MEET ALESSANDRO… AND THE REST IS HISTORY

I piaceri della cucina. Borghese al Constance Moofushi nelle Maldive

di Cesare Zucca –

(Italian and English version)

ALESSANDRO BORGHESE, il popolarissimo conduttore televisivo di ‘Alessandro Borghese 4 ristoranti’ nonchè chef del suo ristorante ‘Il Lusso della Semplicità’ a Milano, ha portato tutto il suo estro creativo e la sua passione per le materie prime italiane di qualità nei due super resort maldiviani Constance Halaveli e Constance Moofushi del gruppo Constance Hotels & Resorts.

Constance Halaveli

Per le esperienze gourmet pied dans l’eau lo chef più amato della tv italiana, insieme ai resident chef Siddiq Hameed e Daniel Agathine, ha orchestrato cene di gala e coinvolgenti live cooking che hanno avvicinato idealmente l’Italia e le Maldive, con performance di prima classe in due templi del gusto. Location da sogno: il pluripremiato ristorante Jing sul jetty più lungo delle Maldive e l’Alizee, in riva all’oceano e illuminato da scenografiche fiaccole.

Ristorante Jing .

Per il menu del Jing chef Borghese ha proposto alcuni piatti iconici delle tradizioni regionali italiane e proposte creative con tocchi esotici: dal vitello tonnato alla fregula sarda, dalle seppie ripiene di pane e mortadella, fondente di piselli e menta, yogurt acido e sfoglia al nero all’anatra alla torba per concludere con il riso latte wasabi con cremoso al cioccolato bianco e streusel alla liquirizia.

Il suggestivo Alizee in riva al mare

Per la cena all’ Alizee, i piatti erano all’insegna del lusso della semplicità, slogan e menu orchestratI insieme al team di cucina del Constance Moofushi guidato da chef Daniel Agathine. Giardiniera di verdure, culurgiones patate e menta con brodo umami di pesce, sorbetto pomodoro e basilico, guancia di vitello e una dolce meringata spaziale.

Il suo ristorante AB – Il lusso della semplicità di viale Belisario 3 a Milano, in zona CityLife è un luogo nel quale studio, passione, talento, E qualità si uniscono dando vita a esperienze gourmet indimenticabili.

Alessandro, bentornato dalle Maldive!

Hai portato là l’Italia, porterai qualcosa di maldiviano nel tuo prossimo menu?
Ho voluto eseguire un blend di ricette sia di taglio italiano che maldiviano, anche perché ogni volta che vado lì, mi diverto a giocare con gli chef del luogo e con i loro prodotti. Per uno chef è un classico andare all’estero e portare qualcosa indietro, consuetudine che rientra nel proprio bagaglio gastronomico.

Chef Borghses all’opera

Stavolta cos’è entrato nella tua valigia?
Del buon tamarindo e ottime spezie. Spero di utilizzarli al più presto, non appena i ristoranti potranno riaprire e sono certo che salterà fuori qualche piatto interessante, rivisto in chiave italiana.

Il mare cristallino delle Maldive

Sarai nuovamente on the road con il tuo show ‘Alessandro Borghese 4 Ristoranti’ in onda su Sky?
Sto preparando la nuova stagione. Sarò in alcune delle più belle località italiane e non mancheranni i tradizionali quattro ristoratori che si sfideranno per decretare il migliore rappresentante della cucina locale.

Il popolarissimo TV show di Borghese

Last but not least… la tua passione per le auto!

Si, una passione ereditata: nonno gestiva l’autofficina, “Autoricambi Borghese” proprio nel cuore di Napoli. Papà è stato un pilota di motociclette, ha corso in tutte le categorie. Anche lui aveva la sua scuderia. Sono cresciuto lì, tra gare, piloti e racconti di velocità.

Dall’album di famiglia

Che auto guidi ?

Quotidianamente una Mercedes, mentre quando corro in pista, sono al volante di una Porsche GT3. La passione per i motori la sento nel sangue, nella testa e nel cuore.

Fin da ragazzo, le mie muse erano moto e macchine dalle forme così sinuose che parevano fendere l’aria anche da ferme. Sognavo di guidarle in pista per portarle al limite e godere del fischio dei pneumatici, lasciando dietro di me una nuvola bianca di fumo.  È stato amore a prima vista.

In pista Borghese sceglie la Porche

Un aneddoto legato alle auto?

Ero a Monza e stavo chiacchierando con Guido Meda, che mi raccontava di una competizione con moto storiche, al Mugello, a cui avrebbe partecipato. A un certo punto mi fa: “ancora mi prendo a sportellate con i ventenni sulla motocicletta”. al che ho fatto la battuta: “Io invece mi prendo a sportellate con i ventenni con le macchine, e… mi faccio meno male”,

Torniamo in cucina. Un nuovo piatto che hai in mente?

In questo periodo di lockdown ho avuto tempo per ricerche di esperimentazione e di fermentazione, quindi, sì, ci saranno quindi dei piatti nuovi che metteremo in carta. Un piatto che ho in mente? E’ ispirato alla vignarola alla romana, un cibo antico della cucina laziale che si narra venisse preparato dai vignaioli a fine maggio. E’ a base di verdure dell’orto, lattuga romana, legumi, carciofi, menta e guanciale.

Li hai proposti nelle tue cene alle Maldive, sono un tuo piatto forte… ci regali la ricetta dei tuoi culurgiones?

Certo! Eccola.

CULURGIONES PATATE E MENTA CON BRODO UMAMI DI PESCE

i tradizionali culurgiones sardi nell’interpretazione di Alessandro Borghese.

Ingredienti per 4 pax:

Brodo umami di pesce
1 Kg Ghiaccio
1 L Acqua
Arancia qb
Lemongrass qb
1 spicchio d’Aglio
60 g Carote
60 g Finocchio
20 g Scalogno
20 g Cipolla bionda
30 g Sedano
Lime qb
100 g Ramato
40 g Zenzero
Peperoncino qb
200 g Lische di pesce
30 g Teste di gambero
130 g Cozze
130 g Vongole
7 g Katsuobushi Sale, Olio evo q.b.
Procedimento:
Spurga i frutti di mare in 1 L di acqua e 30/32g sale fino marino a 12/13°C per circa un’ora al buio. Dissangua sotto acqua corrente le lische. Monda le verdure e taglia a pezzi regolari e fai appassire in una casseruola alta con il pesce, i crostacei e i molluschi. Aggiungi tutti i liquidi (acqua, ghiaccio, succhi di cottura) porta ad ebollizione e abbassa la fiamma. Fai sobbollire per un’ora e mezza. Schiuma quando necessario. Lascia riposare il brodo per 40 minuti aggiungendo il katsuobushi. Filtra prima allo chinoix poi con un panno. Aggiungi i due aceti, aggiusta di sale e metti in abbattitore
Per ogni lt di brodo ricavato
4 g Aceto di riso
7 g shampotzu
Ripieno Culurgiones
200 g patate
70 g pecorino romano crosta nera
Menta qb
Procedimento:
Lessa le patate in acqua bollente con la loro buccia, pelale e passale allo schiacciapatate. Aggiungi il pecorino grattugiato e la menta tagliata finemente. Per ogni culurgiones 12 g di pasta e 18 g di ripieno.
Impasto culurgiones
100 g Farina 00
44 g Acqua
Procedimento:
Chiudi i culurgiones con il ripieno e congelali. Cuoci prima a vapore 86°C 100% per 3-4 minuti, raffredda in frigo e friggi in olio di girasole fino a farli dorare. Servi bollente con una foglia di erba limoncina e brodo caldo in bricco.

INFO
Il Lusso della Semplicità
Viale Belisario, 3 Milano
www.constancehotels.com

Foto Maldive Courtesy Constance Hotels & Resorts
CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.  Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘Turista non Turista’

english version

Alessandro Borghese talks about Maldives, his passion for cars and his summer recipe.

I piaceri della cucina. Borghese al Constance Moofushi nelle Maldive

by Cesare Zucca –

ALESSANDRO BORGHESE, host of the very popular TV show ‘Alessandro Borghese 4 restaurants’ and chef of restaurant ‘Il Lusso della Semplicità’ in Milan, has brought all his creative flair and his passion for quality Italian raw materials to the two beautiful Maldivian resorts Constance Halaveli and Constance Moofushi managed by Constance Hotels & Resorts Group.

Constance Halaveli

For the pied dans l’eau gourmet experiences, the most beloved italian TV chef, together with resident chefs Siddiq Hameed and Daniel Agathine, orchestrated gala dinners and live cookings that ideally brought together two temples of taste: Italy and the Maldives. All happened in a dream location: the award-winning restaurant Jing on the longest jetty in the Maldives and the enchanted restaurant Alizee by the ocean.

Ristorante Jing .

For the Jing menu, chef Borghese created some regional dishes along with some creative proposals with exotic touches: from veal with tuna sauce to Sardinian fregula, from cuttlefish stuffed with bread and mortadella, pea and mint fondant, sour yogurt and black puff pastry with peat duck to finish with wasabi milk rice with white chocolate cream and licorice streusel.

Il suggestivo Alizee in riva al mare

For the Alizee dinner, the dishes were characterized by the “luxury of simplicity”, slogan and the menus were orchestrated with chef Daniel Agathine. Vegetable pickle, potato and mint culurgiones with umami fish broth, tomato and basil sorbet, veal cheek and a sweet space meringue.

Borghese’s restaurant “AB – Il lusso della Semplicità” is located in Viale Belisario 3, Milan

Alessandro, welcome back from the Maldives! You brought Italy there, will you bring something Maldivian to your new menu?
While there, i wanted to create a blend of both Italian and Maldivian recipes.  Every time I go there, I enjoy playing with the local chefs and their products. For a chef it is a classic thing to go abroad and bring something back,  it’s a part our gastronomic background.

Il mare cristallino delle Maldive

Will you be on the road again with your ‘Alessandro Borghese 4 Restaurants’ TV show?
Yes, I will be in many Italian locations where four restaurateurs will compete to decide the best representative of their local cuisine.

Il popolarissimo TV show di Borghese

Last but not least … your passion for cars!
Yes, I inherited that passion from my grandfather. He used to run a car repair shop, called “Autoricambi Borghese” right in the heart of Naples. Dad was a motorcycle fan, he raced in all categories. I grew up between drivers…
Bikes and cars sinuous shapes… were my muses!

Dall’album di famiglia

What car do you drive?
Daily a Mercedes, while when I run on the track, I’m behind the wheel of a Porsche GT3. I feel the passion for engines in my blood, in my head and in my heart.

In pista Borghese sceglie la Porche

Let’s talk about a dish that was a hit on your Maldive menu., the culurgiones.
Would you give us the recipe?

 Sure! Here you go.

CULURGIONES POTATOES AND MINT WITH UMAMI FISH STOCK

culurgiones sardi nell’interpretazione di Alessandro Borghese. Sardinian culurgiones revisited by Alessandro Borghese.

Ingredients for 4

Umami fish broth
1 Kg Ice
1 L Water Orange,
Lemongrass ,
1 clove of garlic
60 g Carrots
60 g Fennel
20 g Shallot
20 g blonde onion
30 g Celery
Lime to taste
100 g Copper
40 g Ginger Chilli pepper to taste
200 g Fish bones
30 g Shrimp heads
130 g Mussels
130 g Clams
7 g Katsuobushi
Salt, extra virgin olive oil to taste
Method
Drain the seafood in 1 L of water and 30 / 32g fine sea salt at 12/13 ° C for about an hour in the dark. Bleed the bones under running water. Clean the vegetables and cut into regular pieces and sauté in a high saucepan with the fish, crustaceans and molluscs. Add all the liquids (water, ice, cooking juices), bring to a boil and lower the heat. Simmer for an hour and a half. Foam when needed. Let the broth rest for 40 minutes, adding the katsuobushi. Filter first with the chinoix then with a cloth. Add the two vinegars, season with salt and put in a blast chiller
For each liter of broth obtained
4 g Rice vinegar
7 g shampotzu
Stuffed Culurgiones
200 g potatoes
70 g black rind pecorino romano
Mint to taste
Method:
Boil the potatoes in boiling water with their peel, peel them and pass them through a potato masher. Add the grated pecorino and the finely chopped mint.
For each culurgiones
12 g of pasta and 18 g of filling.
Culurgiones dough
100 g flour 00
44 g Water
Method
Close the culurgiones with the filling and freeze them. First steam 86 ° C 100% for 3-4 minutes, chill in the fridge and fry in sunflower oil until golden brown.
Serve piping hot with a lemon grass leaf and hot broth in a jug.

INFO
Il Lusso della Semplicità
Viale Belisario, 3 Milano
www.constancehotels.com

Foto Maldive Courtesy Constance Hotels & Resorts

WHEN THE CHEF IS A CELEBRITY… QUANDO LO CHEF E’ UNA CELEBRITA’

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Le Louise Hotel Brussels – MGallery

Do not be intimidated by the sulky air of that gigantic ‘smurf’ ….
It’s just a cool way to tell you ‘Welcome to Le Louise Hotel Brussels – MGallery !
Actually  you will immediately realize that the welcome is not at all gruff, quite the contrary. The staff is very polite, present, professional and friendly.

Le Louise is located in the center of Brussels, at 10 minutes walk from the historic Centre of Brussels, the unmissable Magritte Museum and the Royal Museums of Fine Arts and it is only 15 minutes walk from the European District. Enjoy visiting famous sites such as the Royal Square and the Notre Dame du Sablon

The hotel is easily reachable by public transport, (the metro station Luoiza is 3 minutes away) in addition to that ,  the concierge makes it super easy to get a cab every time I needed one.
In one word, everything is as you’d expect from a 5 stars hotel.

Once through the entrance, you will go up an escalator that will takes you to the reception, not after admiring the city’s 30 wonderful max post cards, a great tribute to Brussels, its people, architecture and gardens and all that gives this city so much charm.

The rooms are new and spacious, boasting direct USB charging ports (incl. UCB C’s)!Wifi connection it is perfectly working,
The bed gets yousleeping in a cloud.

Complimentary set to make tea or coffee.
Breakfast is generous and definitely gourmet.
The Maison Louise Restaurant & Wine Bar boasts a menu made by starred chef Isabelle Arpin!

You can seat at the cozy Mister Blue Bar and order from a menu that includes salads, club sandwiches, cold cuts either italian or french.
I sampled some italian cheeses and tasted a gorgeous burger with brie cheese served, of course, with  the traditional ‘frites’ and mayonnaise,  a national treasure!

INFO
Le Louise Hotel Brussels-Mgallery
Av. de la Toison d’Or 40,
Bruxelles, Belgium,
phone number : +3225142200

ITALIAN VERSION

DOVE DORMIRE QUANDO SIETE A BRUXELLES

Le Louise si trova nel centro di Bruxelles, a 10 minuti a piedi dal centro storico di Bruxelles, dall’imperdibile Museo Magritte e dai Musei Reali delle Belle Arti ed è a soli 15 minuti a piedi dal Distretto Europeo. Divertiti a visitare siti famosi come la Piazza Reale e Notre Dame du Sablon

L’hotel è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (la stazione della metropolitana Luoiza è a 3 minuti di distanza), inoltre il concierge rende super facile prendere un taxi ogni volta che ne ho bisogno.
In una parola, tutto è come ti aspetteresti da un hotel a 5 stelle.

Una volta varcato l’ingresso, salirai una scala mobile che ti porterà alla reception, non dopo aver ammirato le 30 meravigliose cartoline max della città, un grande omaggio a Bruxelles, alla sua gente, all’architettura e ai giardini e tutto ciò che dà così tanto a questa città fascino.

Le camere sono nuove e spaziose, dotate di porte di ricarica USB dirette (incl. UCB C’s)! Connessione Wi-Fi perfettamente funzionante,
Il letto ti fa dormire in una nuvola.

Set gratuito per preparare tè o caffè.
La colazione è abbondante e decisamente gourmet.
Il Maison Louise Restaurant & Wine Bar vanta un menù realizzato dalla chef stellata Isabelle Arpin!

Puoi sederti nell’accogliente Mister Blue Bar e ordinare da un menu che include insalate, club sandwich, affettati italiani o francesi.
Ho assaggiato alcuni formaggi italiani e ho assaggiato uno splendido hamburger con formaggio brie servito, ovviamente, con le tradizionali “frites” e maionese, un tesoro nazionale!

INFORMAZIONI

INFO
Le Louise Hotel Brussels-Mgallery
Av. de la Toison d’Or 40,
Bruxelles, Belgium,
phone number : +3225142200

Garda Lake, Italy . WELCOME ‘TO PRATELLO WORLD’

( talian and english version)

I produttori di vini Garda DOC, sono paladini della storia, della sua bellezza e della biodiversità. Lo testimoniamo la cura e la preservazione delle ‘pievi’, degli antichi sentieri, delle architetture passate dei borghi e delle mura ‘marogne’ testimoni di ere geologiche.

E’ un atto d’amore verso il ‘loro’ lago.
Un amore che trasuda nelle parole, negli sguardi e nell’irresistible simpatia di Naikè Bertola , al timone della cantina Pratello a Padenghe sul Garda, nel cuore della Valtènesi, zona ricca di vigneti, borghi suggestivi, santuari di antica devozione e castelli risalenti al X secolo, famosa per la bellezza del paesaggio e per la produzione di vini.

Naikè Bertola

Pratello è un vero ‘universo’: vigneto, cantina, olio, olive, ospitalità, ristorante con piatti tipici della zona, frutteto, orto, frutta antica, allevamenti allo stato brado di razze autoctone e una spettacolare “bottega contadina” che propone prodotti unici e autentici, come confetture, confit, ragù, sottaceti, agrodolci …

Non mancano degli insoliti ospiti: due alpaca, animali estremamente docili e rispettosi, vivono nei prati. tra gli uliveti e si nutrono d’erba. Gli alpaca sono conosciuti soprattutto per la loro morbida lana che Pratello tratta ed utilizzata per la creazione di capi caldi e soffici, rigorosamente realizzati a mano.

Un alpaca di Pratello

I vini Pratello abbracciano sia i territori della Valtenesi che della Lugana, nel rispetto della natura, della biodiversità degli ecosistemi dei loro vigneti  in una passione di famiglia che da cinque generazioni cura la terra e i suoi frutti.

Dalle Cantine Pratello

Tra le etichette di spicco vorrei citare Opera un raffinatissimo rosè che ho amato molto e… una novità: un vermouth base di vino, alcohol, assenzio romano, arancia, fogli di angelica, zenzero, cannella, ribes, basilico, rosa , acqua e zucchero… un blend sofisticato ma tanto vibrante… “da farvi fare le capriole” come assicura il boss Vincenzo Bertola oppure, come aggiungo io ,,, “ da farvi ballare sulle punte…”.
Non a caso si chiama Ballerina!

English Version

The producers of Garda DOC wines are champions of history, its beauty and biodiversity. Witness the care and preservation of the ‘pievi’, the ancient paths, the past architecture of the villages and the ‘marogne’ walls, witnesses of geological eras. It is an act of love towards ‘their’ lake. A love that exudes in Naikè Bertola, at the helm of the cellar Pratello in Padenghe sul Garda, in the heart of Valtènesi, an area rich in vineyards, suggestive villages, sanctuaries of ancient devotion and castles dating back to the 10th century, famous for the beauty of the landscape and for the production of wines.

Naikè Bertola

Pratello is a real ‘universe’: vineyard, cellar, oil, olives, hospitality, restaurant with typical dishes of the area, orchard, vegetable garden, ancient fruit, native breeding farms in the wild and a spectacular “peasant shop” offering unique products and authentic, such as jams, confit, meat sauce, pickles, sweet and sour …

There is no shortage of unusual guests: two alpacas, extremely docile and respectful animals, live in the meadows. among the olive groves and feed on grass. Alpacas are known above all for their soft wool which Pratello processes and used to create warm and soft garments, rigorously handmade.

Un alpaca di Pratello

Pratello wines embrace both the territories of Valtenesi and Lugana, respecting nature, the biodiversity of the ecosystems of their vineyards in a family passion that has taken care of the land and its fruits for five generations.

Dalle Cantine Pratello

Among the prominent labels I would like to mention Opera a very refined rosé that I loved a lot and … a novelty: a vermouth based on wine, alcohol, absinthe, orange, angelica leaves, ginger, cinnamon, currant, basil, rose, water and sugar … a sophisticated blend but so vibrant … “to make you do somersaults” as assured by the boss Vincenzo Bertola or, as I add ,,, “to make you dance on your toes …”
It is not by accident that it is called ‘Ballerina‘!

do you fancy a rich wine? RICCHI WINERY

In Italian and English version

Do you fancy a good glass of wine ?
Nothing better than a tasting in an authentic and historic cellar.
Here we are in Monzambano, in the province of Mantua, where we meet Luca Stefanoni who, with his family, is at the helm of the Cantina Ricchi 
Here wine has been a family passion since 1930 when Enrico Stefanoni’s foresight invested in an unexplored territory and managed to bring it to an enological paradise, now famous all over the world.
Tastes and aromas of that ancient passion still relive today thanks to the Ricchi Winery, where production ethics, respect for traditions and protection of sustainability coexist in the mission of producing impeccable wines.Meridiano indicate vintage stands out, an elegant white with golden reflections and an intense bouquet of ripe exotic fruit, pineapple, banana and honey. Perfect for white meats, fish, risotto with vegetables and the classic pumpkin ravioli, (it is no coincidence that we are in the province of Mantua …)

Nelle Cantine Ricchi

iTALIAN VERSION

Vi è venuta voglia di un buon calice ?
Niente di meglio che assaporarlo in un’autentica e storica cantina.
Eccoci arrivati a  Monzambano, in provincia di Mantova, dove incontriamo Luca Stefanoni che, con la famiglia, è al timone della Cantina Ricchi

 
Qui il vino è una passione di famiglia fin dal 1930 quando la lungimiranza di Enrico Stefanoni investì in un territorio inesplorato riuscendo a portarlo a un paradiso enologico, oggi celebre in tutto il mondo.


Gusti e aromi di quella antica passione rivivono ancora oggi grazie alla Cantina Ricchi, dove etica produttiva, rispetto per le tradizioni e tutela della sostenibilità convivono nella missione di produrre vini impeccabili.

Spicca Meridiano, un elegante bianco dai riflessi dorati e dall’ intenso bouquet di frutta esotica matura, ananas, banana e miele. Perfetto per carni bianche, pesce, risotti con verdure e i classici tortelli di zucca, (non a caso siamo in provincia di Mantova…)

Foto ricchi meridiano

Nelle Cantine Ricchi

LAKE GARDA SHORES: WINES FOOD AND MORE

(italian and English versions)
Benvenuti sulle sponde del Lago di Garda, il più grande lago italiano.
Partiamo per un weekend dove il bello e il gusto strizzano l’occhio a un seducente calice di vino, ovviamente Garda DOC!

Il Lago di Garda si trova a sud circondato dalle colline moreniche che, appaiono oggi disposte in ampi semicerchi concentrici dischiusi verso la pianura. Risalgono all’epoca delle due ultime glaciazioni, quando ancora il Lago di Garda era un enorme ghiacciai. Con il passare dei millenni, questi depositi divennero vere e proprie colline che il tempo e le acque cristalline del fiume Mincio modellarono e si rivestirono di una rigogliosa vegetazione.


Le colline, lasciate dal ritiro dei ghiacci e, nella parte a nord più alta e stretta, avvolto dalle alte catene montuose che gli conferiscono la forma e l’andamento di un fiordo e lo proteggono favorendo un clima di tipo mediterraneo, per la precisione, il clima più mediterraneo al Nord Italia.

E’ un clima mite e temperato, che favorisce la crescita di un’armoniosa vegetazione mediterranea: palme, cipressi, limoni, oleandri e aranci. Agavi e ginestre ne colorano le rive, mentre le piante offrono frutta e inconfondibili agrumi.


Splendidi oliveti producono il rinomato olio del Garda apprezzato per la delicatezza del suo sapore, il fresco retrogusto di mandorla dolce, alta digeribilità e, come se non bastasse presentato e servito con una squisita accoglienza da parte dei produttori…che vi invitano a degustazioni in loco.

Pronti? Infiliamoci in auto e partiamo!
Siamo sulla Costa Orientale, caratterizata dalla presenza di strade a più livelli. Dalla Gardesana Orientale a una serie di medie e grandi “corniche” tutte da scoprire, talvolta così strette da consentire il passaggio a una sola auto, alternandosi a comode strade pianeggianti che permettono di andare dall’entroterra alla litoranea.

La Sponda Veneta, detta anche Veronese, abbraccia il profilo orientale del grande specchio lacustre, disseminandolo di bellezze paesaggistiche, beni culturali e eccellenze enologiche. Da Peschiera fin verso il confine con il Trentino, ha un paesaggio che cambia in continuazione. Dal passaggio all’interno della fortezza della città risorgimentale, alla morbida morfologia tra vigneti e località termali.

La cucina del Garda
La cucina locale ci racconta tradizioni antiche, storie di vita vissuta, prodotti unici legati ad aziende che da generazioni si tramandano ricette, consigli e… squisiti piatti di pasta, di verdure, di carme e, ovviamente, di raffinato pesce di lago tra cui il luccio, il coregone , la trota rosata, l’ anguilla cucinata con miele e soia, e le alborelle, qui tradizionalmente consumate in salamoia. Il pesce locale (e freschissimo) è il protagonista di molti piatti territoriali: bigoli con sarde e acciughe, tagliolini con coregone, pasta con trota salmonata, luccio in “saor” con polenta, sardine Agoni ai ferri.

Una delicata trota rosata servita da Pratello

Potrete trovare squisiti salumi, ottimi formaggi, gli autentici casoncelli e il tradizionale coniglio arrosto con purè che ci riporta al pranzo domenicale in famiglia e per finire i tipici spongadì, dolcetti a forma di ciambella spesso accompagnati dai preziosi vitigni di groppello e di lugana o deliziosi passiti.

E nel calice ?…

Il Garda è un paradiso di vigneti: 20 milioni di bottiglie all’anno!
La vendemmia viene svolta esclusivamente a mano, selezionando i grappoli e riponendoli in piccole cassette che vengono in breve tempo condotte in cantina.
Oltre a varie uve native, otto sono i principali vitigni che popolano questa zona, quattro bianchi: garganega, trebbiano, chardonnay, pinot grigio e quattro rossi: corvina, merzemino, merlot e cabernet sauvignon e poi i seducenti rosè di marzemino, corvina e pinot nero, chardonnay, e pinot grigio, tutti riconosciuti dal Consorzio Garda DOC

ENGLISH VERSION

Welcome to the Garda DOC shores of Lake Garda, the largest lake in Italy
Let’s go for a weekend where beauty and taste wink at a seductive glass of wine, obviously Garda DOC!
Lake Garda is surrounded by the morainic hills which appear today arranged in large concentric semicircles opening towards the plain. They date back to the time of the last two glaciations, when Lake Garda was still a huge glacier.
Over the millennia, these deposits became real hills that time and the crystalline waters of the Mincio river shaped and covered themselves with luxuriant vegetation. The hills, left by the retreat of the ice and, in the highest and narrowest part to the north, surrounded by high mountain ranges that give it the shape and shape of a fjord and protect it by favoring a Mediterranean-type climate, to be precise, the most Mediterranean climate in Northern Italy.

It is a mild and temperate climate, which favors the growth of harmonious Mediterranean vegetation: palm trees, cypresses, lemons, oleanders and oranges. Agaves in broom color the banks, while the plants offer fruit and fragrant citrus fruits.

Splendid olive groves produce the renowned Garda oil appreciated for the delicacy of its flavor, the fresh aftertaste of sweet almond, high digestibility and, as if that were not enough, presented and served with an exquisite welcome from the producers … who invite you to tastings on site .

Are you ready? Let’s get in the car and let’s go!
A feature of the Venetian Coast is the presence of multi-level roads. From the Eastern Gardesana to a series of medium and large “corniche” to be discovered, sometimes so narrow as to allow the passage of a single car, alternating with comfortable flat roads that allow you to go from the hinterland to the coast.

The Oriental Coast, also known as Costa Veronese, embraces the eastern profile of the great lake mirror, disseminating it with scenic beauty, cultural heritage and enological excellence. From Peschiera to the border with Trentino, it has a constantly changing landscape. From the passage inside the fortress of the Risorgimento city, to the soft morphology between vineyards and spas.

The cuisine of Garda
The local cuisine tells us ancient traditions, stories of real life, unique products linked to companies that for generations have handed down recipes, advice and … exquisite dishes of pasta, vegetables, poultry and, of course, refined lake fish including pike, whitefish, pink trout, eel cooked with honey and soy, and bleak, here traditionally eaten in brine. Local (and very fresh) fish is the protagonist of many local dishes: bigoli with sardines and anchovies, tagliolini with whitefish, pasta with salmon trout, pike in “saor” with polenta, grilled Agoni sardines.

Una delicata trota rosata servita da Pratello

You can find exquisite cold cuts, excellent cheeses, the authentic casoncelli and the traditional roast rabbit with mashed potatoes that brings us back to the Sunday family lunch and finally the typical spongadì, donut-shaped sweets often accompanied by the precious groppello and lugana vines or delicious raisins.What in the glass?

Garda is a paradise of vineyards: 20 million bottles a year!
The harvest is carried out exclusively by hand, selecting the bunches and placing them in small boxes which are quickly taken to the cellar.
In addition to various native grapes, there are eight main goup varientals that populate this area, four whites: garganega, trebbiano, chardonnay, pinot grigio and four reds: corvina, merzemino, merlot and cabernet sauvignon and then the seductive rosé of marzemino, corvina and pinot black, chardonnay, and pinot grigio, all recognized by the Garda DOC ConsortiumD

THE ENCHANTEMENT OF BRUGES, BELGIUM

(IN ITALIAN AND ENGLISH)

Pronti per un weekend suggestivo, magico, sorprendente…insomma indimenticabile e straordinariamente ‘gourmet’… con la ricetta originale della ‘crepe’ di ChefJan Supply?
La meta è Bruges, cittadina belga nella meravigliosa Regione delle Fiandre.
Una destinazione che vi regalerà storia, arte, cultura e la ricca cucina fiamminga.
Pronti ? Partiamo.

A darci il benvenuto sono le torri medioevali, i canali su cui su specchiamo ville e palazzi, i romantici angoli immerse nel verde e i pittoreschi scorci che Bruges offre al visitatore.
Questa città, grazie alla sua posizione favorevole e il collegamento con il mare divenne sin dal medioevo. un’importante e intraprendente punto commerciale e centro portuale dell’Europa nord-occidentale. Molti facoltosi commercianti europei di trasferirono a Bruges dove nacque la prima borsa valori, le cui attività si svolgevano sulla piazza davanti alla locanda della famiglia Van der Beurze e le cui borsette sono ancora immortalate sul portale del palazzo.

Per Bruges iniziò il secolo d’oro, capitanato dai Duchi di Borgogna che qui ampliarono la loro residenza, trasformando la città in un vivace crocevia eonomico e culturale. Pittori famosi come Jan van Eyck e Hans Memling, grandi maestri primitivi fiamminghi, trovarono in Bruges il luogo ideale per le proprie attività artistiche.

L’anno 1482 segnò il triste declino della città, i rapporti tra I commercianti e Massimiliano di Borgogna precipitarono, cosi some i collegamenti di Bruges con il mare. La corte, i mercanti stranieri, le autorità e gli artisti abbandonarono la città, insomma i vip dell’ epoca se ne andarono via tutti, tranne… i cigni da sempre presenti a Bruges, simbolo di libertà e tuttora fotografatissimi protagonisti.

La grande rinascita avvenne nel 1892 quando lo straordinario patrimonio della città fu riscoperto. Grazie alla sua bellezza intima e misteriosa, Bruges iniziò ad essere considerata come una delle mete turistiche più interessanti al mondo

Come girare per Bruges
A Bruges è bellissimo gironzolare senza meta nelle tortuose stradine per scoprire il suo volto medievale e i suoi angoli più nascosti, magari affidandovi a una guida, a piedi o in bicicletta, oppure in risciò, mezzo di trasporto unico ed ecologico. I canali di Bruges sono le arterie della città. Non perdetevi un tour in battello o in barca lungo I canali, da cui potrete vedere la città da un diverso punto di vista e scoprire angoli nascosti e giardini segreti.

Due eccellenze di Bruges: delicati merletti e praline di ciocoolato

L’imbarco avviene in uno dei cinque moli nel cuore della città e il giro dura circa mezz’ora. I più avventurosi potranno vive l’ebbrezza di un volo in una delle mongolfiere di Bruges Ballooning che organizza tour mattutini e serali nei cieli sopra la città, l’ escursione dura tre ore di cui almeno una in aria.

Siete romantici?
Vi aspetta un suggestivo giro in carrozza dove godrete di tutta la pittoresca bellezza di Bruges, attraverso piazze secolari e favolosi ponti sui canali, mentre il cocchiere vi offrirà spiegazioni esperte e farà una breve sosta al famoso (e imperdibile) Begijnhof, struttura dalle bianche pareti, un tempo dimora di una comune di ‘beghine’, donne laiche emancipate che conducevano una vita casta e pura in una vera oasi di pace religiosa, caratterizzata dall’imponente cortile interno, dagli alberi dalle radici aggrovigliate e meravigliosi fiori stagionali. Poco distante vi aspetta il lago Minnewater, circondato da un bellissimo parco e attraversato da un suggestivo ponte del 1720 che regala una vista spettacolare sulle torri e sui tetti a punta di Bruges.

DA VEDERE

Grote Markt o Piazza del Mercato, era il centro commerciale di Bruges in epoca medioevale e vivace nido della città, dominato dalla Belfort, Torre Civica su cui potrete scalare 83 gradini per godere di un panorama mozzafiato. Non è possibile prenotare, per cui prevedete un po’ di attesa, ma ve lo assicuro, ne vale la pena.

Burg cuore pulsante della città. Da oltre 600 anni la maestosa architettura della piazza comprende anche la Landhuis, casa della Legione della libertà di Bruges. Questa piazza era il cuore amministrativo e religioso di Bruges e, sebbene nulla rimane delle due costruzioni, i bellissimi edifici storici che la circondano ne sono la testimonianza. Primo fra tutti il trecentesco municipio gotico Stadhuis, uno dei più antichi dei Paesi Bassi, con guglie, torrette e la facciata costellata di finestre e splendidamente decorata.

Basilica del Santo Sangue di Bruges che, in un prezioso flacone di cristallo, ospita un frammento del tessuto utilizzato da Giuseppe d’Arimatea per asciugare il sangue di Cristo dopo la crocifissione.
Chiesa di Nostra Signora, costruita in stile gotico brabantino tra il XIII e XV secolo, la Onze-Lieve-Vrouwekerk è uno splendido esempio dell’abilità e della perizia degli artigiani locali.all’interno troverete un vero gioiello la Madonna di Bruges di Michelangelo, scultura in marmo di Carrara di straordinaria bellezza. Fu acquistata nel 1506 dalla famiglia Mouscron, ricchi mercanti di tessuti di Bruges, per adornare la tomba di famiglia ed è l’unica opera di Michelangelo ad aver lasciato l’Italia mentre il grande artista era ancora in vita.

Affiancati uno all’altro ecco meravigliosi musei: il Gruuthuse, sfarzoso palazzo del XV secolo abitato da un mercante che riscuoteva la tassa su “Gruut”, una mistura di erbe che veniva aggiunta all’orzo nel processo di produzione della birra. Il Museo , attrverso 22 stanze, racconta 500 anni di storia di Bruges con collezioni che spaziano dagli arazzi al mobilio, da oggetti in metalli preziosi alle ceramiche, dalle armi agli strumenti musicali e la suggestiva cappella privata che si affacciata direttamente sulla navata della Chiesa di Nostra Signora. Permettendo ai nobili di seguire le funzioni religiose senza essere visti dal popolo.

Museo di Groening ricca collezione di opere d’arte dal XV al XX secolo, concentrata principalmente sugli artisti che hanno vissuto e lavorato a Bruges. Una magnifica raccolta di dipinti dei cosiddetti Primitivi Fiamminghi costituisce il nucleo centrale della mostra permanente ed è consoderata una delle migliori collezioni di arte medioevale in Europa.


Il Museo vanta infatti, alcuni capolavori di Hans Memling, Gerard David e di Jan Van Eyck, considerato l’iniziatore della scuola fiamminga e il celebre ritratto di sua moglie “Margareta, dall’espressione piuttosto severa, si mormora che in casa a comandare fosse lei….


Museo Memling, mobili, oggetti, archivi e strumenti medici, raccontano la secolare storia dell’ospedale Sint-Janshospitaal gestito delle sorelle e dei fratelli della Congregazione che curava corpi e anime.

La cucina fiamminga

Il Belgio, si sa, è famoso per le sue ‘ frites’ patatine fritte spesso accomoagnate da cozze alla ‘Mariniere’ o ‘au vin blanc’. Le frites sono lo street food d’eccellenza, le trovate dovunque, in porzioni generosissime, rigorosamente fresche e tagliate in giornata, con una vastissima scelta di salse, dalla mayonnaise, la più tradizionale, al ketchup, alla tartare, o mille altre inaspettate versioni.

Le ‘frites’ sono una vera istituzione, tanto che la città le onora con un museo nello spendido palazzo Saalhalle, il Frietmuseum, racconta la storia della patata, delle ‘frites’ e delle salse, il tutto, naturalmente con degustazione finale! Madame Adi, mia gentile guida, mi ha consigliato Casa Patata, dove mi sono affiondato e concesso un gustoso break, davvero ottime !

Cosa mangiare a Bruges
La gastronomia fiamminga è un mix ben riuscito di piatti francesi e belga. Tra i prodotti di mare spiccano gamberi ’grigi’ (crevettes grises), anguille, moules – frites (cozze con patatine fritte, mi raccomando, occhio alla stagione,)
Tra le carni: bollito misto di carne (hochebot), il mijotè di maiale, la carbonade (bovino), il famoso cavoletto di Bruxelles, asparagi bianchi (in stagione) cioccolato e più di 1000 tipi di birra

Dove ho cenato
Goesepitte43, alternativo ma non troppo , innovativo al punto giusto , la cucina belga felicemente presente e egregiamente rielaborata dallo chef Jan Supply che ha sorannominato il suo locale ‘bistronomy’ a cavallo tra bistrot, brasserie e ristorante gastronomico.

i famosi asparagi bianchi ‘Spitsbroek’ feuilleté, teneri e succosi serviti con una delizosa con salsa mousseline

Carne, pesce e pollame e grande attenzione ai contorni di verdure che potranno essere scelti dal cliente. Molti piatti sono cucinati con il Mibrasa, un forno a carbone che esalta gli aromi naturali degli ingredienti e sprigiona una gamma unica di sapori puri.

Chef Jan Supply

Ho gustato i famosi asparagi bianchi ‘Spitsbroek’ feuilleté, teneri e succosi serviti con una delizosa con salsa mousseline e non posso non citare la strepitoso dolce, una sorrilissima e croccante crèpe alle mele con panna e un tocco di gelato alla vaniglia…Irrerstibile! Impossibile non ‘ rubare’ allo chef la ricetta originale.

Ecco la ricetta della ‘crepe normandie’

La torta di mele è una frittella con fettine di mela chiamata “crêpe normande”.
Ecco la ricetta per 12 frittelle
4 uova
200 g di farina
60 g di burro fuso
0,5l di latte
4 mele, sbucciate e tagliate a fettine sottili (usate una mandolina se ne avete una)
Per caramellare: 200 g di zucchero + 200 di burro

ISTRUZIONI

1 Sbattere tutti gli ingredienti a parte il burro e le mele con metà del latte per unire, quindi aggiungere il resto del latte per ottenere una pastella. Resisti alla tentazione di usare un frullatore in quanto attiverà eccessivamente il glutine nella farina e impedirà alla pastella di scorrere correttamente nella padella. Metti da parte per un po’.

2 Cuocete molto leggermente le fettine di mela in padella con un po’ di burro, giusto per ammorbidirle. Mettetele da parte.

3 Scaldare il burro in una padella per crêpe fino a quando non diventa spumoso. Aggiungere un mestolo di pastella e stendere spostando la padella o utilizzando una spatola di legno. Aggiungere rapidamente alcune fettine di mela e distribuire sopra un po’ più di pastella. Cuocere per pochi istanti fino a doratura, quindi capovolgere la frittella nella padella per cuocere dall’altro lato. Con le crêpes Normande, questo richiede pratica perché le mele riducono la coesione della crêpe. Se riesci a fare un giro completo, ottimo. Non preoccuparti se sbagli: nascondi l’errore con una piega.

4 Una volta cotta, Sistermarla su un piatto e servirla con gelato o crema chantilly.

INFO
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ENGLISH VERSION

Are you ready for a suggestive, magical, surprising weekend … in short, unforgettable and definitely ‘gourmet’… with the original ‘crepe’ recipe by Chef Jan Supply?
The destination is Bruges, a Belgian city in the beaufuful West Flandres  Landes.
A destination that will give you history, art, culture and rich Flemish cuisine.
Are you ready? Let’s go.

To welcome us are the medieval towers, the canals on which we mirror villas and palaces, the romantic corners surrounded by greenery and the picturesque views that Bruges offers to the visitor.
This city, thanks to its favorable position and the connection with the sea became since the Middle Ages. an important and enterprising commercial point and port center of north-western Europe. Many wealthy European traders moved to Bruges where the first stock exchange was born, whose activities took place on the square in front of the Van der Beurze family inn and whose handbags are still immortalized on the portal of the palace.

The golden century began for Bruges, led by the Dukes of Burgundy who expanded their residence here, transforming the city into a lively economic and cultural crossroads. Famous painters such as Jan van Eyck and Hans Memling, great Flemish primitive masters, found in Bruges the ideal place for their artistic activities.

The year 1482 marked the sad decline of the city, relations between merchants and Maximilian of Burgundy plummeted, as did the connections of Bruges with the sea. The court, foreign merchants, authorities and artists left the city, in short, the VIPs of the time all left, except … the swans that have always been present in Bruges, a symbol of freedom and still highly photographed protagonists ..

The great revival took place in 1892 when the extraordinary heritage of the city was rediscovered. Thanks to its intimate and mysterious beauty, Bruges began to be regarded as one of the most interesting tourist destinations in the world

How to get around Bruges
In Bruges it is wonderful to wander aimlessly in the winding streets to discover its medieval face and its most hidden corners, perhaps relying on a guide, on foot or by bicycle, or by rickshaw, a unique and ecological means of transport.The canals of Bruges are the arteries of the city. Do not miss a boat or boat tour along the canals, from which you can see the city from a different point of view and discover hidden corners and secret gardens. Boarding takes place at one of the five piers in the heart of the city and the tour takes about half an hour.The more adventurous can experience the thrill of a flight in one of the Bruges Ballooning balloons which organizes morning and evening tours in the skies above the city, the excursion lasts three hours, at least one in the air.

Are you romantic?
An evocative carriage ride awaits you where you will enjoy all the picturesque beauty of Bruges, through centuries-old squares and fabulous canal bridges, while the coachman will offer you expert explanations and will make a short stop at the famous (and unmissable) Begijnhof, a structure with white walls, once home to a commune of ‘beguines’, emancipated lay women who led a chaste and pure life in a true oasis of religious peace, characterized by the imposing internal courtyard, the trees with tangled roots and wonderful seasonal flowers. Not far away, Lake Minnewater awaits you, surrounded by a beautiful park and crossed by a suggestive bridge from 1720 that offers a spectacular view of the towers and pointed roofs of Bruges.

TO BE SEEN

Grote Markt or Market Square, was the commercial center of Bruges in medieval times and lively nest of the city, dominated by the Belfort, Civic Tower on which you can climb 83 steps to enjoy a breathtaking view. It is not possible to book, so expect a bit of a wait, but I assure you, it’s worth it

Burg beating heart of the city. For over 600 years, the square’s majestic architecture has also included the Landhuis, home of the Bruges Legion of Freedom. This square was the administrative and religious heart of Bruges and, although nothing remains of the two buildings, the beautiful historic buildings that surround it bear witness to this. First of all, the 14th-century Gothic Town Hall Stadhuis, one of the oldest in the Netherlands, with spiers, turrets and a beautifully decorated, window-studded facade.

Basilica of the Holy Blood of Bruges which, in a precious crystal bottle, houses a fragment of the fabric used by Joseph of Arimathea to dry the blood of Christ after the crucifixion.
Church of Our Lady,
built in the Brabantine Gothic style between the 13th and 15th centuries, the Onze-Lieve-Vrouwekerk is a splendid example of the skill and expertise of local artisans.Inside you will find a real jewel, Michelangelo’s Madonna of Bruges , Carrara marble sculpture of extraordinary beauty It was purchased in 1506 by the Mouscron family, rich merchants of Bruges fabrics, to adorn the family tomb and is the only work of Michelangelo to have left Italy while the great artist was still in life.

Side by side are wonderful museums: the Gruuthuse, a sumptuous 15th-century palace inhabited by a merchant who collected the tax on “Gruut”, a mixture of herbs that was added to barley in the brewing process. The Museum, through 22 rooms, tells 500 years of Bruges history with collections ranging from tapestries to furniture, from objects in precious metals to ceramics, from weapons to musical instruments and the suggestive private chapel that overlooks the nave of the Church of Our Lady. Allowing nobles to attend religious services without being seen by the people.

Groening Museum rich collection of works of art from the 15th to the 20th century, mainly focused on the artists who lived and worked in Bruges. A magnificent collection of paintings by the so-called Flemish Primitives forms the core of the permanent exhibition and is one of the best collections of medieval art in Europe. In fact, the Museum boasts some masterpieces by Hans Memling, Gerard David and Jan Van Eyck, considered the initiator of the Flemish school and the famous portrait of his wife “Margareta, with a rather severe expression, it is rumored that in the house… she was the boss…

Flemish cuisine

Belgium, as we know, is famous for its ‘frites’ french fries often accompanied by ‘Mariniere’ or ‘au vin blanc’ mussels. Excellent street food, you can find them everywhere, in very generous portions, strictly fresh and cut on the same day, with a huge choice of sauces, from mayonnaise, the most traditional, to ketchup, tartare, or a thousand other unexpected versions.

The ‘frites’ are a true institution, so much so that the city honors them with a museum in the splendid Saalhalle palace, the Frietmuseum, tells the story of the potato, the ‘frites’ and sauces, all, of course, with a final tasting! Madame Adi, my kind guide, recommended Casa Patata, where I allowed myself a tasty break, really good!.

What to eat in Bruges
Flemish gastronomy is a successful mix of French and Belgian dishes. Among the seafood products stand out ‘gray’ prawns (crevettes gris), eels, moules-frites (mussels with fries, I recommend, keep an eye on the season) Among the meats: mixed boiled meat (hochebot), pork mijotè , carbonade (bovine), the famous Brussels sprout, white asparagus (in season), chocolate and more than 1000 types of beer!

Where I had dinner
Goesepitte43
, alternative but not too much, innovative at the right point, the Belgian cuisine happily present and excellently reworked by chef Jan Supply who has renamed his ‘bistronomy’ place between bistro, brasserie and gastronomic restaurant. Meat, fish and poultry and great attention to vegetable side dishes that can be chosen by the customer. Many dishes are cooked with Mibrasa, a charcoal oven that enhances the natural aromas of the ingredients and releases a unique range of pure flavors.

Chef Jan Supply

I tasted the famous white asparagus ‘Spitsbroek’ feuilleté, tender and juicy served with a delicious mousseline sauce and I cannot fail to mention the amazing dessert, an apple crepe with a touch of vanilla ice cream …

Here the original “crêpe normande”. recipe

The apple tart is a pancake with apple slices called a “crêpe normande”. The recipe for 12 pancakes is:

4 eggs

200g of flour

60g of melted butterthe

0,5l milk

4 apples, peeled and thinly sliced (use a mandoline if you have one)

To caramelize : 200g Sugar + 200 butter

INSTRUCTIONS

1 Whisk all ingredients apart from the butter and apples with half the milk to combine, and then whisk in the rest of the milk to make a batter. Resist the temptation to use a blender as it will over-activate the gluten in the flour and stop the batter from running properly in the pan. Set aside for a while.

2 Very lightly cook the apple slices in a pan with a little butter, just to soften them. Set aside.

3 Heat the butter in a crêpe pan until foaming. Add a ladle of batter and spread out either by moving the pan or using a wooden spreader. Quickly add some apple slices in a nice pattern, and spread over a little more of the batter. Cook for few moments until browning, and then turn the pancake over in the pan to cook the other side. With crêpes Normande, this takes practice because the apples reduce the cohesively of the crêpe. If you can do a full flip, then this is a good skill to acquire. Don’t worry if you mess it up – hide the error with a fold.

4 Fold onto a plate once cooked and serve with ice cream or Chantilly cream.

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CESARE ZUCCA Travel, food & lifestyle.
Milanese by birth, Cesare lives between New York, Milan and the rest of the world. For WEEKEND PREMIUM he photographs and writes about cities, cultures, lifestyles. He likes to discover both traditional and innovative gastronomic delights. Cesare meets and interview top chefs from all over the world, ‘steals’ their recipes in a ” non touristy tourist ” style

Benvenuti a Anversa! Welcome to Antwerp!

(in italian and english)
Belgio: vi aspetta un weekend ricco di storia, arte, cultura, birra, gastronomia e… diamanti,

il tutto condito dalla simpatia dei Sinjoren, (signori) come vengono chiamati gli abitanti di questa città, noti per essere le persone più felici della terra. Proprio per questo motivo molti turisti sono attratti da Anversa, dove gli amanti della birra possono godere di momenti “inebrianti” provando tutti i tipici sapori belgi.

Anversa, capoluogo della provincia delle Fiandre, è la seconda città più grande del Belgio e anche il secondo porto più grande d’Europa, nonché da secoli conosciuta come  la ‘capitale mondiale dei diamanti’ di cui cura Il taglio, la lucidatura e il commercio. Una città ricca di affascinanti architetture e istituzioni storiche, integrate da una vivace vita notturna.

Pronti? Si parte alla grande e si arriva alla grandissima…
Preparatevi a rimanere a bocca aperta , vi aspetta la spettacolare Stazione Ferroviaria, costruita all’inizio del 20° secolo e considerata tra le più belle stazioni ferroviarie del mondo.

Il nostro itinearario prosegue verso il centro storico, con una visita a Steenplein  fortezza secolare che ospita un centro visitatori e The Antwerp Story, perfetta introduzione per conoscere Anversa.

Het Steen

Proseguiamo verso il Plantin-Moretus, museo dell’industria della stampa  e patrimonio mondiale dell’UNESCO, un vero gioiello che riporta in vita la storia secolare della stampa libraria. Qui potrete vedere le più antiche stampanti del mondo, decine di migliaia di libri e una magnifica collezione d’arte, tra cui  uno splendido disegno di Peter Paul Rubens recentemente acquisito dal governo fiammingo.

Plantin-Moretus

Ho citato Rubens che sarà la nostra guida e ispirazione per la  nostra prossima tappa. Siamo infatti arrivati alla Rubenshuis, la casa dove Rubens visse gioie e dolori familiari, dipinse e intrattenne i grandi regnanti dell’epoca.

Ruben’s House

Costruita ispirandosi alle gloriose strutture italiane, che Rubens amava e conosceva bene. L’artista era talmente innamorato dell’Italia, che decise di farsi chiamare ‘Pietro Paolo’ e a firmare così alcuni dei suoi quadr , tra cui il celebre ritratto della seconda moglie, la sedicenne Helena Fourment, famosa per la sua bellezza. Da lei il Maestro ebbe 5 figli e la sua fertilità è rappresentata di fiori d’arancio tra i capelli.

Helena, la bellissima moglie di Rubens

Dal monumentale ingresso, ricco di statue di ispirazione romana,  si passa alla casa, completa di quadri, arredi, vettovaglie, numerosi camini e del suo letto, puttosto minuto, devo dire …

La Cattedrale di Nostra Signora è la più grande chiesa gotica dei Paesi Bassi. All’interno spiccano due opere di Rubens “L’elevazione della croce” e la “Discesa dalla croce” , La torre settentrionale, alta 123 metri., è un vero merletto di pietra.

Uno snack in pieno centro?
Impossibile non gustare l’orgoglio gastronomico nazionale: ‘les frites‘ ! Croccanti patatine fritte, rigorosamente fresche e pelate in giornata, non proprio regalate, ma di porzioni generose e qualità stellare… Vi verranno servite sommerse da una quantità industriale di salse a vostra scelta, dalla tradizionale mayonnaise alla tartare, al ketchup a mille altri gusti inaspettati. Dove? Da Frittura N°1, il più famoso ‘fries shop’ della città.

Le patatine di FRITTURA 1

Altra specialità belga  sono le crocchette di gamberi, rinomate quelle di Fish a’ GoGo, mentre se vi va di sedervi per lunch o cena comodamente swduti e serviti , date un’occhiata alla cucina ‘casual bistro’ di Nage

Langoustine e gnocchi lemothyme di Nage
Langoustine e gnocchi lemothyme di Nage

Una birra?
Certamente, siete nel regno delle birre…
Kulminator, scelto come “Miglior beerpub del mondo”, oppure De Plek con le proprie creazioni Aurora & Momento.
Cercate l’Olimpo? Puntate su De Koninck dov, in un modo autentico, educativo e interattivo, potrete sperimentare la ricca cultura della birra e la storia dell’ultimo birrificio attivo nella città i
La mia birra preferita? Non ho dubbi: la Tripel D’Anvers, fruttata, seducente, unica…

Quando sarete nella birreria vi raggiungerà l’intenso aroma dei formaggi che i Van Tricht maturano dal 2012. Oltre al loro laboratorio di stagionatura, c’è anche Only Cheese, dove è possibile degustare e acquistare il loro formaggio, premiato come uno dei migliori formaggi d’Europa.

Vi è venuta voglia di qualcosa di dolce? Ecco le mete ‘must’:


Philip’s Biscuits, una delle poche panetterie veramente artigianali che cuociono ancora i biscotti in modo tradizionale  mentre da The Chocolat Line, nel prestigioso Palace on the Meir, troverete imprevedibili cioccolatini e fantasiose praline. In questo tripudio cioccolatoso, non poteva mancare il Museo del cioccolato belga più grande del mondo: Chocolate Nation dove si possono degustare ben 10 diversi gusti di cioccolato.

The Chocolat Line

Dove mangiare bene

The Butcher’s son
Ristorante stellato di fronte al Velodome in Boomgaardstraat. Si entra da un  cancello nero per poi prendere le scale tra il popolare Cheese Chop e la celebre macelleria The Butcher’s Store.  Al timone troviamo lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.

Lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.

Locato nell’ex birrificio De Koninck, è la combinazione perfetta di design urbano e intelligente. La carne rossa esposta come un’opera d’arte nelle vetrine ricorda al visitatore che qui la carne è la protagonista, esposta in bella mostra in una immensa cella a temperatura controllata. Scegliete il pezzo che più vi attira e vi verrà cucinata come meglio credete nella cucina a vista, proprio sotto i vostri occhi.


 Il menu propone classici come pâté en croute, cervella e testa di vitello con salsa tartara, anguilla verde, maxi vol-au-vent deluxe per 2 persone e una raffinata selezione di entrecote di carne stagionata. Lo chef propone anche piatti di stagione come un mix di salmone marinato e ricotta e spezie o pollo ruspante delle Landes con spugnole e asparagi bianchi. La seconda parte del ristorante ospita una gigantesca cantina che offre una carta dei vini ben equilibrata e unìeccellente selezione di ottime birre artigianali.

Dalla terrazza del Butcher’s son

Ho raggiunto Bert e Luc Dickens per una simpatica intervista

Buongiorno Bert, buongiorno Luc, siete amici da molto tempo, vero?
Bert: Si, da anni. Ci siamo conosciuti nel 2005 nel ristorante stellato De Schone van Boskoop. Luc era il maître-sommelier e Bert Jan era il sous chef, poi è arrivato il nostro The Butcher’s Son, un’avventura di cui siamo entrambi incredibilmente entusiasti”

A proposito, com’è nato questo nome?
Luc
: Da un piccolo incidente. A Bert si era bloccata la macchina ed era ancato a chiedere aiuto alla bottega più vicina. Era proprio una macelleria e , visto che il carro attrezzi sarebbe arrivato 2 ore dopo, il macellaio gli propose di dargli una mano a fare delle polpettine di carne. Beh, da lì è nata una passione e Bert tornava regolarmente ad aiutare il lavoro in macelleria, insomma era un po’ diventato il ‘figlio del macellaio’!
Dieci anni di lavoro insieme ed è arrivata la Stella Michelin. Congratulazioni ! Aspettate la seconda?
Luc (ride) Beh, una ci basta !

Animella vitelllo, fois gras, funghi morel, barba di frate e spinaci. A destra Trtare di cervela di vitello.

Il piatto ‘must’ che un turista deve assaggiare?
Bert: ‘
Secreto 07′ il nostro fiore all’occhiello, dal gusto sottile, ottenuto dl ribeye, che selezioniamo con cura per ottenere una perfetta marmorizzazione del grasso. La carne viene quindi strofinata con una miscela segreta di sette erbe e spezie. Dopo inizia un processo di essiccazione che dura sette settimane. Ogni giorno il Secreto 07 viene capovolto in modo che il gusto possa penetrare ovunque. Durante queste sette settimane gli enzimi distruggono il tessuto muscolare e gran parte del liquido scompare dalla carne. Ciò si traduce in una carne eccezionalmente tenera con un sapore intenso e profondo.

Secreto 07 Ineguagliabile!

Un antagonista del prosciutto crudo di Parma?
Bert:
(sorride) No, nessuna competizione, ambedue grandi afftettati, anche se devo ammettere che Secreto 07 con il suo taglio sottilissimo e la sua croccantezza è un vero vincitore su un tagliere di salumi  e ottimo come ripieno di ravioli artiginali e come crocchetta tradizionale spesso servita con una maionese al lime e scorza di lime. Tra le nostre specialità di quinto quarto, serviamo animelle, cervella e lingua di vitello, ma anche pesce come la mostra anguilla laccata e tartare di tonno, piselli e il tradizionalissimo asparago bianco gratinato

L’anguilla di Chef Bert

Il tuo primo ricordo in cucina?
Bert: Mio fratello che assolutamente non voleva mangiare verdura. A mio papà e a mia mamma Maria, certe bizze erano gradite, quindi, con un imbuto lo convinsero a mandar giù delle verdure bollite, niente di violento, anzi in maniera piuttosto piacevole…  un metodo un po’ drastico ma che risultò efficace.

Bert-Jan Michielsen

Quando è scoppiata la tua voglia di fare il cuoco?
Bert: Da bambino, mia nonna cucinava in un castello, lavorarva per una clientela e piuttosto esigente. Io l’ammiravo tantissimo, continuavo a ripetere ” da grande anch’io voglio aprire un ristorante” MI ricordo che anche a scuola, dove non ero un granché, dicevo sempre ai maestri “non devo imparare il francese o l’inglese o la matematica, perché farò il cuoco..”.

Lingua di vitello grigliata e affumicata, salsa e croquettes di cervella e

Se non fossi diventato uno chef, oggi  cosa saresti?
Bert: Qualcosa che abbia che fare con le navi, il mare mi ha sempre attirato.
Uno chef di bordo?
Bert:(ride) No, quando cucino mi piace stare con i piedi per terra!

Dove dormire bene con… sorpresa

Ho scelto Hotel Franq, 4 stelle (meritatissime)della catena Relais & Chateau. Cetralissimo (la Cattedrale è letteralmente a due passi) questa struttura sa combinare il fascino storico di un edificio neoclassico con il design contemporaneo più avanzato

Team professionale, servizio ottimo, camere spaziose e luminose, arredate con gusto e un’ adorabile accoglienza a cominciare dal ‘ welcome’ trovato in camera:  fiori, champagne e macharons alla menta.

Welcome to Hotel Franq

Gustate un cocktail al bar o sull’intima terrazza prima di assaporare una cena gourmet nell’elegante ristorante, dove… con mia grande sorpresa e gioia, ho scoperto che al timone della cucina c’era uno chef stellato di cui ho sempre ammirato le mosse: Tim Meuleneire, nativo nel Belgio Orinetale, da vent’anni ad Anversa. Non mi sono lasciata scappare l’occasione di incontrarlo per una simpatica intervista.

Bonjour Tim,  domanda di rito: dove ami trascorree un weekend libero?
Quando ho tempo, mi piace portare la mia famiglia su e giù per la Francia, mia moglie Natalie e le mie due gemelline lo chiamamo  il ‘Tour de France’…
Immagino che assaggerai anche piatti dei ‘colleghi’. Qual è la tua reazione se il piatto ti piace ?
Ammirazione e curiosità: cerco di individuare le tecniche di come è stato realizzato,

les ‘ amouse-bouche’ dello Chef

Il tuo primo ricordo da bimbo in cucina?
Nonna Georgette e i profumi che provenivano dalla sua cucina… mi ricordo che quando la andavo a trovare mi divertivo ad annusare fuori dalla porta per cercare di capire cosa avesse cucinato. Penso che quello sia stato il mio primo incontro con l’arte di cucinare o perlomeno con i profumi della cucina.
E la prima scintilla ‘professionale’?
A sei anni quando andavo con i miei a un ristorante vicino a casa. Ero affascinato dai piatti e da come fossero stati preparati, da come fossero serviti , dall’atmosfera della sala da pranzo e dal brusio che proveniva dalla cucina…  Un giorno ho detto a mio papà  ” Papà. voglio diventare un cuoco”
La sua reazione?
” Il cuoco? sei pazzo?”   Beh, lui sperava in una professione più consolidata, tipo direttore di banca… ( ride)  tra l’altro in banca , ho davvero lavorato, ma non era per me…) Visto la mia insistenza, papà chiese al proprietario se avessi potuto potuto lavorare nel weekend e imparare e da lì è incominciato tutto…

Tim, top chef tra le dediche di top chef di tutto il mondo

Un tuo pregio o un tuo difetto?
Direi pregio-difetto insieme… Sono un tipo piuttosto riservato e di solito non vado al tavolo del cliente a chiedere il suo parere o se tutto va bene,  non perchè non sia sicuro della mia cucina o perchè una critica possa essere costruttiva, ma perché  mi sembra un po’ di invadere la privacy del cliente. Se vorrà complimentarsi o criticare sono certo che troverà lui il momento giusto.

Piccione affumicato e arrostito, piselli , fragole

C’è un piatto che preferisci mangiare se cucinato da un altro chef?
Les ormeaux! Gli abaloni,  frutti di mare, piuttosto costosi, ora  stanno diventando popolari nelle cucine stellate. Mi ci sono cimentato parecchie volte ma non mi sono riusciti come avrei voluto, per fortuna ho scoperto il ristorante Le Coquillage di Olivier Roellinger, chef davvero eccezionale che li cucina alla perfezione!

Gelato allo zenzero

Come definisci la tua cucina?

Franco-belga,  stagionale, piuttosto classica, reinventata. Non mancano influenze della cucina giapponese, del Sud Francia, dove ho studiato e lavorato e della tradizionalità di certi piatti del Belgio

Tipo i tipici (e favolosi) gamberetti grigi, ‘les crevettes grises’?
(sorride) Ma certamente, il mio  fornitore di pesce me le ha portati stamattina,.. Sono freschissimi e li ho messi nel menu che assaggerai stasera! Li ho cucinati in acqua marina, ma occhio a come vanno mangiati… assolutamente con le mani e devi aprirli da solo…è un po’ complicato ma vedrai che ci riuscirai.

Gli iconici ‘crevettes grises’ tradizionali protagonisti della cucina belga

E non mancano le curiosità come il gelato allo zenzero e il dessert Bora Bora, un tocco esotico come il dessert Bora Bora , al frutto della passione e poi…
sorpresa tra le sorprese…

Spring Dessert Bora Bo

ecco i petit four dello Chef serviti su un ‘tiroir’ di una ex cassetta di sicurezza National Bank of Belgium, il cui caveau è diventato la cantina vini, senza dubbio l’unica la mondo

Tim, ti va di ‘ regalare’ una ricetta ai nostri lettori?
Con piacere! Ho scelto un piatto con un’eccellenza belga: i tradizionali asparagi bianchi.
Halibut cotto con olive Kalamata, asparagi bianchi con Ramson e salsa cremosa al burro con cumino verde.

Halibut con olive kalamata, cumino verde e asparagi

ingredienti
4 filetti di halibut (ippoglosso)
350 gr di olive kalamata
100 gr di olio di semi d’uva
8 asparagi bianchi tipo AAA
Per la salsa all’aglio orsino
150 gr di foglie di aglio orsino senza gambo
10 gr di rafano
100 gr di succo di mela
150 gr di acqua ghiacciata
1 gr di gomma xantana
100 gr olio di canola
100 gr di olio al limone
6 gr di sale
Per la salsa cremosa al burro con cumino verde
1 scalogno
50 ml di aceto di burro cremoso
50 ml di brodo di asparagi (riduzione)
50 ml di glassa di pesce
50 ml di vino bianco
250 gr di burro
75 ml di crema
1 cucchiaio di cumino verde

Preparazione
Togliere il nocciolo dalle olive e asciugare la carne per 48 ore a 60 gradi.
Frullare le olive secche con l’olio di semi d’uva in modo da ottenere una pasta di olive dai sapori molto intenso.
Coprire i filetti di halibut con la pasta di olive aiutandosi con un pennello da cucina.
Aggiungere un po’ di farina, e pepareil pesce  e cuocere la prima volta per 3 minuti a 175 gradi in forno. Prima di servirli infornate per altri 2 minuti. Mondate e mondate gli asparagi e lessateli in una pentola “a blanc”. Prima di impiattare, scaldarli in un buon burro e condirli con farina de sel e pepe. Unire l’acetosa, il rafano, il succo di mela e l’acqua ghiacciata in un frullatore e frullare ad alta velocità fino a ottenere un composto liscio.
Aggiungere la gomma di xantana e mescolare fino a quando la salsa non si sarà ben addensata. Continuare a frullare e aggiungere lentamente l’olio di canola e l’olio di limone. Filtrare la salsa e aggiungere il sale. Aggiungere lo scalogno con l’aceto, il vino bianco, la riduzione di asparagi e la glassa di pesce in una pentola e far ridurre fino a quando non rimangono 50 ml.
Aggiungere la panna e il cumino verde e cuocere fino a ottenere una crema, aggiungere gradualmente piccoli pezzetti di burro sempre sbattendo (monter au beurre).
Filtrare la salsa e aggiungere il sale per condire.

ENGLISH VERSION

Antwerp, capital of the province of Flanders, is the second largest city in Belgium and also the second largest port in Europe, as well as known for centuries as the ‘diamond capital of the world’. taking care of cutting, polishing and trading. A city of fascinating architecture and historical institutions, complemented by a vibrant nightlife.Are you ready? Prepare to be amazed! Our first stop is the spectacular Railway Station built at the beginning of the 20th century and considered among the most beautiful railway stations in the world.Our itinerary continues towards the historic center, with a visit to the centuries-old fortress Steenplein which houses a visitor center and The Antwerp Story, the perfect introduction to getting to know AntwerpHet SteenWe continue towards the Plantin-Moretus, a museum of the printing industry and a UNESCO World Heritage Site, a true gem that brings back to life the centuries-old history of book printing. Here you will see the oldest printers in the world, tens of thousands of books and a magnificent art collection, including a splendid drawing by Peter Paul Rubens recently acquired by the Flemish government.Plantin-MoretusI mentioned Rubens who will be our guide and inspiration for our next stop. In fact, we arrived at the Rubenshuis, the house where Rubens lived family joys and sorrows, painted and entertained the great kings of the time ..Ruben’s HouseBuilt inspired by the glorious Italian structures, which Rubens loved and knew well. The artist was so in love with Italy that he decided to be called ‘Pietro Paolo’ and thus signed some of his paintings, including the famous portrait of his second wife, the sixteen year old Helena Fourment, famous for her beauty. . From her the Master had 5 children and her fertility is represented by orange blossoms in her hair.Helena, la bellissima moglie di RubensFrom the monumental entrance, full of Roman-inspired statues, you pass to the house, complete with paintings, furnishings, supplies, numerous fireplaces andto his bed, quite small, I must say …..The Cathedral of Our Lady is the largest Gothic church in the Netherlands. Inside there are two works by Rubens “The elevation of the cross” and the “Descent from the cross”. The northern tower, 123 meters high, is a real lace look like. A yummy snack in the center? Impossible not to taste the national gastronomic pride: ‘les frites’! Crunchy french fries, fresh and peeled in the day, not really cheap, but served in generous portions and stellar quality … They will be served to you submerged in an industrial quantity of sauces of your choice, from traditional mayonnaise to tartare, ketchup and a thousand others unexpected tastes. Where is it? From FRITTURA N ° 1, the most famous ‘fries shop’ in the city.Le patatine di FRITTURA 1Another Belgian specialty is shrimp croquettes, renowned for Fish a ‘GoGo, while if you like to sit down for lunch or dinner comfortably swd and served, take a look at the’ casual bistro ‘cuisine of NageLangoustine e gnocchi lemothyme di NageLangoustine e gnocchi lemothyme di NageWhat about a beer? Of course, you are in beer’s paradise … Kulminator, chosen as “Best beerpub in the world”, or De Plek with his Aurora & Momento creations. Are you looking for Olympus? Bet on De Koninck where, in an authentic, educational and interactive way, you can experience the rich beer culture and history of the last active brewery in the city. My favorite beer? I have no doubts: Tripel D’Anvers, fruity, seductive, unique …When you are in the brewery, the intense aroma of the cheeses that the Van Trichts have been maturing since 2012. In addition to their maturing laboratory, there is also Only Cheese, where you can taste and buy their cheese, awarded as one of the best cheeses of Europe.Fancing something sweet? Here are the ‘must’ destinations: Philip’s Biscuits, one of the few truly artisan bakeries that still bake cookies in the traditional way, while at The Chocolat Line, in the prestigious Palace on the Meir, you will find unpredictable chocolates and imaginative pralines. In this chocolaty triumph, the largest Belgian Chocolate Museum in the world could not be missing: Chocolate Nation where you can taste 10 different flavors of chocolate. The Chocolat LineWhere to eat well The Butcher’s son Michelin starred restaurant opposite the Velodome in Boomgaardstraat. You enter through a black gate and then take the stairs between the popular Cheese Chop and the famous butcher’s The Butcher’s Store. At the helm we find chef Bert-Jan Michielsen and sommelier Luc Dickens.  Lo chef Bert-Jan Michielsen e il sommelier Luc Dickens.Located in the former De Koninck brewery, it is the perfect combination of urban and smart design. The red meat displayed like a work of art in the shop windows reminds the visitor that here meat is the protagonist, displayed on display in an immense temperature-controlled cell. Choose the piece that most attracts you and it will be cooked as you see fit in the open kitchen, right under your eyes. he menu features classics such as pâté en croute, brains and head of veal with tartar sauce, lacquered eel, deluxe maxi vol-au-vent for 2 and a fine selection of cured meat entrecote. The chef also offers seasonal dishes such as a mix of marinated salmon and ricotta and spices or free range Landes chicken with morels and white asparagus. The second part of the restaurant houses a gigantic cellar which offers a well balanced wine list and an excellent selection of excellent craft beers.Dalla terrazza del Butcher’s sonI caught up with Bert and Luc Dickens for a nice interviewGood morning Bert, good morning Luc, you have been friends for a long time, right? Bert: Yes, for years. We met in 2005 in the starred restaurant De Schone van Boskoop. Luc was the maître-sommelier and Bert Jan was the sous chef, then came our The Butcher’s Son, an adventure we are both incredibly excited about “By the way, how did this name come about? Luc: From a little accident. Bert’s car had stalled and he was still calling for help from the nearest shop. It was really a butcher’s shop and, since the tow truck would arrive 2 hours later, the butcher suggested that he help him make meatballs. Well, from there a passion was born and Bert regularly returned to help the butcher’s work, in short, he had become a bit like the ‘butcher’s son’! Ten years of work together and the Michelin Star has arrived. Congratulations ! Are you waiting for the second? Luc (laughs) Well, one is enough!Animella vitelllo, fois gras, funghi morel, barba di frate e spinaci. A destra Trtare di cervela di vitello.The ‘must’ dish that a tourist must taste? Bert: ‘Secreto 07’ our flagship, with a subtle taste, obtained from ribeye, which we carefully select to obtain a perfect marbling of the fat.The meat is then rubbed with a secret blend of seven herbs and spices. Then a drying process begins which lasts seven weeks. Every day the Secreto 07 is turned upside down so that the taste can penetrate everywhere. During these seven weeks the enzymes destroy muscle tissue and much of the liquid disappears from the meat.This results in exceptionally tender meat with an intense and deep flavor.Secreto 07 Ineguagliabile!An antagonist of Parma ham? Bert: (smiles) No, no competition, both great cold cuts, although I must admit that Secreto 07 with its very thin cut and its crunchiness is a real winner on a platter of cured meats and excellent as a filling for artisan ravioli and as a traditional croquette often served with a lime mayonnaise and lime zest. Among our fifth quarter specialties, we serve sweetbreads, brains and veal tongue, but also fish such as the lacquered eel and tuna tartare, peas and the very traditional white asparagus au gratinL’anguilla di Chef BertBert, your first memory in the kitchen? Bert: My brother, who absolutely did not want to eat vegetables. My dad and my mom Maria liked some tantrums, so with a funnel they convinced him to swallow boiled vegetables, nothing violent, rather pleasantly … a somewhat drastic method but defenetly effective.Bert-Jan MichielsenWhen did your desire to be a cook start? Bert: When I was a child, my grandmother cooked in a castle, worked for a rather demanding clientele. I admired her very much, I kept repeating “when I grow up I want to open a restaurant too” I remember that even at school, where I wasn’t very good, I always said to the teachers “I don’t have to learn French or English or mathematics , because I’ll be a cook .. “. Lingua di vitello grigliata e affumicata, salsa e croquettes di cervella eIf you hadn’t become a chef, what would you be today? Bert: Something to do with ships, the sea has always attracted me. An onboard chef? Bert: (laughs) No, when I cook I like to keep my feet on the ground!Where to sleep well and …be surprised I chose Hotel Franq, 4 stars (well deserved) of the Relais & Chateau chain. Very central (the Cathedral is literally a stone’s throw away) this structure knows how to combine the historic charm of a neoclassical building with the most advanced contemporary designTeam professionale, servizio ottimo, camere spaziose e luminose, arredate con gusto e un’ adorabile accoglienza a cominciare dal ‘ welcome’ trovato in camera:  fiori, champagne e macharons alla menta.Welcome to Hotel FranqEnjoy a cocktail at the bar or on the intimate terrace before savoring a gourmet dinner in the elegant restaurant, where … to my surprise and delight, I discovered that at the helm of the kitchen there was a star chef whom I have always admiredthe moves: Tim Meuleneire, a native of Easter Belgium , for twenty years in Antwerp.I didn’t miss the opportunity to meet him for a nice interview. Bonjour Tim, ritual question: where do you love to spend a weekend off?When I have time, I like to take my family up and down France, my wife Natalie and my twins we call it the ‘Tour de France’ … I imagine you will also taste ‘colleagues’ dishes. What is your reaction if you like the dish? Admiration and curiosity: I try to identify the techniques of how it was made. les ‘ amouse-bouche’ dello Chef Your first memory as a child in the kitchen? Grandma Georgette and the perfumes that came from her kitchen … I remember that when I visited her I enjoyed sniffing out the door to try to understand what she had cooked. I think that was my first encounter with the art of cooking or at least with the scents of cooking. And the first ‘professional’ spark? When I was six when I went with my parents to a restaurant close to home. I was fascinated by the dishes and how they were prepared, how they were served, the atmosphere of the dining room and the buzz that came from the kitchen … One day I said to my dad “Dad. I want to be a cook” His reaction? “The cook? Are you crazy?” Well, he was hoping for a more consolidated profession, like a bank manager … (laughs) by the way in the bank, I really worked, but it wasn’t for me …) Seeing my insistence, dad asked the owner if I could have worked over the weekend and learned and it all started from there …, Your strength or your flaw? I would say something that comibines the two things …as a matter of fact  I am a rather reserved type and usually I don’t go to the client’s table to ask for his opinion or if everything goes well, not because I’m not sure about my kitchen or because a criticism can be constructive, but because it seems to me a bit of invading the customer’s privacy. If he wants to compliment or criticize I am sure he will find the moment Piccione affumicato e arrostito, piselli , fragole Is there a dish you prefer to eat if cooked by another chef? Les ormeaux! The abalones! Those rather expensive seafood are now becoming popular in starred kitchens. I have tried it several times but I wasn’t happy abot the result. Luckily I discovered the restaurant Le Coquillage by Olivier Roellinger, a truly exceptional chef who cooks them to perfection! Gelato allo zenzero How would you define your kitchen? Franco-Belgian, seasonal, rather classic, reinvented. There is no lack of influences from Japanese cuisine, from Southern France, where I studied and worked, and from the traditionality of certain Belgian dishes. Like the typical (and fabulous) brown shrimp, ‘les crevettes grises’? (smiles) But of course, my fish supplier brought them to me this morning, .. They are very fresh and I put them on the menu that you will taste tonight! I cooked them in sea water, but pay attention to how they should be eaten … absolutely with your hands and you have to open them yourself … it is a bit complicated but you will see that you will succeed. Gli iconici ‘crevettes grises’ tradizionali protagonisti della cucina belga And there is no shortage of curiosities such as ginger ice cream and an exotic touch, the Bora Bora dessert, with passion fruit and then … surprise among surprises…Spring Dessert Bora Bohere are the Chef’s petit fours served on a ‘tiroir’ of a former National Bank of Belgium , whose vault has become the wine cellar, undoubtedly the only one in the world. Would you like to ‘give’ a recipe to our readers? With pleasure! I chose a dish with a Belgian excellence: the traditional white asparagus, now in full season. Halibut cooked with Kalamata olives, white asparagus with Ramson and creamy butter sauce with green cumin. Halibut con olive kalamata, cumino verde e asparagi

ingredients

4 halibut fillets 350 g of kalamata olives 100 gr of grape seed oil 8 white asparagus type AAA For the wild garlic sauce 150 gr of wild garlic leaves without stem 10 gr of horseradish 100 gr of apple juice 150 grams of ice water 1 gr of xanthan gum 100 gr canola oil 100 gr of lemon oil 6 gr of salt For the creamy green cumin butter sauce 1 shallot 50 ml of creamy butter vinegar 50 ml of asparagus broth (reduction) 50 ml of fish glaze 50 ml of white wine 250 gr of butter 75 ml of cream 1 spoon of green cumin

Preparation

Remove the stone from the olives and dry the flesh of the olives for 48 hours at 60 degrees. Blend the dried olives with the grape seed oil to obtain an olive paste with very intense flavors. Cover the halibut fillets with the olive paste using a kitchen brush. Add a little fleur de sel and mill pepper on the fish and cook them the first time for 3 minutes at 175 degrees in the oven. Before serving, bake for another 2 minutes. Peel the asparagus and boil them in a pan “a blanc”. Before serving, heat them in a good butter and season with fleur de sel and voastaperiferie pepper. Combine the sorrel, horseradish, apple juice and ice water in a blender and blend on high speed until smooth. Add the xanthan gum and mix until the sauce has thickened. Continue to blend and slowly add the canola oil and lemon oil. Strain the sauce and add the salt. Add the shallot with vinegar, white wine, asparagus reduction and fish glaze to a saucepan and reduce until 50 ml remain. Add the cream and green cumin and cook until creamy, gradually add small pieces of butter, always beating (monter au beurre). Strain the sauce and add the salt for seasoning. Tim, top chef tra le dediche di top chef di tutto il mondo, Tim, top chef among the dedications of top chefs from all over the world.

ROMAGNA REGION, ITALY. DISCOVER THE LEGENDARY “PIADINA”

(with recipe in italian and english) —-

Pronti per un weekend all’insegna del bello, del gusto e dell’ impareggiabie ospitalità romagnola?
Ecco un allegro itinerario che inizia sulle Alture di Cusercoli e termina con grande finale gourmet: la mitica ‘piadina fresca’ di Forlimpopoli.


Per il nostro tour abbiamo scelto come base le Fattorie Faggioli a Borgo Basino, provincia Forli-Cesena. Lì siamo stati accolti e coccolati dalla famiglia Faggioli con il proverbiale calore ed empatia della Romagna. Per un ‘turista non turista’ come me, questo posto è davvero un paradiso, lontano dai rumori, dalle macchine, immerso in una tranquilla vallata verdeggiante.

Sentivo la qualità della vita, nell’ambiente naturale che contribuiva alla salute del suo spirito e del suo corpo. Sono previste gite in montagna, raccolta di erbe, bagni di fieno e persino una sauna salutare con erbe e fango. Le camere sono accoglienti, c’è anche una bella piscina.

Fattorie Faggioli

Il cibo è spettacolare, composto da prodotti freschi coltivati ​​in loco e totalmente fatto in casa, sano e delizioso con prezzi decisamente abbordabili .

A tavola con la famiglia Faggioli

Da li’ potrete visitare i suggestivi borghi dei dintorni e  riconoscere l’identificazione di identità e biodiversità di un territorio che oggi è attivamente impegnato nello sviluppo turistico della nuova “Destinazione Romagna”. che considero la regione più genuina, profonda e sincera d’Italia, dove natura, storia e enogastronomia si relazionano a radici, memorie e tradizioni.

Due interessanti tappe vicine: Forlì con la sua grandiosa Piazza Saffi e, a meno di un’ora di macchina, Ravenna. l’Olimpo del mosaico bizantino  con la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, Battistero Neoniano, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Volete scoprire dove è nato il Duce?
Beh non aspettatevi un palazzo, anzi… Girato l’angolo c’è Predappio,  paese natale di Mussolini e della sua piuttosto umile casa. Tiriamoci su il morale con uno dei meraviglios tipi di sangiovese (anche biologico) dei vigneti Poderi dal Nespoli dove è possibile visitare alla cantina.

Alcuni dei vini di Podere dal Nespoli

Sarà un viaggio intenso, perchè non regalarsi un rilassante inizio di giornata alle Terme di Fratta? E’ un hotel di lusso con una spa attrezzata che unisce benessere, bellezza e salute. Le soprese non sono finite: facendo una suggestiva navigazione intorno al lago ai margini della grande foresta del Parco Nazionale, potrete approdare alla suggestiva Diga di Ridracoli, mentre nella frazione di Santa Sofia, lungo il Fiume Bidente, scoprirete delle magiche sculture all’aperto.

le sculture del Fiume Bidente

… e le osterie?
InutIle ripeterlo. La cucina casalinga romagnola è davvero top!
Vi segnalo due osterie in cui ho trovato eccellenze nostrane cucinate in piatti semplici, senza fronzoli, insomma proprio come li faceva nonna…
Osteria La Campanara a Pianetto di Galeata, autentica testimonianza della gastronomia romagnola, dove vengono serviti ricchi primi di pasta e la tradizionale trippa al pomodoro, con calici di Sangiovese e Albana, i top della cantina locale.
Osteria Cà de Bè, nel minuscolo borgo di Bertinoro, dove, oltre alla vista spettacolare, potrete gustare la tipica cucina locale, dalla fantastica pasta fresca fatta a mano, ai mitici passatelli in brodo o al ragu, oltre a carni saporite come il delizioso coniglio alle verdure e il maiale arrosto. Per finire con il famoso lateruolo un dolce d’autore creato dall’iconico chef del 19° secolo Pellegrino Artusi, riconosciuto padre della moderna cucina italiana.

Le osterie: La Campanara e Cà de Bè

Artusi, imprenditore di successo, divenne un uomo facoltoso e, a 45 anni, poté dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: la cucina casalinga. Amava studiare, e ponderare ricette. Dopo lunghe ricerche, ha ristretto le sue scoperte a 790 ricette che ha raccolto in un manuale intitolato “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene” tradotto e diffuso in tutto il mondo. 

Anche quest’anno, dal 25 giugno al 3 luglio, la città onora Pellegrino ospitando la Festa Artusiana, dove il centro storico si trasforma in un “paese da gustare”. Il grande castello che domina il borgo, le corti, i vicoli, le strade e le piazze pullulano di ristoranti che presentano nei loro menù alcune delle specialità artusiane.

Forlimpopoli: la Festa Artusiana

Il tutto è coordinato da Casa Artusi è il primo centro gastronomico italiano interamente dedicato alla cucina tradizionale casalinga e alla promozione della cucina italiana nel mondo, un’iniziativa nata 15 anni fa, sostenuta da realtà del territorio. E’ un progetto che vuole coinvolgere tutti coloro che hanno nel cuore Casa Artusi e che desiderano arricchirlo con i loro racconti, le ricette dei loro ricordi e sostenerlo con le loro donazioni a questo link. La Casa vanta una ricca biblioteca, un museo e una scuola che tiene corsi pratici sia per gli amanti del cibo che per i professionisti che vogliono imparare a migliorare le proprie abilità culinarie.

Nel Ristorante Casa ArtusI potrete gustare le ricette del grande Pellegrino, dalle tradizionali zuppe di verdure, alla famosa Ricetta n.7 , Cappelletti all’uso di Romangna, ai tortelli ripieni di ricotta e spezie fini, ai paccheri al ragù d’anatra e manzo con chiodi di garofano e fagioli bianchi, per  continuare con squisiti secondi di carne e finire con un dolce al cioccolato alle mandorle con crema allo zabaione.

I celebri cappelletti di Artusi

Una curiosità: Artusi non cucinava … chi era allora lo Chef?
Ai fornelli non c’era Pellegrino, bensi Marietta Sabbatini, la sua devota, insostituibile assistente (e forse di più) che lavorava fanaticamente al suo fianco. Nessuna fama, nessuna gloria per la povera Marietta fino a che nacque l’Associazione delle Mariette la cui missione era, ed e’ tuttora, quella di insegnare le ricette di Artusi e la cucina tradizionale romagnola compresa l’ iconica piadina fresca.

Ieri e oggi : La prima Marietta e Viridiana, attuale Presidentessa delle Mariette e le sue discepole …in azione

Ancora oggi le Mariette impartiscono regolari classi di piadina e cucina romagnola, sia dal vivo che online, mentre l’annuale “Premio Marietta”, che avrà il suo culmine nella XXVI edizione della Festa Artusiana,  premierà la Migliore Marietta (o Marietto…visto che il concorso è aperto anche agli uomini).
Tutti invitati quindi, cuoche e cuochi, rigorosamente dilettanti e non professionisti. Se vorrete sentirvi un po’ ‘chef’ e sopratutto benvenuti… inserite Forlimpopoli e la Romagna nell’ agenda dei vostri prossimi viaggi e troverete una regione dove le persone amano ospitare, mangiare, bere e stare allegri…

A Viridiana, attuale Presidentessa delle Mariette abbiamo ‘rubato’ la ricetta originale della piadina…

LA RICETTA DELLA ‘VERA’ PIADINA ROMAGNOLA

Per 5 piadine
– 500 g di farina 1
– 70 g di strutto di Mora di Romagna ( un grasso molto economico ricavato dal maiale. Ma se non lo avete in casa, potete sostituirlo con olio extravergine)
– 2 pizzichi (3 g circa) di bicarbonato di sodio oppure 10 g di lievito in polvere per torte salate
– 8 g di sale dolce di Cervia a grani medi.
Procedimento
Create un piccolo cratere di farina, mettete lo strutto all’interno. Impastate portando la farina sullo strutto e aggiungete gli altri ingredienti e un po’ di acqua tiepida. Lavorate l’impasto  per una decina di minuti , Dividetelo in cinque palline e tiratele bene con il matterello fino a ottenere un disco di diametro fra 15 e 30 centimetri.
Secondo i consigli delle Mariette, deve rigorosamente essere impastata a mano. Il movimento viene dalla spalla e meglio se le gambe sono un po’ flesse.
Passiamo alla cottura: appoggiatela nela teglia (l’ideale è una teglia tonda di terracotta altrimenti una pentola antiaderente) e foratela con le punte della forchetta. Giratela e foratela di nuovo. Tre volte, cinque minuti. La piadina è pronta per essere farcita.
Godetevela!

Curious to know how to make a ‘piadina’ ? Here the recipe in english
From Viridiana, the current President of the Mariette, we ‘stole’ the original recipe
THE RECIPE OF THE ‘TRUE’ ROMAGNOLA PIADINA

For 5 piadine
– 500 g of flour 1
– 70 g of Mora di Romagna lard (a very cheap fat obtained from pork. But if you don’t have it at home, you can replace it with extra virgin olive oil)
– 2 pinches (about 3 g) of baking soda or 10 g of baking powder for savory pies
– 8 g of medium-grain sweet salt from Cervia.
Method
Create a small crater of flour, put the lard inside. Knead bringing the flour onto the lard and add the other ingredients and a little warm water. Knead the dough for about ten minutes, Divide it into five balls and roll them well with a rolling pin until you get a disc with a diameter of between 15 and 30 centimeters.
According to Mariette’s advice, it must be strictly kneaded by hand. The movement comes from the shoulder and better if the legs are a little flexed.
Let’s move on to cooking: place it nela pan (the ideal is a round terracotta pan otherwise a non-stick pan) and pierce it with the tips of the fork. Turn it over and pierce it again. Three times, five minutes. The piadina is ready to be stuffed.


BEYOND SHAKESPEARE: ROMEO AND JULIET SING, DANCE AND… LOVE FOREVER

A PLAY? AN INTERVIEW? A CONFESSION? All that and much more… A LOVE STORY ? Definetely yes!

At Teatro Carcano, Milan

Italian iconic actors Ugo Pagliai and Paola Gassman are the protagonists of this unpublished Romeo and Juliet that the company Babilonia Teatri, winner of the Silver Lion at the 2016 Biennale Theater has drawn from William Shakespeare.
Ugo and Paola sweet and deep togetherness, makes a couple who have been linked for more than fifty years, creating emotional moments, So it is their acting which is moving and profound. It makes them concrete and however poetic they never sound courtly.
The profound and irreverent gaze that characterizes the company framed Shakespeare’s great classic with a radical overturning of perspective making the absolute protagonist of the show a stainless couple like the one formed by Pagliai and Gassman.
The new version of “Romeo and Juliet” focuses entirely on the protagonists of the story, putting aside the whole outline: the war between their respective families, Romeo’s friends, Juliet’s parents and the friar.

Yesterday and today

And the show asks us how much this story is also ours, how much is that of the actors who interpret it, how long it can still survive itself after having accompanied us
i would like to mention the ending moment at the tomb with which Shakespeare punctuates the entire text, here take on a veracity that shocks and excites us, pushing us to empathize with the actors on the stage “. The age of Romeo and Juliet changes, but the combination of Love and Death on which Shakespeare’s masterpiece is based remains present.

At Teatro Carcano, Milan
till April 24TH , 2022

THE POWER OF KINDNESS

TEATRO CARCANO DI MILANO
Only on Moday April 11th at 8.30 pm

Written and performed by Gianrico Carofiglio

GIANRICO CAROFIGLIO will introduce a civil prayer on the power of kindness, doubt, the ability to ask (and ask oneself) good questions to face the challenges of modernity. Carofiglio is author of numerous successful books of legal inspiration and detective stories, Gianrico Carofiglio, Premio Strega 2020 with his novel “The measure of time” (Einaudi, 2019), has long practiced the profession of public prosecutor, specializing in investigations on organized crime .


Kindness is the most powerful tool to defuse the simplifications that lead to authoritarianism and violence. It is the opposite of meekness or submissiveness and can only be practiced as a result of a choice. That is an act of courage. Kindness together with courage means taking responsibility for one’s actions and being in the world, accepting the responsibility of being human.
The audience of the Carcano Theater will have an unmissable opportunity to explore these important issues, carried out with intelligence and political and civil sensitivity by the former magistrate Gianrico Carofiglio.

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The ‘2022 REGINA COLOMBA’ contest awards two Queens

Milan, Italy.
32 ‘colombe’ (doves) coming for 12 Italian regions, have been the protagosts of the amazing 2022 Regina Colomba contest’ an annual traditional Easter cake competition, created by Stanislao Porzio.
Are you familiar with this traditional sweet tribute to peace?
Here a little history.
Colomba di Pasqua is a traditional Italian Easter yeast bread. It is shaped like a dove (colomba in Italian), the symbol of peace and resurrection. The birth of the colomba dates back to the year 572, when King Alboin, after three years of siege, captured the town of Pavia in northern Italy on Easter Eve. Evading the guards, an old baker was able to reach the king and offer a dove-shaped leavened bread. “Alboin,” he said, “I offer this symbol, as a tribute to peace, on Easter day.” The sweet scent and the convincing message persuaded the king to give a promise of peace.

That’s the legend.
The dove we know today has a more recent origin and, I should say, a more prosaic version of the history.


The shape of the sweet dove is a choice dictated not only by symbolism, but also to welcome the arrival of the spring. The is cake was (and still is) a huge success. It is typically soft, fragrant outside and moist inside, naturally leavened for a whole night, then filled with a mixture of flour, sugar, eggs and candied orange.,
After a long rest, the dough is portioned in different sizes for an additional four hours of leavening, then covered with almonds and sugar.
After baking, it must rest at least seven hours before it is finally packaged.


The 2022 Regina Colomba event, held yesterday in Milan celebrated the tradition, while 32 ‘colombe’ were presented, photographed, smelled, tasted and finally scored by a panel of professional jury (including me. yeah)).

2022 Regina Colomba event, held yesterday in Milan

And the winners are…

Yes! Two colombe scored the first position…
That is a very good news. since this Easter we will have a double treat!
Enjoy this pleasantly soft, amazingly spongy and intensely fragrant sweet message of peace!


WELCOME TO BERLIN! Enjoy your ‘currywurst’

Berlino: Isola dei Musei:itinerario del bello al gusto di ‘currywurst’…

Benvenuti a Berlino! Welcome to berlin!
Oggi vi portiamo in uno straordinario viaggio attraverso storia, arte, cultura.
Scoprirete l’ Isola dei Musei, cinque spettacolari istituzioni che vanno dall’epoca prussiana fino a oggi, una straordinaria passeggiata archeologica attraverso strutture nominate patrimonio Unesco.

Partiamo dal Neues Museum disegnato del celebre architetto David Chipperfield. E’ una struttura imponente che ha richiesto dieci anni di lavoro. Stile austero e semplice fuori, sfarzo e decoro dentro. Severamente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Museo è risorta e dal 2009 l’edificio ospitato mostre selezionate del Museo Egizio e espone una delle opere più famose al mondo: il busto di Nefertiti.

il busto di Nefertiti

L’ Altes Museum un esplicito riferimento al Pantheon romano – e mostra il sobrio ed ampio colonnato della facciata è considerata una delle opere architettoniche più importanti del Neoclassicismo. Tra il 1943 e il 1945 il Museo Vecchio andò in fiamme subendo gravi danni e la sua ricostruzione si protrasse fino al fino al 1966. oggi presenta un’esposizione permanente di arte e cultura greca, etrusca e romana).

Proseguiamo la nostra camminata per ritrovarci davanti a una struttura che ricorda i templi greci: la Alte Nationalgalerie, che domina l’Isola dei musei dal suo alto podio con le imponenti scalinate d’accesso ospita una delle più ricche collezioni dipinti e sculture del classicismo, del romanticismo, dell’impressionismo e degli albori dell’età moderna.

‘Nel Conservatorio’ di Edouard Manet , esposto all’ Alte NationaL Gallery

Ammirerete opere di Rodin, Manet, Monet, Renoir e uno dei quadri più discussi di tutti i tempI: Monaco in riva al mare di Caspar David Friedrich, una delle opere più rappresentative dell’esperienza estetica del sublime e dell’infinito, tema assai vicino alla sensibilità romantica.

l nostro itineraria ci porta sulla punta dell’Isola, dove nel 1883 venne inaugurato il neobarocco Bode Museum che ospita una collezione unica con opere dal Medioevo al XIX secolo, tra cui caolavori di Donatello, del Bernini e del Canova.

i Bode Museo e sullo sfondo la Torre della TV , simbolo di Berlino

Altri tesori sono custoditi nel Museo d’arte bizantina e nella Collezione numismatica che nel 2017 ha vissuto un momento di notorietà mondiale, quando fu messo a segno il furto della “Big Maple Leaf”, una moneta da 100 kg in oro raffigurante la Regina Elisabetta.

Big Maple Leaf

Gran finale nello spettacolare Museo di Pergamo, Per costruirlo ci sono voluti quasi trent’anni ed è il museo più visitato di Berlino. La collezione di antichità classiche è una delle più importanti collezioni di arte greca e romana al mondo. L’opera più famosa è l’altare romano di Pergamo, il cui fregio scolpito rappresenta la battaglia tra dei e giganti .

l’altare romano di Pegamo

A causa dei lavori di ristrutturazione, l’altare di Pergamo e l’ala nord riapriranno nel 2025, tuttavia, proprio di fronte all’Isola dei Musei si trova Panorama, un nuovo edificio per esposizioni temporanee. Attualmente è dedicato agli originali antichi di Pergamo e permette di vivere l’Altare nella sua forma originale e nel suo contesto urbano sull’Acropoli.

l’attrazione Panorama Pergamom
A Berlino  il currywurst è venduto in numerevoli bancarelle distribuite in tutta la città, da Wittys Organic Food a Schöneberg fino al popolare Konnopke’s Imbiss a Pankownei .
A Berlino anche i mercati coperti sono diventati luoghi di street food, dove sono disponibili specialità appena preparate provenienti da tutto il mondo. Il più famoso è il Markthalle Neun, affollatissimo il giovedì sera per via dei diversi foodtruck.E se durante il percorso vi è venuta fame…
Troverete dovunque lo streetfood più popolare di Berlino: Il currywurst, servito in ciotole ‘usa e getta’ per essere mangiato caldo direttamente in strada, con o senza patatine fritte.
E’ nato nel dopoguerra, in un chiosco di Charlottenburg, grazie a una certa Herta Heuwer che si divertì a speziare una salsiccia grigliata con ketchup e curry, ignara che sarebbe diventato il piatto più popolare negli imbiss berlinesi e amato in tutta la Germania.



Dove mangiare i migliori currywurst?
Curry 36, 4 locations, popolari a tutte le ore:
Curry Wolf con vista dell’Arco di Brandemburgo
Konnopke il più antico imbiss di Berlino, sorvegliato dalla leggendaria Marlene Dietrich:
Due imbiss sfiziosi?
Zur Bratpfanne, dal 1949, il preferito dai veri berlinesi
Absolut Curry, versione piccante, servito da un camion-bar posteggiato all’uscita Bellevue del Metro.

Uno streetfood davvero gustoso, piccante al punto giusto e vagamente esotico, grazie alla salsa profumata di curry. Il segreto è proprio lì, in quel condimento rosso fuoco che innaffia abbondatemente il classico wurst, che può essere bianco (il mio preferito) o rosso.   Una salsa difficile sa realizzare ? Assolutamente no ! Ecco la ricetta originale e …buon currywurst!

RICETTA DEL CURRYWURST

Ingredienti
6 wurstel grandi, (la ricetta classica prevede quelli di vitello).
Per la salsa:

  • 250 g di passata di pomodoro;
  • 250 g di ketchup;
  • 2 cucchiai di curry;
  • 1 cucchiaino di paprika dolce o piccante;
    1 cipolla bianca;
  • q.b. sale e pepe
  • q.b. olio di arachidi per friggere.

Istruzioni
Iniziate soffriggendo lentamente nell’olio evo la cipolla bianca tritata e aggiungete il curry e la paprika (1 cucchiaino di curry e 1/2 cucchiaino di paprika a testa) dopodiché aggiungete la passata di pomodoro, il ketchup, le spezie e un pizzico di sale.
Lasciate cuocere versando lentamente anche due mestoli di acqua calda finché la salsa non avrà preso la giusta consistenza.
Sbollentate i wurstel per 5-6 minuti in acqua bollente, scolateli e grigliateli su una piastra. Tagliateli a rondelle e serviteli ricoperti con la salsa di pomodoro speziata.
Se volete seguire la tradizione, accompagnateli da patatine fritte calde.

Giorno e notte…

E visto che siete a Berlino… ecco cosa non perdere
•  Reichstag
• Memoriale dell’Olocausto
• I quartieri trendy Prenzlauer Berg e Kreuzberg
•  Il Muro
• Checkpoint Charlie

•  Porta di Brandeburgo
•  Il Duomo
•  Tiergarten
•  Alexanderplatz e la Torre della Televisione

Vi sarà utilissima la Berlin WelcomeCard che offre ingressi e trasporti gratuiti oltre a sconti, mappe e indirizzi utili. E’ acquistabile in diversi punti della città oppure online.

INFO
Visit Berlin
Berlin Welcome Card

Pasqua 2022. Brindiamo con FOSÉLIOS: inno alla ripartenza e alla convivialità

by Cesare Zucca
italian and english version)

L’ultimo gioiello di Follador Prosecco dal 1769 è FOSÉLIOS Millesimato Brut D.O.C.G. Vegan Friendly, spumante fresco e piacevolmente sapido, decisamente fruttato con nitide note di mela verde e pera con deliziose note floreali sul finale.
E’ stato pensato il pubblico dei giovani a cui è dedicato un ulteriore tocco di originalità. infatti l’etichetta offre un sorprendente effetto luminoso….
Se esposta a luce led: il logo Follador e il nome del vino si “accendono” per contribuire a rendere il momento del brindisi ancora più festoso e coinvolgente
Come un inno alla luce, alla convivialità e alla giovinezza, il termine Fosélios fonde il sostantivo greco Phos (“Luce”) con Eliosche “Dio Sole”.

Sarà presentato in anteprima al Vinitaly (10 -13 aprile), STAND F5 – Pad. 5.

The last jewel by Follador Prosecco dal 1769 is called FOSÉLIOS Millesimato Brut D.O.C.G. Brut D.O.C.G.
Vegan Friendly, fresh and pleasantly savory sparkling wine, decidedly fruity with clear notes of green apple and pear with delicious floral notes on the finish. The audience of young people has been thought of, to whom a further touch of originality is dedicated. in fact, the label offers a surprising luminous effect …. If exposed to LED light: the Follador logo and the name of the wine “light up” to help make the moment of the toast even more festive and engaging As a hymn to light, conviviality and youth, the term Fosélios merges the Greek noun Phos (“Light”) with Eliosche “God of the Sun”.

It will be previewed at Verona Vinitaly (10 -13 April) STAND F5 – Pad. 5.

Benvenuti a Napoli! Welcome to Naples!
Cercate una meta speciale per un weekend speciale?
Oggi vi porto per una vivace passeggiata nel Rione Sanità, uno dei quartieri più antichi di Napoli, scrigno di testimonianze del passato per un’ esperienza unica ricca di storia, cultura e gastronomia locale…sconvolgentemente buona!

Pronti? Partiamo!

La Sanità è un quartiere che sa regalare storia, atmosfera, gusto e bello, anzi dovrei dire ‘bello straordinario’. Basterà entrare nel Museo Archeologico, ospitato in uno meraviglioso edificio cinquecentesco, dove potrete ammirare il meglio dello splendore degli oggetti e degli affreschi scoperti a Pompei.

Poi visitate la Chiesa di S. Maria della Sanità e inoltratevi nel magico cortile del Palazzo dello Spagnolo, gioiello barocco dalla elaborata scalinata

Palazzo dello Spagnolo,

Qua e là scoprirete botteghe artigianali che da generazioni, si tramandano arti manuali antiche e raffinate, dove si producono ceramche. maschere, presepi, statuine e Pulcinella d’autore, oppure dove si restaurano antichi oggetti religiosi, come nel laboratorio di Biagio Roscigno, mentre se siete nel mood di una passeggiata lungo ombrosi sentieri alberati, tuffatevi nel vicino Orto Botanico.

Fermento partenopeo

La Sanità annovera nobili paladini del bello, che spesso amano condividere con il pubblico, dalla Contessa de’ Liguoro e il suo strabiliante Palazzo, all’associazione VerginiSanità e l’acquedotto romano , agli “Amici di Marcel Proust” e il loro suggestivo giardino, ai promotori delle Catacombe di Napoli che ci riportano a quelle origini di identità greca nella quale Napoli si riconosce ancora oggi. Alessandra Martuscelli aprirà al pubblico le Catacombe ai Cristallini, scoperte nel 1889, recentemente riportate all’antico splendore e visitabilI da fine Giugno. Queste scoperte ci rivelano un certo parallelismo tra la personalità dei Greci e quella dei Napoletani.

Le scoperte nelle Catacombe ai Cristallini,

  “I greci erano belli, radiosi e dotati di un grande senso dell’umorismo”, afferma Alessandra Martuscelli,  a cominciare dalle satire, messe in scena con lo scopo di provocare una risata. Hanno inventato la filosofia, medicina, democrazia, Olimpiadi. Insomma, viva i greci, viva la cultura e soprattutto viva la bellezza!  

Apogeo ai Cristallini

Il sottosuolo della Sanità è diventato negli ultimi anni una meta turistica di fama internazionale anche grazie al progetto Associazione CelaNapoli guidata dall’oratoria accattivante di Carlo Leggieri, esperto di problematiche legate al sottosuolo partenopeo nonchè promotore del recupero, della valorizzazione e della fruizione degli ipogei che possono riservare sorprese inaspettate come figure togate, animali e frutta.

Carlo Leggieri

Il passato e futuro di Napoli è spunto per molti artisti che vivono nella Sanità, come Paolo la Motta, che ha presentato l’esposizione Capodimonte incontra la Sanità, un’ intensa galleria di ritratti di personaggi del quartiere

Le opere di La Motta al Museo di Capodimeonte

Continuiamo il nostro percorso e raggiungiamo Borgo dei Vergini, nel cuore della Sanità. Lì scopriamo il magico laboratorio di Vincenzo Oste, visionario designer di gioielli apprezzati in tutto il mondo. “In questo quartiere, racconta Vincenzo, pulsa una straordinaria energia creative ereditata dai nostri avi greci che qui fondarono numerosi ipogei”

Vincenzo Oste

“Questo luogo, continua Vincenzo, una volta era l’officina di mio padre Annibale, scultore e designer di fama mondiale. E’ diventato per me un focolare di creatività, progettazione, nuove tecniche e tanta poesia”.

Oggetti e gioielli tra le creazioni di Oste

La Sanità e un rione con tanta voglia di rinascita, vissuto e animato da artisti napoletani come Christian Leperino che si è impegnato nell’arduo compito di riportare a un nuovo splendore l’affascinante Chiesa della Misericordiella, opera caduta nell’oblio per oltre cinquant’anni e l’ Associazione ‘Made in cloister’ a cui si deve il progetto di rigenerazione urbana nel chiostro rinascimentale di Santa Caterina che ospiterà in Marzo la mostra Interaction Napoli con più di 20 artisti internazionali .

Chiesa della Misericordiella

Il Principe Totò

Antonio De Curtis, in arte Totò, nacque nel 1898 nel Rione Sanità in via Antesaecula.
Totò è presente ovunque, nelle vie, nelle bancarelle, nei locali, ma soprattutto nell’animo delle persone della Sanità, dove spiccano le qualità di questo enorme artista: il cuore, la passione e l’altruismo.

E adesso… si mangia!

La Sanità è un quartiere densamente popolato, dove all’improvviso sbucano mercatini, gelaterie, pizzerie e semplici trattorie che servono piatti tipici, come la frittata di pasta, le pennette salsiccia e friarelli oppure il tianiello, un ricco piatto di pesce con cozze, vongole lupini, fasolari, calamari, gamberoni e l’immancabile tentacolo di polpo, il tutto servito su un letto di pane fritto.

Una spettacolare frittata di pasta e il tipico tianiello

Trai più popolari troviamo il tortano, ciambella salata riccamente farcita da salumi e uova , anche in versione dolce come casatiello, con canditi e scorze di agrumi, ricoperta dal naspro (una glassa ottenuta mescolando lo zucchero a velo con albume e gocce di succo di limone) e decorata con i diavulilli, cioè i confettini di zucchero

PIZZA!
Un’enormità di gusti e varianti… dalle montanare fritte con sugo di mozzarella e parmigiano alle cafone con salsa e filetto di pomodoro, aglio, origano, peperoncino e formaggio grattugiato

La pizza ‘gourmet’ della Campagnola

I miei consigli:

Pizzeria Campagnola Ottima la ‘gourmet’ con spinaci e scaglie di grana e un bel ‘cornicione’ alto.
Isabella da Cham Quando la pizza è fritta come si deve.
Baccaleria Scugnizza Scarola alla napoletana con acciughe, uvetta, pinoli anche take away.
La Taverna di Totò Dove c’è il busto in legno donato dallo scultore Luigi BuomminoPizzeria Lombardi Locale storico dove l’omonima famiglia di pizzaioli ancora oggi tramanda una tradizione che risale al lontano 1892. Le loro pizze? Ottime allora, ottime oggi !

Pizzeria Concettina ai tre SantiSiamo nel 1951. Concettina Oliva davanti al suo basso sfornava con gioia e dedizione tante pizze fritte per tutto il Rione Sanità. La tradizione continua fino al suo pronipote Ciro, consapevole figlio d’arte proiettato nel futuro attraverso un lavoro continuo di ricerca, basato sulla valorizzazione della tradizione. Gli Oliva sono un perfetto esempio nella napolanità più bella: duro lavoro, estro creativo, impegno sociale.

Terza e quarta generazione della famiglia, Antonio e Ciro, padre e figlio, sono un duo imbattibile.

Lo dimostrano le montanare capovolte (sotto un ragù napoletano che ha cotto 8 ore, sopra una pizza fritta da mangiare rigorosamente con le mani facendo la scarpetta) o il panino “Annarella, ripieno di zucchine cotte in tre modi, provola e prosciutto crudo. Top dei top, ecco la ‘ montanara gigante, servita “sott’ n’ copp”, vale a dire a testa in giù, una meraviglia!
Gli Oliva: un perfetto esempio nella napolanità più bella: duro lavoro, estro creativo, impegno sociale e soprattutto  montanara
Sono riuscito a farmi ‘regalare’ la ricetta!  La trovate a fine articolo … provarla per credere!

Pizza fritta e panino ‘Annarella’ di Oliva

Un fiocco da Oscar!
Lo storico marchio  Poppella nasce nel lontano 1920 quando Giuseppina e Raffaele Scognamillo iniziano l’attività di panificatori nel popolare Rione Sanità. Nel 1960 la gestione passa nelle mani del figlio Salvatore e, nel 2005, in quelle di suo figlio Ciro, la terza generazione di Poppella.
Se questa non è storia! Tuttavia…

il popolarissimo ‘fiocco di neve’

Il ‘miracolo’, però, avviene nel 2015 grazie all’intuizione di Ciro di realizzare un dolce che potesse essere buono e economico. Nasce così il “fiocco di neve” una mini brioche riempita da una crema a base di panna e ricotta di pecora, soavemente spolverata da zucchero a velo, Risultato? Un tale successo che viene proposto in diversi gusti: classico, al pistacchio e al cioccolato. Tra le delizie di Poppella anche un omaggio al grande Totò: la Bombetta  a base di  Pan di Spagna allo yogurt, ripieno al fiocco di neve e copertura al cioccolato.

Dove mangiare

Tantissimi ristoranti, trattorie, baccalerie, panifici e takeaway.
Vi segnalo due ristoranti, diversi nello stie e nel concetto di ristorazione, ma ambedue rispettosi della cucina partenopea, tradizionale  o rivisitata, ma comunque eccellente.
Mimì alla Ferrovia
Un tuffo nella cucina tradizionale napoletana con la nuova chiave di lettura dello Chef Salvatore Giuliano. Nel menu spiccano Baccalà fritto con pomodorini del piennolo, il pescato con panatura mediterranea e le iconiche polpette al ragù.

Chef Salvatore Giuliano in azione

Aria
Solo dopo cinque mesi dalla apertura… è arrivata la Stella Michelin, congratulazioni allo Chef Paolo Barrale, che predilige ricette e abbinamenti storici, materie prime nobili e popolari, tecniche nuove che sanno rispettare l’identità territoriale di Napoli e delle, sue tradizioni.
Basterà citare il piatto‘ Miseria e Nobilta’, omaggio al grande Totò,

Paolo Barrale e “Misera e Nobiltà” Piatto dedicato a Totò con testina di vitello e il  tradizionale o’ muss’, abbinato a panna acida e caviale,

Dove dormire

Rione Sanità è un allegro caos di voci, suoni, rumori e strombazzanti motorette che tagliano le strade. Però in tutto questo traffico, ho trovato una vera oasi di pace e silenzio… insomma, ho scoperto un piccolo gioiello, proprio nel cuore della Sanità.

Aprite il cancello e immergetevi nella magica atmosfera dell’ Atelier Ines, un B&B con cinque camere, una diversa dall’altra e una suite, arredate con i pezzi design creati da Vincenzo Oste e veramente tranquille, luminose e curatissime nei dettagli e nei comfort, dotate di bagni in ceramica di Vietri.

L’ Atelier è situato nel cuore della Sanità, a 600 metri dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte e offre camere climatizzate con WiFi gratuito, mentre alcune unità dispongono di un’area salotto dove è possibile rilassarsi.


La colazione offre marmellate fatte in casa, yogurt e torte (meravigliose) nonché uova strapazzate fresche di fattoria e frutta biologica.

Un posto dove ci si sente a casa e si è affascinati dal decoro, dall’arredamento e dal grande talento presente in ogni singola creazione, dalle lampade ai portasciugamani a spirale, alle testate scultoree uniche nel loro genere. im più gli ospiti sono invitati a esplorare l’adiacente laboratorio e l’archivio Oste.

Casa D’Anna ai Cristallini è una maison d’art elegante, riservata. Una bellissima casa d’epoca con quattro camere nel centro del Rione Sanità che con il tempo è diventata punto di riferimento a Napoli per una clientela raffinata, colta ed esigente.

Casa D ‘Anna

Dimora barocca dei primi del 1500, finemente restaurata, si trova al secondo piano di Palazzo Giannattasio, a pochi passi dal Museo Archeologico, indirizzo ideale per un’esperienza autentica della vita napoletana grazie alla sua posizione nel vivace mercato rionale della Sanità.

Al piano superiore di Casa D’Anna si trova un ampio giardino che ospita decine di meravigliose piante mediterranee come bouganville, limoni e gelsomini. Puoi rilassarti con un bicchiere di vino, sfogliare una rivista o semplicemente prendere il sole.

Rione Sanità… inutile dirlo: ” I LOVE Napoli” !
Curiosi di scoprire la ricetta della straordinaria Pizza Fritta “Montanara Gigante” di Ciro Oliva?
Eccola!

RICETTA ORIGINALE DELLA PIZZA FRITTA ‘MONTANARA GIGANTE’

Buon appetito!

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.  Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta in stile ‘Turista non Turista’

AJACCIO: TOUR ‘NAPOLEONICO’ E LA RICETTA DELL’IMBRUCCIATA

(in italian and english)

Benvenuti in Corsica! Welcome to Corsica!

L’hanno soprannominata ‘Île de Beauté’ ovvero ‘Isola della Bellezza’, nome appropriato per un’isola dai mille colori, meravigliosamente selvaggia, un angolo di paradiso a due passi dall’Italia.
Oggi vi portiamo sul litorale occidentale, ricco di paesaggi contrastanti, natura intatta, siti preistorici, grandi riserve naturali, piccoli paesini affacciati sul mare e suggestivi borghi arroccati sulle montagne.

La nostra meta è Ajaccio, capoluogo della Corsica e città natale di Napoleone Bonaparte. Scoprirete storia, arte, gastronomia e splendide spiagge, come Marinella, Saint-François e Isolella.
La sera viene annunciata da meravigliosi tramonti che tingono di rosso le vicine isole Sanguinaires, dove è possibile praticare tutte le attività legate al mare: immersioni, sci nautico, pesca.

La prima cosa da fare per far cominciare ufficialmente il vostro weekend a Ajaccio è prenotare un posto su uno dei traghetti per la Corsica. Vi consiglio di imbarcare un’auto sul traghetto, così da potervi muovere in totale libertà.

Pronti per un vero tour ‘napoleonico’ della città?

Partiamo dalla Cattedrale, con la sua caratteristica facciata color ocra e il celebre fonte battesimale dove fu battezzato Napoleone. Proseguiamo verso il suo borgo antico per scoprire la Casa Bonaparte dove l’Imperatore nacque e visse la prima giovinezza. Qui sono conservati ritratti di famiglia, mobili d’epoca, raffinati arazzi e gli oggetti che venivano utilizzati quotidianamente dalla famiglia Bonaparte.

Raggiungiamo Palazzo Fesch dove troviamo la Cappella imperiale, che era il mausoleo della famiglia Bonaparte, anche se la tomba di Napoleone si trova a Parigi.
Dalla cappella imperiale, camminando lungo il lungomare, si arriva al molo della Cittadella, con la sua Torre e le sue Mura.

Palazzo Fesch

Più avanti ci attende il Museo Napoleonico del Municipio, suggestivo palazzo in stile anni ’30, conserva la memoria della famiglia Bonaparte e del primo Imperatore francese.
Tappa finale del nostro tour: Place Foch dove Napoleone ci scruta dall’alto della sua statua, piazzata su una fontana adornata da quattro leoni di marmo.
Grandeur!

Tutt’attorno Place Foch troverete pasticcerie, caffè e ottimi ristoranti dove poter assaggiare i piatti tipici della Corsica, testimoni della sua grande tradizione culinaria. Scopriamoli insieme.
Tra i primi, spiccano sostanziose minestre solitamente preparate con carni e erbe selvatiche, tra queste ce n’è una davvero speciale, con fagioli e denti di leone. Se amate la pasta, provate lo stufatu, tradizionale piatto di lasagne, carni di manzo, vitello e maiale.

Zuppa di fagioli alla corsa

Tanta carne di agnello che troviamo nel piatto top agneau corse” abbrustolito a fuoco lento e preparato con rosmarino, patate e aglio oppure come condimento della “pulenta” fatta con farina di castagne. Il veau aux olives, dove il vitello viene cotto lentamente insieme a olive, cipolla, erbe varie, pomodori mentre civet de sanglier è un piatto classico: cinghiale selvatico preparato in casseruola con carote, castagne, finocchio, aglio, cipolle, e tanta acquavite.

civet de sanglier

La cucina di Ajaccio è conosciuta per i piatti di pesce a cominciare dall’aziminu, una bouillabaisse a base di pesce di roccia, mentre nella soupe de possoin a l’ajaccienne troviamo un ricco mix di scorfani, labridi di acqua marina e granchi ben aromatizzati da erbe aromatiche e spezie. In effetti i granchi qui sono in mare tutto l’anno… e gli chef locali si sbizzarriscono in sughi e zuppe.

aziminu

La Corsica vanta una ricca tradizione in fatto di salumi: dal prisuttu (prosciutto affumicato), al figatellu, (salsiccia di fegato di maiale), al pulpone (coppa). Tra i formaggi spiccano il Bleu de Corse (stagionatura 6 mesi e sapore piccante) e il brocciu, a base di latte di capra o di pecora e dal sapore simile a quello della ricotta ma molto più intenso.

il tipico formaggio’ brocciu’

Ed proprio dal brocciu che è nato il dolce più tipico per eccellenza della cucina corsa: il fiadone, tesoro nazionale della Corsica, onorato dalla ‘Confraternita del Fiadone’, attiva promotrice di questa specialità dal sapore robusto e dal profumo intenso perfetto se accoppiato a un calice di Muscat di Cap Corse. Questo dolce spesso cambia nome, ad Ajaccio si chiama imbrucciata.
Dove trovare la migliore ? Tutti concordi: Corte, un piccolo paese nell’entroterra dell’isola

Vi ho incuriosito e stuzzicato la gola? Ecco come prepare un ‘imbrucciata, ricetta facile facile e risultato delizioso...
RICETTA DELL’ IMBRUCCIATA

Il tipico ‘fiadone’

Ingredienti

  • 500 gr di broccio o formaggio fresco di pecora
  • 4 uova
  • Una pasta frolla
  • Scorza di limone o d’arancia
  • 150 a 200 gr di zucchero

Procedimento
Mantecate i tuorli con lo zucchero.
Mescolate bene, aggiungete la scorza di limone o d’arancia, la pasta deve essere liscia.
Montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto.
Versate l’impasto in tortiera rotonda di cui avrete coperto il fondo con carta da forno.
Infornate a 180C° per circa 35 minuti.
Lasciate raffreddare e fate riposare in frigo per 2 ore

Imbrucciata di Ajaccio

Dove mangiare a Ajaccio

Ecco tre ristoranti impegnati a proporre cucine mediterranee, contemporanee e stagionali, arricchite da piatti di pesce spesso rivisitati con estro e sapore.
L’Ecrìn
Cucina di stagione, fresca e ben eseguita,. Spicca il pesce spada pescato alla lenza, preparato in tataki e condito con lo zenzero. D’estate, piccolo e accogliente dehors.
A Terrazza
Un delizioso dehors offre una vista favolosa sul Golfo di Ajaccio. A tavola, scoprirete una cucina contemporanea diispirazione mediterranea. Riaprirà a fine Marzo.
A Nepita
Prende il suo nome dalla maggiorana selvaggia, la più aromatica della Corsica.Chef Simon Andrews, elabora ogni giorno una cucina eccellente, sinonimo di freschezza e sapore.

Piatti ‘gourmet’ di 3 ristoranti top a Ajaccio. Da sinistra: L’Ecrìn, A Terrazza, A Nepita

INFO
Traghetti per la Corsica
Turismo Ajaccio

For the ‘imbrucciata cake’ recipe in engish, just turn the page
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WHEN IDEAS AND TALENT MEET…

Oblivion Rhapsody at Teatro Carcano, Milan
5 irresistible performers in a breathtaking show where music and words, play together, boasting hilarity, ideas and talent, all served with a great energy.


They range from the Divine Comedy to the italian classic ‘Promessi sposi’ ,from the hilarious number where each singer can express himself only with vowels or consonants, up to the incredible medley where in only five minutes the Oblivion tell the story of rock.
Imagine the cheesy lyrics of popular pop italian singer Gianni Morandi over the Queen’s music… just to give you an example…

Five talented performers, intelligent lyrics guaranteed fun, many ideas and an immense talent.
I am surprised that Oblivion have not yet made a big splash on TV, perhaps with an ‘Oblivion Show’ but maybe it’s better this way ,,,
Let’s keep them a little secret for a while longer, like you do with a precious jewel …


In the meantime, if you don’t know them again, you can discover them at the Carcano theater until March 13th. An intense Italian tour will follow. Check the dates on www.oblivion.it
Don’t miss Obivion!
#oblivion # teatrocarcano

Teatro Carcano, Milano.Oblivion Rhapsody.
5 irresistibili performers in uno show mozzafiato dove musica , parole , ma soprattutto giochi di musica e giochi di parole si intrecciano con ilarità, idee, talento.
Si va dalla Divina Commedia ai Promessi sposi , dall’ esilarante numero dove ogni cantante può esprimersi soltanto con le vocali o con Le consonanti , fino all’incredibile medley dove in cinque minuti gli Oblivion raccontano la storia del rock. Immaginatevi i testi di Gianni Morandi sulle musiche dei Queen … giusto per darvi un esempio…

Cinque bravissimi interpreti, testi intelligenti divertimento assicurato
E, ripeto, tantissime idee e smisurato talento. Mi meraviglio che gli Oblivion non siano ancora sbarcati in un TV show tutto loro…. ma forse è meglio così,,,
Teniamoceli cine un piccolo segreto ancora per un po’ , come si fa con un gioiello prezioso…
Intanto , se non li conoscete ancora, potete scoprirli al teatro Carcano fino al 13 marzo. Seguirà un’intensa tourneè italiana .
Le date sono sul loro sito www.oblivion.it
Da non perdere!
#oblivion #teatrocarcano

INFO
Teatro Carcano