Articles CESARE ZUCCA IMAGE CONSULTANT

  BACK IN TIME …
Great cast of Italian music makers! Antonello Venditti, Gianna Nannini, Claudio Cecchetto and many othersMy second Telegatto Award. I am between the top of Italian music business such as Vasco Rosii, Antonello Venditti, Red Ronny, Gianni Bella, Bibi Ballandi, Mario Lavezzi..


 

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MY LIFE AS IMAGE CONSULTANT. Italian interview by Mattia Marzi/Rockol.it

Ambra in versione sadomaso, un’irriconoscibile Annie Lennox, Ramazzotti il borgataro e Madonna la businesswoman: parla lo stylist delle star.

Ambra in versione sadomaso, un'irriconoscibile Annie Lennox, Ramazzotti il borgataro e Madonna la businesswoman: parla lo stylist delle star
Avete visto la copertina del nuovo singolo di Marcella Bella, “Non mi basti più”? Capelli ricci e ribelli, rossetto rosso marcatissimo, sguardo provocante: sembra ringiovanita di quarant’anni. Il look della voce di “Montagne verdi” per il suo nuovo progetto discografico, prodotto da Mario Biondi, è curato da Cesare Zucca, stylist che nel corso della sua lunga carriera ha avuto modo di collaborare con star della musica italiana e internazionale. Di cose da raccontare ne ha parecchie, Zucca: partita da alcuni locali della Milano degli anni ’70 e ’80, la sua avventura nel mondo della musica (e dello spettacolo) lo ha portato addirittura a lavorare negli Stati Uniti, dove ha vissuto per diversi anni. Il suo motto? “L’arte di comandare sta nell’arte di delegare, ad attorniarsi del meglio senza temere che il meglio possa scavalcare qualcun altro”, risponde Zucca. Ma quanto conta l’immagine, oggi, per una popstar? Ne abbiamo parlato con lui.

Non è un caso che Marcella Bella abbia scelto proprio te come stylist per il suo nuovo progetto discografico: la vostra prima collaborazione, quella per il look di “Nell’aria”, risale a oltre trent’anni fa.
Ascoltai il disco, mi piacque molto. Cercai di eliminare il capello riccio, ma lei proprio non voleva saperne di tagliarlo. Così raccogliemmo i capelli e attaccammo alcuni ciuffetti che le davano un’atmosfera non dico punk, ma più nuova rispetto ai suoi precedenti lavori. Ora ha lavorato con Mario Biondi al suo nuovo album, davvero notevole, e mi ha voluto nuovamente al suo fianco.

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Ma andiamo con ordine: come cominciò questo tuo lungo viaggio nel mondo della musica e dello spettacolo?
Tutto ebbe inizio in tre discoteche molto in voga a Milano tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, Primadonna, Divina e No Ties. Non facevo il dj, ci lavoravo come pr, come organizzatore di feste. Presi a lavorare Claudio Cecchetto: era bravissimo a mixare, ma sul palco era una mummia, non diceva mezza parola e non intratteneva il pubblico. Ricordo che mi dovetti allontanare per qualche giorno e dissi a Cecchetto di provare a sciogliersi un po’, a intrattenere la folla. Quando tornai, lo trovai che era un’altra persona.

Nello stesso periodo lavoravi anche come ufficio stampa per la EMI italiana, per la quale incidevano – tra gli altri – Alan Sorrenti, Francesco Guccini e poi, verso la fine degli anni ’70, anche Franco Battiato e Pino Daniele. Cosa ricordi di quel periodo?
Battiato arrivò in EMI dopo una serie di album sperimentali. Curiosamente, avevo suonato insieme a lui all’inizio della sua carriera: facevamo parte del complesso che accompagnava Ombretta Colli, la moglie di Giorgio Gaber. Andai in sala d’incisione quando Battiato registrò insieme ad Alice “Chan-son egocentrique” e fu lì che capii da dove venivano fuori i suoi testi: totale improvvisazione con grande senso dell’humour. Quanto a Pino Daniele, ricordo che quando la EMI lo mise sotto contratto chiesero a me di fargli qualche foto, perché non avevano budget.

Poi arrivò la prima collaborazione come stylist, quella con Alan Sorrenti.
Alla EMI avevano un nuovo artista da riproporre, Alan Sorrenti, appunto, che veniva da alcuni dischi prog rock e che aveva appena inciso “Figli delle stelle”: si ripresentava sulle scene con sonorità diverse, decisamente disco. Chiesero a me di curare la sua immagine, di rimetterlo in ordine. Per prima cosa, via i capelli lunghi. Poi, gli abiti: in quel periodo, era il 1977, Gianni Versace aveva realizzato la prima collezione da uomo, tutto bianco e Superman. Era perfetta. Presi il portfolio con le foto e andai a Roma, a farle visionare ai miei capi della EMI, che bocciarono in totale il progetto: “Troppo disco, troppo gay”, mi dissero. Ma Alan si sentiva a suo agio con quella nuova immagine e quindi, alla fine, venne scelto proprio il mio look. “Figli delle stelle” andò al primo posto in classifica: non che il merito fosse del look, ma in qualche modo contribuì al successo del singolo. Così mi licenziai dalla EMI e cominciai a curare l’immagine degli artisti.
Poco tempo dopo ti affidarono il look di Kate Bush per la sua partecipazione al Festivalbar del 1978 con “Wuthering heights”,come fu lavorare con lei?
Quel singolo rimase nel cassetto di quello che si occupava del repertorio straniero della EMI Italiana per cinque o sei mesi, pensavano che fosse una canzone troppo strana. Incontrai Kate Bush a Nizza, lei stava registrando nello stesso studio in cui i Rolling Stones avevano registrato “Exile on Main Street”. Mi diede carta bianca: l’arte di comandare sta nell’arte di delegare, appunto. Andai a New York ad acquistare qualche maschera, poi a Milano feci realizzare alcuni costumi da samurai. Chiesi agli scenografi della Scala di costruire un grande aquilone. Il giorno dell’esibizione all’Arena di Verona, Kate arrivò con molto ritardo. In quel periodo era seguita da Hilary Walker, ex manager di Paul McCartney. La trascinai in camerino per darle una sistemata. La coreografia prevedeva che lei si nascondesse dietro l’aquilone e che ad un certo punto i due samurai girassero l’aquilone. Ma nessuno disse a Kate che l’Arena era gremita, quella sera, e quando l’aquilone si girò lei rimase esterrefatta

 Nel 1981 fu la volta di Alice, in gara al Festival di Sanremo con “Per Elisa”.
Voleva un’immagine forte, aggressiva, alternativa, un po’ maschile. Ci trovammo in perfetta armonia: si trattò semplicemente di mettere in pratica le idee che giravano già nella sua testa. Non si aspettava assolutamente di vincere quell’edizione del Festival e quando le comunicarono che sarebbe dovuta tornare sul palco per cantare la sua canzone, non tirò fuori dalla borsa rossetto o altri trucchi.

Con Loredana Berté, invece, collaborasti a più riprese: prima per l’album “Jazz” del 1983, poi per “Savoir faire” del 1984 e, infine, per “Carioca” del 1985. Tutti quelli che lavorarono con lei raccontano che Loredana aveva un carattere non facile. Confermi?
Quella con Loredana fu la collaborazione più difficile, ma anche la più bella. Ci furono litigi, ma anche momenti molto intensi. Ho mille ricordi di quel periodo. Ed è vero che che era un personaggio con cui non era così semplice lavorare. Loredana, che tendenzialmente indossava sempre jeans e magliette a maniche corte, per “Il mare d’inverno” scelse un look post-atomico, come lo chiamava lei, a brandelli. Per “Carioca”, invece, preferì un’immagine più estiva. Era sempre un gradino verso il futuro, estremamente attenta alla contemporaneità, a quello che funzionava in quel preciso momento. Il primo lavoro che fece senza di me fu il Festival di Sanremo con il pancione finto, quello di “Re”. L’idea venne ripresa da Lady Gaga, è vero, ma prima di Loredana lo aveva già fatto Barbra Streisand in un film.

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Restando sempre in Italia: nel 1984 curasti il look di Eros Ramazzotti, che quell’anno cercava di farsi conoscere dal grande pubblico partecipando, tra le Nuove Proposte, al Festival di Sanremo. Come ti arrivò la proposta di collaborare con lui?
Mi chiamò il suo produttore, Renato Brioschi, ex membro dei Profeti: “Ho un giovane che va a Sanremo, ma non sono molto sicuro del look. Puoi dargli un’occhiata?”, mi chiese. Era domenica, Ramazzotti si sarebbe esibito quattro giorni dopo, il giovedì. Mi arrivò a casa questo ragazzo con i riccioloni, romano, un po’ borgataro, aveva appena finito di giocare a pallone. Gli dissi: “Devi essere il nuovo James Dean”. Pensavo a “I ragazzi della 56esima strada”, jeans e capelli rockabilly. Trovai un parrucchiere disponibile di lunedì, un amico, e mi procurai un paio di magliette, una riciclata da Alan Sorrenti. Ramazzotti partì per Sanremo e vinse con “Terra promessa”. Lo rividi qualche anno dopo a Miami, dove abitavo. Aveva in programma un concerto a Milano con Tina Turner e mi invitò a fargli da direttore artistico.Dopo le tante collaborazioni con artisti italiani, poi, arrivarono quelle con le star internazionali: su tutte, Madonna. Come arrivasti a lei?
Sognavo di lavorare con lei da tempo e capii che se fossi rimasto a lavorare a Milano non sarebbe mai successo. Così, feci le valigie e volai a Los Angeles. Condividevo l’appartamento con Bob Esty, arrangiatore e produttore che all’epoca lavorava con Donna Summer e Giorgio Moroder. Cominciai a lavorare con alcuni clienti e un giorno mi chiamarono per dirmi che Madonna, reduce dall’album “True blue”, aveva visto i miei lavori e voleva che collaborassi con lei per un book fotografico. Fu relativamente semplice lavorare con Madonna: era precisissima e molto pignola. Sapeva di avere un grande potere e voleva dominarlo: una grande businesswoman.

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Della collaborazione con Annie Lennox, invece, cosa ricordi?
Avevo due abiti, uno di Versace e l’altro di Missoni. Le proposi di fare un gioco:  la regina di picche. capelli neri e abito rosso. A riguardare quelle foto, oggi, appare irriconoscibile. Qualche tempo dopo venne in Italia insieme agli Eurythmics, per un concerto al Palatrussardi di Milano. Andai in albergo e lasciai un regalo nella stanza del suo manager. Due o tre giorni dopo mi lasciò un messaggio nella segreteria del telefono: “Hi, this is Annie… Annie Lennox. Ho ricevuto il tuo regalo, vieni al concerto: ti faccio trovare due pass”. Mi aveva dato un pass per tutte le aree. Andai in camerino e scoprii che aveva fatto registrare tutto il concerto per ascoltare com’era venuto, a livello di suono. La nostra collaborazione finì perché il suo manager, geloso, tagliò i rapporti.

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Una collaborazione che non ti ha dato le soddisfazioni che ti aspettavi, invece?

 

Ambra Angiolini, la più grande disillusione artistica. C’era un servizio fotografico da fare, le mandai l’idea: i sette vizi capitali. Un po’ sexy e sadomaso: Ambra, che verso la metà degli anni ’90 faceva un programma in tv insieme ai ballerini Luca Tommassini e Kevin Stea, Qualche giorno prima le spiegai il look: avrebbe avuto un sigaro in bocca e due guanti di pelle nera lucida. Ambra entusiasta. Eravamo nello studio che avevo affittato per il set, Ambra era nel suo camerino. Dopo un po’ la mamma uscì e mi disse: “Non si trova con questo trucco, non si sente a suo agio. Le è preso un crampo allo stomaco”. Evidentemente una pessima scusa per non lavorare e professionalità zero.
Chiusi tutto, pagai studio e assistenti e fermai la produzione.

L’immagine, in musica, è legata in particolar modo ai videoclip: negli anni ’80 e ’90, a volte, il video era più importante della canzone. Oggi è ancora così, secondo te?
Assolutamente sì, considerando anche che i video di oggi possono vantare del supporto di internet, a differenza di quelli degli anni ’80 e ’90. Quando mi paragonano i video di Lady Gaga e quelli di Madonna rispondo sempre che Madonna non aveva internet. Prima, però, c’era un’attenzione diversa: si viveva l’attesa del videoclip.

Ma quanto conta il look per una popstar, oggi?
Conta eccome. Tra l’altro, oggi è molto diffuso anche l’anti-look: penso a personaggi come LP, che si presenta senza trucco, magliettina e jeans. Anche quello di Sia è un anti-look, perché non vuole farsi vedere. Dietro, però c’è una grande idea di marketing. Anche se sembra che dietro non ci sia uno studio, anche questi non-look fanno tendenza.

Le varie popstar internazionali contemporanee, penso a Lady Gaga, Katy Perry, Adele, Beyoncé e Rihanna, secondo te fanno un buon uso del look ?
Sì, anche se certi look sono meno riusciti di altri. Katy Perry sorprende ogni volta, Beyoncé fa grandi ricerche sulla sua immagine.

Certe loro scelte hanno fatto discutere: ricordi il vestito di carne che Lady Gaga ha indossato qualche anno fa agli MTV Video Awards?
Me lo ricordo benissimo. E ricordo anche quando si presentò alla cerimonia dei Grammy dentro l’uovo, tipo un feto. Lady Gaga, comunque, è una grande. Anche lei, ad esempio, ora che si è avvicinata al country ha scelto un non-look.

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Con chi ti piacerebbe lavorare, in futuro?
Del panorama italiano l’unico artista che con cui mi piacerebbe collaborare è Raphael Gualazzi: mi è piaciuta molto la sua “L’estate di John Wayne”, trovo che il video sia meraviglioso, sembra girato dal nipote di Fellini. Quanto agli artisti internazionali: sarebbe stato molto bello lavorare con Amy Winehouse.di Mattia Marzi

Summary of MUSIC, MOVIES, THEATER articles by Cesare Zucca

223728-francofonia-0-230-0-345-cropA history of the Louvre during the Nazi occupation and a meditation on the meaning and timelessness of art. Sokurov is one of the most internationally recognized Russian directors. His previous feature, Faust, collected the Golden Lion at Venice back in 2011.
FRANCOFONIA has been awarded by the FEDEORA jury as the Best European Film in Competition at the 2015 Venice International film festival.
at MIC

 

 

 

Midsummer Night’s Circus a new musical written by Tobias Rossi and Simone Nardini with music and lyrics by Antonio Torella accurately directed by Marco Bellocchio and inspired to Shakespeare A Midsummer Night’s Dream.Like in Pippin or the new version of Godspell, the action takes place in a circus, where elves, clowns, acrobats all together celebrate the circus life, spiced up from a brilliant cast of over forty performers, including young talents and hot stars such as Michel Altieri (in the role of Oberon) Pietro Pignatelli (Aegean), Giovanni Abbracciamento(Lysander), and a great Titania
played by Simona Samarelli
Shakespeare, Circus, Music, Colors, and an enthusiastic cast all work for this lovely version of a masterpiece, that probably Sir William himself may like. May 13,14 at the Teatro della Luna of Assago

My reaction at the end of Green Book’s screening was: ‘Best road movie after driving Miss Daisy..,classically made, impeccably performed and written’.The story follows the highly famous and incredibly successful pianist, Don Shirley (Mahershala Ali), who takes great risks as an African American man touring through the highly racial deep south. Tony Lip (a spectacular Viggo Mortensen) a bouncer from an Italian-American neighborhood in the Bronx,  who is hired to drive the musician   on a concert tour from Manhattan to the Deep South. They must rely on “The Green Book” to guide them to the few establishments that were then safe for African-Americans.  As the tour progresses, the audience goes through many parts of the south where not only racism was prevalent against African Americans and Italians, but also acknowledge the severe homophobia that existed so terribly in the 1960s. A real story that shows the journey of Tony and Don. Confronted with racism, danger-as well as unexpected humanity and humor-they are forced to set aside differences to survive and thrive on the journey of a lifetime. One white and one black met at the apartheid society. At the beginning, they didn’t understand each other and came up a lot of conflict. After a period of time, they started to help each other and Tony always stood up for Don .They turned to be friend or even more than that. I loved the direction, the cinematography , the music, the editing and the excellent performances,.
I truly wish the ‘green of that book’ would change color into ‘gold’, the color of the Oscar.(traduzione)
La mia reazione alla fine della proiezione di Green Book è stata: “Miglior film on the road dopo Driving Miss Daisy. Una pellicola classicamente realizzata, eseguita e scritta in modo impeccabile”.
La storia segue il famoso pianista afroamericano Don Shirley (Mahershala Ali), che si azzarda a voler fare una tournee  nel profondo Sud degli Stati Uniti. Tony Lip (uno spettacolare Viggo Mortensen) buttafuori di un quartiere italo-americano del Bronx, viene ingaggiato per guidare il musicista  Devono fare affidamento su “The Green Book” per essere guidati verso le poche strutture che venivano segnalate come sicure per gli afro-americani. Il tour inizia e attraversa molte luoghi impregnati di razzismo contro gli afroamericani e severamente omofobi. Di fronte al razzismo, al pericolo, oltre che all’umanità e all’umore inaspettati, sono costretti a mettere da parte le loro differenze per sopravvivere e continuare nel viaggio. Un bianco e un nero che si incontrarono nella società dell’apartheid e che superano conflitti, trasformandosi in amici e anche più.
Ho amato la regia, la cinematografia, la musica, il montaggio e le eccellenti performance.
Mi auguro davvero che il “verde” del libro cambi colore in “oro”, il colore dell’Oscar.

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Preferisci essere intervistato in italiano o in inglese?
Italiano. Sono nato a Ortisei, amo la mia lingua nativa e cerco di praticarla. Seguo le news, leggo quotidianamente il Corriere della Sera e mi tengo in esercizio con le parole crociate.
Segui anche la musica italiana?
Poco. Mi piace Jovanotti, il rap di Fedez e la Pausini.
Si parla molto del tuo nuovo progetto. Pensi davvero che i 74 anni siano i nuovi 24?
Quando si tratta di dance music, penso che l’età non conti, anzi a 74 mi sento più sicuro e intraprendente.
Torniamo ai 24 allora, che musica ascoltavi? Chi era la tua ispirazione?
Giravo per l’Europa, cantavo e suonavo. I miei preferiti erano i Beatles.
Oggi?
Parlando di dance, poca ispirazione, con qualche eccezione. Mi piacciono Rihanna, Lady Gaga, ho chiesto a Beyoncé di incidere un mio pezzo, ammiro e sono grato ai Daft Punk, che mi hanno ospitato nel loro Random access memories e mi hanno incoraggiato a tornare a produrre musica, sono soddisfatto degli artisti che hanno partecipato al mio progetto. Per il resto rimango piuttosto insensibile.
Disco music di ieri e dance di oggi, cos’è cambiato?
Spariti i violini, chitarre in secondo piano. Il ritmo è rimasto. I suoni sono migliorati, più puliti, più netti, merito del digitale che aiuta immensamente. Allora lavoravo sul Moog, un vero mostro di difficoltà in un labirinto di cavi. Era difficilissimo gestirlo. Oggi ci sono suoni prefabbricati ed è tutto più maneggevole e facile. Anche qualcuno musicalmente impreparato può fare musica. Guarda i Dj, non sono musicisti nel vero senso della parola, oltre a mixare, più che altro si improvvisano autori e creatori di suoni, spesso affascinanti.
Nel tuo progetto appaiono molti ospiti ilustri, tra cui Sia e Kylie Minogue. Me ne vuoi parlare?
Con Sia ho lavorato “a distanza” e ha funzionato. È un’artista completa, grande professionista. Ha composto la melodia e scritto le parole, poi sono arrivato io per lavorarci sopra, con tutti gli altri suoni. Con Kylie ho realizzato Right here, Right Now, di cui ho iniziato la registrazione a Londra, per terminarla insieme a Los Angeles. Mi fa piacere dirti che questa collaborazione continua, infatti sarò ospite come Dj nel suo tour in Australia.
Come è nato il video di 74?
Avevo notato un video online. Mi è piaciuto, ho rintracciato i produttori e ho chiesto di creare una versione per il mio singolo di presentazione del progetto74 is the new 24. Un eccellente lavoro di montaggio e un risultato che mi piace. È un video di 3 minuti dove persone, animali e cose si rincorrono in una corsa nello spazio.
Anche tu vai di corsa o sei un tipo tranquillo?
Tranquillo, ma la mia musica viaggia a 128 BPM, corre e non si ferma mai.
La tua recente esperienza di Dj set?
Tutto nato per caso, un amico mi ha chiesto di affiancarlo come Dj in una sfilata di moda. Eravamo in due, poi ho continuato da solo, mi sono organizzato, ho selezionato e riarrangiato molta della mia musica. Sono stato in mezzo mondo, Giappone, Svezia, Messico e Germania. Ho suonato a New York e all’Hard Day Of The Dead a Los Angeles. Mi entusiasma fare musica davanti a migliaia di ragazzi che ballano e vivono i miei pezzi di tanti anni fa. Ripeto, la dance non ha età.
Collaborazioni future?
Mi piacerebbe lavorare con Lady Gaga. È un’artista che ammiro molto. Ci siamo sentiti, ne abbiamo parlato. Spero che accada. Ho già rimixato il suo I Can’t Give You Anything But Love in duetto con Tony Bennett.
È vero che hai scritto un nuovo inno nazionale italiano?
Sì, anni fa, ai tempi della cosiddetta Seconda Repubblica. C’era desiderio di cambiamento anche nelle tradizioni istituzionali, Umberto Eco, nuova bandiera, nuovo inno… Me lo chiesero, lo scrissi ma non successe niente. Però mi sono rifatto con l’inno delle Olimpiadi di Los Angeles e di Pechino.
Un momento indimenticabile della tua carriera?
Love to love you baby. Ero in studio di registrazione con Donna Summer. La casa discografica voleva una versione hard del provino che inizialmente era solo di pochi minuti. Avevo previsto una versione lunga, disseminata da molti sospiri che suggerissero svariati orgasmi. Donna era imbarazzata. Non si sentiva a suo agio. Ho chiesto a tutti di lasciarci soli in studio, ho spento tutte le luci e nella penombra Donna si è lasciata andare ed ha interpretato la canzone come se fosse un’attrice più che una cantante. Il disco è diventato un successo mondiale. Milioni di copie, erano tutti impazziti… tranne Donna che, suo malgrado, era diventata un sex symbol, un’identità che non ha mai amato.
Hai mai ricevuto un clamoroso “no”?
È successo con Bob Dylan. Stavo scrivendo le musiche per Rambo 3. Silvester Stallone mi chiese una canzone da proporre a Dylan. L’ho incontrato, l’ha ascoltata e mi è sembrato interessato, ma un paio di giorni dopo mi ha chiamato dicendo che non l’avrebbe cantata. Non ho mai saputo se non amava la musica o il film… Ma ci saranno altre occasioni. In fondo è come se avessi solo 24 anni!

Fiordaliso, che ha una lunga storia musicale pop ma che è animata da una indomabile attitudine rock verso la vita, ha infatti appena fatto uscire un singolo che ha come tema l’eutanasia. La canzone, intitolata Senza una lacrima non anticipa nessun album, non ha nessuna etichetta discografica alle spalle ed è stata completamente auto-prodotta da Fiordaliso che ha imposto un’unica condizione: ogni centesimo derivato dalla vendita della canzone su iTunes sarà devoluta all’Associazione Luca Coscioni, che lotta per affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili anche nelle scelte di fine vita.

ARE YOU A LIZ TAYLOR FAN?
My dear friend photographer FIROOZ ZAHEDI will host a book signing of his book
MY ELISABETH
at Galleria Sozzani , corso Como 10 , Milan. on June 22  at 7.00 pm Capture_1_1024x1024It ‘s a great book with never seen before images of the Diva… including this beautiful , candid, intimate and lovely moment of Liz while cooking … 41a679e2c7fab998395bf3d3260f155e
First Italian date for Lukas Graham Band at Carroponte Center, Milan.
I was surprise to see not a big crowd , but made the concert even more intimate , colloquial and definitely grand. Lukas loves to talk to the public, to entertain, to be cool. “This is our first concert in Italy and the first one not sold out, but that’s ok , we ‘ll love to play for you, we would like to thank you for coming .” A humble, gentle friendly performer, who like to talk of family, memories, personal stories, dreams, food and to cheer with a drink.The band, an amazing voice and , of course. There is a great companionship between Lukas and his band, drummer Mark Falgren, bassist Magnus Larsson, keyboardist Kasper Daugaard and a great session of saxophone and trumpets that brings to stage rhythm n blues atmosphere.Many hits, starting from the opening Better Than Yourself that echoes Beethoven’s Sonata au claScreen Shot 2016-06-21 at 00.54.20ir de lune , Welcome to my funeral, Strip no more, Mama said, ‘We love Italy , probably the one country in the world where you have lunch…before working. We love to see the main church in the city we play in. So far the Cathedrals in Milan and Colone are our favorite, but hey, tomorrow will be in Rome…’His love for father Eugene whom Lukas describes as My father. My mentor. My best friend became a strong reference like in Don’t you worry about me , You are not there and the super famous 7 Years, one the most beautiful song of the season, that I would not be surprised ( and I wish) to see it crowned as Best Song of The Year in the next Grammy Awards.

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 The legendary Piccolo Teatro Strehler of Milano hosts a new production of
The Three Penny Opera. Twenty actors, a superb staging and lighting, a full symphony orchestra and the clever direction of Damiano Michieletto an Italian opera director known for His innovative productions at several leading opera houses and festivals including his Olivier Award-winning production of Leoncavallo’s thrilling tragic opera of a violent jealousy.The story (that Michieletto starts from the end) tells about Mackie Messer, notorious criminal (Marco Foschi) who marries Polly Peachum (Maria Roveran) without  the permission of Peachum, the girl’s father, (Peppe Servillo) the one who controls all the London’s beggars, here turned into migrants in orange life jackets and suggesting a mass drowning tragedy. Eventually Mackie manages to get a conviction but shortly before the execution, a Queen’s Messenger grace the accused and awarded him the title of baronet.  I love to mention  the amazing staging of Jenny’s song sung by the incomparable Almodovar’s muse Rossy De Palma surrounded by male hands. A great ensemble of young actors not to mention the perfect harmony between sounds and visual, thanks to the Sets by Paolo Fantin, costumes by Carla Teti, lighting by Alessandro Carletti, choreography by Chiara Vecchi and the Orchestra Sinfonica of Milano Giuseppe Verdi conducted by Giuseppe Grazioli.

DANCE TO UNITE

One Way or Another featuring live music from Debbie Harry.dbDance to Unite, Inc. is a nonprofit organization whose mission is to use dance as a vehicle to teach and to celebrate cultural diversity.The evening will be a celebration of artistic excellence and cultural diversity to benefit Screen Shot 2016-05-02 at 18.15.14Dance to Unite’s expanding free after-school

dance and education programs.  This year, Dance to Unite proudly honors Jenny Morgenthau, who recently retired after 32 years as the Executive Director of the Fresh Air Fund.  As part of the celebration, students of Dance to Unite will perform to music icon and Blondie lead singer, Debbie’s biggest hits live.
Tuesday, May 3, 2016 at 6pm at The World School Chelsea, 259 Tenth Avenue, NYC,

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From Legnano to Rio. The funniest Italian family does Brasil!

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The theatrical company I Legnanesi was born in 1949, in an oratory of Legnano,
The exclusively male nature of the company is due to an ancient ecclesiastical ban that prevented to women to act with men, so that women’s roles were interpreted by the same male actors in disguise, talking in the Legnanese dialect.
The company became famous and performed in mayor theaters, gaining great popularity and winning several awards.ilegnanesi2017_icolomboviaggiatori_foto4phangeloredaelli
The new show I COLOMBO VIAGGIATORI , is all about the traveling adventures of the  Famiglia Colombo formed by the man of the house is (or at least he should be) Giovanni (Luigi Campisi) his unsinkable wife Teresa (Antonio Provasio, who is also co-writer and director) and their glamorous daughter Mabilia (Enrico Dalceri) a not-so-young blond shell, always looking to get married to a rich guy.
The action takes places in the courtyard , when an unexpected news arrives.
Gege’, the Colombo’s long distance adopted brasilian son, now grown up, is coming back to Legnano to meet his family. He ‘s a rich guy , owns 3 boats and invites Mommy and Dad to a cruise to Brasil, not only,  he hires Mabilia as the star of the show.

ilegnanesi2017_icolomboviaggiatori_fotorivista3phangeloredaelliMabilia offers some glizzy musical numbers, first with a tribute to the iconic italian musical diva Wanda Osiris, then as a flamboyant Carioca singer escorted by colorfull young dancers,while in the grand finale: all actors show up as “men” in ” elegant tuxedos.ilegnanesi2017_icolomboviaggiatori_posato1phangeloredaelli

From left Giovanni (Luigi Campisi)
Teresa
(Antonio Provasio,
Mabilia
(Enrico Dalceri)

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This new sparkling episode of the Colombo family is ready to entertaining the audience and will be on the stage of Teatro Nazionale , Via Giordano Rota,1
in Milan till February 19th then to ‘crossover’ the milanese public, ferforming ‘ abroad’ in many theaters all over Italy for a very long tour that will include Genoa, Bologna,Reggio Emilia, Bergamo, among many cities of Lombardy and Piedmont regions. untill the end of May 2017!
Here more info www.ilegnanesi.it
To buy online tickets

From Florianopolis to Castelfranco. Best tourism videos travel the ocean.

Italy, Veneto Region.img_0147-copyCastelfranco Veneto, is the picturesque birthplace of Giorgione, an Italian painter of the Venetian school in the High Renaissance.

Only a few of his works are available today, but they are among the most valued art works of Italy: like the renowned Pala  the altar-piece left in the Cathedral portraying a Madonna with the Child, San Francesco and San Liberale.screen-shot-2016-12-12-at-14-37-06

The spectacular square named after Giorgione is the heart of this town that still preserves great architectural and art works within its walls. These include the Cathedral (Duomo), built between 1724 and 1746 on a project of Francesco Maria Preti and which contains many art works, frescoes by Paolo Veronese, paintings by Jacopo Bassano, Paolo Piazza, Pietro Damini and other painters of the Venetian school of the XVI, XVII and XVII centuries.

Castelfranco means “duty-free castle” because its first inhabitants did not pay. The city recently hosted last weekend the  FIACULT awards, dedicated to the audiovisual products promoting tourism, trade. culture, and local gastronomy.
Dozen of  worldwide videos were selected and judged by an
international jury composed of journalists and video experts selected the winners.

FIACULT, International Audiovisual Festival of Culture and Tourism was born in Florianopolis, Brazil  and for the first time brought its awards ceremony to the magnificent Castelfranco Veneto, a city well known not only for its historical Castle, The Tower and the screen-shot-2016-12-12-at-14-41-54Giorgione Arts and Museum,
                                 The  awarding ceremony was held with a gala evening
at the  beautiful Teatro  Accademico on Saturday, Nov 19th.

HERE THE WINNERS, BUT…
Third place for the video “Setubal is um Mundo” promoting the  ancient city of Setubal, second place for David Cooper’s “Cities We Love Unesco” about 15 World Heritage cities of Spain, and the winnerInfinit Blu Resort & Spa, great venue in Balneário Camboriú, nearly 1 million tourists favorite summer destination.
screen-shot-2016-11-23-at-13-34-17A well deserved “food tourism” trophy went to the National Park of the Cinque Terre with the first episode of Passport & Plate series,
produced in cooperation with World Nomads.
screen-shot-2016-11-23-at-15-55-20

First time the Giovanni Sartori prize
went to
Castelfranco Veneto Carlo Rosselli Institute for the realization of a short montage of the contest nominees. 

                                  I was a little bit disappointed, because my favorite
Viver, experiementar, sentir
(A cute story promoting the Serra Gaúcha’s Termas & Longevidade Tourist Route)
…was snubbed as well as
Thailand Remember
(
visionary short where a tour in Thailand can magically relive even in the Big Apple)
…was only awarded for best in its category.screen-shot-2016-11-23-at-15-38-31
Here they are
please watch and enjoy!
https://www.youtube.com/watch?v=b5EGd1sqne0
https://www.youtube.com/watch?v=qiuqxJxPfoU

This is me ,sourrended-by the beauty of the Teatro-Accademico dated1778

This is me, surrounded by the beauty of the Teatro Accademico, a masterpiece dated 1778


Another masterpiece by Sokurov at Spazio Oberdan Milan

.

FRANCOFONIA
A history of the Louvre during the Nazi occupation
and a meditation on the meaning and timelessness of art. 1225401_Francofonia

Check the trailer
https://www.youtube.com/watch?v=yGF7vZALBQU

francofonia

Sokurov is one of the most internationally recognized Russian directors. His previous feature, Faust, collected the Golden Lion at Venice back in 2011.
FRANCOFONIA has been awarded by the FEDEORA jury as the Best European Film in Competition at the 2015 Venice International film festival.

At Spazio Oberdan in Milan
Check schedule

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Mr.Peck, an impeccable style

GregoryPeck1-700x350

From April 29, 2016  to May 15, 2016
Milano MIC – Interactive Museum of Cinema presents,
GREGORY PECK, A FLAWLESS STYLE, Roman_Holiday
retrospective that traces the extraordinary career of the star, 100 years after his birth, the unforgettable protagonist of great masterpieces such as Hitchcock‘s Spellbound , Huston‘s Moby Dick and
Wyiler’s Roman HolidayArabesque-700x350
Info, calendar and schedules at MIC 2bf15c6f-bead-4e6c-81ab-ee47c2fdcd9f

 

“Wonder is the salt of the earth” said the Artist who said ‘No’ to Mick Jagger

Forty four years have gone by since Escher’s death,
still today his art doesn’t show any sign of dating, qq2ojwLpbkIQrVmVC7PZ2CAgKBS1WsyLePNPsE-JD-0,dUlbBdRyTun_9FaNQdj43jQk21iWT1oIyaoH23TNgRoHe turns geometric research and rigour into the purest visionary aesthetics,  combines a range of different languages into a new and intriguing itinerary that represents a one off in the history of art across all ages and continues to thrill the wider public.content
A  super exhibit of the one of a kind artist who used to say that “Wonder is the salt of the earth”, is greatly hosted by the Palazzo Reale in Milan till January 22th, 2017.IMG_1524
Escher may be credited with broadening the imagination of those who gaze at or have gazed at his works, where everything is connected: science,
nature, analytical rigour and a contemplative quality.66KWHd4PrCxNXuu2wD7XhFg60cfQUlWMi-jy5RAI9Dg-1
The ‘Escher like’ world today
Escher’s art left the confines of the studio and was transformed into gift boxes, postage stamps and greeting cards; it entered the world of comics and ended up on the LP sleeves of famous bands like Pink Floyd; and his impossible structures are used to allude to paradoxical situations or to astonish people with unrealizable constructions. Echoes of engravings (such as Relativity or House of Stairs) are to be found in the whirling stairs which lead Mickey Mouse and the Simpsons to get lost in an Escher like world.17_pink_floyd_on_the_run
Escheriansettings have been used in commercials like the one for Audi in 2007, based on the famous print Waterfall Hand with Reflecting Sphere Other World and Belvedere
were used by Illy Caffè for a 2006 advertising. A scene in the fantasy film
Labyrinth (1986), starring David Bowie and produced by George Lucas, is built around House of Stairs. Even the famous staircases at Hogwarts, in the Harry Potter saga, are a
dynamic transposition of this work, which also inspired one of the most striking scenes from Night at the Museum 3 and a Sky commercial.06QAmArvgyDFcev1Ftjm5Mno4-nUNJv0dR3BqA0W7Vo
And what about that rumor that Escher refused to work or have his work
used by Mick Jagger and the Rolling Stones?
Absolutely true.
On January 1, 1969, Mick Jagger, a big Escher fan, wrote a letter asking the Artist to provide an image for the Stones’ second volume of greatest hits. Well…turns out Escher was NOT a Stones fan, apparently preferred Bach and… the English rock band
Mott the Hoople, which could use a colorized versionof “Reptiles”
on their self-titled debut album in 1969.
No photo except the designated areas, where games of illusions optical dreams and mirrored mirages, will definitely catch you. Impossible not to selfie…IMG_1536IMG_1532

Escher exhibit will hypnotize you with
the images an Artist who said
‘My work is a game, , a very serious game’IMG_1528
for more info

The Swan Lake at La Scala. A classical tribute to the genius of Petipa and Ivanov

cxhLxMilan, Teatro alla Scala.
Last night I indulged in a dream.
The Scala Ballet Company was performing
a very classical Swan Lake,
as a tribute to the genius of Marius Petipa and Lev Ivanov,
the original creators of the choreography of this masterpiece.

Marius Petipa

Petipa is considered the father of 19th-century Russian ballet.
His thoughts on all aspects of ballet – the dance technique and style, the music,
the structure, even the props used – became prevailing practices.

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Lev Ivanov

For some Lev Ivanov is Petipa’s dependable assistant.
For others he is ballet’s unjustly ignored unsung genius, who transformed Swan Lake
into a very different ballet.

Director Alexei Ratmansky created a new version respectful of Petipa style and intentions. Nicoletta Manni Timofej Andrijashenko e il corpo di ballo ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala .The Scala Orchestra, directed by Michail Jurowski, started
with some hesitations
then was able to carry the passion and the drama on the stage to a great finale. Nicoletta Manni Timofej Andrijashenko ph Brescia e Amisano Teatro alla ScalaNicoletta Manni in the principal roles of Odette/Odile showed an amazing amount of grace, power and technicality. (I was carefully counting the nearly perfect Odile’ s32 fouettés in Act 3) Timofej Andrijashenko as the Prince Siegfried, colored his role with athletic moves and an amazing dramatic interpretation. amy1dBravo to the female Ensemble that, in a challenging tour de force, spanned from being joyous courtesan to swans, to character figures from all over Europe, back to swans. The Spanish dance was a winner, thanks to the flamboyant Riccardo Massimi and Massimo Garon while Christian Fagetti as Benno performed a passionate pas de trois. Applause to the iconic Litte Swan, beautifully featured by Daniela Cavalleri, LusyMay Di Stefano ,Christelle Cennerelli, Agnese Di ClementeThe Ensemble Photo Brescia e Amisano Teatro alla Scala I wasn’t so impressed by the Jerome Kaplan costumes.
In my opinion, the pastel palette worked great on the courtesans in the Act I, but I didn’t like the long-than-usual feathered tutus of the Swans, as well the ‘Cirque du Soleil-meets-Disneyland’ Hungarian look neither the Botticelli/Art Nouveau/Renaissance dresses of the ‘marry-me’ Ladies who kept fanatically fanning with their golden fans.Nicoletta Manni Timofej Andrijashenko e il corpo di ballo ph Brescia e Amisano Teatro alla ScalaSwan Lake will perform till July 15th
The roles of Odette/Odile and Siegfried will be played by
Nicoletta Manni and Timofej Andrijashenko,
Vittoria Valerio and Claudio Coviello,
Martina Arduino and Nicola Del FreoNicoletta Manni Timofej Andrijashenko ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala All photos by Brescia e Amisano-Teatro alla Scala
For more info and tickets
www.teatroallascala.org/en/index.html

ROSALINA, UNREAL MEMORIES OF A REAL LIFE

Screen Shot 2016-06-23 at 18.51.10The set is simple: a banch, a red balloon, an elderly homeless woman who talks in grammelot alternating French, Italian, Milanese, English
Her stories are real or false…It doesn’t matter. I loved the rewinding of the tape of past events by mixing truth and fiction, the life of the living and the dead, until the present.
The still elegant Bag Lady brings out moments life, carrier, travels, lovers, not to mention a  very persona interpretation of the every single sign of the horoscope according to his penis…The 70 minutes monologue of Je Me fut is brilliantly performed by Rosalina Neri, notorious back in the 50′ and 60’as the Italian bombshell Marylln Monroe lookalike.Screen Shot 2016-06-23 at 18.49.42
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Neri, a former renowned opera soprano , sings and tells stories through vivid song such as Hymme à l’amour,  Autumn Leaves, Ma Mi (a traditional milanese song, probably her best performance) among any others, with the help of  the talented Nicola Nastos at the keyboard.
I found a little static the direction, signed by Cristina Pezzoli who co-wrote the piece, and did’t frame the emotional temper of the Diva. Lights and coreography (or any moves that the still flamoyant Diva could have done) are none.h22ome-650x319Applauses and emotions, starting from a tender Rosalina’s tier..

At Teatro Franco Parenti till June 26 Screen Shot 2016-06-23 at 18.49.59

 

LUKAS GRAHAM: ROME TONIGHT, THEN THE WORLD

lukas.jpgFirst Italian date for Lukas Graham Band at Carroponte Center, Milan.
I was surprise to see not a big crowd , but made the concert even more intimate , colloquial and definitely grand. Lukas loves to talk to the public, to entertain, to be cool. “This is our first concert in Italy and the first one not sold out, but that’s ok , we ‘ll love to play for you, we would like to thank you for coming .Screen Shot 2016-06-21 at 00.50.10” A humble, gentle friendly performer, who like to talk of family, memories, personal stories, dreams, food and to cheer with a drink.The band, an amazing voice and , of course. There is a great companionship between Lukas and his band, drummer Mark Falgren, bassist Magnus Larsson, keyboardist Kasper Daugaard and a great session of saxophone and trumpets that brings to stage rhythm n blues atmosphere.lukas-graham-652x367Many hits, starting from the opening Better Than Yourself that echoes Beethoven’s Sonata au clair de lune , Welcome to my funeral, Strip no more, Mama said, 
We love Italy , probably the one country in the world where you have lunch…before working. We love to see the main church in the city we play in. So far the Cathedrals in Milan and Colone are our favorite, but hey, tomorrow will be in Rome…His love for father Eugene whom Lukas describes as My father. My mentor. My best friend became a strong reference like in Don’t you worry about me , You are not there and the super famous
7 Years, one the most beautiful song of the season, that I would not be surprised ( and I wish) to see it crowned as Best Song of The Year in the next Grammy Awards.Screen Shot 2016-06-21 at 00.54.20

Lukas Graham will play shows across the globe through the summer
reaching Europe, the USA and Australia
Tonight Rome at Rock in Roma , Via Appia Nuova, 1245
Here the next shows in Europe

 

The Three Penny Opera at the legendary Piccolo Teatro Strehler of Milano

This is the year of Brechtian celebrations, Screen Shot 2016-06-03 at 10.48.14The legendary Piccolo Teatro Strehler of Milano hosts a new production of
The Three Penny Opera. Twenty actors, a superb staging and lighting, a full symphony orchestra and the clever direction of Damiano Michieletto an Italian opera director known for His innovative productions at several leading opera houses and festivals including his Olivier Award-winning production of Leoncavallo’s thrilling tragic opera of a violent jealousy.Screen Shot 2016-06-03 at 10.49.58The story (that Michieletto starts from the end) tells about Mackie Messer, notorious criminal (Marco Foschi) who marries Polly Peachum (Maria Roveran) without the permission of Peachum, the girl’s father, (Peppe Servillo) the one who controls all the London’s beggars, here turned into migrants in orange life jackets and suggesting a mass drowning tragedy.Screen Shot 2016-06-03 at 10.49.11 Eventually Mackie manages to get a conviction but shortly before the execution, a Queen’s Messenger grace the accused and awarded him the title of baronet.  I love to mention  the amazing staging of Jenny’s song sung by the incomparable Almodovar’s muse
Rossy De Palma surrounded by male hands.Screen Shot 2016-06-03 at 11.06.56 A great ensemble of young actors not to mention the perfect harmony between sounds and visual, thanks to the Sets by Paolo Fantin, costumes by Carla Teti, lighting by Alessandro Carletti, choreography by Chiara Vecchi and the Orchestra Sinfonica of Milano Giuseppe Verdi conducted by Giuseppe Grazioli.Screen Shot 2016-06-03 at 10.48.37At Piccolo Teatro of Milano till June 11.
For tickets and info Screen Shot 2016-06-03 at 11.04.21

INTERVIEW – MOSES PENDLETON & MOMIX

YESTERDAY AND TODAYScreen Shot 2016-06-01 at 22.59.16The first Italian debut took place in 1980 at Barclays Teatro Nazionale in Milan. After 35 years, the theater has hosted the world premiere of Momix FOREVER, Screen Shot 2016-06-01 at 22.59.08

spectacular collage of choreographed by Moses Pendleton, the charismatic creator of the company. The show is not only a retrospective of famous pieces, but also the presentation of four new creations that Moses was able to enter into a continuous environment in which every new piece depends on the previous one and is linked to the one that follows it. Screen Shot 2016-06-01 at 22.59.03“I like to share my day at the fixed time, where industry long walks during which I take pictures and inspirations, photographer, tour videos, record my thoughts and my emotions” momix“My mind needs precise timing to channel the emotions and suggestions of what I see. It ‘s like walking into a museum that presents a different work every day, something new that affects us immediately the attention and that, almost an alchemical process turns into a choreographic movement.

Momix, en los Teatros del Canal.

Momix, en los Teatros del Canal.

“” I’m looking, I explore, suddenly metaphors, stirring moving objects and creating new elements in the bodies of my dancers involved in elaborate choreographies that require a perfect physical and great athleticism ‘ DSC_4416rid“” my muse is nature. In Italy, for example, the beautiful fields of flowers in Tuscany and the peaks of the Dolomites “

http://www.rivistamusical.com/interview-moses-pendleton/