, in very generous portions, strictly fresh and cut on the same day, with a huge choice of sauces, from mayonnaise, the most traditional, to ketchup, tartare, or a thousand other unexpected versions.

The ‘frites’ are a true institution, so much so that the city honors them with a museum in the splendid Saalhalle palace, the Frietmuseum, tells the story of the potato, the ‘frites’ and sauces, all, of course, with a final tasting! Madame Adi, my kind guide, recommended Casa Patata, where I allowed myself a tasty break, really good!.

What to eat in Bruges
Flemish gastronomy is a successful mix of French and Belgian dishes. Among the seafood products stand out ‘gray’ prawns (crevettes gris), eels, moules-frites (mussels with fries, I recommend, keep an eye on the season) Among the meats: mixed boiled meat (hochebot), pork mijotè , carbonade (bovine), the famous Brussels sprout, white asparagus (in season), chocolate and more than 1000 types of beer!

Where I had dinner
Goesepitte43
, alternative but not too much, innovative at the right point, the Belgian cuisine happily present and excellently reworked by chef Jan Supply who has renamed his ‘bistronomy’ place between bistro, brasserie and gastronomic restaurant. Meat, fish and poultry and great attention to vegetable side dishes that can be chosen by the customer. Many dishes are cooked with Mibrasa, a charcoal oven that enhances the natural aromas of the ingredients and releases a unique range of pure flavors.

Chef Jan Supply

I tasted the famous white asparagus ‘Spitsbroek’ feuilleté, tender and juicy served with a delicious mousseline sauce and I cannot fail to mention the amazing dessert, an apple crepe with a touch of vanilla ice cream …

Here the original “crêpe normande”. recipe

The apple tart is a pancake with apple slices called a “crêpe normande”. The recipe for 12 pancakes is:

4 eggs

200g of flour

60g of melted butterthe

0,5l milk

4 apples, peeled and thinly sliced (use a mandoline if you have one)

To caramelize : 200g Sugar + 200 butter

INSTRUCTIONS

1 Whisk all ingredients apart from the butter and apples with half the milk to combine, and then whisk in the rest of the milk to make a batter. Resist the temptation to use a blender as it will over-activate the gluten in the flour and stop the batter from running properly in the pan. Set aside for a while.

2 Very lightly cook the apple slices in a pan with a little butter, just to soften them. Set aside.

3 Heat the butter in a crêpe pan until foaming. Add a ladle of batter and spread out either by moving the pan or using a wooden spreader. Quickly add some apple slices in a nice pattern, and spread over a little more of the batter. Cook for few moments until browning, and then turn the pancake over in the pan to cook the other side. With crêpes Normande, this takes practice because the apples reduce the cohesively of the crêpe. If you can do a full flip, then this is a good skill to acquire. Don’t worry if you mess it up – hide the error with a fold.

4 Fold onto a plate once cooked and serve with ice cream or Chantilly cream.

INFO
Visit Flanders
Visit Bruges
#VisitBruges
#imagineBruges
Facebook: @VisitBruges
Twitter: @Visit_Bruges
Instagram: @visitbruges

CESARE ZUCCA Travel, food & lifestyle.
Milanese by birth, Cesare lives between New York, Milan and the rest of the world. For WEEKEND PREMIUM he photographs and writes about cities, cultures, lifestyles. He likes to discover both traditional and innovative gastronomic delights. Cesare meets and interview top chefs from all over the world, ‘steals’ their recipes in a ” non touristy tourist ” style

Benvenuti a Anversa! Welcome to Antwerp!

(in italian and english)
Belgio: vi aspetta un weekend ricco di storia, arte, cultura, birra, gastronomia e… diamanti,

il tutto condito dalla simpatia dei Sinjoren, (signori) come vengono chiamati gli abitanti di questa città, noti per essere le persone più felici della terra. Proprio per questo motivo molti turisti sono attratti da Anversa, dove gli amanti della birra possono godere di momenti “inebrianti” provando tutti i tipici sapori belgi.

Anversa, capoluogo della provincia delle Fiandre, è la seconda città più grande del Belgio e anche il secondo porto più grande d’Europa, nonché da secoli conosciuta come  la ‘capitale mondiale dei diamanti’ di cui cura Il taglio, la lucidatura e il commercio. Una città ricca di affascinanti architetture e istituzioni storiche, integrate da una vivace vita notturna.

Pronti? Si parte alla grande e si arriva alla grandissima…
Preparatevi a rimanere a bocca aperta , vi aspetta la spettacolare Stazione Ferroviaria, costruita all’inizio del 20° secolo e considerata tra le più belle stazioni ferroviarie del mondo.

Il nostro itinearario prosegue verso il centro storico, con una visita a Steenplein  fortezza secolare che ospita un centro visitatori e The Antwerp Story, perfetta introduzione per conoscere Anversa.

Het Steen

Proseguiamo verso il Plantin-Moretus, museo dell’industria della stampa  e patrimonio mondiale dell’UNESCO, un vero gioiello che riporta in vita la storia secolare della stampa libraria. Qui potrete vedere le più antiche stampanti del mondo, decine di migliaia di libri e una magnifica collezione d’arte, tra cui  uno splendido disegno di Peter Paul Rubens recentemente acquisito dal governo fiammingo.

Plantin-Moretus

Ho citato Rubens che sarà la nostra guida e ispirazione per la  nostra prossima tappa. Siamo infatti arrivati alla Rubenshuis, la casa dove Rubens visse gioie e dolori familiari, dipinse e intrattenne i grandi regnanti dell’epoca.

Ruben’s House

Costruita ispirandosi alle gloriose strutture italiane, che Rubens amava e conosceva bene. L’artista era talmente innamorato dell’Italia, che decise di farsi chiamare ‘Pietro Paolo’ e a firmare così alcuni dei suoi quadr , tra cui il celebre ritratto della seconda moglie, la sedicenne Helena Fourment, famosa per la sua bellezza. Da lei il Maestro ebbe 5 figli e la sua fertilità è rappresentata di fiori d’arancio tra i capelli.

Helena, la bellissima moglie di Rubens

Dal monumentale ingresso, ricco di statue di ispirazione romana,  si passa alla casa, completa di quadri, arredi, vettovaglie, numerosi camini e del suo letto, puttosto minuto, devo dire …

La Cattedrale di Nostra Signora è la più grande chiesa gotica dei Paesi Bassi. All’interno spiccano due opere di Rubens “L’elevazione della croce” e la “Discesa dalla croce” , La torre settentrionale, alta 123 metri., è un vero merletto di pietra.

Uno snack in pieno centro?
Impossibile non gustare l’orgoglio gastronomico nazionale: ‘les frites‘ ! Croccanti patatine fritte, rigorosamente fresche e pelate in giornata, non proprio regalate, ma di porzioni generose e qualità stellare… Vi verranno servite sommerse da una quantità industriale di salse a vostra scelta, dalla tradizionale mayonnaise alla tartare, al ketchup a mille altri gusti inaspettati. Dove? Da Frittura N°1, il più famoso ‘fries shop’ della città.

Le patatine di FRITTURA 1

Altra specialità belga  sono le crocchette di gamberi, rinomate quelle di Fish a’ GoGo, mentre se vi va di sedervi per lunch o cena comodamente swduti e serviti , date un’occhiata alla cucina ‘casual bistro’ di Nage

Langoustine e gnocchi lemothyme di Nage
Langoustine e gnocchi lemothyme di Nage

Una birra?
Certamente, siete nel regno delle birre…
Kulminator, scelto come “Miglior beerpub del mondo”, oppure De Plek con le proprie creazioni Aurora & Momento.
Cercate l’Olimpo? Puntate su De Koninck dov, in un modo autentico, educativo e interattivo, potrete sperimentare la ricca cultura della birra e la storia dell’ultimo birrificio attivo nella città i
La mia birra preferita? Non ho dubbi: la Tripel D’Anvers, fruttata, seducente, unica…

Quando sarete nella birreria vi raggiungerà l’intenso aroma dei formaggi che i Van Tricht maturano dal 2012. Oltre al loro laboratorio di stagionatura, c’è anche Only Cheese, dove è possibile degustare e acquistare il loro formaggio, premiato come uno dei migliori formaggi d’Europa.

Vi è venuta voglia di qualcosa di dolce? Ecco le mete ‘must’:


Philip’s Biscuits, una delle poche panetterie veramente artigianali che cuociono ancora i biscotti in modo tradizionale  mentre da The Chocolat Line, nel prestigioso Palace on the Meir, troverete imprevedibili cioccolatini e fantasiose praline. In questo tripudio cioccolatoso, non poteva mancare il Museo del cioccolato belga più grande del mondo: Chocolate Nation dove si possono degustare ben 10 diversi gusti di cioccolato.

The Chocolat Line

Dove mangiare bene

The Butcher’s son
Ristorante stellato di fronte al Velodome in Boomgaardstraat. Si entra da un  cancello nero per poi prendere le scale tra il popolare Cheese Chop e la celebre macelleria The Butcher’s Store.  Al timone troviamo lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.

Lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.

Locato nell’ex birrificio De Koninck, è la combinazione perfetta di design urbano e intelligente. La carne rossa esposta come un’opera d’arte nelle vetrine ricorda al visitatore che qui la carne è la protagonista, esposta in bella mostra in una immensa cella a temperatura controllata. Scegliete il pezzo che più vi attira e vi verrà cucinata come meglio credete nella cucina a vista, proprio sotto i vostri occhi.


 Il menu propone classici come pâté en croute, cervella e testa di vitello con salsa tartara, anguilla verde, maxi vol-au-vent deluxe per 2 persone e una raffinata selezione di entrecote di carne stagionata. Lo chef propone anche piatti di stagione come un mix di salmone marinato e ricotta e spezie o pollo ruspante delle Landes con spugnole e asparagi bianchi. La seconda parte del ristorante ospita una gigantesca cantina che offre una carta dei vini ben equilibrata e unìeccellente selezione di ottime birre artigianali.

Dalla terrazza del Butcher’s son

Ho raggiunto Bert e Luc Dickens per una simpatica intervista

Buongiorno Bert, buongiorno Luc, siete amici da molto tempo, vero?
Bert: Si, da anni. Ci siamo conosciuti nel 2005 nel ristorante stellato De Schone van Boskoop. Luc era il maître-sommelier e Bert Jan era il sous chef, poi è arrivato il nostro The Butcher’s Son, un’avventura di cui siamo entrambi incredibilmente entusiasti”

A proposito, com’è nato questo nome?
Luc
: Da un piccolo incidente. A Bert si era bloccata la macchina ed era ancato a chiedere aiuto alla bottega più vicina. Era proprio una macelleria e , visto che il carro attrezzi sarebbe arrivato 2 ore dopo, il macellaio gli propose di dargli una mano a fare delle polpettine di carne. Beh, da lì è nata una passione e Bert tornava regolarmente ad aiutare il lavoro in macelleria, insomma era un po’ diventato il ‘figlio del macellaio’!
Dieci anni di lavoro insieme ed è arrivata la Stella Michelin. Congratulazioni ! Aspettate la seconda?
Luc (ride) Beh, una ci basta !

Animella vitelllo, fois gras, funghi morel, barba di frate e spinaci. A destra Trtare di cervela di vitello.

Il piatto ‘must’ che un turista deve assaggiare?
Bert: ‘
Secreto 07′ il nostro fiore all’occhiello, dal gusto sottile, ottenuto dl ribeye, che selezioniamo con cura per ottenere una perfetta marmorizzazione del grasso. La carne viene quindi strofinata con una miscela segreta di sette erbe e spezie. Dopo inizia un processo di essiccazione che dura sette settimane. Ogni giorno il Secreto 07 viene capovolto in modo che il gusto possa penetrare ovunque. Durante queste sette settimane gli enzimi distruggono il tessuto muscolare e gran parte del liquido scompare dalla carne. Ciò si traduce in una carne eccezionalmente tenera con un sapore intenso e profondo.

Secreto 07 Ineguagliabile!

Un antagonista del prosciutto crudo di Parma?
Bert:
(sorride) No, nessuna competizione, ambedue grandi afftettati, anche se devo ammettere che Secreto 07 con il suo taglio sottilissimo e la sua croccantezza è un vero vincitore su un tagliere di salumi  e ottimo come ripieno di ravioli artiginali e come crocchetta tradizionale spesso servita con una maionese al lime e scorza di lime. Tra le nostre specialità di quinto quarto, serviamo animelle, cervella e lingua di vitello, ma anche pesce come la mostra anguilla laccata e tartare di tonno, piselli e il tradizionalissimo asparago bianco gratinato

L’anguilla di Chef Bert

Il tuo primo ricordo in cucina?
Bert: Mio fratello che assolutamente non voleva mangiare verdura. A mio papà e a mia mamma Maria, certe bizze erano gradite, quindi, con un imbuto lo convinsero a mandar giù delle verdure bollite, niente di violento, anzi in maniera piuttosto piacevole…  un metodo un po’ drastico ma che risultò efficace.

Bert-Jan Michielsen

Quando è scoppiata la tua voglia di fare il cuoco?
Bert: Da bambino, mia nonna cucinava in un castello, lavorarva per una clientela e piuttosto esigente. Io l’ammiravo tantissimo, continuavo a ripetere ” da grande anch’io voglio aprire un ristorante” MI ricordo che anche a scuola, dove non ero un granché, dicevo sempre ai maestri “non devo imparare il francese o l’inglese o la matematica, perché farò il cuoco..”.

Lingua di vitello grigliata e affumicata, salsa e croquettes di cervella e

Se non fossi diventato uno chef, oggi  cosa saresti?
Bert: Qualcosa che abbia che fare con le navi, il mare mi ha sempre attirato.
Uno chef di bordo?
Bert:(ride) No, quando cucino mi piace stare con i piedi per terra!

Dove dormire bene con… sorpresa

Ho scelto Hotel Franq, 4 stelle (meritatissime)della catena Relais & Chateau. Cetralissimo (la Cattedrale è letteralmente a due passi) questa struttura sa combinare il fascino storico di un edificio neoclassico con il design contemporaneo più avanzato

Team professionale, servizio ottimo, camere spaziose e luminose, arredate con gusto e un’ adorabile accoglienza a cominciare dal ‘ welcome’ trovato in camera:  fiori, champagne e macharons alla menta.

Welcome to Hotel Franq

Gustate un cocktail al bar o sull’intima terrazza prima di assaporare una cena gourmet nell’elegante ristorante, dove… con mia grande sorpresa e gioia, ho scoperto che al timone della cucina c’era uno chef stellato di cui ho sempre ammirato le mosse: Tim Meuleneire, nativo nel Belgio Orinetale, da vent’anni ad Anversa. Non mi sono lasciata scappare l’occasione di incontrarlo per una simpatica intervista.

Bonjour Tim,  domanda di rito: dove ami trascorree un weekend libero?
Quando ho tempo, mi piace portare la mia famiglia su e giù per la Francia, mia moglie Natalie e le mie due gemelline lo chiamamo  il ‘Tour de France’…
Immagino che assaggerai anche piatti dei ‘colleghi’. Qual è la tua reazione se il piatto ti piace ?
Ammirazione e curiosità: cerco di individuare le tecniche di come è stato realizzato,

les ‘ amouse-bouche’ dello Chef

Il tuo primo ricordo da bimbo in cucina?
Nonna Georgette e i profumi che provenivano dalla sua cucina… mi ricordo che quando la andavo a trovare mi divertivo ad annusare fuori dalla porta per cercare di capire cosa avesse cucinato. Penso che quello sia stato il mio primo incontro con l’arte di cucinare o perlomeno con i profumi della cucina.
E la prima scintilla ‘professionale’?
A sei anni quando andavo con i miei a un ristorante vicino a casa. Ero affascinato dai piatti e da come fossero stati preparati, da come fossero serviti , dall’atmosfera della sala da pranzo e dal brusio che proveniva dalla cucina…  Un giorno ho detto a mio papà  ” Papà. voglio diventare un cuoco”
La sua reazione?
” Il cuoco? sei pazzo?”   Beh, lui sperava in una professione più consolidata, tipo direttore di banca… ( ride)  tra l’altro in banca , ho davvero lavorato, ma non era per me…) Visto la mia insistenza, papà chiese al proprietario se avessi potuto potuto lavorare nel weekend e imparare e da lì è incominciato tutto…

Tim, top chef tra le dediche di top chef di tutto il mondo

Un tuo pregio o un tuo difetto?
Direi pregio-difetto insieme… Sono un tipo piuttosto riservato e di solito non vado al tavolo del cliente a chiedere il suo parere o se tutto va bene,  non perchè non sia sicuro della mia cucina o perchè una critica possa essere costruttiva, ma perché  mi sembra un po’ di invadere la privacy del cliente. Se vorrà complimentarsi o criticare sono certo che troverà lui il momento giusto.

Piccione affumicato e arrostito, piselli , fragole

C’è un piatto che preferisci mangiare se cucinato da un altro chef?
Les ormeaux! Gli abaloni,  frutti di mare, piuttosto costosi, ora  stanno diventando popolari nelle cucine stellate. Mi ci sono cimentato parecchie volte ma non mi sono riusciti come avrei voluto, per fortuna ho scoperto il ristorante Le Coquillage di Olivier Roellinger, chef davvero eccezionale che li cucina alla perfezione!

Gelato allo zenzero

Come definisci la tua cucina?

Franco-belga,  stagionale, piuttosto classica, reinventata. Non mancano influenze della cucina giapponese, del Sud Francia, dove ho studiato e lavorato e della tradizionalità di certi piatti del Belgio

Tipo i tipici (e favolosi) gamberetti grigi, ‘les crevettes grises’?
(sorride) Ma certamente, il mio  fornitore di pesce me le ha portati stamattina,.. Sono freschissimi e li ho messi nel menu che assaggerai stasera! Li ho cucinati in acqua marina, ma occhio a come vanno mangiati… assolutamente con le mani e devi aprirli da solo…è un po’ complicato ma vedrai che ci riuscirai.

Gli iconici ‘crevettes grises’ tradizionali protagonisti della cucina belga

E non mancano le curiosità come il gelato allo zenzero e il dessert Bora Bora, un tocco esotico come il dessert Bora Bora , al frutto della passione e poi…
sorpresa tra le sorprese…

Spring Dessert Bora Bo

ecco i petit four dello Chef serviti su un ‘tiroir’ di una ex cassetta di sicurezza National Bank of Belgium, il cui caveau è diventato la cantina vini, senza dubbio l’unica la mondo

Tim, ti va di ‘ regalare’ una ricetta ai nostri lettori?
Con piacere! Ho scelto un piatto con un’eccellenza belga: i tradizionali asparagi bianchi.
Halibut cotto con olive Kalamata, asparagi bianchi con Ramson e salsa cremosa al burro con cumino verde.

Halibut con olive kalamata, cumino verde e asparagi

ingredienti
4 filetti di halibut (ippoglosso)
350 gr di olive kalamata
100 gr di olio di semi d’uva
8 asparagi bianchi tipo AAA
Per la salsa all’aglio orsino
150 gr di foglie di aglio orsino senza gambo
10 gr di rafano
100 gr di succo di mela
150 gr di acqua ghiacciata
1 gr di gomma xantana
100 gr olio di canola
100 gr di olio al limone
6 gr di sale
Per la salsa cremosa al burro con cumino verde
1 scalogno
50 ml di aceto di burro cremoso
50 ml di brodo di asparagi (riduzione)
50 ml di glassa di pesce
50 ml di vino bianco
250 gr di burro
75 ml di crema
1 cucchiaio di cumino verde

Preparazione
Togliere il nocciolo dalle olive e asciugare la carne per 48 ore a 60 gradi.
Frullare le olive secche con l’olio di semi d’uva in modo da ottenere una pasta di olive dai sapori molto intenso.
Coprire i filetti di halibut con la pasta di olive aiutandosi con un pennello da cucina.
Aggiungere un po’ di farina, e pepareil pesce  e cuocere la prima volta per 3 minuti a 175 gradi in forno. Prima di servirli infornate per altri 2 minuti. Mondate e mondate gli asparagi e lessateli in una pentola “a blanc”. Prima di impiattare, scaldarli in un buon burro e condirli con farina de sel e pepe. Unire l’acetosa, il rafano, il succo di mela e l’acqua ghiacciata in un frullatore e frullare ad alta velocità fino a ottenere un composto liscio.
Aggiungere la gomma di xantana e mescolare fino a quando la salsa non si sarà ben addensata. Continuare a frullare e aggiungere lentamente l’olio di canola e l’olio di limone. Filtrare la salsa e aggiungere il sale. Aggiungere lo scalogno con l’aceto, il vino bianco, la riduzione di asparagi e la glassa di pesce in una pentola e far ridurre fino a quando non rimangono 50 ml.
Aggiungere la panna e il cumino verde e cuocere fino a ottenere una crema, aggiungere gradualmente piccoli pezzetti di burro sempre sbattendo (monter au beurre).
Filtrare la salsa e aggiungere il sale per condire.

ENGLISH VERSION

Antwerp, capital of the province of Flanders, is the second largest city in Belgium and also the second largest port in Europe, as well as known for centuries as the ‘diamond capital of the world’. taking care of cutting, polishing and trading. A city of fascinating architecture and historical institutions, complemented by a vibrant nightlife.Are you ready? Prepare to be amazed! Our first stop is the spectacular Railway Station built at the beginning of the 20th century and considered among the most beautiful railway stations in the world.Our itinerary continues towards the historic center, with a visit to the centuries-old fortress Steenplein which houses a visitor center and The Antwerp Story, the perfect introduction to getting to know AntwerpHet SteenWe continue towards the Plantin-Moretus, a museum of the printing industry and a UNESCO World Heritage Site, a true gem that brings back to life the centuries-old history of book printing. Here you will see the oldest printers in the world, tens of thousands of books and a magnificent art collection, including a splendid drawing by Peter Paul Rubens recently acquired by the Flemish government.Plantin-MoretusI mentioned Rubens who will be our guide and inspiration for our next stop. In fact, we arrived at the Rubenshuis, the house where Rubens lived family joys and sorrows, painted and entertained the great kings of the time ..Ruben’s HouseBuilt inspired by the glorious Italian structures, which Rubens loved and knew well. The artist was so in love with Italy that he decided to be called ‘Pietro Paolo’ and thus signed some of his paintings, including the famous portrait of his second wife, the sixteen year old Helena Fourment, famous for her beauty. . From her the Master had 5 children and her fertility is represented by orange blossoms in her hair.Helena, la bellissima moglie di RubensFrom the monumental entrance, full of Roman-inspired statues, you pass to the house, complete with paintings, furnishings, supplies, numerous fireplaces andto his bed, quite small, I must say …..The Cathedral of Our Lady is the largest Gothic church in the Netherlands. Inside there are two works by Rubens “The elevation of the cross” and the “Descent from the cross”. The northern tower, 123 meters high, is a real lace look like. A yummy snack in the center? Impossible not to taste the national gastronomic pride: ‘les frites’! Crunchy french fries, fresh and peeled in the day, not really cheap, but served in generous portions and stellar quality … They will be served to you submerged in an industrial quantity of sauces of your choice, from traditional mayonnaise to tartare, ketchup and a thousand others unexpected tastes. Where is it? From FRITTURA N ° 1, the most famous ‘fries shop’ in the city.Le patatine di FRITTURA 1Another Belgian specialty is shrimp croquettes, renowned for Fish a ‘GoGo, while if you like to sit down for lunch or dinner comfortably swd and served, take a look at the’ casual bistro ‘cuisine of NageLangoustine e gnocchi lemothyme di NageLangoustine e gnocchi lemothyme di NageWhat about a beer? Of course, you are in beer’s paradise … Kulminator, chosen as “Best beerpub in the world”, or De Plek with his Aurora & Momento creations. Are you looking for Olympus? Bet on De Koninck where, in an authentic, educational and interactive way, you can experience the rich beer culture and history of the last active brewery in the city. My favorite beer? I have no doubts: Tripel D’Anvers, fruity, seductive, unique …When you are in the brewery, the intense aroma of the cheeses that the Van Trichts have been maturing since 2012. In addition to their maturing laboratory, there is also Only Cheese, where you can taste and buy their cheese, awarded as one of the best cheeses of Europe.Fancing something sweet? Here are the ‘must’ destinations: Philip’s Biscuits, one of the few truly artisan bakeries that still bake cookies in the traditional way, while at The Chocolat Line, in the prestigious Palace on the Meir, you will find unpredictable chocolates and imaginative pralines. In this chocolaty triumph, the largest Belgian Chocolate Museum in the world could not be missing: Chocolate Nation where you can taste 10 different flavors of chocolate. The Chocolat LineWhere to eat well The Butcher’s son Michelin starred restaurant opposite the Velodome in Boomgaardstraat. You enter through a black gate and then take the stairs between the popular Cheese Chop and the famous butcher’s The Butcher’s Store. At the helm we find chef Bert-Jan Michielsen and sommelier Luc Dickens.  Lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.Located in the former De Koninck brewery, it is the perfect combination of urban and smart design. The red meat displayed like a work of art in the shop windows reminds the visitor that here meat is the protagonist, displayed on display in an immense temperature-controlled cell. Choose the piece that most attracts you and it will be cooked as you see fit in the open kitchen, right under your eyes. he menu features classics such as pâté en croute, brains and head of veal with tartar sauce, lacquered eel, deluxe maxi vol-au-vent for 2 and a fine selection of cured meat entrecote. The chef also offers seasonal dishes such as a mix of marinated salmon and ricotta and spices or free range Landes chicken with morels and white asparagus. The second part of the restaurant houses a gigantic cellar which offers a well balanced wine list and an excellent selection of excellent craft beers.Dalla terrazza del Butcher’s sonI caught up with Bert and Luc Dickens for a nice interviewGood morning Bert, good morning Luc, you have been friends for a long time, right? Bert: Yes, for years. We met in 2005 in the starred restaurant De Schone van Boskoop. Luc was the maître-sommelier and Bert Jan was the sous chef, then came our The Butcher’s Son, an adventure we are both incredibly excited about “By the way, how did this name come about? Luc: From a little accident. Bert’s car had stalled and he was still calling for help from the nearest shop. It was really a butcher’s shop and, since the tow truck would arrive 2 hours later, the butcher suggested that he help him make meatballs. Well, from there a passion was born and Bert regularly returned to help the butcher’s work, in short, he had become a bit like the ‘butcher’s son’! Ten years of work together and the Michelin Star has arrived. Congratulations ! Are you waiting for the second? Luc (laughs) Well, one is enough!Animella vitelllo, fois gras, funghi morel, barba di frate e spinaci. A destra Trtare di cervela di vitello.The ‘must’ dish that a tourist must taste? Bert: ‘Secreto 07’ our flagship, with a subtle taste, obtained from ribeye, which we carefully select to obtain a perfect marbling of the fat.The meat is then rubbed with a secret blend of seven herbs and spices. Then a drying process begins which lasts seven weeks. Every day the Secreto 07 is turned upside down so that the taste can penetrate everywhere. During these seven weeks the enzymes destroy muscle tissue and much of the liquid disappears from the meat.This results in exceptionally tender meat with an intense and deep flavor.Secreto 07 Ineguagliabile!An antagonist of Parma ham? Bert: (smiles) No, no competition, both great cold cuts, although I must admit that Secreto 07 with its very thin cut and its crunchiness is a real winner on a platter of cured meats and excellent as a filling for artisan ravioli and as a traditional croquette often served with a lime mayonnaise and lime zest. Among our fifth quarter specialties, we serve sweetbreads, brains and veal tongue, but also fish such as the lacquered eel and tuna tartare, peas and the very traditional white asparagus au gratinL’anguilla di Chef BertBert, your first memory in the kitchen? Bert: My brother, who absolutely did not want to eat vegetables. My dad and my mom Maria liked some tantrums, so with a funnel they convinced him to swallow boiled vegetables, nothing violent, rather pleasantly … a somewhat drastic method but defenetly effective.Bert-Jan MichielsenWhen did your desire to be a cook start? Bert: When I was a child, my grandmother cooked in a castle, worked for a rather demanding clientele. I admired her very much, I kept repeating “when I grow up I want to open a restaurant too” I remember that even at school, where I wasn’t very good, I always said to the teachers “I don’t have to learn French or English or mathematics , because I’ll be a cook .. “. Lingua di vitello grigliata e affumicata, salsa e croquettes di cervella eIf you hadn’t become a chef, what would you be today? Bert: Something to do with ships, the sea has always attracted me. An onboard chef? Bert: (laughs) No, when I cook I like to keep my feet on the ground!Where to sleep well and …be surprised I chose Hotel Franq, 4 stars (well deserved) of the Relais & Chateau chain. Very central (the Cathedral is literally a stone’s throw away) this structure knows how to combine the historic charm of a neoclassical building with the most advanced contemporary designTeam professionale, servizio ottimo, camere spaziose e luminose, arredate con gusto e un’ adorabile accoglienza a cominciare dal ‘ welcome’ trovato in camera:  fiori, champagne e macharons alla menta.Welcome to Hotel FranqEnjoy a cocktail at the bar or on the intimate terrace before savoring a gourmet dinner in the elegant restaurant, where … to my surprise and delight, I discovered that at the helm of the kitchen there was a star chef whom I have always admiredthe moves: Tim Meuleneire, a native of Easter Belgium , for twenty years in Antwerp.I didn’t miss the opportunity to meet him for a nice interview. Bonjour Tim, ritual question: where do you love to spend a weekend off?When I have time, I like to take my family up and down France, my wife Natalie and my twins we call it the ‘Tour de France’ … I imagine you will also taste ‘colleagues’ dishes. What is your reaction if you like the dish? Admiration and curiosity: I try to identify the techniques of how it was made. les ‘ amouse-bouche’ dello Chef Your first memory as a child in the kitchen? Grandma Georgette and the perfumes that came from her kitchen … I remember that when I visited her I enjoyed sniffing out the door to try to understand what she had cooked. I think that was my first encounter with the art of cooking or at least with the scents of cooking. And the first ‘professional’ spark? When I was six when I went with my parents to a restaurant close to home. I was fascinated by the dishes and how they were prepared, how they were served, the atmosphere of the dining room and the buzz that came from the kitchen … One day I said to my dad “Dad. I want to be a cook” His reaction? “The cook? Are you crazy?” Well, he was hoping for a more consolidated profession, like a bank manager … (laughs) by the way in the bank, I really worked, but it wasn’t for me …) Seeing my insistence, dad asked the owner if I could have worked over the weekend and learned and it all started from there …, Your strength or your flaw? I would say something that comibines the two things …as a matter of fact  I am a rather reserved type and usually I don’t go to the client’s table to ask for his opinion or if everything goes well, not because I’m not sure about my kitchen or because a criticism can be constructive, but because it seems to me a bit of invading the customer’s privacy. If he wants to compliment or criticize I am sure he will find the moment Piccione affumicato e arrostito, piselli , fragole Is there a dish you prefer to eat if cooked by another chef? Les ormeaux! The abalones! Those rather expensive seafood are now becoming popular in starred kitchens. I have tried it several times but I wasn’t happy abot the result. Luckily I discovered the restaurant Le Coquillage by Olivier Roellinger, a truly exceptional chef who cooks them to perfection! Gelato allo zenzero How would you define your kitchen? Franco-Belgian, seasonal, rather classic, reinvented. There is no lack of influences from Japanese cuisine, from Southern France, where I studied and worked, and from the traditionality of certain Belgian dishes. Like the typical (and fabulous) brown shrimp, ‘les crevettes grises’? (smiles) But of course, my fish supplier brought them to me this morning, .. They are very fresh and I put them on the menu that you will taste tonight! I cooked them in sea water, but pay attention to how they should be eaten … absolutely with your hands and you have to open them yourself … it is a bit complicated but you will see that you will succeed. Gli iconici ‘crevettes grises’ tradizionali protagonisti della cucina belga And there is no shortage of curiosities such as ginger ice cream and an exotic touch, the Bora Bora dessert, with passion fruit and then … surprise among surprises…Spring Dessert Bora Bohere are the Chef’s petit fours served on a ‘tiroir’ of a former National Bank of Belgium , whose vault has become the wine cellar, undoubtedly the only one in the world. Would you like to ‘give’ a recipe to our readers? With pleasure! I chose a dish with a Belgian excellence: the traditional white asparagus, now in full season. Halibut cooked with Kalamata olives, white asparagus with Ramson and creamy butter sauce with green cumin. Halibut con olive kalamata, cumino verde e asparagi

ingredients

4 halibut fillets 350 g of kalamata olives 100 gr of grape seed oil 8 white asparagus type AAA For the wild garlic sauce 150 gr of wild garlic leaves without stem 10 gr of horseradish 100 gr of apple juice 150 grams of ice water 1 gr of xanthan gum 100 gr canola oil 100 gr of lemon oil 6 gr of salt For the creamy green cumin butter sauce 1 shallot 50 ml of creamy butter vinegar 50 ml of asparagus broth (reduction) 50 ml of fish glaze 50 ml of white wine 250 gr of butter 75 ml of cream 1 spoon of green cumin

Preparation

Remove the stone from the olives and dry the flesh of the olives for 48 hours at 60 degrees. Blend the dried olives with the grape seed oil to obtain an olive paste with very intense flavors. Cover the halibut fillets with the olive paste using a kitchen brush. Add a little fleur de sel and mill pepper on the fish and cook them the first time for 3 minutes at 175 degrees in the oven. Before serving, bake for another 2 minutes. Peel the asparagus and boil them in a pan “a blanc”. Before serving, heat them in a good butter and season with fleur de sel and voastaperiferie pepper. Combine the sorrel, horseradish, apple juice and ice water in a blender and blend on high speed until smooth. Add the xanthan gum and mix until the sauce has thickened. Continue to blend and slowly add the canola oil and lemon oil. Strain the sauce and add the salt. Add the shallot with vinegar, white wine, asparagus reduction and fish glaze to a saucepan and reduce until 50 ml remain. Add the cream and green cumin and cook until creamy, gradually add small pieces of butter, always beating (monter au beurre). Strain the sauce and add the salt for seasoning. Tim, top chef tra le dediche di top chef di tutto il mondo, Tim, top chef among the dedications of top chefs from all over the world.

ROMAGNA REGION, ITALY. DISCOVER THE LEGENDARY “PIADINA”

(with recipe in italian and english) —-

Pronti per un weekend all’insegna del bello, del gusto e dell’ impareggiabie ospitalità romagnola?
Ecco un allegro itinerario che inizia sulle Alture di Cusercoli e termina con grande finale gourmet: la mitica ‘piadina fresca’ di Forlimpopoli.


Per il nostro tour abbiamo scelto come base le Fattorie Faggioli a Borgo Basino, provincia Forli-Cesena. Lì siamo stati accolti e coccolati dalla famiglia Faggioli con il proverbiale calore ed empatia della Romagna. Per un ‘turista non turista’ come me, questo posto è davvero un paradiso, lontano dai rumori, dalle macchine, immerso in una tranquilla vallata verdeggiante.

Sentivo la qualità della vita, nell’ambiente naturale che contribuiva alla salute del suo spirito e del suo corpo. Sono previste gite in montagna, raccolta di erbe, bagni di fieno e persino una sauna salutare con erbe e fango. Le camere sono accoglienti, c’è anche una bella piscina.

Fattorie Faggioli

Il cibo è spettacolare, composto da prodotti freschi coltivati ​​in loco e totalmente fatto in casa, sano e delizioso con prezzi decisamente abbordabili .

A tavola con la famiglia Faggioli

Da li’ potrete visitare i suggestivi borghi dei dintorni e  riconoscere l’identificazione di identità e biodiversità di un territorio che oggi è attivamente impegnato nello sviluppo turistico della nuova “Destinazione Romagna”. che considero la regione più genuina, profonda e sincera d’Italia, dove natura, storia e enogastronomia si relazionano a radici, memorie e tradizioni.

Due interessanti tappe vicine: Forlì con la sua grandiosa Piazza Saffi e, a meno di un’ora di macchina, Ravenna. l’Olimpo del mosaico bizantino  con la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, Battistero Neoniano, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Volete scoprire dove è nato il Duce?
Beh non aspettatevi un palazzo, anzi… Girato l’angolo c’è Predappio,  paese natale di Mussolini e della sua piuttosto umile casa. Tiriamoci su il morale con uno dei meraviglios tipi di sangiovese (anche biologico) dei vigneti Poderi dal Nespoli dove è possibile visitare alla cantina.

Alcuni dei vini di Podere dal Nespoli

Sarà un viaggio intenso, perchè non regalarsi un rilassante inizio di giornata alle Terme di Fratta? E’ un hotel di lusso con una spa attrezzata che unisce benessere, bellezza e salute. Le soprese non sono finite: facendo una suggestiva navigazione intorno al lago ai margini della grande foresta del Parco Nazionale, potrete approdare alla suggestiva Diga di Ridracoli, mentre nella frazione di Santa Sofia, lungo il Fiume Bidente, scoprirete delle magiche sculture all’aperto.

le sculture del Fiume Bidente

… e le osterie?
InutIle ripeterlo. La cucina casalinga romagnola è davvero top!
Vi segnalo due osterie in cui ho trovato eccellenze nostrane cucinate in piatti semplici, senza fronzoli, insomma proprio come li faceva nonna…
Osteria La Campanara a Pianetto di Galeata, autentica testimonianza della gastronomia romagnola, dove vengono serviti ricchi primi di pasta e la tradizionale trippa al pomodoro, con calici di Sangiovese e Albana, i top della cantina locale.
Osteria Cà de Bè, nel minuscolo borgo di Bertinoro, dove, oltre alla vista spettacolare, potrete gustare la tipica cucina locale, dalla fantastica pasta fresca fatta a mano, ai mitici passatelli in brodo o al ragu, oltre a carni saporite come il delizioso coniglio alle verdure e il maiale arrosto. Per finire con il famoso lateruolo un dolce d’autore creato dall’iconico chef del 19° secolo Pellegrino Artusi, riconosciuto padre della moderna cucina italiana.

Le osterie: La Campanara e Cà de Bè

Artusi, imprenditore di successo, divenne un uomo facoltoso e, a 45 anni, poté dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: la cucina casalinga. Amava studiare, e ponderare ricette. Dopo lunghe ricerche, ha ristretto le sue scoperte a 790 ricette che ha raccolto in un manuale intitolato “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene” tradotto e diffuso in tutto il mondo. 

Anche quest’anno, dal 25 giugno al 3 luglio, la città onora Pellegrino ospitando la Festa Artusiana, dove il centro storico si trasforma in un “paese da gustare”. Il grande castello che domina il borgo, le corti, i vicoli, le strade e le piazze pullulano di ristoranti che presentano nei loro menù alcune delle specialità artusiane.

Forlimpopoli: la Festa Artusiana

Il tutto è coordinato da Casa Artusi è il primo centro gastronomico italiano interamente dedicato alla cucina tradizionale casalinga e alla promozione della cucina italiana nel mondo, un’iniziativa nata 15 anni fa, sostenuta da realtà del territorio. E’ un progetto che vuole coinvolgere tutti coloro che hanno nel cuore Casa Artusi e che desiderano arricchirlo con i loro racconti, le ricette dei loro ricordi e sostenerlo con le loro donazioni a questo link. La Casa vanta una ricca biblioteca, un museo e una scuola che tiene corsi pratici sia per gli amanti del cibo che per i professionisti che vogliono imparare a migliorare le proprie abilità culinarie.

Nel Ristorante Casa ArtusI potrete gustare le ricette del grande Pellegrino, dalle tradizionali zuppe di verdure, alla famosa Ricetta n.7 , Cappelletti all’uso di Romangna, ai tortelli ripieni di ricotta e spezie fini, ai paccheri al ragù d’anatra e manzo con chiodi di garofano e fagioli bianchi, per  continuare con squisiti secondi di carne e finire con un dolce al cioccolato alle mandorle con crema allo zabaione.

I celebri cappelletti di Artusi

Una curiosità: Artusi non cucinava … chi era allora lo Chef?
Ai fornelli non c’era Pellegrino, bensi Marietta Sabbatini, la sua devota, insostituibile assistente (e forse di più) che lavorava fanaticamente al suo fianco. Nessuna fama, nessuna gloria per la povera Marietta fino a che nacque l’Associazione delle Mariette la cui missione era, ed e’ tuttora, quella di insegnare le ricette di Artusi e la cucina tradizionale romagnola compresa l’ iconica piadina fresca.

Ieri e oggi : La prima Marietta e Viridiana, attuale Presidentessa delle Mariette e le sue discepole …in azione

Ancora oggi le Mariette impartiscono regolari classi di piadina e cucina romagnola, sia dal vivo che online, mentre l’annuale “Premio Marietta”, che avrà il suo culmine nella XXVI edizione della Festa Artusiana,  premierà la Migliore Marietta (o Marietto…visto che il concorso è aperto anche agli uomini).
Tutti invitati quindi, cuoche e cuochi, rigorosamente dilettanti e non professionisti. Se vorrete sentirvi un po’ ‘chef’ e sopratutto benvenuti… inserite Forlimpopoli e la Romagna nell’ agenda dei vostri prossimi viaggi e troverete una regione dove le persone amano ospitare, mangiare, bere e stare allegri…

A Viridiana, attuale Presidentessa delle Mariette abbiamo ‘rubato’ la ricetta originale della piadina…

LA RICETTA DELLA ‘VERA’ PIADINA ROMAGNOLA

Per 5 piadine
– 500 g di farina 1
– 70 g di strutto di Mora di Romagna ( un grasso molto economico ricavato dal maiale. Ma se non lo avete in casa, potete sostituirlo con olio extravergine)
– 2 pizzichi (3 g circa) di bicarbonato di sodio oppure 10 g di lievito in polvere per torte salate
– 8 g di sale dolce di Cervia a grani medi.
Procedimento
Create un piccolo cratere di farina, mettete lo strutto all’interno. Impastate portando la farina sullo strutto e aggiungete gli altri ingredienti e un po’ di acqua tiepida. Lavorate l’impasto  per una decina di minuti , Dividetelo in cinque palline e tiratele bene con il matterello fino a ottenere un disco di diametro fra 15 e 30 centimetri.
Secondo i consigli delle Mariette, deve rigorosamente essere impastata a mano. Il movimento viene dalla spalla e meglio se le gambe sono un po’ flesse.
Passiamo alla cottura: appoggiatela nela teglia (l’ideale è una teglia tonda di terracotta altrimenti una pentola antiaderente) e foratela con le punte della forchetta. Giratela e foratela di nuovo. Tre volte, cinque minuti. La piadina è pronta per essere farcita.
Godetevela!

Curious to know how to make a ‘piadina’ ? Here the recipe in english
From Viridiana, the current President of the Mariette, we ‘stole’ the original recipe
THE RECIPE OF THE ‘TRUE’ ROMAGNOLA PIADINA

For 5 piadine
– 500 g of flour 1
– 70 g of Mora di Romagna lard (a very cheap fat obtained from pork. But if you don’t have it at home, you can replace it with extra virgin olive oil)
– 2 pinches (about 3 g) of baking soda or 10 g of baking powder for savory pies
– 8 g of medium-grain sweet salt from Cervia.
Method
Create a small crater of flour, put the lard inside. Knead bringing the flour onto the lard and add the other ingredients and a little warm water. Knead the dough for about ten minutes, Divide it into five balls and roll them well with a rolling pin until you get a disc with a diameter of between 15 and 30 centimeters.
According to Mariette’s advice, it must be strictly kneaded by hand. The movement comes from the shoulder and better if the legs are a little flexed.
Let’s move on to cooking: place it nela pan (the ideal is a round terracotta pan otherwise a non-stick pan) and pierce it with the tips of the fork. Turn it over and pierce it again. Three times, five minutes. The piadina is ready to be stuffed.


WELCOME TO BERLIN! Enjoy your ‘currywurst’

Berlino: Isola dei Musei:itinerario del bello al gusto di ‘currywurst’…

Benvenuti a Berlino! Welcome to berlin!
Oggi vi portiamo in uno straordinario viaggio attraverso storia, arte, cultura.
Scoprirete l’ Isola dei Musei, cinque spettacolari istituzioni che vanno dall’epoca prussiana fino a oggi, una straordinaria passeggiata archeologica attraverso strutture nominate patrimonio Unesco.

Partiamo dal Neues Museum disegnato del celebre architetto David Chipperfield. E’ una struttura imponente che ha richiesto dieci anni di lavoro. Stile austero e semplice fuori, sfarzo e decoro dentro. Severamente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Museo è risorta e dal 2009 l’edificio ospitato mostre selezionate del Museo Egizio e espone una delle opere più famose al mondo: il busto di Nefertiti.

il busto di Nefertiti

L’ Altes Museum un esplicito riferimento al Pantheon romano – e mostra il sobrio ed ampio colonnato della facciata è considerata una delle opere architettoniche più importanti del Neoclassicismo. Tra il 1943 e il 1945 il Museo Vecchio andò in fiamme subendo gravi danni e la sua ricostruzione si protrasse fino al fino al 1966. oggi presenta un’esposizione permanente di arte e cultura greca, etrusca e romana).

Proseguiamo la nostra camminata per ritrovarci davanti a una struttura che ricorda i templi greci: la Alte Nationalgalerie, che domina l’Isola dei musei dal suo alto podio con le imponenti scalinate d’accesso ospita una delle più ricche collezioni dipinti e sculture del classicismo, del romanticismo, dell’impressionismo e degli albori dell’età moderna.

‘Nel Conservatorio’ di Edouard Manet , esposto all’ Alte NationaL Gallery

Ammirerete opere di Rodin, Manet, Monet, Renoir e uno dei quadri più discussi di tutti i tempI: Monaco in riva al mare di Caspar David Friedrich, una delle opere più rappresentative dell’esperienza estetica del sublime e dell’infinito, tema assai vicino alla sensibilità romantica.

Monaco in riva al mare di Caspar David Friedrich

l nostro itineraria ci porta sulla punta dell’Isola, dove nel 1883 venne inaugurato il neobarocco Bode Museum che ospita una collezione unica con opere dal Medioevo al XIX secolo, tra cui caolavori di Donatello, del Bernini e del Canova.

i Bode Museo e sullo sfondo la Torre della TV , simbolo di Berlino

Altri tesori sono custoditi nel Museo d’arte bizantina e nella Collezione numismatica che nel 2017 ha vissuto un momento di notorietà mondiale, quando fu messo a segno il furto della “Big Maple Leaf”, una moneta da 100 kg in oro raffigurante la Regina Elisabetta.

Big Maple Leaf

Gran finale nello spettacolare Museo di Pergamo, Per costruirlo ci sono voluti quasi trent’anni ed è il museo più visitato di Berlino. La collezione di antichità classiche è una delle più importanti collezioni di arte greca e romana al mondo. L’opera più famosa è l’altare romano di Pergamo, il cui fregio scolpito rappresenta la battaglia tra dei e giganti .

l’altare romano di Pegamo

A causa dei lavori di ristrutturazione, l’altare di Pergamo e l’ala nord riapriranno nel 2025, tuttavia, proprio di fronte all’Isola dei Musei si trova Panorama, un nuovo edificio per esposizioni temporanee. Attualmente è dedicato agli originali antichi di Pergamo e permette di vivere l’Altare nella sua forma originale e nel suo contesto urbano sull’Acropoli.

l’attrazione Panorama Pergamom
A Berlino  il currywurst è venduto in numerevoli bancarelle distribuite in tutta la città, da Wittys Organic Food a Schöneberg fino al popolare Konnopke’s Imbiss a Pankownei .
A Berlino anche i mercati coperti sono diventati luoghi di street food, dove sono disponibili specialità appena preparate provenienti da tutto il mondo. Il più famoso è il Markthalle Neun, affollatissimo il giovedì sera per via dei diversi foodtruck.E se durante il percorso vi è venuta fame…
Troverete dovunque lo streetfood più popolare di Berlino: Il currywurst, servito in ciotole ‘usa e getta’ per essere mangiato caldo direttamente in strada, con o senza patatine fritte.
E’ nato nel dopoguerra, in un chiosco di Charlottenburg, grazie a una certa Herta Heuwer che si divertì a speziare una salsiccia grigliata con ketchup e curry, ignara che sarebbe diventato il piatto più popolare negli imbiss berlinesi e amato in tutta la Germania.



Dove mangiare i migliori currywurst?
Curry 36, 4 locations, popolari a tutte le ore:
Curry Wolf con vista dell’Arco di Brandemburgo
Konnopke il più antico imbiss di Berlino, sorvegliato dalla leggendaria Marlene Dietrich:
Due imbiss sfiziosi?
Zur Bratpfanne, dal 1949, il preferito dai veri berlinesi
Absolut Curry, versione piccante, servito da un camion-bar posteggiato all’uscita Bellevue del Metro.

Uno streetfood davvero gustoso, piccante al punto giusto e vagamente esotico, grazie alla salsa profumata di curry. Il segreto è proprio lì, in quel condimento rosso fuoco che innaffia abbondatemente il classico wurst, che può essere bianco (il mio preferito) o rosso.   Una salsa difficile sa realizzare ? Assolutamente no ! Ecco la ricetta originale e …buon currywurst!

RICETTA DEL CURRYWURST

Ingredienti
6 wurstel grandi, (la ricetta classica prevede quelli di vitello).
Per la salsa:

  • 250 g di passata di pomodoro;
  • 250 g di ketchup;
  • 2 cucchiai di curry;
  • 1 cucchiaino di paprika dolce o piccante;
    1 cipolla bianca;
  • q.b. sale e pepe
  • q.b. olio di arachidi per friggere.

Istruzioni
Iniziate soffriggendo lentamente nell’olio evo la cipolla bianca tritata e aggiungete il curry e la paprika (1 cucchiaino di curry e 1/2 cucchiaino di paprika a testa) dopodiché aggiungete la passata di pomodoro, il ketchup, le spezie e un pizzico di sale.
Lasciate cuocere versando lentamente anche due mestoli di acqua calda finché la salsa non avrà preso la giusta consistenza.
Sbollentate i wurstel per 5-6 minuti in acqua bollente, scolateli e grigliateli su una piastra. Tagliateli a rondelle e serviteli ricoperti con la salsa di pomodoro speziata.
Se volete seguire la tradizione, accompagnateli da patatine fritte calde.

Giorno e notte…

E visto che siete a Berlino… ecco cosa non perdere
•  Reichstag
• Memoriale dell’Olocausto
• I quartieri trendy Prenzlauer Berg e Kreuzberg
•  Il Muro
• Checkpoint Charlie

•  Porta di Brandeburgo
•  Il Duomo
•  Tiergarten
•  Alexanderplatz e la Torre della Televisione

Vi sarà utilissima la Berlin WelcomeCard che offre ingressi e trasporti gratuiti oltre a sconti, mappe e indirizzi utili. E’ acquistabile in diversi punti della città oppure online.

INFO
Visit Berlin
Berlin Welcome Card

Benvenuti a Napoli! Welcome to Naples!
Cercate una meta speciale per un weekend speciale?
Oggi vi porto per una vivace passeggiata nel Rione Sanità, uno dei quartieri più antichi di Napoli, scrigno di testimonianze del passato per un’ esperienza unica ricca di storia, cultura e gastronomia locale…sconvolgentemente buona!

Pronti? Partiamo!

La Sanità è un quartiere che sa regalare storia, atmosfera, gusto e bello, anzi dovrei dire ‘bello straordinario’. Basterà entrare nel Museo Archeologico, ospitato in uno meraviglioso edificio cinquecentesco, dove potrete ammirare il meglio dello splendore degli oggetti e degli affreschi scoperti a Pompei.

Poi visitate la Chiesa di S. Maria della Sanità e inoltratevi nel magico cortile del Palazzo dello Spagnolo, gioiello barocco dalla elaborata scalinata

Palazzo dello Spagnolo,

Qua e là scoprirete botteghe artigianali che da generazioni, si tramandano arti manuali antiche e raffinate, dove si producono ceramche. maschere, presepi, statuine e Pulcinella d’autore, oppure dove si restaurano antichi oggetti religiosi, come nel laboratorio di Biagio Roscigno, mentre se siete nel mood di una passeggiata lungo ombrosi sentieri alberati, tuffatevi nel vicino Orto Botanico.

Fermento partenopeo

La Sanità annovera nobili paladini del bello, che spesso amano condividere con il pubblico, dalla Contessa de’ Liguoro e il suo strabiliante Palazzo, all’associazione VerginiSanità e l’acquedotto romano , agli “Amici di Marcel Proust” e il loro suggestivo giardino, ai promotori delle Catacombe di Napoli che ci riportano a quelle origini di identità greca nella quale Napoli si riconosce ancora oggi. Alessandra Martuscelli aprirà al pubblico le Catacombe ai Cristallini, scoperte nel 1889, recentemente riportate all’antico splendore e visitabilI da fine Giugno. Queste scoperte ci rivelano un certo parallelismo tra la personalità dei Greci e quella dei Napoletani.

Le scoperte nelle Catacombe ai Cristallini,

  “I greci erano belli, radiosi e dotati di un grande senso dell’umorismo”, afferma Alessandra Martuscelli,  a cominciare dalle satire, messe in scena con lo scopo di provocare una risata. Hanno inventato la filosofia, medicina, democrazia, Olimpiadi. Insomma, viva i greci, viva la cultura e soprattutto viva la bellezza!  

Apogeo ai Cristallini

Il sottosuolo della Sanità è diventato negli ultimi anni una meta turistica di fama internazionale anche grazie al progetto Associazione CelaNapoli guidata dall’oratoria accattivante di Carlo Leggieri, esperto di problematiche legate al sottosuolo partenopeo nonchè promotore del recupero, della valorizzazione e della fruizione degli ipogei che possono riservare sorprese inaspettate come figure togate, animali e frutta.

Carlo Leggieri

Il passato e futuro di Napoli è spunto per molti artisti che vivono nella Sanità, come Paolo la Motta, che ha presentato l’esposizione Capodimonte incontra la Sanità, un’ intensa galleria di ritratti di personaggi del quartiere

Le opere di La Motta al Museo di Capodimeonte

Continuiamo il nostro percorso e raggiungiamo Borgo dei Vergini, nel cuore della Sanità. Lì scopriamo il magico laboratorio di Vincenzo Oste, visionario designer di gioielli apprezzati in tutto il mondo. “In questo quartiere, racconta Vincenzo, pulsa una straordinaria energia creative ereditata dai nostri avi greci che qui fondarono numerosi ipogei”

Vincenzo Oste

“Questo luogo, continua Vincenzo, una volta era l’officina di mio padre Annibale, scultore e designer di fama mondiale. E’ diventato per me un focolare di creatività, progettazione, nuove tecniche e tanta poesia”.

Oggetti e gioielli tra le creazioni di Oste

La Sanità e un rione con tanta voglia di rinascita, vissuto e animato da artisti napoletani come Christian Leperino che si è impegnato nell’arduo compito di riportare a un nuovo splendore l’affascinante Chiesa della Misericordiella, opera caduta nell’oblio per oltre cinquant’anni e l’ Associazione ‘Made in cloister’ a cui si deve il progetto di rigenerazione urbana nel chiostro rinascimentale di Santa Caterina che ospiterà in Marzo la mostra Interaction Napoli con più di 20 artisti internazionali .

Chiesa della Misericordiella

Il Principe Totò

Antonio De Curtis, in arte Totò, nacque nel 1898 nel Rione Sanità in via Antesaecula.
Totò è presente ovunque, nelle vie, nelle bancarelle, nei locali, ma soprattutto nell’animo delle persone della Sanità, dove spiccano le qualità di questo enorme artista: il cuore, la passione e l’altruismo.

E adesso… si mangia!

La Sanità è un quartiere densamente popolato, dove all’improvviso sbucano mercatini, gelaterie, pizzerie e semplici trattorie che servono piatti tipici, come la frittata di pasta, le pennette salsiccia e friarelli oppure il tianiello, un ricco piatto di pesce con cozze, vongole lupini, fasolari, calamari, gamberoni e l’immancabile tentacolo di polpo, il tutto servito su un letto di pane fritto.

Una spettacolare frittata di pasta e il tipico tianiello

Trai più popolari troviamo il tortano, ciambella salata riccamente farcita da salumi e uova , anche in versione dolce come casatiello, con canditi e scorze di agrumi, ricoperta dal naspro (una glassa ottenuta mescolando lo zucchero a velo con albume e gocce di succo di limone) e decorata con i diavulilli, cioè i confettini di zucchero

PIZZA!
Un’enormità di gusti e varianti… dalle montanare fritte con sugo di mozzarella e parmigiano alle cafone con salsa e filetto di pomodoro, aglio, origano, peperoncino e formaggio grattugiato

La pizza ‘gourmet’ della Campagnola

I miei consigli:

Pizzeria Campagnola Ottima la ‘gourmet’ con spinaci e scaglie di grana e un bel ‘cornicione’ alto.
Isabella da Cham Quando la pizza è fritta come si deve.
Baccaleria Scugnizza Scarola alla napoletana con acciughe, uvetta, pinoli anche take away.
La Taverna di Totò Dove c’è il busto in legno donato dallo scultore Luigi BuomminoPizzeria Lombardi Locale storico dove l’omonima famiglia di pizzaioli ancora oggi tramanda una tradizione che risale al lontano 1892. Le loro pizze? Ottime allora, ottime oggi !

Pizzeria Concettina ai tre SantiSiamo nel 1951. Concettina Oliva davanti al suo basso sfornava con gioia e dedizione tante pizze fritte per tutto il Rione Sanità. La tradizione continua fino al suo pronipote Ciro, consapevole figlio d’arte proiettato nel futuro attraverso un lavoro continuo di ricerca, basato sulla valorizzazione della tradizione. Gli Oliva sono un perfetto esempio nella napolanità più bella: duro lavoro, estro creativo, impegno sociale.

Terza e quarta generazione della famiglia, Antonio e Ciro, padre e figlio, sono un duo imbattibile.

Lo dimostrano le montanare capovolte (sotto un ragù napoletano che ha cotto 8 ore, sopra una pizza fritta da mangiare rigorosamente con le mani facendo la scarpetta) o il panino “Annarella, ripieno di zucchine cotte in tre modi, provola e prosciutto crudo. Top dei top, ecco la ‘ montanara gigante, servita “sott’ n’ copp”, vale a dire a testa in giù, una meraviglia!
Gli Oliva: un perfetto esempio nella napolanità più bella: duro lavoro, estro creativo, impegno sociale e soprattutto  montanara
Sono riuscito a farmi ‘regalare’ la ricetta!  La trovate a fine articolo … provarla per credere!

Pizza fritta e panino ‘Annarella’ di Oliva

Un fiocco da Oscar!
Lo storico marchio  Poppella nasce nel lontano 1920 quando Giuseppina e Raffaele Scognamillo iniziano l’attività di panificatori nel popolare Rione Sanità. Nel 1960 la gestione passa nelle mani del figlio Salvatore e, nel 2005, in quelle di suo figlio Ciro, la terza generazione di Poppella.
Se questa non è storia! Tuttavia…

il popolarissimo ‘fiocco di neve’

Il ‘miracolo’, però, avviene nel 2015 grazie all’intuizione di Ciro di realizzare un dolce che potesse essere buono e economico. Nasce così il “fiocco di neve” una mini brioche riempita da una crema a base di panna e ricotta di pecora, soavemente spolverata da zucchero a velo, Risultato? Un tale successo che viene proposto in diversi gusti: classico, al pistacchio e al cioccolato. Tra le delizie di Poppella anche un omaggio al grande Totò: la Bombetta  a base di  Pan di Spagna allo yogurt, ripieno al fiocco di neve e copertura al cioccolato.

Dove mangiare

Tantissimi ristoranti, trattorie, baccalerie, panifici e takeaway.
Vi segnalo due ristoranti, diversi nello stie e nel concetto di ristorazione, ma ambedue rispettosi della cucina partenopea, tradizionale  o rivisitata, ma comunque eccellente.
Mimì alla Ferrovia
Un tuffo nella cucina tradizionale napoletana con la nuova chiave di lettura dello Chef Salvatore Giuliano. Nel menu spiccano Baccalà fritto con pomodorini del piennolo, il pescato con panatura mediterranea e le iconiche polpette al ragù.

Chef Salvatore Giuliano in azione

Aria
Solo dopo cinque mesi dalla apertura… è arrivata la Stella Michelin, congratulazioni allo Chef Paolo Barrale, che predilige ricette e abbinamenti storici, materie prime nobili e popolari, tecniche nuove che sanno rispettare l’identità territoriale di Napoli e delle, sue tradizioni.
Basterà citare il piatto‘ Miseria e Nobilta’, omaggio al grande Totò,

Paolo Barrale e “Misera e Nobiltà” Piatto dedicato a Totò con testina di vitello e il  tradizionale o’ muss’, abbinato a panna acida e caviale,

Dove dormire

Rione Sanità è un allegro caos di voci, suoni, rumori e strombazzanti motorette che tagliano le strade. Però in tutto questo traffico, ho trovato una vera oasi di pace e silenzio… insomma, ho scoperto un piccolo gioiello, proprio nel cuore della Sanità.

Aprite il cancello e immergetevi nella magica atmosfera dell’ Atelier Ines, un B&B con cinque camere, una diversa dall’altra e una suite, arredate con i pezzi design creati da Vincenzo Oste e veramente tranquille, luminose e curatissime nei dettagli e nei comfort, dotate di bagni in ceramica di Vietri.

L’ Atelier è situato nel cuore della Sanità, a 600 metri dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte e offre camere climatizzate con WiFi gratuito, mentre alcune unità dispongono di un’area salotto dove è possibile rilassarsi.


La colazione offre marmellate fatte in casa, yogurt e torte (meravigliose) nonché uova strapazzate fresche di fattoria e frutta biologica.

Un posto dove ci si sente a casa e si è affascinati dal decoro, dall’arredamento e dal grande talento presente in ogni singola creazione, dalle lampade ai portasciugamani a spirale, alle testate scultoree uniche nel loro genere. im più gli ospiti sono invitati a esplorare l’adiacente laboratorio e l’archivio Oste.

Casa D’Anna ai Cristallini è una maison d’art elegante, riservata. Una bellissima casa d’epoca con quattro camere nel centro del Rione Sanità che con il tempo è diventata punto di riferimento a Napoli per una clientela raffinata, colta ed esigente.

Casa D ‘Anna

Dimora barocca dei primi del 1500, finemente restaurata, si trova al secondo piano di Palazzo Giannattasio, a pochi passi dal Museo Archeologico, indirizzo ideale per un’esperienza autentica della vita napoletana grazie alla sua posizione nel vivace mercato rionale della Sanità.

Al piano superiore di Casa D’Anna si trova un ampio giardino che ospita decine di meravigliose piante mediterranee come bouganville, limoni e gelsomini. Puoi rilassarti con un bicchiere di vino, sfogliare una rivista o semplicemente prendere il sole.

Rione Sanità… inutile dirlo: ” I LOVE Napoli” !
Curiosi di scoprire la ricetta della straordinaria Pizza Fritta “Montanara Gigante” di Ciro Oliva?
Eccola!

RICETTA ORIGINALE DELLA PIZZA FRITTA ‘MONTANARA GIGANTE’

Buon appetito!

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.  Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta in stile ‘Turista non Turista’

AJACCIO: TOUR ‘NAPOLEONICO’ E LA RICETTA DELL’IMBRUCCIATA

(in italian and english)

Benvenuti in Corsica! Welcome to Corsica!

L’hanno soprannominata ‘Île de Beauté’ ovvero ‘Isola della Bellezza’, nome appropriato per un’isola dai mille colori, meravigliosamente selvaggia, un angolo di paradiso a due passi dall’Italia.
Oggi vi portiamo sul litorale occidentale, ricco di paesaggi contrastanti, natura intatta, siti preistorici, grandi riserve naturali, piccoli paesini affacciati sul mare e suggestivi borghi arroccati sulle montagne.

La nostra meta è Ajaccio, capoluogo della Corsica e città natale di Napoleone Bonaparte. Scoprirete storia, arte, gastronomia e splendide spiagge, come Marinella, Saint-François e Isolella.
La sera viene annunciata da meravigliosi tramonti che tingono di rosso le vicine isole Sanguinaires, dove è possibile praticare tutte le attività legate al mare: immersioni, sci nautico, pesca.

La prima cosa da fare per far cominciare ufficialmente il vostro weekend a Ajaccio è prenotare un posto su uno dei traghetti per la Corsica. Vi consiglio di imbarcare un’auto sul traghetto, così da potervi muovere in totale libertà.

Pronti per un vero tour ‘napoleonico’ della città?

Partiamo dalla Cattedrale, con la sua caratteristica facciata color ocra e il celebre fonte battesimale dove fu battezzato Napoleone. Proseguiamo verso il suo borgo antico per scoprire la Casa Bonaparte dove l’Imperatore nacque e visse la prima giovinezza. Qui sono conservati ritratti di famiglia, mobili d’epoca, raffinati arazzi e gli oggetti che venivano utilizzati quotidianamente dalla famiglia Bonaparte.

Raggiungiamo Palazzo Fesch dove troviamo la Cappella imperiale, che era il mausoleo della famiglia Bonaparte, anche se la tomba di Napoleone si trova a Parigi.
Dalla cappella imperiale, camminando lungo il lungomare, si arriva al molo della Cittadella, con la sua Torre e le sue Mura.

Palazzo Fesch

Più avanti ci attende il Museo Napoleonico del Municipio, suggestivo palazzo in stile anni ’30, conserva la memoria della famiglia Bonaparte e del primo Imperatore francese.
Tappa finale del nostro tour: Place Foch dove Napoleone ci scruta dall’alto della sua statua, piazzata su una fontana adornata da quattro leoni di marmo.
Grandeur!

Tutt’attorno Place Foch troverete pasticcerie, caffè e ottimi ristoranti dove poter assaggiare i piatti tipici della Corsica, testimoni della sua grande tradizione culinaria. Scopriamoli insieme.
Tra i primi, spiccano sostanziose minestre solitamente preparate con carni e erbe selvatiche, tra queste ce n’è una davvero speciale, con fagioli e denti di leone. Se amate la pasta, provate lo stufatu, tradizionale piatto di lasagne, carni di manzo, vitello e maiale.

Zuppa di fagioli alla corsa

Tanta carne di agnello che troviamo nel piatto top agneau corse” abbrustolito a fuoco lento e preparato con rosmarino, patate e aglio oppure come condimento della “pulenta” fatta con farina di castagne. Il veau aux olives, dove il vitello viene cotto lentamente insieme a olive, cipolla, erbe varie, pomodori mentre civet de sanglier è un piatto classico: cinghiale selvatico preparato in casseruola con carote, castagne, finocchio, aglio, cipolle, e tanta acquavite.

civet de sanglier

La cucina di Ajaccio è conosciuta per i piatti di pesce a cominciare dall’aziminu, una bouillabaisse a base di pesce di roccia, mentre nella soupe de possoin a l’ajaccienne troviamo un ricco mix di scorfani, labridi di acqua marina e granchi ben aromatizzati da erbe aromatiche e spezie. In effetti i granchi qui sono in mare tutto l’anno… e gli chef locali si sbizzarriscono in sughi e zuppe.

aziminu

La Corsica vanta una ricca tradizione in fatto di salumi: dal prisuttu (prosciutto affumicato), al figatellu, (salsiccia di fegato di maiale), al pulpone (coppa). Tra i formaggi spiccano il Bleu de Corse (stagionatura 6 mesi e sapore piccante) e il brocciu, a base di latte di capra o di pecora e dal sapore simile a quello della ricotta ma molto più intenso.

il tipico formaggio’ brocciu’

Ed proprio dal brocciu che è nato il dolce più tipico per eccellenza della cucina corsa: il fiadone, tesoro nazionale della Corsica, onorato dalla ‘Confraternita del Fiadone’, attiva promotrice di questa specialità dal sapore robusto e dal profumo intenso perfetto se accoppiato a un calice di Muscat di Cap Corse. Questo dolce spesso cambia nome, ad Ajaccio si chiama imbrucciata.
Dove trovare la migliore ? Tutti concordi: Corte, un piccolo paese nell’entroterra dell’isola

Vi ho incuriosito e stuzzicato la gola? Ecco come prepare un ‘imbrucciata, ricetta facile facile e risultato delizioso...
RICETTA DELL’ IMBRUCCIATA

Il tipico ‘fiadone’

Ingredienti

  • 500 gr di broccio o formaggio fresco di pecora
  • 4 uova
  • Una pasta frolla
  • Scorza di limone o d’arancia
  • 150 a 200 gr di zucchero

Procedimento
Mantecate i tuorli con lo zucchero.
Mescolate bene, aggiungete la scorza di limone o d’arancia, la pasta deve essere liscia.
Montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto.
Versate l’impasto in tortiera rotonda di cui avrete coperto il fondo con carta da forno.
Infornate a 180C° per circa 35 minuti.
Lasciate raffreddare e fate riposare in frigo per 2 ore

Imbrucciata di Ajaccio

Dove mangiare a Ajaccio

Ecco tre ristoranti impegnati a proporre cucine mediterranee, contemporanee e stagionali, arricchite da piatti di pesce spesso rivisitati con estro e sapore.
L’Ecrìn
Cucina di stagione, fresca e ben eseguita,. Spicca il pesce spada pescato alla lenza, preparato in tataki e condito con lo zenzero. D’estate, piccolo e accogliente dehors.
A Terrazza
Un delizioso dehors offre una vista favolosa sul Golfo di Ajaccio. A tavola, scoprirete una cucina contemporanea diispirazione mediterranea. Riaprirà a fine Marzo.
A Nepita
Prende il suo nome dalla maggiorana selvaggia, la più aromatica della Corsica.Chef Simon Andrews, elabora ogni giorno una cucina eccellente, sinonimo di freschezza e sapore.

Piatti ‘gourmet’ di 3 ristoranti top a Ajaccio. Da sinistra: L’Ecrìn, A Terrazza, A Nepita

INFO
Traghetti per la Corsica
Turismo Ajaccio

For the ‘imbrucciata cake’ recipe in engish, just turn the page
Click Next>

UDINE, ITALY. THE BEAUTY, THE TASTE AND THE TRADITIONAL ‘FRICO’ RECIPE

( (in italian and english) —-
by Cesare Zucca

Oggi vi porto a Udine, città dove il fascino veneziano sposa suntuosi palazzi, meravigliose piazze, scorci suggestivi. Troverete storia, arte, scoprirete il suo Castello, incontrerete le magie pittoriche del Tiepolo e… gusterete il frico, succulenta frittella salata a base di formaggio Montasio, patate, cipolle, spesso arricchito con pancetta o funghi e rigorosamente accompagnato da una fumante polenta e un buon calice di vino, o per dirla alla friulana…
un buon tajut.

Il nostro itinerario del bello e del gusto a Udine
Partiamo da Piazza della Libertà, definita “la più bella piazza veneziana sulla terraferma“.

Piazza della Libertà

Dopo una salita (abbastanza ripida, ma piacevole) arriviano al Castello. Sorge sul colle della città, da cui si intravedono i tetti, le montagne e, verso sud, il mare Adriatico. Nel suo interno ospita numerose mostre, collezioni d’arte e l’interessante Museo della Fotografia Friulana.

Il Castello

Il Duomo
Datato 1257, Il Duomo è la chiesa più importante ed imponente della città. Si trova nella suggestiva piazza Duomo, a pochi passi dalle vie principali del centro storico, come la vivace Via Mercatovecchio, cuore dello shopping in mezzo ai suggestivi portici.

Arte
Casa Cavazzini, ci attende con la sua splendida collezione di arte moderna, con opere di De Chirico, Carrà, Guttuso, Chagall e Picasso, In corso la mostra La Forma dell’Infinito, un viaggio di cento anni di bellezza, dal figurativo all’astratto, in contatto privilegiato con opere da capogiro, firmate dai più grandi geni dell’arte degli ultimi due secoli.

Casa Cavazzini

Museo Diocesano e le Gallerie di Giambattista Tiepolo ospitano i meravigliosi affreschi del Palazzo Patriarcale. la cui collezione circa 700 opere, tra cui le opere del Tiepolo, che decorò il soffitto dello Scalone d’onore, la Galleria degli ospiti e la Sala rossa per volere dell’allora patriarca Dionisio Dolfin.

Voglia di un drink?
I portici di Piazza Matteotti, (o delle Erbe) pullulano di botteghe, bar e dehors, mentre qua e la sbucano trattorie tipiche che propongono i piatti tradizionali della cucina friulana, tutti davvero gustosi.
Fame? Pronti per scoprire le delizie locali?

Il ‘frico’
Storico piatto della cucina povera che utilizzava gli avanzi di formaggio. Si tratta di un tortino a base di patate e formaggio locale, tradizionalmente il Montasio che è uno dei prodotti più apprezzati in regione e che si può trovare in varie stagionature.

Cjarsons
Ravioli con un ripieno a base di mele, ricotta, patate lesse, pere, uvetta, spinaci, pinoli, cannella e cacao. Vengono serviti conditi con burro fuso, ricotta affumicata grattugiata, zucchero e cannella.

Due ‘cjarsons gourmet’ degli Chef Max Sabinot e Stefano Basello

Jota
Sarà che sono un fanatico delle zuppe…ma questa è davvero da Oscar!
La ‘jota’ è un minestra a base di crauti, fagioli e patate, un piatto frugale ma molto energetico.

la zuppa ‘jota’

Muset e brovada
Piatto caratteristico invernale  a base di cotechino casereccio posato su rape rosse messe a macerare per molti giorni nelle vinacce. L’insaccato di maiale molto simile al cotechino, nello specifico, per la sua preparazione viene utilizzato esclusivamente il muso del maiale, che viene tritato e mescolato con spezie come pepe, cannella e noce moscata.

A una cucina, forte, contadina e robusta  quale buon vino abbinare?

Tra tutti i vitigni a bacca rossa, il Pinot Nero è universalmente considerato uno dei più difficili e, allo stesso tempo, uno dei più affascinanti. Ci sono voluti diversi anni prima che arrivassero all’orizzonte produttori coraggiosi capaci di affrontare il nobile vitigno, dedicandogli tutte le cure necessarie sia in fase di allevamento sia in fase di vinificazione.

Immancabile selfie nelle cantine Gori, nel regno del Pinot Nero

Senza dubbio questo vino mantiene la sua austera eleganza nordica aggiungendo una strepitosa nota mediterranea nell’eccellente Pinot Nero Nemas 1° che nasce dai vigneti della Agricola Gori,  nele colline di Guyot. In bocca rivela tutta la sua eleganza e complessità con note fruttate sostenute da una fine tannicità che lo rende austero ma piacevole all’assaggio.

Il Pinot Nero Nemas 1 trova un ampia gamma di abbinamenti, dai formaggi alla pasta, al pesce ai salumi.

 La Gubana
Dolce classico della tradizionale friulana faffo con è pasta dolce lievitata e facita con uvetta, noci, pinoli, zucchero e grappa.

La ‘gubana’ del pasticcere Paolo Zorzenone

Dove gustare un  ‘frico’ ricco e gustoso?
Lasciatevelo servire dalla super cool Valentina, la cui famiglia tramanda da generazioni le delizie friulane. Ottima chef e ‘locandiera’ dell’annessa locanda , un delizioso B&B arredato in stile Fantasyland. Una vera ‘cuciniera’ friulana per una tradizionale ricetta del ‘frico’

LA RICETTA DEL ‘FRICO’

Ingredienti

  • 600 gr di patate
  • 400 gr formaggio Montasio
  • 1 cipolla grande
  • olio extravergine
  • sale
    Procedimento
    In una padella fate appassire la cipolla tagliata sottile.  Basterà 1 cucchiaio di olio per farla  diventare morbide e bionda. Aggiungete le patate tagliate a pezzetti, sale, pepe ed un mestolo d’acqua. A cottura ultimata incorporate lentamente il montasio tagliato a fettine e formate un impasto; passatelo quindi in un tegame antiaderente di 20 cm di diametro.  Appiattite e fate cuocere 10 minuti a fiamma alta, sempre mescolando finche il fondo sarà ben compatto. Ruotate dall’altra parte, come se fosse una frittata, fino a ottenere una bella crosticina dorata da ambo le parti. Servire caldo.…e nel calice?
    PLAN Friulano
    della vinicola Rodaro, di cui Paolo è la sesta generazione dei vignaioli della sua famglia. Un bianco autoctono, giallo paglierino tendente al verdognolo. Secco, fresco, vellutato con un leggero sentore di mandorla amaracon un’intensa fragranza che ricorda fiori selvatici, camomilla, mela Golden e pera Kaiser. Accoppiamento ideale con le eccellenze locali: formaggio Montasio e prosciutto di San Daniele. INFO
    Pacchetti turistici studiati per visitare Udine e la mostra La Forma dell’Infinito

    The original recipe of ‘frico’ recipe in english
    The ‘frico’ it’s  an historic dish of the poor cuisine that used the leftovers of cheese. It is a pie made with potatoes and local cheese, traditionally Montasio which is one of the most popular products in the region and which can be found in various ages..   Which good wine to combine with a strong, peasant and robust cuisine?

Among all the red grape varieties, Pinot Noir is universally considered one of the most difficult and, at the same time, one of the most fascinating. It took several years before courageous producers capable of tackling the noble grape variety arrived on the horizon, dedicating all the necessary care to it both in the breeding phase and in the vinification phase.

Immancabile selfie nelle cantine Gori, nel regno del Pinot Nero

Undoubtedly this wine maintains its austere Nordic elegance by adding an amazing Mediterranean note in the excellent Pinot Nero Nemas 1 ° which comes from the vineyards of Agricola Gori in the Guyot hills. In the mouth it reveals all its elegance and complexity with fruity notes supported by a fine tannin that makes it austere but pleasant to taste 

Il Pinot Nero Nemas 1 trova un ampia gamma di abbinamenti, dai formaggi alla pasta, al pesce ai salumi.

THE ‘FRICO’ RECIPE

Ingredients
600 gr of potatoes
400 gr Montasio cheese
1 large onion
extra virgin olive oil
salt
Procedure
In a pan, sauté the thinly sliced ​​onion. 1 tablespoon of oil will be enough to make it soft and blonde. Add the potatoes cut into small pieces, salt, pepper and a ladle of water. When cooked, slowly incorporate the sliced ​​montasio and form a dough; then pass it into a non-stick pan of 20 cm in diameter. Flatten and cook for 10 minutes over high heat, stirring constantly until the bottom is very compact. Turn the other side, as if it were an omelette, until you get a nice golden crust on both sides. Serve hot ….

A wine to pair?
PLAN Friulano from the Rodaro winery, of which Paolo is the sixth generation of winemakers in his family. A native white, straw yellow tending to greenish. Dry, fresh, velvety with a slight hint of bitter almond with an intense fragrance reminiscent of wild flowers, chamomile, Golden apple and Kaiser pear. Ideal pairing with local excellences: Montasio cheese and San Daniele ham.

  • INFO
  • Hot tips to visit Udine and the exhibition The Shape of Infinito

Benvenuti nell’incanto di Taormina! Welcome to enchanting Taormina!

di Cesare Zucca
(Recipe in italian and english)

Benvenuti nell’incanto di Taormina! Welcome to enchanting Taormina!
Oggi ci avventuriamo alla scoperta del suggestivo Corso Umberto, la via-passeggiata che attraversa il centro storico della Città, un percorso all’insegna del bello, dello shopping e del gusto.

Partiamo da Porta Messina, inaugurata, da Ferdinando IV di Borbone nel 1808.
Il Corso presenta strutture e edifici appartenenti a stili di epoche diverse, da quello arabo a quello normanno, dal gotico al barocco, mentre i monumenti greco-romani sono stati sostituiti da nuove costruzioni, così il tempio di Giove Serapide ha lasciato il posto alla Chiesa di S. Pancrazio, mentre sui resti dell’Odeon è nata la Chiesa di S. Caterina.

Porta Messina

Da vedere nelle vicinanze
Palazzo Corvaj, costruito e il 902 e il 1079 sui resti dell’antico foro romano,oggi ospita il Comune e il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari. L‘Odeon Romano, piccolo teatro costruito in epoca romana, pacoscenico di rappresentazioni musicali e letterarie destinate all’élite della città.

La Strada per il Teatro Greco, ispirata alla famosa scala di Trinità dei Monti a Roma. Conduce da Piazza Badia al Teatro Greco ed è popolata da bancarelle e negozietti di souvenir, chioschi di prodotti dolciari siciliani, ristoranti, bar e tanti venditori ambulanti, anche troppi…

Per fortuna pochi attimi dopo ci tuffiamo nello splendore del Teatro Greco, il più grande teatro classico d’Italia dopo quello di Siracusa. Un gioiello architettonico che colpisce per la perfetta acustica, e l’incanto del palcoscenico che ha ospitato concerti e gli spettacoli di rilievo internazionale.

Teatro Greco

Torniamo nel Corso dove scopriremo un edificio in pietra bianca, è la Chiesa del Varò che custodisce un famoso affresco rappresentante il trionfo della Croce.
Palazzo Ciampoli
, edificato nel 1412,. Fino a pochi anni fa il palazzo ha ospitato un famoso night club taorminese. Oggi si possono ammirare il suo prospetto e la scalinata d’accesso. San Domenico, chiostro dell’ex convento che nel 1896 è stato trasformato in un hotel di lusso.

San Domenico

Eccoci arrivati in prossimità di Porta Catania, edificata nel 1440, come ci viene rivelato dallo stemma Aragonese posto sopra l’arco.
Da vedere nelle vicinanze
La Chiesa di S. Antonio Abate fonde elementi di arte gotica, barocca e bizantina, Chiesa del Carmine che può essere raggiunta attraverso una breve scalinata. Distrutta dai bombardamenti del 1943, oggi è un auditorium e sala di esposizione. Il trecentesco Palazzo Duchi di S. Stefano, in stile gotico-siciliano, attorniato da un incantevole giardino con il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.

Chiesa del Carmine

Shopping chic
Corso Umberto pullula di negozi d’artigianato, gioiellerie e boutiques di moda.
Parisi, eccellenza della tradizione sartoriale nata nella bottega di nonno Salvatore, dove tra cotoni martellati egiziani e lini della Tasmania, venivano confezionati a mano eleganti abiti per i dandy locali. Un’ arte tramandata da tre generazioni che continua oggi nei negozi Parisi, eredi della ricerca del gusto e dello stile iniziati dal nonno.

La tradizione dell’arte siciliana  si esprime  nelle  ceramiche, nella moda, negli oggetti d’artigianato e nella bigiotteria “made in Taormina” nelle boutiques “Giorgia” e “Giorgia on the House” di Giorgia D’Agostino, sorella dello Chef Pietro.

La moda e l’oggettistica di Giorgia D’Agostino sposano l’atmosfera solare di Corso Umberto a Taormina

Le Colonne, piccolo scrigno prezioso nel cuore di Taormina offre le creazioni di Alvaro e Correnti, dove l’oro puro è accostato al bronzo, all’argento brunito e alle gemme incise. Una punta di lancia, una scultura, una moneta, divengono così il punto di partenza  che porta alla creazione di gioielli e raffinati accessori.

Susan Sarandon e le creazioni dell’oreficeria artigianale Le Colonne

Saro
Storico negozio Di Antiquariato, ceramica contemporanea, gioielli e oggettistica a Taormina, praticamente una full immersion sicilian style…

Blue Royal 
Piccolo scrigno di arte e creatività. É il negozio che offre le ceramiche siciliane più pregiate sul mercato, opere di di artisti iche trasmettono la cultura e l’arte siciliana, dalle tradizionali teste di Moro agli accessori per la decorazione di ambienti interni ed esterni,

Le ceramiche di Blue Royal

La gastronomia di Taormina
Rappresenta una storia millenaria perché Greci, Arabi, Normanni, Francesi e Spagnoli hanno lasciato le loro tracce nella cucina locale. A cominciare dagli involtini di pesce spada , farciti con pangrattato, con pinoli, olive, uvetta, limone e menta, una ricetta che risente delle influenze arabe , così pure l’arancino di riso, ingrediente che fu introdotto in Sicilia dagli Arabi, capeggiati  dall ’emiro Ibn At Timnah, mentre il ripieno di ragù di carne e la panatura hanno origini normanne.  A Tormina l’arancino top è al pistacchio.

Tipicità gastronomiche di Taormina: arancino al pistacchio e involtini di pesce spada

La caponata, nata come piatto “ricco” a base di pesce capone, che, col passare del tempo, venne sostituito dalle più economiche melanzane, diventano così un piatto “povero” alla portata di tutti. Tra i dolci, le cuzzole o cudduruni, squisiti dolcetti fritti ricavati dai rimasugli di pane, proprio come lo facevano anticamente le madri siciliane.

le cuzzole

Durante Taobuk, Festival letterario giunto alla sua dodicesimA edizione, non è inusuale vedere turisti che passeggiano per le vie del Corso, mentre si godono le prelibatezze offerte dallo street food della città. Ed è proprio la kermesse letteraria a consentirlo, visto che si svolge ogni anno in giro per la città.
Da Porta Catania a Porta Messina, innumerevoli venditori di street food, vi inviteranno a provare il loro arancino… Come scegliere quello giusto ? Beh, andate a …naso. Gli arancini sprizzano aromi intensi e i pidoni” rustici impasti lievitati, cotti al forno o fritti  non ne sono da meno…

Tre protagonisti street food di Taormina: arancino, pidone e cannolo al pistacchio

Sicilia, si sa, è granita: nevosa, soffice e rinfrescante, ai profumo e gusto del gelso, de … o del mandarino abbinato al lampone, come nella versione top di Bam Bar sosta imperdibile lungo la vostra passeggiata sul Corso.

una deliziosa granita di Bam Bar

Regina della tavola è la Pasta alla Norma, maccheroni conditi con salsa di pomodoro le melanzane olive, ricotta salata e basilico. Pare debba il suo nome al commediografo Martoglio che esclamò “Chista è ‘na vera Norma!” (questa è la vera Norma!), paragonandola alla protagonista dell’opera di Bellini.

L’iconica Pasta alla Norma

Di sicuro la “Pasta alla Norma” è l’ eccellenza storica della storia culinaria della cttà , anche se non mancano le variazioni… Ecco, infatti, gli “Agnolotti fuori dalla Norma” piatto, firmato dallo Chef stellato Pietro D’Agostino che ben rappresenta l’eclettica atmosfera di Taormina, racchiusa nel menu vivacemente alternativo del Kistè

Lo Chef stellato Pietro D’Agostino, il suo nuovo libro “Creatività. Memoria e Territorio” e un piatto di pesce del Kistè

Questo ristorante si trova a due passi dal Duomo, all’interno dell’antica e fascinosa Casa Cipolla, storico palazzo del tardo Quattrocento, con due antichissime cisterne che ne danno il nome “Kistè” dal greco e dove è possibile gustare una selezione dei migliori sapori siciliani.

Un nuovo concetto di ristorazione” ci racconta la proprietaria e sommellier Morena Benenati, amante e cultrice dell’arte, della storia della Sicilia, dei suoi miti, le sue tradizioni e i suoi vini. “Amo molto i vini francesi, ma continuo a scegliere quelli siciliani perchè vogliamo dare spazio agli straordinari produttori della nostra Isola
Kistè riaprirà in Marzo, ma sono riuscito a “rubare” a Pietro D’Agostino la ricetta di questa  “Norma” controcorrente. Eccola!

AGNOLOTTI FUORI DALLA NORMA

Preparazione
Per la pasta
Disponete le farine a fontana, unite al centro le uova e l’olio, e impastate fino a ottenere un composto sodo e omogeneo. Formate una sfera, coprite con pellicola trasparente e fate riposare per 30 minuti.
Per la farcia
Lavate e spuntate le melanzane; con un pelapatate eliminate metà buccia e tagliate la polpa a cubetti. In una padella scaldate abbondante olio e friggetevi i cubetti di melanzana; quando saranno ben dorati, scolateli e fateli asciugare su carta assorbente da cucina. Salate.
In una ciotola raccogliete le melanzane e unite la ricotta grattugiata e il basilico tritato. Aggiustate di sale e di pepe e amalgamate.
Trascorso il tempo di riposo, tirate la pasta fino a ottenere una sfoglia sottile. Su metà sfoglia disponete noci di ripieno (a intervalli regolari di 4-5 cm), coprite con l’altra parte di sfoglia, sigillate e tagliate con un tagliapasta tondo.
Per la salsa
Tagliate i pomodori, privateli di semi e frullate con basilico. In una padella fate rosolare l’aglio con un filo di olio, la passata fresca di pomodoro e fate cuocere su fiamma vivace. Profumate con il basilico e regolate di sale e di pepe.
Preparate contemporaneamente una fonduta di parmigiano reggiano facendo cuocere a fiamma lenta panna e parmigiano grattuggiato.
Lessate gli agnolotti in acqua leggermente salata, scolateli e trasferiteli in padella con la salsa.
Fateli saltare per qualche minuto, facendo attenzione a non romperli, e impiattate. Decorate con un filo di foduta di parigiano e spolverate con ricotta salata grattugiata.

Dove mangiare nel Corso Umberto e dintorni

Otto Geleng con le sue tavola preziose, argenti, cristalli, tovaglie ricamate a mano, una vista incomparabile della costa e la spettacolare cucina dello chef stellato Roberto Toro

Otto Gelengh
Granduca
Cinque archi
Licchio

Licchio Ristorante Bar

Strit Fud
Bistrot Siciliano Sik
Baronessa

Atmosfera gattopardesca alla Baronessa

Da Cristina
Osteria da Rita
La Botte
Vineria Modì

Le vivaci viuzze che attraversano Corso Umberto, piene di profumi, colori.
E proprio il caso di dirlo: ” I LOVE Taormina” !

INFO
Creatività. Memoria e Territorio /Trenta Editore

Here the Recipe in english
Certainly the “Pasta alla Norma” is the historical excellence of the culinary history of the city, even if there is no lack of variations … Here, in fact, the “Agnolotti fuori dalla Norma” dish, signed by the starred Chef Pietro D’Agostino which well represents the eclectic atmosphere of Taormina, contained in the lively alternative menu of the Kistè

Lo Chef stellato Pietro D’Agostino e un piatto di pesce del Kistè

This restaurant is located a stone’s throw from the Duomo, inside the ancient and fascinating Casa Cipolla, a historic building from the late fifteenth century, with two ancient cisterns that give it the name “Kistè” from the Greek and where you can taste a selection of the best Sicilian flavors.

“A new concept of catering” tells us the owner and sommelier Morena Benenati, a lover and culturess of art, of the history of Sicily, of its myths, its traditions and its wines. “I love French wines very much, but I continue to choose Sicilian wines because we want to give space to the extraordinary producers of our island” Kistè will reopen in March, but I managed to “steal” the recipe for this countercurrent “Norma” from Pietro D’Agostino. Here you go!

AGNOLOTTI FUORI DALLA NORMA

Preparation
For pasta
Arrange the flours in a heap, add the eggs and oil in the center, and knead until the mixture is firm and homogeneous. Form a sphere, cover with cling film and let it rest for 30 minutes.
For the filling
Wash and trim the aubergines; with a potato peeler remove half the peel and cut the pulp into cubes. In a pan heat abundant oil and fry the eggplant cubes; when they are golden brown, drain and let them dry on absorbent kitchen paper. Salt.
In a bowl, collect the aubergines and add the grated ricotta and the chopped basil. Season with salt and pepper and mix.
After the resting time, roll out the dough until you get a thin sheet. On half the pastry, arrange the stuffing nuts (at regular intervals of 4-5 cm), cover with the other part of the pastry, seal and cut with a round pastry cutter.
For the sauce
Cut the tomatoes, remove seeds and blend with basil. In a pan, brown the garlic with a drizzle of oil, the fresh tomato puree and cook over a high flame. Season with basil and season with salt and pepper.
At the same time prepare a fonduta  (fondue) of Parmesan cheese by cooking cream and grated Parmesan cheese over a low flame.
Boil the agnolotti in lightly salted water, drain and transfer them to the pan with the sauce.
Let them jump for a few minutes, being careful not to break them, and serve. Decorate with a drizzle of parmesan fonduta and sprinkle with grated ricotta salata.

WELCOME TO SPACCANAPOLI ! Discover how to make a true Neapolitan Pizza

Spaccanapoli is a colorful journey through beauty, taste and … the unmistakable scent of pizza! An itinerary that, in my opinion, is the soul of Naples, its essence and all its lively Neapolitan reality.

You are ready? Let’s go! For this new adventure I let myself be accompanied by Gennaro Buonocore (already the name is a guarantee …) Neapolitan doc and a very special guide at the helm of mytriptonaples.com  which organizes tours to discover the beauty, the taste and the secrets that this magical city can offer.

So, do you want to make a REAL napolean pizza?
Who better than the Piazza Verace Napoli Association could tell me?
Here is the original recipe handed down by generations of pizza makers.
The diameter must not exceed 35cm. The raised edge (the famous cornicione ) must be about 1-2 cm, well swollen and free from burns. The Neapolitan pizza must be soft and fragrant.

Ingredients
water: 1 liter
salt: 40-60 gr
yeast:
of fresh beer 0.1-3 gr,
mother 5-20% of the flour used
of dry beer 1 to 3 ratio compared to fresh beer
flour: 1.6-1.8 kg (00 or 0 flour)

Preparation
Flour, water, salt and yeast are mixed, starting with the water, making sure that direct contact between salt and yeast does not occur for more than 5 minutes, otherwise the salt would damage the yeast cells. Pour a liter of water into the mixer, dissolve a quantity of sea salt between 40 and 60 g, add 10% of the flour with respect to the total quantity envisaged, then dissolve the yeast, start the mixer and the rest of the flour is gradually added until the desired consistency is reached, defined as the dough point.


The dough must be worked in the fork, spiral, plunging arm mixer (all with rounded corner and rotating basket) until a single compact mass is obtained.
To obtain an optimal consistency of the dough, the amount of water that a flour is able to absorb (hydration) is very important.
Leavening and maturation
The dough, once extracted from the mixer, is left to rest covered with a damp cloth so that the surface cannot harden, forming a sort of crust caused by the evaporation of the humidity released by the dough itself.
After the time deemed necessary to settle and rest the dough, the dough is molded, traditionally done by hand.


In the Neapolitan technique, in the traditional hand staglio, the dough is shaped (staglio) in the form of balls with a technique that recalls the preparation of mozzarella (mozzatura).
For the “true Neapolitan pizza” the loaves must have a weight between 200 and 280 g, to obtain a pizza with a diameter between 22 – 35 cm.
Once the loaves are formed (staglio), a second leavening takes place in food boxes of varying duration, depending on the temperature and humidity characteristics of the environment and the absorption of the flour used.
Maturation consists of a series of biochemical and enzymatic processes that break down the most complex structures, proteins and starches into simpler elements. Overall fermentation times: min 8 – max 24 hours (with the possible addition of processing hours – max 4 hours).
How to roll out the pizza
With a movement from the center outwards and with the pressure of the fingers of both hands on the dough, which is turned several times, the pizza maker forms a disc of dough so that in the center the thickness is not more than 0.25 cm with a allowed tolerance of ± 10%.
The toppings
The products used must preferably be of Campania origin.
The hand-crushed peeled tomato must be not dense and with pieces still present.
Fresh tomatoes should be cut into wedges.
The buffalo mozzarella (cut into slices) or the fior di latte (cut into strips) must be distributed evenly.
The grated cheese (if used) should be spread on the pizza with a uniform and rotating motion.
Fresh basil leaves are placed on the seasonings.
The extra virgin olive oil is added with a spiral movement.

The cooking Cooking must take place inside a wood oven which must have reached a temperature of about 430-480 ° C between the stalls and the vault. With these temperatures it is sufficient to insert the pizza for 60-90 seconds, in which the pizza will cook evenly over the entire circumference.

ENJOY YOUR PIZZA!

ITALIAN VERSION

Spaccanapoli è un colorato percorso tra il bello, il gusto e… l’inconfondibile profumo della pizza! Un itinerario che, secondo me, è l’anima di Napoli, la sua essenza e tutta la sua vivace realtà partenopea.

Siete pronti? Partiamo!

Per questa nuova avventura mi sono fatto accompagnare da Gennaro Buonocore (già il nome è una garanzia…) napoletano doc e guida davvero speciale al timone di mytriptonaples.com che organizza tour alla scoperta del bello, del gusto e dei segreti che questa città magica può regalare.

Prima sosta il Belvedere di San Martino, dove è possibile ammirare la città dall’alto. Dalla collina del Vomero inoltriamoci nel colorato mercato della Pignasecca, percorrendo le scale della Pedamentina arriviamo nei caratteristici Quartieri Spagnoli.

Incrociamo via Toledo fino al meraviglioso Palazzo Carafa di Maddaloni. All’improvviso, il tortuoso itinerario prende respiro e sfocia nella Piazza del Gesù. Se siete appassionati di cinema, riconoscerete la facciata del Palazzo Pandola ha fatto da set L’oro di Napoli e Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica con la più grande diva napoletana: Sofia Loren.

Sofia Loren e Marcello Mastroianni in una scena tratta dal film Matrimonio all’italiana girata a Palazzo Pandola. Sullo sfondo si vede Piazza del Gesù Nuovo

Nella Piazza troneggiano la Chiesa del Gesù Nuovo e l’Obelisco dell’Immacolata, avvolto da un’aura leggendaria… infatti, grazie ad un gioco di luci ed ombre, permette di intravedere l’immagine della morte! Meglio fare un salto al vicino Scaturchio, la più rinomata pasticceria napoletana: babà, pastiera, sfogliatelle, struffoli, zeppe di San Giuseppe….
Dimentichiamoci la dieta….

I famosi dolci di Scaturchio

Da qui il primo tratto che incrociamo è Via Benedetto Croce, celebre filosofo che visse nel Palazzo Filomarino che potrete ammirare lungo la strada.  Sosta d’obbligo, il Monastero di Santa Chiara, con il suo splendido Chiostro maiolicato, un’ oasi di pace ricoperta da maioliche multicolore.

Il Monastero di Santa Chiara

Lungo questo percorso sono sorti piccoli hotel e bed and breakfast, che permettono ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Tra questi consiglio il 4 stelle Santa Chiara Boutique Hotel situato al piano nobile di Palazzo Tufarelli, dimora storica del XVII secolo.

Nelle 7 suites e 3 glam room, il classico degli affreschi incontra un design moderno e confortevole, le finestre si affacciano sulla città,  un attento restauro ha conservato molte delle caratteristiche di questo magnifico edificio (soffitti con travi originali, splendide porte dipinte, finestre alte, pavimenti in cotto antico) mentre un mix di mobili antichi e contemporanei uniti ai comfort di oggi , lo rendono aggiornato e accogliente.

Boutique Hotel Santa Chiara

Qui il breakfast è, per dirlo alla napoletana, “nu babà”!
Ho trovato tutte le prelibatezze della pasticceria napoletana, incluse le torte e le sfogliatelle di Scaturchio, accompagnate da altre squisitezze dolci e salate, oltre a frutta freschissima, uova e omelettes a richiesta.

Delizie mattiniere del Santa Chiara Hotel. A sinistra il Danubio, un pan brioche al prosciutto e formaggio

Dopo pochi passi si arriva in Piazza San Domenico caratterizzata dalla guglia, costruita lì dove un giorno sorgeva uno degli ingressi alla città greco-romana. Da qui, percorrendo la salita accanto alla piazza, arriviamo a uno dei luoghi più misteriosi della cirttà: la Cappella Sansevero che conserva all’interno il celebre Cristo Velato, opera scultorea di Giuseppe Sanmartino, che rappresenta Cristo morto, adagiato su un letto, coperto da un velo di marmo talmente realistico da sembrare vero.

Il Cristo Velato

A pochi passi vi aspettano due piccoli gioielli, la Chiesa di Sant’Angelo e la scultura del Dio Nilo,  raffigurato come un vecchio che appoggia i piedi sulla testa di un coccodrillo. Subito dopo incontrerete un altarino dedicato a Maradona, dove una teca custodisce la foto di Maradona ed un suo capello.

Nel vicino vicolo, chiamato “vicut Cornelianus”, si trova la Chiesa di Santa Luciella,  piccolo gioiello architettonico che, grazie all’Associazione Respiriamo Arte, è stata recentemente riaperta al pubblico. Nell’ipogeo è situato un raro esemplare di cranio con cartilagini mummificate, ribattezzato come il “teschio con le orecchie” La leggenda del teschio è legata al culto delle anime pezzentelle, ovvero senza una degna sepoltura, i cui scheletri venivano dimenticati nelle fosse comuni.

il “teschio con le orecchie”

Riprendiamo il cammino: la via cambia nome e diventa San Biagio dei Librai con il Palazzo Marigliano e il caratteristico cortile con la scala a doppia rampa.. Sosta d’obbligo alla Taralleria Napoletana di Leopoldo Infante, tempio del vero tarallo , un cibo “di recupero” nato a Napoli durante il ‘700, quando i fornai riutilizzavano gli avanzi della pasta di pane aggiungendo strutto di maiale e pepe, un cibo che arriva fino ai giorni nostri, nella sua veste originale, con sugna, pepe e mandorle fino alle varianti con pomodori o friarielli.


Qui non mancano le curiosità come l’ Ospedale delle Bambole, una bottega che dal 1840 è capace di ‘guarire’ le bambole rotte. E’ un negozio che riceve richieste da tutto il mondo  e che aiuta tutti i vecchi giocattoli a ritrovare l’antica bellezza. Entrerete: in luogo irreale popolato da teste, braccia, piedi, occhi, un’interna anatomia delle bambole, alcune in cura da molti giorni, altre solo di passaggio.

Incrociamo Via San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per le statuine, da quelle del Presepe ai vip di oggi… e non mancano le star dello sport e della musica, e dell’attualità, da Bruno Vespa, al Papa, a Pino Daniele a Renato Zero.

”O’ Cuzzetiello” ,
Uno snack? Macchè….”O’ Cuzzetiello” , è davvero un pasto completo, concentrato in un piccolo pezzo di pane cafone servito con il tradizionale ragù. Ci riporta al rituale culinario della domenica e un appuntamento per i più golosi. Anche nelle strade dove oggi viene proposto come “Street Food”…

Voglia di cioccolato?
Quasi 100 anni fa, Isidoro Odin, cioccolatiere di Alba, partì alla conquista di Napoli con tanta voglia di sperimentare, di regalare emozioni ed esperienze memorabili attraverso le sue creazioni. E ci è riuscito. Dalla bottega di Via Chiaia alla fabbrica di Cioccolato, oggi Gay Odin è considerate il paradiso del cioccolato vanta ben 9 punti vendita.

Alla fine di Via San Biagio dei Librai incrociamo via Duomo e poi Piazzetta Forcella in uno dei più autentici quartieri napoletani dove si può ammirare il volto di San Gennaro del famoso street artist Jorit. Spaccanapoli termina qui, ma sono certo che le vostre avventure e i vostri racconti “spaccanapoletani” continueranno….

Il murale di San Gennaro di Jorit Agoch

La pizza più buona?
Ho provato a chiedere in giro quale fosse la migliore pizzeria rischiando di sollevare una guerra civile… Chi diceva un nome, chi controbatteva con un altro indirizzo, chi mi diceva da Gennaro, chi da Michele… Consigliatissime anche Vesi e La Figlia del Presidente, storiche pizzerie di Spaccanapoli


Insomma, dopo un buona mezzora di indagini, ho tirato le somme e mi sono infilato nella più ‘gettonata’: Lombardi a Santa Chiara, e non ho sbagliato!
Nata nel 1922, la pizza di Lombardi è stata servita a personaggi illustri come Gabriele D’Annunzio, Matilde Serao, Salvatore Di Giacomo e Benedetto Croce che abitava proprio di fronte alla pizzeria,
Lombardi continua a celebrare l’ illustre storia della pizza con farine attentamente selezionate e topping realizzati con  ricercate materie prime, dal San Marzano Dop alla mozzarella di bufala campana Dop, mentre ogni mese arriva “La pizza del mese” che segue il ritmo delle stagioni. Al timone I maestri Pizzaioli Michele Lungo e Carmine Prisco che ci sorprendono con le loro pizze “gourmet” come l’ultimissima “new entry” alla pancetta, fichi e gorgonzola.

Una pizza “gourmet” di Lombardi: crema di zucchine, chip di zucchine, prosciutto cotto croccante, basilico cristallizzato, fonduta di bufala

Il bello , il gusto e… la pizza! Weekend a SPACCANAPOLI, la strada verace che “spacca in due” la città.

Come si prepara una Vera Pizza Napoletana ?
Chi meglio della Associazione Piazza Verace Napoli poteva dirmelo?
Ecco la ricetta originale tramandata da generazioni di pizzaioli.
Il diametro non deve superare i 35cm
Il bordo rialzato (il famoso cornicione) deve essere di circa 1-2 cm, ben gonfio e privo di bruciature
La pizza napoletana deve essere morbida e fragrante.

Ingredienti
acqua
: 1 litro
sale: 40-60 gr
lievito:
di birra fresco 0.1-3 gr,
madre 5-20% della farina utilizzata
di birra secco rapporto 1 a 3 rispetto al fresco
farina: 1,6-1,8 kg (farina 00 o 0)

Preparazione
Si mescolano farina, acqua, sale e lievito, partendo dall’acqua assicurandosi che il contatto diretto tra sale e lievito non avvenga per un tempo superiore ai 5 minuti, altrimenti il sale andrebbe a danneggiare le cellule del lievito. Si versa un litro di acqua nell’impastatrice, si scioglie una quantità di sale marino compresa tra i 40 e i 60 g, si aggiunge il 10 % della farina rispetto alla quantità complessiva prevista, successivamente si stemperano il lievito, si avvia l’impastatrice e si aggiunge gradualmente il resto della farina fino al raggiungimento della consistenza desiderata, definita punto di pasta.


L’impasto deve essere lavorato nell’impastatrice a forcella, a spirale, a braccia tuffanti (tutte con cestello ad angoli smussati e rotante) fino a che non si ottiene un’unica massa compatta.
Per ottenere un’ottimale consistenza dell’impasto è molto importante la quantità d’acqua che una farina è in grado di assorbire (idratazione).
Lievitazione e maturazione
L’impasto, una volta estratto dall’impastatrice, si lascia riposare coperto da un panno umido in modo che la superficie non possa indurirsi formando una sorta di crosta causata dall’evaporazione dell’umidità rilasciata dall’impasto stesso.
Trascorso il tempo ritenuto necessario all’assestamento e al riposo dell’impasto, si passa alla formatura del panetto, tradizionalmente eseguita a mano.


Nella tecnica napoletana, nello staglio tradizionale a mano, l’impasto viene sagomato (staglio) sotto forma di palline con una tecnica che ricorda la preparazione delle mozzarelle (mozzatura).
Per la “verace pizza napoletana” i panetti devono avere un peso compreso tra i 200 ed i 280 g, per ottenere una pizza di diametro tra 22 – 35 cm.
Una volta formati i panetti (staglio), avviene una seconda lievitazione in cassette per alimenti di durata variabile, in funzione delle caratteristiche di temperatura e umidità dell’ambiente e dell’assorbimento della farina utilizzata.
La maturazione consiste in una serie di processi biochimici e enzimatici che scindono le strutture più complesse, proteine e amidi in elementi più semplici. I tempi complessivi di fermentazione: min 8 – max 24 ore (con eventuale aggiunta delle ore di lavorazione – max 4 ore).
Come stendere la pizza
Con un movimento dal centro verso l’esterno e con la pressione delle dita di entrambe le mani sul panetto, che viene rivoltato varie volte, il pizzaiolo forma un disco di pasta in modo che al centro lo spessore sia non superiore a 0.25 cm con una tolleranza consentita pari a ± 10 % .
I condimenti
I prodotti utilizzati devono essere preferibilmente di origine campana.
Il pomodoro pelato frantumato a mano deve risultare non denso e con pezzi ancora presenti.
Il pomodoro fresco va tagliato a spicchi.
La mozzarella di bufala ( tagliata a fette) o il fior di latte (tagliato a listelli) vanno distribuiti uniformemente.
Il formaggio grattugiato (se usato) va sparso sulla pizza con movimento rotatorio e uniforme.
Le foglie di basilico fresco sono poste sui condimenti.
L’olio extravergine di oliva viene aggiunto con movimento a spirale.

La cottura
La cottura deve avvenire all’interno del forno a legna che deve aver raggiunto la temperatura di circa 430-480 C° tra platea e volta. Con queste temperature è sufficiente inserire la pizza per 60-90 secondi, in cui la pizza si cuocerà in maniera uniforme su tutta la circonferenza.

Buona pizza!

It was once called the Gulf of Venus…

Certainly its charm is comparable to the Goddess of Beauty that the legend says was born in the sea. The story goes that the model who posed for Botticelli’s famous painting was Simonetta Vespucci, a beautiful local noblewoman, whom the painter fell in love with and painted in the background of the Gulf.
Legend or reality, this Gulf has certainly inspired great artists, great poets and historical figures who chose to live in its fascinating villages. In 1762 Giacomo Casanova, coming by sea from Genoa, wanted to stop in Lerici in 1762. while the intriguing Countess of Castiglione, the first “influencer” in the Italian Risorgimento, lived in a luxurious building in the heart of Spezia.


The Golfo is feattured in poems by Lord Byron, Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, the writers George Sand and Virginia Woolf, the writers Charles Dickens, David Lawrence, Percy Bysshe Shelley and his wife Mary, author of “Frankestein”. There is no shortage of great musicians: Felix Mendelssohn was enchanted by the Gulf, while Richard Wagner stayed in La Spezia where he found inspiration for the prelude of Das Rheingold.

Il monumento a Wagner a La Spezia

At the end of the Gulf we find Porto Venere whose name derives from the goddess Venus who, according to tradition, was born from the foam of the sea. On the opposite side rises Lerici, a suggestive vertical village, colored in yellow and orange tones.

Lerici

Among the most suggestive villages you ‘ll discover Tellaro and Fiascherino, considered among the most beautiful in Italy. Taking the panoramic road, which winds through the olive groves, we reach Montemarcello, a tiny medieval center of rare elegance, where time seems to have stopped.

Tellaro
Tellaro

f you love walking, we suggest the path that goes down from Montemarcello to Punta Corvo. A succession of enchanted coves, reachable on foot or by boat, where you can relax with a splendid view of the Ligurian Sea.

La Spezia stands out right In the center of the Gulf. Spezia is one of the main arsenals of the Italian Navy and an important merchant port. In the landscape there are villages, medieval churches and castles on the sea, sandy beaches and pastel-colored houses. Two important sporting events take place here: the Palio del Golfo, a rowing competition between the 13 villages of the Gulf and the Byron Cup for swimming in the open sea, while every 13 September, the patron saint of San Venerio is celebrated with an evocative pilgrimage to his sanctuary on the island of Tino.

To be seen
Palazzo delle Poste
Mosaic delle Comunicazioni.

Mosaico delle Comunicazioni

Castle San Giorgio,

Daniel Buren arcades
Fontana del Dialogo

A cyclist’s paradise Two-wheel enthusiasts will be able to discover enchanting landscapes that see a succession of seaside villages and marinas, medieval churches and castles overlooking the sea, sandy beaches and pastel-colored houses. On the routes of the GF Tarros-Montura to savor the beauties of the Cinque Terre and the coast of La Spezia. The climbs are often tough, but nature and views reward the effort … Once you arrive, you can visit the town and have a food tasting by the sea and then continue the adventure inland.

In Spezia there is even the “Adriano Ciuffini” Cycling Museum …featuring memorabilia, , newspapers, posters and an extraordinary collection of the Maglia Rosa worn by cycling champions.

Il Museo del Ciclismo a La Spezia

Biassa, a gem
We discover this small village of only 600 residents, an ups and downs of stone alleys and stone houses, some still with the furnishings of their grandparents. The history of Biassa is closely linked to that of Tramonti, a land on the ridge overlooking the sea, characterized by dry stone walls and small farms planted with vineyards.

This territory has found one of the greatest singers in Giancarlo Natale, narrator of the arduous toil, of the secular tenacity, but also of the joy of living in this village. A magical and timeless place, where the director CarloAlberto Biazzi recently set the story of his new short film Al di là del mare, a poetic and dramatic story shot between Biassa and Lerici, passing through the woods of the Telegraph hill.

Al di là del mare (Beyond the sea) tells of a child who loses his father and, through his grandfather’s fairy tales, manages to find the courage to go looking for him. Set immediately after the war, the film is a tribute to memory and the importance of the relationship between generations.

Girato nel borgo di Biassa, “Al di là del mare” racconta l’importanza dei sogni, dei ricordi, delle speranze e del perdono.

The cuisine of the Gulf
The “La Spezia” gastronomy, rich in flavors, aromas and genuine dishes, is the living testimony of seafaring and peasant life. A straightforward cuisine, based on poor ingredients wisely mixed together: shellfish, vegetables and wild herbs and of course, the fish that characterizes the different locations, such as the Tellaro octopus, seasoned with chopped parsley, garlic and olive oil, while in the center of the gulf, Spezia responds with gianchetti or whitebait, just slightly boiled and accompanied with olive oil. 

Trattorie, locande, osterie e … un tocco gourmet

La Pia, Spezia
Her farinotto has been a city institution since 1887 that Mrs Pia opened for the sale of farinata, focaccia and chestnut cake; food for the “poor people”: workers, unskilled workers, carters, artisans the city was full of. With her simple and authentic recipes such as “‘n toco de fugaza, na feta de faina’ or nafeta de patona” Pia begins its escalation and today is present in 4 stores: at the Kennedy Center, in Sarzana, at the Port Mirabello, in Monterosso and launches abroad to conquer London.

La leggendaria farinata della Pia

Osteria da Gianni , Spezia A real tavern, from a vintage sign to paper tablecloths. Ideal destination to taste the “spezzina” soup par excellence: meshuà with chickpeas, cannellini beans and spelled, sprinkled with the delicate local extra virgin olive oil, fruit of the Razzola and Pignola varieties

Da Gianni: la meshuà

La Locanda del Gallese, Biassa
Historic dish: panigacci, flour wafers that are cooked in the oven in the typical terracotta textures, also prepared as an accompaniment to bring to the table, but which combined with cold cuts, white cheeses, sauces and ragù can become real main courses.

i panigacci

La Chioccia d’Oro, in the ancient city of Luni, formerly Portus Lunae, a stone’s throw from the imposing Roman Amphitheater whose external front was partially covered in marble defined by the Romans “mantle of the Moon on the earth” and, thanks to the reconstructions that we find in the Museum, to imagine the resplendent architectural gem resplendent of marble that was Portus Lunae.

L’anfiteatro di Luni rappresenta il calco in miniatura dei grandi anfiteatri di epoca classica e conserva basi in muratura per statue, affreschi e suggestivi mosaici
Le carni e lev erdure Km.0 della Chioccia d’Oro

Trattoria I Contadini, Spezia
Popular, busy and exquisite local cuisine. In season, the chefs Massimiliano and Paolo Vannucci offer real Sardine Days, which are cooked in many different ways, in frying, in pies, or stuffed in the oven. On the menu stand out the “La spezzina” ravioli filled with beef, pork, sausage, chard and thyme, tagliolini with seafood and the traditional savory rice cake.

Piatti della tradizione “spezzina” a I Contadini

Top dish: stuffed muscoli. (they areactually “mussels”, but here they are called “muscles”) We are talking about a traditional dish of La Spezia cuisine, a tasty tomato sauce in which the mussels raised in the numerous nurseries of the gulf are pampered and which in these parts are called strictly ‘muscles’.

Massimilano e Paolo Vannucci, al timone della Trattoria I Contadini e il loro irresistibile piatto di “muscoli”

Andree gourmet restaurant in the heart of Spezia, rightly reported by the Michelin Guide. A dip in an elegant environment, within the historic walls of a medieval building, formerly the Monastery of S. Andrea, now personalized by a refined design and well-kept details. The cuisine of Chef Andrea M Besana is capable of combining seasonal raw materials and traditional recipes, with contemporary techniques. “Here isn’t much about cooking the local cuisine, Andrea specifies, but rather cooking”with” the local products”.

Chef Andrea Besana e il suo riso e acciughe salate, broccoli, pinoli, pomodori confit

Among the top first courses, rice with salted anchovies and those pine nuts that “I collected from the pines when I was a child” the Chef remembers smiling, Felicetti linguine with scallops, two types of pumpkin, butternut and delica for a balanced sweetness with the intense “Torta della Val di Vara” cheese, thyme powdered.

Nei piatti di Besana tutto può succedere , la trota della Lunigiana incontra il caco

With a tender “remembering” of his childhood, Andrea brings us back to the traditional rice and milk of mother and grandmother “A reassuring food, adds Andrea, a hug, a comfort zone, which I wanted to strengthen with a chamomile sorbet and a cocoa waffle “

Il dessert “relax”di riso e latte con sorbetto alla camomilla

What in the glass?
Of course an excellent Vermentino! …
But let’s take a step back in history, let’s go back to Luni, where the Etruscans began the cultivation of the vine, followed by the Ligurians, the Romans until today. For five generations this art has been carried on by Cantine Lunae by its founder, Paolo Bosoni and his son Diego in the name of family tradition, with the creation of some of the best white, red and Vermentino wines of the entire region.

Vini eccellenti da cinque generazioni… e la storia continua: Paolo Bosoni e suo figlio Diego.
Dalla produzione Lunae, l'Albarola, Il Nektar e ll Niccolo V. A destra il Vermentino Lunae, una delle punte di diamante della cantina di Paolo Bosoni

From the Lunae production we like to point out the Albarola, Nektar and Niccolo V. and obviously the Vermentino Lunae, one of the spearheads of Paolo Bosoni’s cellar. Visit
the Museum where you can learn about the path that led the Lunae cellars to today’s success, pwr finre in a sumptuous wine shop where you can taste the production and buy exclusive products

Dove dormire

Ville Relais on the first hill outside Spezia, in a splendid panoramic position on the western side of the Gulf, a few km from 5 Terre, Lerici, Portovenere and the city itself, dominating over the fishing village of Cadimare, a restaurant run by Chef Besana, therefore a guarantee .

Le Ville Relais

Pietra di Mare
Guest House in the heart of Borgo Biassa. You will discover it after climbing 120 steps that cross the village. Pietra di Mare offers different accommodations, all treated with love and comfort, starting with sweets and coffee in the room, the terrace with a view or the balcony overlooking the village and a stretch of sea of the Gulf of La Spezia, bordered behind it by the frame of the Apuan Alps with their famous white marble quarries. Enchanting!

Pietra di Mare

La Casina Rossa
Five cozy rooms on the terrace of the Trattoria I Contadini and managed by the unstoppable “landlady” Sabrina Vannucci who, with the same passion with which she takes care of the Trattoria, manages these spacious accommodations equipped with every comfort, including a spectacular “panoramic” shower for two. people and the surprising welcome spritz, accompanied by delicious anchovy canapes and stockfish and grouper mousse. Mmmmmmm .. .

Quando il viaggio inizia alla grande: lo spritz di benvento della Casina Rossa

La Casina Rossa houses a well-known restaurant that offers characteristic La Spezia dishes including the spectacular stuffed “muscles” (don’t call them “mussels”), perhaps the most representative fish recipe of the Gulf. At the helm we find two brothers, Massimiliano and Paolo Vannucci, who I couldn’t help but “steal” the recipe for this iconic dish.
Finally we send to you the best wishes for Happy Holidays from the stunning Manarola Nativity scene.
A work designed and built by Mario Andreoli. It covers the entire hill with miles of electrical cables and hundreds of life-size figures that give life to the spectacular nativity scene, considered the largest in the world.

Il Presepe luminoso di Manarola

STUFFED MUSCLES , ” ALLA SPEZZINA” STYLE

Ingredients for 10 people
5 kg muscles
1.5 kg mortadella
150 grams grated cheese
7 eggs
4 tablespoons of parsley
1 small onions blonde
oil
3 cans of 500 grams of tomato sauce
2 sandwiches 
garlic
Preparation
Put a little oil in a large pan, add the finely chopped onion, three tablespoons of parsley and brown. Add the tomato and cook for 30 minutes.
In the meantime, clean the muscles, remove the external mustache and with the help of a knife open them and put them in a colander.
Put the mortadella in the mixer and chop finely.
Put the remaining garlic and parsley in a bowl, add the eggs, grated cheese and the bread soaked in water, well squeezed. Knead with your hands to mix well.
Fill the muscles making sure they do not open.
Once finished, put them in the pan with the sauce and cook for about forty minutes.

INFO
ProLoco Biassa
Luni Turismo
Comune La Spezia
Coordinamento

ITALIAN VERSION

Un tempo era chiamato Golfo di Venere.

Di certo il suo fascino è paragonabile alla Dea della Bellezza che la leggenda dice essere nata proprio nel mare. La storia racconta che la modella che posò per il celebre dipinto del Botticelli fosse Simonetta Vespucci, una bellissima nobildonna del luogo, di cui il pittore si era innamorato e aveva dipinto sullo sfondo del Golfo.

Leggenda o realtà, di certo questo Golfo ha ispirato grandi artisti, sommi poeti e personaggi storici che scelsero di vivere nei suoi affascinanti borghi.
Nel 1762 Giacomo Casanova, provenendo via mare da Genova volle sostare a Lerici nel 1762. mentre l’intrigante Contessa di Castiglione, prima “influencer” nel Risorgimento Italiano, abitava in un lussuoso palazzo nel cuore di Spezia.


Del Golfo scrissero i poeti Lord Byron, Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, le scrittrici George Sand e Virginia Woolf, gli scrittori Charles Dickens, David Lawrence, Percy Bysshe Shelley e sua moglie Mary, autrice di “Frankestein”.Non mancano grandi musicisti: Felix Mendelssohn rimase incantato dal Golfo, mentre Richard Wagner soggiornò a La Spezia dove trovò ispirazione per il preludio de L’Oro del Reno.

Il monumento a Wagner a La Spezia

Tanti nomi illustri,  fino ai giorni nostri, da Mario Soldati a Pier Paolo Pasolini, a Indro Montanelli al Premio Nobel Eugenio Montale, senza tralasciare il Futurista Filippo Tommaso Marinetti vero artista “punk”dell’inizio ‘900, che lo definì Golfo delle meraviglie, influenzadone stili e architetture. In suo onore, nella Piazza Brin, spicca la Fontana Futurista, quasi in totem allegorico che sorge da un mare psichedelico…

Alle estremità del Golfo troviamo Porto Venere il cui nome derivava dalla dea Venere che, secondo la tradizione, sarebbe nata dalla spuma del mare. Dal lato opposto sorge Lerici, suggestivo borgo verticale, colorato di toni gialli e arancioni.

Lerici

Trai borghi più suggestivi Tellaro e Fiascherino, considerati tra i più belli d’Italia. Prendendo la strada panoramica, che si snoda tra gli uliveti, giungiamo a Montemarcello, minuscolo centro medievale di rara eleganza, dove semba che il tempo si sia fermato.

Tellaro
Tellaro

Se ami camminare, suggeriamo il sentiero che da Montemarcello scende a Punta Corvo. Un susseguirsi di calette incantate, raggiungibili a piedi o in battello, dove potrairilassarsi con una splendida vista sul mar Ligure.

Al centro del Golfo primeggia La Spezia, uno dei principali arsenali della Marina Militare italiana e importante porto mercantile. Nel paesaggio si susseguono borghi, chiese e castelli medievali sul mare, spiagge di sabbia e case color pastello.

Una suggestiva visione del porto di Spezia, tra mare e monti

Qui si svolgono due importanti manifestazioni sportive: il Palio del Golfo, gara di remi fra le 13 borgate del Golfo e la Coppa Byron di nuoto in mare aperto, mentre ogni 13 Settembre, si festeggia il Patrono San Venerio con un suggestivo pellegrinaggio fino al suo santuario sull’isola del Tino.

Passeggiando per il centro della città scoprirete palazzi, portali, vetrate e fregi in stile liberty, mentre l’impronta futurista, presieduta dal fondatore Marinetti, si manifesta in rigorosi edifici, tra cui il Palazzo delle Poste che all’interno conserva il dinamico Mosaico delle Comunicazioni.

Mosaico delle Comunicazioni

Merita una visita il Castello di San Giorgio, fortezza situata sulla collina del Poggio a dominio del golfo della Spezia e testimone della vicende storiche della città. All’interno ospita il Museo Archeologico “U. Formentini” che comprende reperti dalla Preistoria al Medioevo. .

Non mancano opere contemporane (piuttosto contestate) come il susseguirsi delle arcate di Daniel Buren, artista francese famoso per le sue installazioni e la Fontana del Dialogo che per la sua forma tondeggiante viene scherzosamente soprannominata “Fontana del sedere” E devo ammettere che il richiamo c’è…

Paradiso dei ciclisti
Gli appassionati delle due ruote potranno scoprire paesaggi incantevoli che vedono susseguirsi borghi marini e porticcioli, chiese e castelli medievali a picco sul mare, spiagge di sabbia e case color pastello. Sui percorsi della GF Tarros-Montura per assaporare le bellezze delle Cinque Terre e del litorale spezzino. Le salite sono spesso dure, ma  natura e panorami premiano lo sforzo… Una volta arrivati potrete visitare il paese e fare una degustazione di cibo in riva al mare per poi continuare l’avventura nell’entroterra.

A Spezia esisite perfino il Museo del Ciclismo “Adriano Ciuffini” https://museo-del-ciclismo-adriano-cuffini.business.site/?utm_source=gmb&utm_medium=referral …che ospita  oggetti, giornali, manifesti e una straordinaria collezione di maglie rosa indossate dai campioni del ciclismo.

Il Museo del Ciclismo a La Spezia

Una chicca: Biassa

Scopriamo questo piccolo borgo di soli 600 residenti, un saliscendi di vicoli in sasso e case in pietra, alcune ancora con gli arredi dei nonni. La storia di Biassa è strettamente legata a quella di Tramonti, terra sul crinale a strapiombo sul mare, caratterizzata da muretti a secco e piccoli poderi coltivati a vigneti.

Questo territorio ha trovato uno dei maggiori cantori in Giancarlo Natale, narratore della fatica impervia, della tenacia secolare, ma anche della gioia di abitare questo borgo. Un luogo magico e fuori del tempo, dove il regista CarloAlberto Biazzi ha recentemente ambientato la storia del suo nuovo cortometraggio Al di là del mare, un racconto poetico e drammatico girato tra Biassa e Lerici, passando per i boschi del colle del Telegrafo.

Al di là del mare narra di un bambino che perde il padre e, attraverso i racconti favolistici del nonno, riesce a trovare il coraggio di andare a cercarlo. Ambientato nell’immediato dopoguerra, il film è un omaggio alla memoria e all’importanza del rapporto fra generazioni.

Girato nel borgo di Biassa, “Al di là del mare” racconta l’importanza dei sogni, dei ricordi, delle speranze e del perdono.

La cucina del Golfo

La gastronomia “spezzina”, ricca di sapori, profumi e piatti genuini, è la viva testimonianza della vita marinara e contadina. Una cucina schietta, basata su ingredienti poveri sapientemente mischiati tra di loro: crostacei, verdure ed erbe spontanee e, naturalmente, il pesce che caratterizza le diverse località, come il polipo di Tellaro, condito con prezzemolo tritato, aglio e olio d’oliva, mentre nel centro del golfo, Spezia risponde con i gianchetti o bianchetti, bolliti appena appena e accompagnati con olio d’oliva.

Trattorie, locande, osterie e … un tocco gourmet

La Pia, Spezia
Il suo farinotto è un’istituzione cittadina dal 1887 che la Signora Pia apri per la vendita di farinata, di focaccia e castagnaccio; cibo per la “povera gente”: operai, manovali, carrettieri, artigiani di cui la città ne era piena.
Con le sue ricette semplici e autentiche come “’n toco de fugaza, na feta de faina’ o nafeta de patona” la Pia inizia la sua escalation e oggi è presente in ben 4 punti vendita: al Centro Kennedy, a Sarzana, al Porto Mirabello, a Monterosso e si lancia all’estero per conquistare Londra.

La leggendaria farinata della Pia

Osteria da Gianni , Spezia Osteria al 100%, dall’ insegna vintage, alle  tovaglie di carta. Meta ideale per gustare la zuppa “spezzina” per eccellenza : la meshuà con ceci, fagioli cannellini e farro, irrorata dal delicato olio extravergine olio locale, frutto delle varietà Razzola e Pignola

Da Gianni: la meshuà

La Locanda del Gallese, Biassa
Piatto storico: i panigacci, cialde di farina che vengono cotte in forno nei tipici testi di terracotta, preparati anche come accompagnamento da portare in tavola, ma che abbinati a salumi, formaggi bianchi, sughi e ragù possono diventare delle vere e proprie portate principali.

i panigacci

La Chioccia d’Oro, nell’ antica città di Luni , anticamente Portus Lunae, a due passi dall’ imponente Anfiteatro Romano il cui fronte esterno era parzialmente rivestito in marmo definito dai Romani “manto di Luna sulla terra” e, grazie alle ricostruzioni che troviamo nel Museo ad immaginare lo splendente gioiello architettonico splendente di marmo che era Portus Lunae.

L’anfiteatro di Luni rappresenta il calco in miniatura dei grandi anfiteatri di epoca classica e conserva basi in muratura per statue, affreschi e suggestivi mosaici

La Chioccia d’Oro propone una cucina casalinga, ricette tradizionali prevalentemente di terra, pasta fatta in casa come trofie, ravioli, pappardelle condite al sugo di cinghiale, oppure al cavolfiore e speck, coniglio alla cacciatora, maialino e arrosto di vitella…tutto di produzione propria, e si sente…

Le carni e lev erdure Km.0 della Chioccia d’Oro

Trattoria I Contadini, Spezia
Popolare, affollato e squisita cucina locale. In stagione, i cuochi Massimiliano e Paolo Vannucci propongono delle vere e proprie Giornate della Sardina, che viene cucinata in tanti modi diversi, in frittura, nei tortini, oppure ripiena al forno. Nel menu spiccano i ravioli “alla spezzina” con ripieno di carne di manzo, maiale, salsiccia, bietola e timo, i tagliolini ai frutti di mare e la tradizionale torta di riso salata.

Piatti della tradizione “spezzina” a I Contadini

Cavallo di battaglia: i muscoli ripieni (e non chiamateli “cozze”…) Stiamo parlando di un piatto tradizionale della cucina spezzina, un saporito sugo di pomodoro in cui si coccolano i mitili allevati nei numerosi vivai del golfo e che da queste parti si chiamano rigorosamente ‘muscoli’.

Massimilano e Paolo Vannucci, al timone della Trattoria I Contadini e il loro irresistibile piatto di “muscoli”

Lasciamo i ristoranti ruspanti per scoprire Andree locale gourmet nel cuore di Spezia, giustamente segnalato dalla Guida Michelin.
Un tuffo in un ambiente elegante, tra le storiche mura di un palazzo medioevale, anticamente Monastero di S. Andrea, oggi personalizzato da un design raffinato e dettagli curatissimi. La cucina dello Chef Andrea M Besana è capace di coniugare materia prima stagionale e ricette tradizionali, con le tecniche contemporanee.  “Non tanto cucina locale, precisa Andrea, ma piuttosto cucina “con” il prodotto locale.”

Chef Andrea Besana e il suo riso e acciughe salate, broccoli, pinoli, pomodori confit

Tra i primi piatti top, il riso con acciughine salate e quei pinoli che “raccoglievo dai pini, quand’ ero bambino” ricorda sorridendo lo Chef, le linguine Felicetti con cappesante, due tipi di zucca, butternut e delica per una dolcezza bilanciata con l’intenso gusto del formaggio “torta della Val di Vara”, mentre l’aroma  è affidato a polvere di timo.

Nei piatti di Besana tutto può succedere , la trota della Lunigiana incontra il caco

Andrea rivela una mano attenta e leggera sia nel delicatissimo baccalà con patate fatte cuocere nel suo latte oppure nell’ insolita scelta di valorizzare la trota della Lunigiana che arricchisce con cime di rape, patate all’olio e un imprevedibile schizzo di cachi, esempio di quanto Andrea rispetti il territorio e ami riproporlo in veste nuova.

Andrea è di origine novarese, quindi un nativo del” triangolo del riso” anche nei dolci. Con un tenero “amarcord” della sua fanciullezza, ci riporta al tradizionale il riso e latte di mamma e nonna “Un cibo rassicurante, aggiunge Andrea, un abbraccio, una zona di tranquillità e conforto, che ho voluto rafforzare con un sorbetto alla camomilla e una cialda al cacao”

Il dessert “relax”di riso e latte con sorbetto alla camomilla

e nel calice ?….

Naturlamente un ottimo vermentino!…
Ma facciamo un passo indietro nella storia, torniamo a Luni, dove furono gli Etruschi a iniziare la coltivazione della vite, seguiti dai Liguri, dai Romani fino a oggi. Da cinque generazioni quest’arte viene portata avanti dalle Cantine Lunae dal suo fondatore, Paolo Bosoni e da suo figlio Diego nel segno della tradizione di famiglia, con la creazione di alcuni dei migliori vini bianchi, rossi e vermentino dell’intera regione.

Vini eccellenti da cinque generazioni… e la storia continua: Paolo Bosoni e suo figlio Diego.

All’interno della Cà Lunae sono presenti anche altre due aree, quella della cantina, una vera e propria enoteca del Bosoni Lunae dove si possono trovare i migliori vini della produzione

Dalla produzione Lunae, l'Albarola, Il Nektar e ll Niccolo V. A destra il Vermentino Lunae, una delle punte di diamante della cantina di Paolo Bosoni
Dalla produzione Lunae, l’Albarola, Il Nektar e ll Niccolo V. A destra il Vermentino Lunae, una delle punte di diamante della cantina di Paolo Bosoni

e il Museo dove si può conoscere il percorso che ha portato le cantine Lunae al successo odierno, pwr finre in un suntuoso wine shop dove si  potrà degustare la produzione e acquistare prodotti esclusivi.

Dove dormire

Ville Relais sulla prima collina fuori Spezia, in una splendida posizione panoramica sul versante occidentale del Golfo, a pochi km dalle 5 Terre, Lerici, Portovenere e dalla stessa città, dominante sopra il borgo di pescatori di Cadimare, ristorante curato da Chef Besana, quindi una garanzia.

Le Ville Relais

Pietra di Mare
Guest House nel cuore del borgo Biassa. La scoprirete dopo … 120 gradini comunque piacevoli che attraversano il paese. Pietra di Mare offre diversi alloggi, tutti curati con amore e confort, a cominciare dai dolcetti e caffè in camera, al terrazzo con vista o il balcone che domina il borgo ed uno specchio di mare del golfo della Spezia, delimitato alle sue spalle dalla cornice delle Alpi apuane con le loro famose cave di marmo bianco. Incantevole!

Pietra di Mare

La Casina Rossa
Cinque accoglienti camere sul terrazzo della Trattoria I Contadini e gestite dall’ inarrestabile “affittacamere” Sabrina Vannucci che, con l’ identica passione con cui cura la Trattoria, gestisce questi spaziosi alloggi forniti di ogni confort, incluso una spettacolare doccia” panoramica” per due persone e il sorprendente spritz di benvenuto, accompagnato dalle squisite tartine di acciughe e mousse di stoccafisso e cernia. Mmmmmmm…

Quando il viaggio inizia alla grande: lo spritz di benvento della Casina Rossa

La Casina Rossa ospita un conosciuto ristorante che propone i piatti caratteristici spezzini tra cui gli spettacolari muscoli ripieni, forse la ricetta di pesce più rappresentativa del Golfo. Al timone troviamo due fratelli, Massimiliano e Paolo Vannucci, a cui non ho potuto fare a meno di ” rubare” la ricetta di questo piatto iconico.
Buon appetito e auguri di Buone Feste dallo sbalorditivo Presepe di Manarola.
Un’ opera progettata e costruita da Mario Andreoli. Copre l’intera collina con chilometri di cavi elettrici e centinaia figure a grandezza naturale che danno vita allo spettacolare presepe, considerato il più grande del mondo.

Il Presepe luminoso di Manarola

Ecco la ricetta !
MUSCOLI RIPIENI IN STILE “SPEZZINO”


Ingredienti per 10 persone

5 kg muscoli
1,5 kg mortadella
150 grammi formaggio grattugiato
7 uova
4 cucchiai di prezzemolo
1 cipolla piccola bionda
olio
3 lattine da 500 grammi di passata di pomodoro
2 panini
aglio
Preparazione
Mettere in un tegame capiente un po’ d’olio, aggiungere la cipolla tritata finemente, tre cucchiai di prezzemolo e fare rosolare.
Aggiungere il pomodoro e farlo cuocere per curca 30 minuti . I
Nel frattempo pulire i muscoli, togliere il baffo esterno e con l’aiuto di un coltello li aprirli e metterli in un colino.
Mettere la mortadella nel mixer e tritarla finemente.
Mettere in un recipiente, aggiungere uova, formaggio grattugiato e il pane bagnato nell’acqua ben strizzato, il restante aglio e prezzemolo.
Impastare con le mani per amalgamare bene.
Riempire i muscoli facendo attenzione che non si aprano.
Una volta terminato, metteteli nel tegame con il sugo e fateli cuocere per una quarantina di minuti.

INFO
ProLoco Biassa
Luni Turismo
Comune La Spezia
Coordinamento

WELCOME TO THE ‘OLTREPO PAVESE’ !

Let’s venture into a new itinerary of beauty and taste where we will discover food, wine, culture, history and environment…
Welcome to Oltrepò Pavese!

The Oltrepò Pavese is located south of the river Po, in the area of the province of Pavia which extends as far as Liguria, touching the province of Piacenza to the east and the province of Alessandria. A territory that is worth discovering for its eno-gastronomic, cultural, religious, historical and even environmental attractions linked to an important biodiversity factor.
Castles, parish churches, churches become unmissable stops for walks and excursions and for religious itineraries such as the Via degli Abati, the Via Francigena, the Via di San Colombano which develop in part on the territory.

Castello di Nazzano

It is a land of rolling hills covered with vineyards that produce excellent wines: Pinot Nero, Croatina, Barbera; the Riesling, the Buttafuoco, the Bonarda, the traditional Oltrepò wine and the sweet red Sangue di Giuda, His Majesty the Riesling, the still full-bodied but balanced red Casteggio, with violet reflections and aromas played on red fruits, while the Buttafuoco with a production of 70,000 bottles a year and represents a real rarity on a national level . The Consorzio Tutela Vini dell’ Oltrepò Pavese protects and promotes the value of its important historical wine heritage, in a land that belongs to wine.

Buttafuoco

Some vineyards were planted in the lands of Oltrepo Pavese in the late nineteenth century, such as the cellars Sartieri which since then have been handed down in the Saviotti families. Having a Sartieri 1931 bottle on the table means, in addition to having an excellent ally for your dishes, rewarding a unique area rich in traditions such as that of Oltrepò, an area dedicated to the cultivation of vineyards for millennia.


“Première” Classic Method Sparkling Wine and “Allure” Rosé Classic Method Sparkling Wine; followed by Bonarda “Dama Célinde”, Riesling Renano “Zefir”, Cabernet Sauvignon “Madagascar”, Pinot Grigio “Caban”, Croatina “Suit”, Merlot “Figurino” and Barbera “Tuxedo”, in two versions, “Gold” (young ) and “Red” (aged).

Villages and castles
Montesegale, Torre Degli AlberI, Zavattarello and Fortunago, perhaps the most characteristic San Ponzo, of medieval origin: very narrow streets and stone houses, are leaning against each other. It almost seems to be in a mountain town. Romagnese, whose tower houses the civic museum of peasant art. Not far away, in Alpino di Pietra Corva, a beautiful botanical garden with about 3,000 plant species.

Fortunago

Amazing castle such as  Oramala, di Cigognola, di Nazzano e di Montalto

Castello di Montalto

Next stop: Varzi
Here is a village that contains architectural jewels such as the Malaspina Castle, the Romanesque church of the Capuchins, the parish of San Germano and deserves a special mention for the artistic combination of art and street art, letting the Pavese artists use the shutters of the shops of the old town to paint their graffiti.

The products of the territory
The famous peppers of Voghera, with a sweet and pleasant taste, the mustard of Voghera, a historical product, known as early as the 14th century, to accompany cheeses, mixed boiled meat, cotechino .. the Lungavilla cap pumpkin with the characteristic shape of a turban and green color -blue, an ideal ingredient for risotto. stuffed with ravioli and baked.

Zucca berrettina e peperoni di Voghera , due eccellenze del territorio

The “king of rice” Carnaroli: tenacious grain, pearly reflections, perfect cooking resistance and for centuries the protagonist of Lombard cuisine. The typical bread is miccone, in the shape of a plait with a thin crust and thick crumb. Pair it with salami, salad and bonarda: top snack!

In Varzi an excellence of Oltrepo Pavese is born: the salami of Varzi DOP, rigorously cut with a knife, crosswise. When matured correctly, especially in the summer months, it will be easy to notice the classic “drop” due to the melting of the fat.

il celebre salame di Varzi

Dolci

Almond cake
A dessert is simple, dry and crumbly, tasty and nutritious. One of the favorite foods already in the twelfth century, at the court of the Malaspina.
Donuts from Staghiglione
Classic hole donuts. The recipe has been jealously guarded for three generations by the local bakery. The product dates back to the early 1800s and is characterized by a double cooking: the first in boiling water and the second in a wood oven after drying. .

le storiche ciambelle

Michelin Stars

I Castagni, Vigevano
In the elegant farmhouse in the Vigevano countryside, we find the Chef Enrico Gerli, champion of a cuisine firmly linked to the traditional aspects of the territory to result in a reinterpretation that rewards the research and the gastronomic inspiration of the Chef who was able to create a “home for friends “, convivial and full of cordiality where you can taste superior dishes and wines.

.Villa Naj, Stradella
Chef Alessandro Proietti Refrigeri landed in Oltrepò after significant and important experiences including Noma in Copenhagen working for two years alongside Renè Redzepi and La Pergola by Heinz Beck. With his experience and professionalism, in addition to his love for cooking, he is now at the helm of Villa Naj, where he involves many small local producers and gives an innovative touch to the excellent local raw materials.
His book “Terra, Mare e Vegetali” has just been released, from which we have extrapolated a really top recipe.

Uno dei piatti che Chef Proietti Refrigeri racconta nel suo libro “Terra, Mare e Vegetali”

MEZZE MANICHE, BITTER HERBS EMULSION, ASH GOAT GOAT AND BLACK TRUFFLE 

Ingrediants for 4 people
320 g of half sleeves, 200 g of dandelion, 150 g of wild chicory. 100 g of nettle. 150 g of catalonia, 100 g of turnip greens, 100 g of black truffle, extra virgin olive oil, salt and pepper, 200 g of goat’s goat with ash from the Il Boscasso farm, 300 g of cream

Method
Prepare the herbal emulsion, carefully cleaning the dandelion, field chicory, nettle (making sure to use gloves to avoid burns), catalonia and turnip greens; cook them in salted water for 4 minutes and then blend them adding a little cooking water, extra virgin olive oil, salt and pepper with the help of a food processor. Set aside a few whole dandelion leaves. Cut the goat cheese into cubes with all the crust; separately heat the cream and pour everything into the food processor, blending for 3 minutes; kept separately. Cook the pasta in salted water and, when it is al dente, pour it into a pan with a little oil and its cooking water: once cooked desired, turn off and add the bitter herb cream. Cream and serve by putting the goat cream with ash, the pasta, the sautéed dandelion leaves and only at the end a grating of fine black truffle

The perfect wine to pair
To accompany the hints of dandelion, field chicory, nettle and ash of his dish, Alessandro recommends Pernice Conte Vistarino, a historically “noble” cru, having just the Count Carlo Vistarino brought the Pinot Noir cuttings from Burgundy around 1850. The Vistarino dynasty is today represented by Ottavia Giorgi di Vistarino, who lives the legacy of the company respecting its tradition and at the same time putting character, future and personality into it. 

Hungry?

Let’s take a well-deserved stop in a typical tavern to enjoy free-range cuisine and local dishes, such as a risotto with salami paste, eye beans and Bonarda or cod with golden onion from Voghera and raisins. and finally a delicious pumpkin pie from Lungavilla. Here’s where to throw the eye …

Prato Gaio Montecalvo Versiggia
Guallina, Mortara
La verde sosta, Crocetta
Osteria della Madonna da Peo , Pavia
Il giarone , Rocca Susella
Osteria del campanile, Torrazzacoste
L’ustarua di giugaton , Battella
Pappa e cena , Val di Nizza
Buscone , Varzi
Paradiso,  Caseo-Canevino

Sisters … in the kitchen!
In Rivanazzano we find Oasi Della Pace, a restaurant run by the Sisters of the Holy Rosary, Apostles of Labor. It is well known for the simplicity of its dishes, served in an environment where silence, peace and fresh air reign. The menu is fixed price and the success is stellar. Any particular ingredients? “Not at all, the Sisters say, the foods we use are simple and genuine. The real secret is love and patience. It doesn’t matter what you cook, but how you do it!”

The recipe by Alessandro Proietti Chef of Villa Naj, Michelin Star.

INFO
OltrePò Pavese
Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

ITALIAN VERSION

Avventuriamoci in un nuovo itinerario del bello e del gusto dove scopriremo cibo, vino, cultura, storia e ambiente

Benvenuti nell’Oltrepò Pavese!
Ci troviamo a sud del fiume Po, nella zona della provincia di Pavia che si estende fino alla Liguria, toccando la provincia di Piacenza a est e la provincia di Alessandria.  Un territorio che vale la pena di scoprire per le sue attrattive eno-gastronomiche, culturali, religiose, storiche ed anche ambientali legate ad un’importante fattore di biodiversità. Castelli, pievi, chiese divengono soste imperdibili per passeggiate ed escursioni e per percorsi religiosi come la Via degli Abati, la Via Francigena, la Via di San Colombano che si sviluppano in parte sul territorio.

Castello di Nazzano

E’ una terra di dolci colline ricoperte dai vigneti che producono vini eccellenti: Pinot Nero la Croatina il Barbera; il Riesling, Il Buttafuoco, la Bonarda, il vino dell’Oltrepò della tradizione  e rosso dolce Sangue di Giuda, Sua Maestà il Riesling,  il Casteggio rosso fermo corposo ma equilibrato, con riflessi violacei e profumi giocati sui frutti rossI, mentre il Buttafuoco con una produzione di 70.000 bottiglie l’anno e rappresenta una vera e propria rarità a livello nazionale. Il Consorzio Tutela Vini dell’ Oltrepò Pavese tutela e promuove il valore del suo importante patrimonio storico vitivinicolo, in una terra che è del vino.

Buttafuoco

Alcuni vigneti sono stati impiantiti nelle terre dell’Oltrepo Pavese nel tardo ottocento, come le cantine Sartieri che da allora si tramandano nelle famiglie Saviotti.
Avere sulla tavola una bottiglia Sartieri 1931 significa, oltre ad avere un ottimo alleato per i vostri piatti, premiare  un territorio unico e ricco di tradizioni come quello dell’Oltrepò, zona vocata da millenni alla coltivazione dei vigneti.
Dallo Spumante Metodo Classico “Première” e Spumante Metodo Classico Rosé “Allure”; a seguire Bonarda “Dama Célinde”, Riesling Renano “Zefir”, Cabernet Sauvignon “Madagascar”, Pinot Grigio “Caban”, Croatina “Suit”, Merlot “Figurino” e Barbera “Tuxedo”, in due versioni, “Gold” (giovane) e “Red” (invecchiato).

Tra borghi e castelli

Montesegale, Torre Degli AlberI, Zavattarello e Fortunago, forse il più caratteristico
San Ponzo, di origine medievale: vie strettissima e case in pietra, sono addossate le une sulle altre. Sembra quasi di trovarsi in un paese di montagna.
Romagnese,
la cui torre ospita il museo civico di arte contadina. Non lontano, a Alpino di Pietra Corva, un bellissimo giardino botanico con custodite circa 3.000 specie vegetali.

Fortunago

Molti borghi vantano maestosi castelli, come quelli di Oramala, di Cigognola, di Nazzano e di Montalto

Castello di Montalto

Prossima tappa :Varzi
Ecco un borgo che racchiude gioielli architettonici come  il Castello dei Malaspina,, la chiesa romanica dei Cappuccini, la parrocchia di San Germano e merita una menzione speciale per il connubio artistico di arte e street art lasciando che gli artisti pavesi utilizzassero  le sarracinesche  delle botteghe del centro storico per dipingere i loro graffiti.

I prodotti del territorio

I famosi peperoni di Voghera, dal sapore dolce e gradevole, la mostarda di Voghera, prodotto storico, conosciuto fino già nel XIV secolo, per accompagnare formaggi, bollito misto, cotechino.. la zucca berrettina di Lungavilla  dalla caratteristica forma di turbante e colore verde-azzurrino, un ingrediente ideale per risotti. ripieni di ravioli e al forno.

Zucca berrettina e peperoni di Voghera , due eccellenze del territorio

Il “re dei risi” Carnaroli : chicco tenace, riflessi perlacei, perfetta tenuta di cottura e da secoli protagonista della cucina lombarda. Il pane tipico è il miccone, a forma di treccia dalla crosta sottile e la mollica fitta.
Accoppiatelo a salame, insalata e bonarda: spuntino top !

A Varzi nasce un’eccellenza dell’Oltrepo Pavese: il salame di Varzi DOP, rigorosamente tagliato a coltello, di traverso. A giusta stagionatura, soprattutto nei mesi estivi, sarà facile notare la classica “goccia” dovuta allo sciogliersi del grasso.

il celebre salame di Varzi

Dolci

Torta di Mandorle
Un dolce è semplice, secco e friabile, gustoso e nutriente. Tra i cibi preferiti già XII secolo, alla corte dei Malaspina.
Ciambelle di Staghiglione
Classiche ciambelle con il buco. La ricetta è gelosamente custodita da tre generazioni dalla panetteria locale. Il prodotto risale a inizio 1800 ed è caratterizzato da una doppia cottura: la prima in acqua bollente e una seconda in forno a legna previa asciugatura.

le storiche ciambelle

Le Stelle Michelin nel cielo dell’ Oltrepò

I Castagni, Vigevano
Nell’ elegante casolare nella campagna di Vigevano, troviamo lo Chef Enrico Gerli, paladino una cucina saldamente legati agli aspetti tradizionali del territorio per sfociare in una rivisitazione che premia la ricerca e l’estro gastronomico dello Chef che ha saputo creare una “casa per gli amici”, conviviale e piena di cordialità dove degustare piatti e vini superiori.

.Villa Naj, Stradella
Lo Chef Alessandro Proietti Refrigeri è atterrato in Oltrepò dopo esperienze significative ed importanti tra cui il Noma di Copenhagen lavorando per due anni al fianco di Renè Redzepi e La Pergola di Heinz Beck. Con la sua esperienza e professionalità, oltre all’amore per la cucina, è ora al timone di Villa Naj, dove coinvolge tanti piccoli produttori locali e regala un tocco innovativo alle ottime materie prime del territorio. E’ uscito proprio in questi giorni il suo libro “ Terra, Mare e Vegetali” da cui abbiamo estrapolato una ricetta davvero top.

Uno dei piatti che Chef Proietti Refrigeri racconta nel suo libro “Terra, Mare e Vegetali”

MEZZE MANICHE, EMULSIONE DI ERBE AMARE, CAPRINO ALLA CENERE E TARTUFO NERO

Ingredienti
per 4 persone
320 g di mezze maniche, 200 g di tarassaco, 150 g di cicorino di campo. 100 g di ortica. 150 g di catalogna, 100 g di cime di rapa, 100 g di tartufo nero, olio extravergine di oliva, sale e pepe, 200 g di caprino alla cenere dell’Azienda Agricola Il Boscasso, 300 g di panna

Preparazione
Preparate l’emulsione di erbe, pulendo accuratamente il tarassaco, il cicorino di campo, l’ortica (facendo attenzione a usare dei guanti per evitare ustioni), catalogna e cime di rapa; cuocetele in acqua salata per 4 minuti e poi frullatele aggiungendo poca acqua di cottura, olio extravergine di oliva, sale e pepe con l’aiuto di un robot da cucina. Tenete da parte alcune foglie di tarassaco intere. Tagliate il caprino a cubetti con tutta la crosta; a parte scaldate la panna e versare il tutto nel robot da cucina, frullando per 3 minuti; conservate a parte. Fate cuocere la pasta in acqua salata e, quando sarà al dente, versatela in una padella con un po’ di olio e la sua acqua di cottura: arrivati alla cottura
desiderata, spegnete e aggiungete la crema di erbe amare. Mantecate e impiattate mettendo la crema di caprino alla cenere, la pasta, le foglie di tarassaco saltate e solo alla fine una grattata di tartufo nero pregiato

E nel calice…?

Per accompagnare i sentori di tarassaco, cicorino di campo, ortica e cenere del suo piatto, Alessandro consiglia Pernice Conte Vistarino, un cru storicamente “nobile”, avendo  proprio il Conte Carlo Vistarino portato le barbatelle di Pinot Nero dalla Borgogna attorno al 1850 . La dinastia Vistarino è oggi rappresentata da Ottavia Giorgi di Vistarino, che vive l’eredità dell’azienda rispettandone la tradizione e nello stesso tempo mettendoci carattere, futuro e personalità.

E le osterie…?

Concediamoci una meritata sosta in una tipica osteria per goderci una cucina ruspante e piatti del territorio, come un risotto con pasta di salame, fagioli dell’occhio e Bonarda oppure del merluzzo con cipolla dorata di Voghera e uvetta. e per finire una squisita torta di zucca berrettina di Lungavilla.
Ecco dove buttare l’occhio…

Prato Gaio Montecalvo Versiggia
Guallina, Mortara
La verde sosta, Crocetta
Osteria della Madonna da Peo , Pavia
Il giarone , Rocca Susella
Osteria del campanile, Torrazzacoste
L’ustarua di giugaton , Battella
Pappa e cena , Val di Nizza
Buscone , Varzi
Paradiso,  Caseo-Canevino

In una di queste osterie potreste trovare ancora la schita, tradizionale merenda dei bambini ma anche “compagna alimentare” per i contadini che lavoravano nei campi e nelle vigne. Ha una ricetta composta da farina, acqua e un pizzico di sale, ingredienti sempre presente nelle case dei contadini, veniva poi fritta nello strutto o nell’olio e fatto dorare da entrambi i lati.

la schita dell’OltrePoPavese

Sorelle… ai fornelli !

A Rivanazzano troviamo Oasi Della Pace, ristorante gestito dalle suore del Santo Rosario, Apostole del lavoro. E’ molto conosciuto per la semplicità dei suoi piatti, serviti in un ambiente dove regnano silenzio, pace ed aria buona. Il menù è a prezzo fisso e il successo è stellare. Qualche ingrediente particolare? “Macchè, dicono le Sorelle, gli alimenti che usiamo sono semplici e genuini. Il vero segreto è l’amore e la pazienza. Non importa cosa si cucina, ma come lo si fa!”

INFO
OltrePò Pavese
Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese