WELCOME TO SPACCANAPOLI ! Discover how to make a true Neapolitan Pizza

Spaccanapoli is a colorful journey through beauty, taste and … the unmistakable scent of pizza! An itinerary that, in my opinion, is the soul of Naples, its essence and all its lively Neapolitan reality.

You are ready? Let’s go! For this new adventure I let myself be accompanied by Gennaro Buonocore (already the name is a guarantee …) Neapolitan doc and a very special guide at the helm of mytriptonaples.com  which organizes tours to discover the beauty, the taste and the secrets that this magical city can offer.

So, do you want to make a REAL napolean pizza?
Who better than the Piazza Verace Napoli Association could tell me?
Here is the original recipe handed down by generations of pizza makers.
The diameter must not exceed 35cm. The raised edge (the famous cornicione ) must be about 1-2 cm, well swollen and free from burns. The Neapolitan pizza must be soft and fragrant.

Ingredients
water: 1 liter
salt: 40-60 gr
yeast:
of fresh beer 0.1-3 gr,
mother 5-20% of the flour used
of dry beer 1 to 3 ratio compared to fresh beer
flour: 1.6-1.8 kg (00 or 0 flour)

Preparation
Flour, water, salt and yeast are mixed, starting with the water, making sure that direct contact between salt and yeast does not occur for more than 5 minutes, otherwise the salt would damage the yeast cells. Pour a liter of water into the mixer, dissolve a quantity of sea salt between 40 and 60 g, add 10% of the flour with respect to the total quantity envisaged, then dissolve the yeast, start the mixer and the rest of the flour is gradually added until the desired consistency is reached, defined as the dough point.


The dough must be worked in the fork, spiral, plunging arm mixer (all with rounded corner and rotating basket) until a single compact mass is obtained.
To obtain an optimal consistency of the dough, the amount of water that a flour is able to absorb (hydration) is very important.
Leavening and maturation
The dough, once extracted from the mixer, is left to rest covered with a damp cloth so that the surface cannot harden, forming a sort of crust caused by the evaporation of the humidity released by the dough itself.
After the time deemed necessary to settle and rest the dough, the dough is molded, traditionally done by hand.


In the Neapolitan technique, in the traditional hand staglio, the dough is shaped (staglio) in the form of balls with a technique that recalls the preparation of mozzarella (mozzatura).
For the “true Neapolitan pizza” the loaves must have a weight between 200 and 280 g, to obtain a pizza with a diameter between 22 – 35 cm.
Once the loaves are formed (staglio), a second leavening takes place in food boxes of varying duration, depending on the temperature and humidity characteristics of the environment and the absorption of the flour used.
Maturation consists of a series of biochemical and enzymatic processes that break down the most complex structures, proteins and starches into simpler elements. Overall fermentation times: min 8 – max 24 hours (with the possible addition of processing hours – max 4 hours).
How to roll out the pizza
With a movement from the center outwards and with the pressure of the fingers of both hands on the dough, which is turned several times, the pizza maker forms a disc of dough so that in the center the thickness is not more than 0.25 cm with a allowed tolerance of ± 10%.
The toppings
The products used must preferably be of Campania origin.
The hand-crushed peeled tomato must be not dense and with pieces still present.
Fresh tomatoes should be cut into wedges.
The buffalo mozzarella (cut into slices) or the fior di latte (cut into strips) must be distributed evenly.
The grated cheese (if used) should be spread on the pizza with a uniform and rotating motion.
Fresh basil leaves are placed on the seasonings.
The extra virgin olive oil is added with a spiral movement.

The cooking Cooking must take place inside a wood oven which must have reached a temperature of about 430-480 ° C between the stalls and the vault. With these temperatures it is sufficient to insert the pizza for 60-90 seconds, in which the pizza will cook evenly over the entire circumference.

ENJOY YOUR PIZZA!

ITALIAN VERSION

Spaccanapoli è un colorato percorso tra il bello, il gusto e… l’inconfondibile profumo della pizza! Un itinerario che, secondo me, è l’anima di Napoli, la sua essenza e tutta la sua vivace realtà partenopea.

Siete pronti? Partiamo!

Per questa nuova avventura mi sono fatto accompagnare da Gennaro Buonocore (già il nome è una garanzia…) napoletano doc e guida davvero speciale al timone di mytriptonaples.com che organizza tour alla scoperta del bello, del gusto e dei segreti che questa città magica può regalare.

Prima sosta il Belvedere di San Martino, dove è possibile ammirare la città dall’alto. Dalla collina del Vomero inoltriamoci nel colorato mercato della Pignasecca, percorrendo le scale della Pedamentina arriviamo nei caratteristici Quartieri Spagnoli.

Incrociamo via Toledo fino al meraviglioso Palazzo Carafa di Maddaloni. All’improvviso, il tortuoso itinerario prende respiro e sfocia nella Piazza del Gesù. Se siete appassionati di cinema, riconoscerete la facciata del Palazzo Pandola ha fatto da set L’oro di Napoli e Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica con la più grande diva napoletana: Sofia Loren.

Sofia Loren e Marcello Mastroianni in una scena tratta dal film Matrimonio all’italiana girata a Palazzo Pandola. Sullo sfondo si vede Piazza del Gesù Nuovo

Nella Piazza troneggiano la Chiesa del Gesù Nuovo e l’Obelisco dell’Immacolata, avvolto da un’aura leggendaria… infatti, grazie ad un gioco di luci ed ombre, permette di intravedere l’immagine della morte! Meglio fare un salto al vicino Scaturchio, la più rinomata pasticceria napoletana: babà, pastiera, sfogliatelle, struffoli, zeppe di San Giuseppe….
Dimentichiamoci la dieta….

I famosi dolci di Scaturchio

Da qui il primo tratto che incrociamo è Via Benedetto Croce, celebre filosofo che visse nel Palazzo Filomarino che potrete ammirare lungo la strada.  Sosta d’obbligo, il Monastero di Santa Chiara, con il suo splendido Chiostro maiolicato, un’ oasi di pace ricoperta da maioliche multicolore.

Il Monastero di Santa Chiara

Lungo questo percorso sono sorti piccoli hotel e bed and breakfast, che permettono ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Tra questi consiglio il 4 stelle Santa Chiara Boutique Hotel situato al piano nobile di Palazzo Tufarelli, dimora storica del XVII secolo.

Nelle 7 suites e 3 glam room, il classico degli affreschi incontra un design moderno e confortevole, le finestre si affacciano sulla città,  un attento restauro ha conservato molte delle caratteristiche di questo magnifico edificio (soffitti con travi originali, splendide porte dipinte, finestre alte, pavimenti in cotto antico) mentre un mix di mobili antichi e contemporanei uniti ai comfort di oggi , lo rendono aggiornato e accogliente.

Boutique Hotel Santa Chiara

Qui il breakfast è, per dirlo alla napoletana, “nu babà”!
Ho trovato tutte le prelibatezze della pasticceria napoletana, incluse le torte e le sfogliatelle di Scaturchio, accompagnate da altre squisitezze dolci e salate, oltre a frutta freschissima, uova e omelettes a richiesta.

Delizie mattiniere del Santa Chiara Hotel. A sinistra il Danubio, un pan brioche al prosciutto e formaggio

Dopo pochi passi si arriva in Piazza San Domenico caratterizzata dalla guglia, costruita lì dove un giorno sorgeva uno degli ingressi alla città greco-romana. Da qui, percorrendo la salita accanto alla piazza, arriviamo a uno dei luoghi più misteriosi della cirttà: la Cappella Sansevero che conserva all’interno il celebre Cristo Velato, opera scultorea di Giuseppe Sanmartino, che rappresenta Cristo morto, adagiato su un letto, coperto da un velo di marmo talmente realistico da sembrare vero.

Il Cristo Velato

A pochi passi vi aspettano due piccoli gioielli, la Chiesa di Sant’Angelo e la scultura del Dio Nilo,  raffigurato come un vecchio che appoggia i piedi sulla testa di un coccodrillo. Subito dopo incontrerete un altarino dedicato a Maradona, dove una teca custodisce la foto di Maradona ed un suo capello.

Nel vicino vicolo, chiamato “vicut Cornelianus”, si trova la Chiesa di Santa Luciella,  piccolo gioiello architettonico che, grazie all’Associazione Respiriamo Arte, è stata recentemente riaperta al pubblico. Nell’ipogeo è situato un raro esemplare di cranio con cartilagini mummificate, ribattezzato come il “teschio con le orecchie” La leggenda del teschio è legata al culto delle anime pezzentelle, ovvero senza una degna sepoltura, i cui scheletri venivano dimenticati nelle fosse comuni.

il “teschio con le orecchie”

Riprendiamo il cammino: la via cambia nome e diventa San Biagio dei Librai con il Palazzo Marigliano e il caratteristico cortile con la scala a doppia rampa.. Sosta d’obbligo alla Taralleria Napoletana di Leopoldo Infante, tempio del vero tarallo , un cibo “di recupero” nato a Napoli durante il ‘700, quando i fornai riutilizzavano gli avanzi della pasta di pane aggiungendo strutto di maiale e pepe, un cibo che arriva fino ai giorni nostri, nella sua veste originale, con sugna, pepe e mandorle fino alle varianti con pomodori o friarielli.


Qui non mancano le curiosità come l’ Ospedale delle Bambole, una bottega che dal 1840 è capace di ‘guarire’ le bambole rotte. E’ un negozio che riceve richieste da tutto il mondo  e che aiuta tutti i vecchi giocattoli a ritrovare l’antica bellezza. Entrerete: in luogo irreale popolato da teste, braccia, piedi, occhi, un’interna anatomia delle bambole, alcune in cura da molti giorni, altre solo di passaggio.

Incrociamo Via San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per le statuine, da quelle del Presepe ai vip di oggi… e non mancano le star dello sport e della musica, e dell’attualità, da Bruno Vespa, al Papa, a Pino Daniele a Renato Zero.

”O’ Cuzzetiello” ,
Uno snack? Macchè….”O’ Cuzzetiello” , è davvero un pasto completo, concentrato in un piccolo pezzo di pane cafone servito con il tradizionale ragù. Ci riporta al rituale culinario della domenica e un appuntamento per i più golosi. Anche nelle strade dove oggi viene proposto come “Street Food”…

Voglia di cioccolato?
Quasi 100 anni fa, Isidoro Odin, cioccolatiere di Alba, partì alla conquista di Napoli con tanta voglia di sperimentare, di regalare emozioni ed esperienze memorabili attraverso le sue creazioni. E ci è riuscito. Dalla bottega di Via Chiaia alla fabbrica di Cioccolato, oggi Gay Odin è considerate il paradiso del cioccolato vanta ben 9 punti vendita.

Alla fine di Via San Biagio dei Librai incrociamo via Duomo e poi Piazzetta Forcella in uno dei più autentici quartieri napoletani dove si può ammirare il volto di San Gennaro del famoso street artist Jorit. Spaccanapoli termina qui, ma sono certo che le vostre avventure e i vostri racconti “spaccanapoletani” continueranno….

Il murale di San Gennaro di Jorit Agoch

La pizza più buona?
Ho provato a chiedere in giro quale fosse la migliore pizzeria rischiando di sollevare una guerra civile… Chi diceva un nome, chi controbatteva con un altro indirizzo, chi mi diceva da Gennaro, chi da Michele… Consigliatissime anche Vesi e La Figlia del Presidente, storiche pizzerie di Spaccanapoli


Insomma, dopo un buona mezzora di indagini, ho tirato le somme e mi sono infilato nella più ‘gettonata’: Lombardi a Santa Chiara, e non ho sbagliato!
Nata nel 1922, la pizza di Lombardi è stata servita a personaggi illustri come Gabriele D’Annunzio, Matilde Serao, Salvatore Di Giacomo e Benedetto Croce che abitava proprio di fronte alla pizzeria,
Lombardi continua a celebrare l’ illustre storia della pizza con farine attentamente selezionate e topping realizzati con  ricercate materie prime, dal San Marzano Dop alla mozzarella di bufala campana Dop, mentre ogni mese arriva “La pizza del mese” che segue il ritmo delle stagioni. Al timone I maestri Pizzaioli Michele Lungo e Carmine Prisco che ci sorprendono con le loro pizze “gourmet” come l’ultimissima “new entry” alla pancetta, fichi e gorgonzola.

Una pizza “gourmet” di Lombardi: crema di zucchine, chip di zucchine, prosciutto cotto croccante, basilico cristallizzato, fonduta di bufala

Il bello , il gusto e… la pizza! Weekend a SPACCANAPOLI, la strada verace che “spacca in due” la città.

Come si prepara una Vera Pizza Napoletana ?
Chi meglio della Associazione Piazza Verace Napoli poteva dirmelo?
Ecco la ricetta originale tramandata da generazioni di pizzaioli.
Il diametro non deve superare i 35cm
Il bordo rialzato (il famoso cornicione) deve essere di circa 1-2 cm, ben gonfio e privo di bruciature
La pizza napoletana deve essere morbida e fragrante.

Ingredienti
acqua
: 1 litro
sale: 40-60 gr
lievito:
di birra fresco 0.1-3 gr,
madre 5-20% della farina utilizzata
di birra secco rapporto 1 a 3 rispetto al fresco
farina: 1,6-1,8 kg (farina 00 o 0)

Preparazione
Si mescolano farina, acqua, sale e lievito, partendo dall’acqua assicurandosi che il contatto diretto tra sale e lievito non avvenga per un tempo superiore ai 5 minuti, altrimenti il sale andrebbe a danneggiare le cellule del lievito. Si versa un litro di acqua nell’impastatrice, si scioglie una quantità di sale marino compresa tra i 40 e i 60 g, si aggiunge il 10 % della farina rispetto alla quantità complessiva prevista, successivamente si stemperano il lievito, si avvia l’impastatrice e si aggiunge gradualmente il resto della farina fino al raggiungimento della consistenza desiderata, definita punto di pasta.


L’impasto deve essere lavorato nell’impastatrice a forcella, a spirale, a braccia tuffanti (tutte con cestello ad angoli smussati e rotante) fino a che non si ottiene un’unica massa compatta.
Per ottenere un’ottimale consistenza dell’impasto è molto importante la quantità d’acqua che una farina è in grado di assorbire (idratazione).
Lievitazione e maturazione
L’impasto, una volta estratto dall’impastatrice, si lascia riposare coperto da un panno umido in modo che la superficie non possa indurirsi formando una sorta di crosta causata dall’evaporazione dell’umidità rilasciata dall’impasto stesso.
Trascorso il tempo ritenuto necessario all’assestamento e al riposo dell’impasto, si passa alla formatura del panetto, tradizionalmente eseguita a mano.


Nella tecnica napoletana, nello staglio tradizionale a mano, l’impasto viene sagomato (staglio) sotto forma di palline con una tecnica che ricorda la preparazione delle mozzarelle (mozzatura).
Per la “verace pizza napoletana” i panetti devono avere un peso compreso tra i 200 ed i 280 g, per ottenere una pizza di diametro tra 22 – 35 cm.
Una volta formati i panetti (staglio), avviene una seconda lievitazione in cassette per alimenti di durata variabile, in funzione delle caratteristiche di temperatura e umidità dell’ambiente e dell’assorbimento della farina utilizzata.
La maturazione consiste in una serie di processi biochimici e enzimatici che scindono le strutture più complesse, proteine e amidi in elementi più semplici. I tempi complessivi di fermentazione: min 8 – max 24 ore (con eventuale aggiunta delle ore di lavorazione – max 4 ore).
Come stendere la pizza
Con un movimento dal centro verso l’esterno e con la pressione delle dita di entrambe le mani sul panetto, che viene rivoltato varie volte, il pizzaiolo forma un disco di pasta in modo che al centro lo spessore sia non superiore a 0.25 cm con una tolleranza consentita pari a ± 10 % .
I condimenti
I prodotti utilizzati devono essere preferibilmente di origine campana.
Il pomodoro pelato frantumato a mano deve risultare non denso e con pezzi ancora presenti.
Il pomodoro fresco va tagliato a spicchi.
La mozzarella di bufala ( tagliata a fette) o il fior di latte (tagliato a listelli) vanno distribuiti uniformemente.
Il formaggio grattugiato (se usato) va sparso sulla pizza con movimento rotatorio e uniforme.
Le foglie di basilico fresco sono poste sui condimenti.
L’olio extravergine di oliva viene aggiunto con movimento a spirale.

La cottura
La cottura deve avvenire all’interno del forno a legna che deve aver raggiunto la temperatura di circa 430-480 C° tra platea e volta. Con queste temperature è sufficiente inserire la pizza per 60-90 secondi, in cui la pizza si cuocerà in maniera uniforme su tutta la circonferenza.

Buona pizza!

Naples, Santa Chiara Boutique Hotel, a jewel into a jewel ! Un gioiello nel gioiello.

Mi trovo a Spaccanapoli, arteria pulsante della vita mondana nel pieno centro storico, al numero 23 di Via Benedetto Croce, mi aspetta Palazzo Tufarelli, dimora storica del XVII secolo che mi accoglie con un cortile magico e evocativo. Dalle arcate ritornano alle mente immagini, scene da film, rumori, vociare delle signore e bisbiglii di nobili. Mi infilo nell’ascensore con gettoniera vintage (si, per salire o scendere si metteva una monetiva!) oggi fuori uso, ma suggestivo. Benvenuti al Santa Chiara Boutique Hotel  un gioiello di ospitalità, arte e storia che nasce nel ventre di Napoli, da cui ne eredita accoglienza e passionalità.

Spaccanapoli,  arteria pulsante di vita mondana è la pittoresca strada che ‘spacca’ Napoli in due. Animata da bancarelle, negozi souvenir, ristoranti, taverne. Qui potrete trovare il calore, la passionalità e l’allegria di questa città nelle forme più disparate: dai locali più tradizionali al folklore locale, ai personaggi più stravaganti che animano il quartiere.

In questa strada ogni muro, ogni volto è pronto a raccontarvi millenni di storia e cultura. Lasciatevi guidare dall’euforia e fatevi inondare dallo spirito accogliente di Napoli. Giusto di  fianco all’hotel, si trova l’insurabile incanto del Monastero di Santa Chiara, il cui porticato è un’ oasi di pace e di bellezza.

Il Santa Chiara Boutique Hotel  è permeato da un’atmosfera di pace e relax, che sa coinvolgere l’ospite e chiunque voglia costruire la propria esperienza esclusiva che, grazie alla disponibilità e ai suggeriementi del gentilissimo staff, lo porterà alla scoperta delle magnificenze, dei luoghi magici e dei segreti di Napoli.

Nelle 7 suites, il classico degli affreschi restaurati incontra un design moderno e confortevole, le finestre si affacciano sulla città,  un attento restauro ha conservato molte delle caratteristiche di questo magnifico edificio (soffitti con travi originali, splendide porte dipinte, finestre alte, pavimenti in cotto antico); mentre un mix di mobili antichi e contemporanei uniti ai comfort di oggi , lo rendono aggiornato e accogliente.

Il Santa Chiara Boutique Hotel, inoltre, è situato a pochi passi dalle principali attrazioni napoletane come: il Chiostro di Santa Chiara, San Gregorio Armeno, Piazza del Gesù, Piazza San Domenico Maggiore e Cappella San Severo con il suo Cristo Velato.

Questo piccolo ed elegante hotel è un tranquillo rifugio dal caos del centro storico e offre camere belle e spaziose e un servizio personalizzato nel contesto di uno storico palazzo napoletano.
Anche i prezzi sono ragionevoli.

Il breakfast è, per dirlo alla napoletana, “nu babà”! Ho trovato tutte le prelibatezze della pasticceria napoletana, accompagnate da altre squisitezze dolci e salate, ll buffet comprende torte e le sfogliatelle del famoso negozio Scaturchio oltre a frutta freschissima, uova e omelettes a richiesta.

Una dritta: chiedete al gentilissimo Direttore Giuseppe Autorino di farvi vedere la terrazza sul tetto, da dove si gode una vista a 360 gradi della città e da cui potrete godere di uno spettacolare tramonto magari con un buon bicchiere di  vino.

INFO
Santa Chiara Boutique Hotel  

NAPLES: ATELIER INES, HIDDEN JEWEL. ATELIER INES, GEMMA NASCOSTA

Nel cuore della Sanità, ho scoperto un piccolo gioiello . Atelier Ines, un B&B con sole tre camere tutte dotate di bagno privato, una diversa dall’altra, arredate con i pezzi design creati da Vincenzo Oste. Tranquille, luminose e curatissime nei dettagli e nei comfort,

Un indirizzo nascosto dietro a un bellissimo giardino arricchito da sculture contemporanee create da Oste, che qui ha il suo magico laboratorio artigianale, dove tutto è rigorosamente fatto a mano, schizzi dei disegni appesi alle pareti, opera incompiute, pennelli , scalpelli. Un luogo poetico come poetiche e visionarie sono le opera che lo decorano.


Da una parte ci si sente a casa e a nostro agio e dall’altra si è affascinati dal decoro, dall’arredamento e dal grande talento presente in ogni singola creazione.  Oltre a elementi di arredamento e oggetti per la casa , l’Atelier produce meravigliosa gioielleria, bracciali, anelli, collane.

Ines, la padrona di casa è appassionata della sua città. “Guarda verso l’alto, mi suggerisce, scoprirari pareti, palazzi e una luce speciale che filtra prepotente dallì’alto dei vicoli. Fermati a chiaccherare con gli abitanti del luogo”Oasi elegante ed eclettica nel quartiere Sanità, questo B&B  è un omaggio all’arte e alla sua bellezza.Tutto, dalle lampade ai portasciugamani a spirale, alle testate scultoree uniche nel loro genere, , integrati da materassi paradisiaci, una scelta di cuscini e bagni in ceramica Vietri.
Gli ospiti sono invitati a esplorare il laboratorio e l’archivio Oste.. Situato nel quartiere del centro storico di Napoli, a 600 metri dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte, l’Atelier Inès offre camere climatizzate con WiFi gratuit, mentre alcune unità dispongono di un’area salotto dove è possibile rilassarsi La colazione offre marmellate fatte in casa, yogurt e torte (meravigliose) nonché uova strapazzate fresche di fattoria e frutta biologica.

 

Naples. Di Martino Pasta Heaven

Naples:
I discovered a real gem!

 

Two floors of pasta Heaven, right in the middle of the Piazza Municipio, destined to become one of the most beautiful square in Europe, right in the center of enchanting Naples, facing the spectacular Castello dell’Ovo,  overlooking the blue Mediterranean sea and boasting 120 different kind of famous pasta di Gragnano, to buy, to taste, either on-site or to go, while cruising the streets of one of the most magical city in the world…

What else you looking for?

Welcome to Sea Front Di Martino Pasta Bar. Since 1912, three generations of the Di Martino family have owned and run the company in Gragnano, an ancient town that over five hundred years is producing the highest quality of pasta using the best durum wheat semolina pasta mixed to the local spring water, while the slow extrusion of the dough through broze die, gives to pasta a very rough surface able to hold the sauces and keep the tasty flavors.


Di Martino launched a revolutionary style to fully appreciate the food that truly represents the traditional Neapolitan cuisine: the one and only spaghetti.
Let ‘s start from the beginning. A street level super furnished pasta store and lovely hostesses, welcome Neapolitans and tourists.

 

 

 

Here you can buy the all formats of pasta (over one hundred) among cute gadgets like magnets, aprons and exclusive boxes designed by Naples lovers designers Dolce & Gabbana.

 

 

On the corner, you will find a takeaway window that sales (for only 5 Euros!) a box generously filled of perfectly cooked spaghetti with the richest tomato sauce that literally floods on a slice of bread on the bottom, renewing the traditional way to do the scarpetta.

 

It’s called La Devozione (The Devotion), a tribute of sacred and profane to give solemnity to His Majesty Spaghetti, insanely loved by the Neapolitans and foodies all over the world. Caged in an original and eco-friendly box, either traditionally back and yellow version or the newest designers patterns, there are 130 grams of Gragnano PGI spaghetti Di Martino, stirred in a generous tomato sauce, extra virgin olive oil, basil, a clove of garlic (rigorously toasted with its peel, as the Chef Gianluca Pisacane told me…)

then sprinkled with fresh basil ripped by hands. Do not use a knife, that could oxidize the basil and finalized with a slice of bread placed on the bottom of the container. All prepared espresso under your eyes, in just 8 minutes, 4 in the boiling water and 4 in the sauce, giving everyone the opportunity to spy the tricks that will make a great pasta dish.Let’s go upstairs. On the first floor you will find the open kitchen restaurant furnished with seats at the desk where you can appreciate a menu based entirely on Gragnano’s IGP Di Martino pasta, from antipasto to dessert, Under your eyes, Chef Pierpaolo Giorgio, starred Peppe Guida’s disciple and its team will prepare an amazing variety of pasta dishes.

 

 

 

 

 

 

I started with is the true protagonist in its more than 120 formats. Ideal place for a sophisticated dinner, but also for a quick-lunch, alone or with friends
The direction of the kitchen, the consultancy, the authoritative and wise as skilled longa manus is Peppe Guida. At the stove, in a pleasant way interacting with the gourmets who sit around him and who observe everything with gluttonous curiosity, the good chef, of and pampering to the customer begin with a welcome from the kitchen, which is revealed in a triple taste of delights whose pivot consists of creatively interpreted pasta.
To the gallant Pierpaolo entrusting us, impeccable service with specific cutlery for each dish, and equally impeccable suggestions of combinations, starting from Mista Corta with crustaceans and their bisque to the traditional Devozione

 

Sea Front Di Martino Pasta Bar is located in Piazza Municipio, 1, 80133 Naples
Ph +39 081 1849 6287
For more info click here

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACUNZO, where the Queen reigns…

T he first real “tomato and mozzarella” pizza dates back to the mid-1800s, but the official recognition and approval as a specific product of deserved value dates back to 1889, on the occasion of the visit to Naples of the sovereigns of Italy King Umberto I and the Queen Daisy. The story tells us that Raffaele Esposito, the best chef of the time, created for the occasion an extraordinary pizza “tomato, mozzarella and basil” whose colors deliberately recalled the colors of the Italian flag. The pizza was called Margherita. and dedicated to the Queen.Today pizza is pure science, where the research and the mixing of the different flours gives life to a light, tasty and fragrant dough.Today the art of the Neapolitan ‘pizzaiuolo’ (pizza master chef) is a World Heritage!

Unesco‘s 12th Intergovernmental Committee for the Safeguarding of Intangible Cultural Heritage responded positively to Italy’s submission, since flipping the dough, topping it and baking it in a wood-fired oven is part of the country’s cultural and gastronomic tradition. The master pizza chef takes care of his preparation with a maniacal attention, conditioning his life to the rhythms that the processing, leavening and handling required by the dough.
                                 

Acunzo is a historical pizzeria since 1964, located in the posh area of Vomero, in Naples.
The menu is divided in 3 sections: Classic, Special, Gourmet.
A celebration that spans from the classic pizzas made with the original ingredients to the newest innovative and elaborated versions.The slow leavening of the dough for over 12 hours, is one of the strengths of this place that was among the first to join the traditional pizzas some more innovative creations, the result of hybridization of the pizza with the vegetable side dishes of the kitchen Neapolitan house such as friarielli, peperoni, and that has been able to gain for this reason the appreciation of the Vomero people.

Acunzo is part of Naples history, simply mentioning its iconic Pulcinella 1969 (the traditional Neapolitan puppet) boasting mezzanelli pasta with meat sauce ,bufala mozzarella, ricotta cream, mushrooms, eggs, ham, 24 months old parmesan cheese and creole pepper.
II was curious about the attuali ( contemporary) pizzas, so I tasted (and loved) the SVB  with local salsiccia,  seasonable greens, burrata cheese from Andria in a soft cornice , compact and crispy.FinallyI had to try the Acunzo hit: their pizza e pasta, stuffed with a succulent mix of pasta, cheese, tomato sauce.eggs and basil.
A great full meaI, I must say !

The list is enormous and tempting… a good reason to go back!
Pizzeria Acunzo

 

 

 

Caserta Region, Italy: a beautiful journey to the Villa

 

 

 

To celebrate their wines, Villa Matilde owners Maria Ida and Salvatore Avallone, invited distributors, buyers, bloggers to spend a wonderful time in Cellole, in the Caserta Region,

 

 

The location boasts a wonderful vineyard, a restaurant, a swimming pool, several bedrooms and, of course, good wines and delicious specialties from a traditional or revisited cucina napoletana.

 

We were all invited and the Villa looked really festive.

 

 

 

 

 

Actually the celebrations started the night before, indulging in a luscious dinner in the terrace of the five-star, overlooking the beautiful bay, unexpectedly lighten up by fireworks.

 

 

 


There I met Mr. Avallone. and his team among other journalists and several wine distributors from all over Europe. During the all event, guests were invited to try the wines.
I loved the golden and soft Falanghina Roccamonfina 

a  sophisticated fruity white that brings hints of pineapple, banana, yellow peach to rose and sage a great glass to star you meal , served with appetizer , light dishes, fish and white meat.

Then the Mata Rosé, elegant sparkling wine obtained from one of the oldest and noble native Carnation vines, the Alleanic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


My
special applause goes to Terre Cerase Rosè, (I have to confess:I had 4 glasses) with a floral the bouquet of morello cherries, black and red wild berries, plus delicate hints of spices, ideal with fish, poultry, veal and making an outstanding paired with bufala mozzarella.

 

 

 

 

Last but not the list the reason why we all were there. We were graciously invited to Celebrate the king of the Villa, His Magesty Falerno del Massico, a red wine famous in literature and history is a blend of aglianico and piedirosso; the clusters are carefully quality-selected from the hillside vineyards on the San Castrese estate growing on the slopes of the extinct Roccamonfina volcano, in the province of Caserta. Showing a deep red, its intense, rich bouquet is brimming with fragrant sweet violets, cherries, blackberries, and raspberries, finely balanced in all teir components. The “Falerno Party” started with the Exclusive Ceremony of opening and tasting Falerno del Massico aging in Amphora:
What an entertaining show! Fabio Gennarelli (Wine Making Director) opened one of the “Phitos” the traditional clay Amphora used exclusively by Villa Matilde, followed by an a unique sensing experience: the Vertical tasting of Falerno del Massico Vigna Camarato spanning from 1995 to 2010.  A parade of eight glasses where every “millesime” was telling his own story.

 

 

 

 

The outdoor lunch featured delicious seafood bites(I had to video some) and the one and only pizza fritta, freshly fried and stuffed by the expert hands of the Chef from “La Masardona”.

 

 

 

 

Not to mention the final dinner stuck between tradition and  innovation, created by the chefs of
Taverna del Falerno
and the “Grand Hotel Parker’s 5 Stars Restaurant”  pairing their dishes with the new Villa Matilde baby born:

sparkling Spumante Mata Falanghina, with its warm golden reflections and a fine and elegant perlage, thanks to the long stay on yeasts. Just put your nose to the glass to feel delicate scents of ripe fruit mixed with hints of yeast and crust of bread. The taste is fresh, elegant and harmonious, with acidic and intense fruity notes typical of the Falanghina, which are accompanied by pleasing sensations.
A dinner that brought
the culture of food of Napoli and Campania.ending with a nice souvenir that anyone who is a little superstitious would have love it . A little red corn, mounted on a Villa Matilde cork, a traditional “Good Luck”
for the Neapolitan people.