I Legnanesi, the funniest italian family, at Teatro Manzoni, Milano

“I Promossi Sposi” is the latest show by the “en travesti” historic Italian dialect theatre company I Legnanesi, touring theatres across Italy in the 2025/2026 season. I Legnanesi once again prove their importance in Italian dialect theatre, staying true to their traditional style with sharp comedy, strong pacing, and well-crafted scripts.The comedy centers on the Colombo family, the iconic characters of I Legnanesi: Teresa ( Antonio Provaso) Giovanni ( Italo Giglioli)  and the flamboyant daughter Mabilia ( Enrico Dalceri)

The story kicks off when a visibly shaken Giovanni announces a shocking discovery: due to a bureaucratic mix-up in the town hall records, it turns out that he and Teresa may never have been legally married. This misunderstanding sets off a chain reaction of mix-ups, twists, and classic gags, all in true Legnanesi popular-comedy fashion.
With humor, warmth, and music, the show explores the theme of love—suggesting that real affection matters more than a signature on a piece of paper.
I Promossi Sposi tackles universal themes such as love, identity, and family bonds, using humor and dialect to connect with audiences The show is able to combine popular comedy with moments of everyday poetry, making it enjoyable both for fans of tradition and for those looking for something more thoughtful.

A surprising “finale” 
As tradition dictates, in the grand finale the entire cast, actors and dancers, come on stage ” in a man outfit” to thank the audience as one, amid applause and heartfelt emotion.

Teatro Manzoni in Milan till February 22, 2026
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Teatro Manzoni 


IL CLOWN DEI CLOWN al Teatro Menotti di Milano

Dal 2 al 6 gennaio il Teatro Menotti di Milano ospita IL CLOWN DEI CLOWN, il one man show di David Larible, considerato dalla stampa internazionale “il più grande clown classico del nostro tempo”.Larible si è esibito nei principali circhi italiani ed europei e ha lavorato a lungo negli Stati Uniti con il celebre “Ringling Bros. and Barnum & Bailey”, dove è stato il primo clown nella storia ad apparire come star della pista centrale, guadagnandosi il soprannome ufficiale di “Clown of Clowns”. David ha vinto numerosi premi prestigiosi, tra cui il Clown d’Argento (1988) e il Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo (1999), il premio più importante nel mondo circense

Il suo show Il Clown dei Clown scritto, diretto e interpretato da David Larible, con Andrea Ginestra e accompagnamento musicale dal vivo del M° Mattia Gregorio.
Ho scoperto un one-man show poetico, comico e profondamente umano,
La storia racconta di un umile uomo delle pulizie di un teatro che, con innocenza e tenacia, sogna di diventare un clown capace di dirigere un’orchestra o una versione teatrale di Romeo e Giulietta. In punta di piedi e con gesti semplici trasforma la scena in un’esplosione di risate, emozioni e poesia.

Con un incredibile “fiuto per l’arte” David scende tra il pubblico e sceglie i prossimi protagonisti , che assolutamente ignari di cosa possa succedere, vengono portati sul palco pe diventare gli “animatori” trasformandosi in volonterosi musicisti, attori, ballerini  tutti diretti dal Maestro Larible,,,Regalandoci autentici momenti di buonumore,

Uno spettacolo poetico ed esilarante, capace di parlare a pubblici di tutte le età, che riassume in scena l’arte di uno dei più grandi protagonisti della clownerie mondiale, tra tradizione circense, visual comedy e teatro popolare. Lo spettacolo fonde gag visive, musica dal vivo (con brani lirici e classici) ed elementi di commedia dell’arte,

E’ stato rappresentato in oltre 250 repliche in teatri prestigiosi in tutto il mondo, da Venezia a Mosca fino al Teatro Menotti di Milano fino al 6 Gennaio 2026

Il “Maestro Larible” al naturale…

Per prenotare:
https://www.teatromenotti.org/evento/il-clown-dei-clown-.aspx

Il Clown dei Clown in tour

9 gennaio – Aosta, Teatro Splendor

11 gennaio – Muggia, Teatro Verdi

13 gennaio – Lignano Sabbiadoro – Cinecity

14 gennaio – San Daniele del Friuli – Auditorium alla Fratta

15 gennaio – Artegna – Teatro Monsignor Lavaroni

16 gennaio – Zoppola – Auditorium Comunale

17 gennaio – Lestizza – Auditorium Comunale

 

Candida Di Pierro fa brillare la sua stella nella Guida Michelin

Candida Di Pierro fa brillare la sua stella nella Guida Michelin
di Cesare Zucca
(italian and english versions)

Oggi incontriamo Candida Di Pierro, chef e patronne del Gallery Bistrot Contemporaneo a Troia, (Foggia). Un locale dall’arredamento minimalista e vagamente norvegese, dall’effetto ottico dei legni alle pareti, all’illuminazione essenziale sui tavoli.

Candida Di Pierro Makes Her Star Shine in the Michelin Guide
Today we meet Candida Di Pierro, chef and owner of Gallery Bistrot Contemporaneo in Troia (Foggia). The restaurant features minimalist décor with a subtle Nordic feel, from the visual effect of the wooden wall panels to the clean, understated lighting over the tables.

Candida ama mescolare arte e cucina, storia e profumi, piatti e letteratura, nonché estro architettonico e composizioni gastronomiche: completati dai sentori più autoctoni e dalle sensazioni più intense dell’entroterra e dei Borghi minori, senza dimenticare essenze intime e identitarie del suo territorio.

Candida loves blending art and cuisine, history and aromas, food and literature, as well as architectural creativity and gastronomic compositions. All of this is enriched by the most authentic local flavors and the intense sensations of the inland areas and smaller villages, without ever losing sight of the intimate, identity-defining essences of her homeland.

Ho incontrato Candida per una gustosa degustazione seguita da una simpatica chiacchierata.

LA DEGUSTAZIONE
Si inizia con alcuni strepitosi amouse-bouche: uno schioccante e sorprendente ⁠cioccolatino di mare con bisque di gambero rosso e scampo (da Oscar!) un bon bon di parmigiano e confettura di radicchio, fino alla ⁠tartare di cervo, spuma di patate affumicate, tuorlo d’uovo marinato e riso.

I met Candida for a delicious tasting, followed by a pleasant and friendly chat.

THE TASTING
The experience begins with a selection of outstanding amuse-bouches: a crisp and surprising seafood chocolate filled with red prawn and langoustine bisque (Oscar-worthy!), a Parmesan bonbon with radicchio jam, and finally a deer tartare with smoked potato foam, marinated egg yolk, and rice.

Arriva il tocco “marino” con un divertente panino al latte ragù di polpo e aglio nero e un club sandwich di scampo da gustare in un boccone
Nel calice un Macerotto Elda da vitigno bombino bianco.

A playful “sea” touch follows, with a milk bun filled with octopus ragù and black garlic, and a one-bite langoustine club sandwich.
In the glass, a Macerotto Elda made from Bombino Bianco grape

Per iniziare la Chef mi ha proposto una zuppetta di miso con funghi cardoncelli, alga e primo sale accompagnato da insoliti grissini al grano arso con lardo, cracker di cipolla pane sfogliato con burro salato o il meraviglioso pane di Troia accompagnati da Olio Roccia (Coratina e Peranzana)

To start, the chef suggested a small bowl of miso soup with cardoncelli mushrooms, seaweed, and fresh primo sale cheese, served with an unusual selection of accompaniments: burnt-wheat grissini with lardo, onion crackers, flaky bread with salted butter, and the wonderful Pane di Troia, all paired with Roccia olive oil (Coratina and Peranzana).

Tra i primi , un interessante tortello di grano arso in farcia di bracioletta, spuma di caciocavallo podolico, olio al finocchietto selvatico e pop corn di maiale. Spunta il pesce, Tortelli in farcia di astice e lime, zabaione di zucchine

Among the first courses, an intriguing burnt-wheat tortello filled with braised meat, Podolica caciocavallo foam, wild fennel oil, and pork popcorn. Seafood makes its appearance as well, with tortelli stuffed with lobster and lime, served with a zucchini zabaglione.
Anche nei secondi, la cucina di Candida spazia con disinvoltura dalla caren al pesce,
Dallo scamone di agnello, verza, salamella, cipolla glassata e patate, alle mazzancolle al guanciale su crema di ceci e rosmarino.

The main courses further showcase Candida’s confident versatility, moving effortlessly from meat to fish: from lamb rump with savoy cabbage, sausage, glazed onion, and potatoes, to king prawns wrapped in guanciale on a chickpea and rosemary cream.

Ho adorato i predessert: sorbetto al fico d’india e la favolosa granita al mandarino e spuma di yogurt, per terminare con un classico dolce pugliese rivisitato : cremoso al cioccolato bianco e olive, ricotta agli agrumi del Gargano e cialda al miele,…
Più Puglia di così….

I absolutely loved the pre-desserts: prickly pear sorbet and the fabulous mandarin granita with yogurt foam. The meal then concludes with a reimagined Puglian classic: white chocolate and olive cream, ricotta scented with Gargano citrus, and a honey wafer
A beautiful finale comes with Dolce Puglia: white chocolate and olive cream, ricotta with Gargano citrus, and a honey wafer.

More Puglia than this is hard to imagine…

L’INTERVISTA
Qual è stato il suo viaggio preferito e perché?

I viaggi sono la mia ispirazione principale, imparando dalle diverse regioni e cucine.
Il mio viaggio preferito è stato a Parigi, la capitale gastronomica del mondo.
Amo l’energia, l’eleganza e il profondo rispetto per il cibo di Parigi: dai classici pain au chocolat, ai croissant friabili, alle baguette, alle fusioni culinarie all’avanguardia, oltre ai formaggi dal sapore pungente, pasticcini raffinati e vini di livello mondiale.
La città ospita alcuni dei migliori ingredienti al mondo, chef straordinari e una cucina raffinata con sottili influenze asiatiche.
Quale posto le piacerebbe visitare che non ha ancora visitato? Perché?
Non ho dubbi, tra le priorità mi piacerebbe visitare il “Noma”, il ristorante più influente al mondo per la sua cucina dinamica, per la sua cucina nordica rivoluzionaria, per l’uso di ingredienti selvatici e fermentati, per un’esperienza immersiva e la sua influenza globale.
Un posto di culto, al centro della capitale danese, dove ogni appassionato di cucina contemporanea dovrebbe andare almeno una volta nella vita.
Cucine del mondo. Qual è la sua preferita?
Mi ha ispirato molto Tokyo, la capitale giapponese come meta più ambita del turismo enogastronomico, un viaggio all’insegna della cucina tradizionale dell’estremo oriente, alla cucina raffinata. La città ha il maggior numero di ristoranti stellati Michelin al mondo.
È il luogo di nascita del sushi, con ristoranti dedicati anche al ramen, ai noodles, al tempura, allo yakitori e ai gyoza. Tokyo ha una forte tradizione culturale, in cui la popolazione lotta attivamente per preservare i propri costumi, la propria lingua e la propria identità.
l suo primo ricordo da bimba in cucina?
Sin dai primi anni di vita custodisco nella mia mente ricordi che mi accompagnano per tutta la vita, memorie che fanno rievocare sensazioni piacevoli, di felicità e che, per nulla al mondo, potranno essere cancellate. Un piatto della mia infanzia che ricordo con molta tenerezza e che rimane impresso in maniera indelebile: pappardelle di pasta fumante con ragù di polpette che mi aspettava a tavola quando ero piccola. La passione per la cucina è nata fin da piccola quando vedevo preparare in casa i pranzi della domenica e delle feste. Stare “tra i piedi” di mia nonna e di mia madre mi rendeva orgogliosa e loro mi insegnavano tante cose, tra cui l’iconico piatto di riso, patate e cozze. Sì, perché il cibo che più amiamo è tra le prime memorie di cui abbiamo traccia.
Qualche appassionato di cucina nella sua famiglia? Qualche ricordo?
Rosa, la mia nonna barese. era appassionata di cucina e amava trasformare gli ingredienti in piatti deliziosi, trasformando la cucina nel cuore pulsante della casa, condividendo esperienze e creando legami. La nonna sperimentava sempre nuove ricette e tramandava segreti di famiglia condividendo attivamente le preparazioni con tutti i nipoti. Ogni settimana la nonna insegnava con cura a fare le orecchiette baresi, formato di pasta molto complicato da realizzare. Dopo diversi tentativi, sono riuscita finalmente a farle perfette.
Come è diventata chef?
Dopo aver conseguito la Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari, decisi di apprendere le tecniche e la gestione della cucina, sviluppando creatività, organizzazione e capacità di lavorare in team. Iniziai dalle basi (HACCP, sicurezza) specializzandomi nel tempo. Per diventare chef bisogna combinare passione, formazione teorica e tanta esperienza pratica (la cosiddetta gavetta), frequentando corsi professionali mirati e facendo stage in ristoranti per apprendere tecniche all’avanguardia. Diventare chef richiede dedizione e sacrifici, ma la passione e la determinazione, unite alla giusta formazione e all’esperienza, sono le chiavi per il successo.
Quanto è rilevante la sua terra nei suoi piatti?
I prodotti della terra hanno una rilevanza fondamentale e crescente nei miei piatti, legata alla salute, alla sostenibilità ambientale e alla cultura culinaria, con una riscoperta delle tradizioni locali che valorizzano ingredienti freschi, di stagione e a basso impatto ambientale, in un’ottica di benessere individuale e planetario. L’uso di ingredienti freschi e stagionali, esalta sapori autentici riportando in tavola la connessione con la natura, offrendo un’esperienza sostenibile. Il primo passo quindi è il ritorno alla filiera corta con l’utilizzo di materie prime locali, che seguono le stagioni e coltivate nel rispetto della terra. Utilizzando questi metodi, si prova a restituire sia l’identità che l’autenticità dei piatti, difendendo tradizioni agricole e piccoli produttori, tutto per mettere il territorio al centro dell’esperienza gastronomica.
Un itinerario ‘dalle sue parti’ che consiglierebbe a un amico?
Tra gli itinerari che consiglierei ad un amico, sicuramente c’è quello dei Monti Dauni non soltanto per il patrimonio storico-artistico che questi borghi di Puglia offrono, ma anche per spunti di itinerari naturalistici ed enogastronomici da seguire. L’incredibile combinazione di natura incontaminata (boschi, panorami, lavanda), la ricchezza storica e archeologica (antichi popoli, castelli, cattedrali romaniche come a Troia), borghi medievali affascinanti (Bovino, Alberona, Deliceto), gastronomia autentica a km zero e l’ospitalità genuina, offrono un’esperienza di viaggio lenta, culturale e rigenerante lontano dal turismo di massa, perfetta per camminare, scoprire tradizioni e gustare prodotti locali unici come mieli e tartufi. Paesaggi mozzafiato, boschi (come il Bosco di Faeto), campi di lavanda, il lago di montagna e la vetta della Puglia. Ideale per trekking, e-bike e sport all’aria aperta, con percorsi che attraversano mulini ad acqua e cascate.
Dove trova l’ispirazione per creare un piatto?
L’ispirazione per creare un piatto la trovo nella natura (colori, forme, tradizioni locali stagionalità degli ingredienti), dall’arte (forme geometriche, sculture) ma la concretizzo solo con studio, esperimenti, disegni per visualizzare la composizione e l’impiattamento prima di cucinare, la ricerca di consistenze e abbinamenti perfetti.
C’è un piatto che ama mangiare solo se cucinato da un altro?
Amo mangiare la lasagna solo se preparata tassativamente da mia mamma Giuseppina.Una ricetta tradizionale, con ragù cotto lentamente e besciamella fatta in casa. Realizzata con ingredienti semplici ma di qualità, come pasta fresca, carne, pomodoro e parmigiano, che creano un equilibrio perfetto. Il gusto è quello dei ricordi, legato alle domeniche in famiglia e alle feste, rendendola più di un semplice piatto. La consistenza perfetta? Strati ben definiti di pasta, sugo, besciamella e una croccante superficie dorata.
Un ingrediente che troveremo sempre nel suo frigo e uno che non troveremo mai
Sempre le uova, sono la base per realizzare di mille ricette, sia dolci che salate. Per non parlare del latte, alimento fondamentale. Faccio colazione ogni mattina con una bella tazza di latte e caffè.  Mai…?  I prodotti in scatola.
Se Candida fosse un piatto, quale sarebbe?
Un tiramisù, dolce ma con un carattere deciso.
La cucina di Gallery Bistrot in tre aggettivi?
Vsionaria, raffinata e ricercata.
Da un lato la tradizionale cucina pugliese di Troia e dall’altro la cucina di Gallery. Come commenta?.
Sono alla ricerca di ricette autentiche e culture culinarie vivaci, mostrando grande apertura verso usi e sapori locali. Il motivo, oltre che culinario è emotivo: è da questi paesi che vengono i suoi antenati e sarebbe un viaggio fantastico all’insegna della riscoperta delle proprie radici. Tuttavia la cucina si evolve costantemente, passando da un ambiente funzionale a un’area multifunzionale, tecnologica e socializzante, integrando design, sostenibilità ed ergonomia, con tendenze che includono elettrodomestici intelligenti, tecniche innovative (sous-vide, fermentazione) e maggiore attenzione a ingredienti locali, stagionali e alternative vegetali. L’evoluzione della cucina segue in parallelo quella del mercato e la ristorazione mondiale è in forte crescita: nuove esigenze si intrecciano con nuovi cibi e modelli alimentari, cambia anche il modo e dove si desidera consumare un piatto pronto con aspetti sorprendenti!

Ha un sogno nel cassetto? 
Il mio sogno nel cassetto è quello di aprire una scuola di cucina a Troia offrendo corsi amatoriali e professionali al passo con le tendenze, coinvolgendo i più grandi professionisti della ristorazione a Troia.
Uno dei suoi piatti preferiti?
Spaghettone alla crema di peperone, polvere di pomodoro e sardina che è un pilastro della cucina locale: un pesce azzurro, ricco di Omega 3. Le sardine sono economiche, sostenibili e hanno bassi livelli di mercurio, mentre lo spaghettone lavorato a mano, rappresenta un’eccellenza italiana gestito dalla famiglia Zampino
Mmmmmm…  già mi viene l’acquolina in bocca, ci regala la ricetta?
Certo, eccola!

SPAGHETTONE ALLA CREMA DI PEPERONE, SARDINA E POLVERE DI POMODORO 
Ingredienti per 2 persone
200 gr di spaghettoni Gentile
3 peperoni rossi
100 gr di sardina
polvere di pomodoro disidratata
timo qb
Preparazione
Per la crema di peperone
In una teglia disporre i peperoni avendo cura di condirli con sale, pepe, timo e olio evo.
Cucinarli in forno a 200° per 15 minuti; successivamente girare i peperoni e cucinarli per altri 15 minuti.
Una volta raffreddati, eliminare la pelle e i semi. Disporre i peperoni in un mixer e frullarli alla massima potenza.
Cucinare la pasta e mantecarla con la crema di peperone.
Guarnire il piatto con la sardina tagliata a cubetti e la polvere di pomodoro disidratata.

Beh , devo dire un piatto degno della Guida Michelin che ha voluto nuovamente “stellare” Il Bistrot Gallery per il  2026!
Ringrazio la Guida Michelin per la fiducia rinnovata e per l’attenzione con cui osserva la nostra crescita.. È un grande onore. Ma soprattutto, grazie alla mia squadra, il mio cuore pulsante, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile! Grazie ragazzi per il loro eccellente lavoro !

Gallery Bistrot Contemporaneo
Via Regina Margherita 3/b, Troia, 71029,

THE INTERVIEW WITH CANDIDA DI PIERRO

What has been your favorite trip and why?
Travel is my main source of inspiration: learning from different regions and cuisines constantly fuels my creativity.
My favorite trip was to Paris, the gastronomic capital of the world.
I love its energy, elegance, and deep respect for food — from classic pain au chocolat, flaky croissants, and baguettes, to cutting-edge culinary fusions, bold cheeses, refined pastries, and world-class wines.
The city is home to some of the best ingredients in the world, extraordinary chefs, and a refined cuisine with subtle Asian influences.

Is there a place you’d love to visit that you haven’t yet? Why?
Without a doubt, one of my top priorities is Noma — the most influential restaurant in the world.
Its revolutionary Nordic cuisine, use of wild and fermented ingredients, immersive experience, and global impact make it truly unique.
It’s a culinary landmark in the heart of Copenhagen, a must-visit at least once in a lifetime for anyone passionate about contemporary cuisine.

World cuisines: which one is your favorite?
Tokyo inspired me deeply. It’s the ultimate destination for food lovers and the global capital of fine Japanese cuisine.
It’s a journey into traditional Far Eastern cooking and refined gastronomy. Tokyo boasts the highest number of Michelin-starred restaurants in the world.
It’s the birthplace of sushi, with legendary spots dedicated to ramen, noodles, tempura, yakitori, and gyoza. Tokyo also has a strong cultural identity, with people actively preserving their traditions, language, and heritage.

Your very first childhood memory in the kitchen?
From my earliest years, I’ve carried memories that stay with me forever — moments that bring back happiness and warmth and will never fade.
One dish from my childhood that I remember with great tenderness is a plate of steaming pappardelle with meatball ragù waiting for me at the table.
My passion for cooking was born early, watching Sunday and holiday lunches being prepared at home. Being “underfoot” in the kitchen with my grandmother and mother made me proud, and they taught me so much — including the iconic dish of rice, potatoes, and mussels.
After all, the foods we love most are among our very first memories.

Was anyone in your family passionate about cooking? Any special memories?
Yes — my grandmother Rosa, from Bari. She loved cooking and had a gift for turning simple ingredients into delicious dishes, making the kitchen the beating heart of the home.
She constantly experimented with new recipes and passed down family secrets, involving all the grandchildren in the process.
Every week she carefully taught us how to make orecchiette baresi, a very challenging pasta shape. After many attempts, I finally mastered it.

How did you become a chef?
After earning a degree in Economics of Institutions and Financial Markets, I decided to study kitchen techniques and management, developing creativity, organization, and teamwork skills.
Becoming a chef means combining passion, solid training, and a lot of hands-on experience. Professional courses and restaurant internships are essential to learn cutting-edge techniques. It takes dedication and sacrifice, but passion, determination, proper education, and experience are the real keys to success.

How important is your homeland in your cooking?
Local produce plays a fundamental and ever-growing role in my dishes, connected to health, environmental sustainability, and culinary culture.
There’s a renewed focus on local traditions, fresh seasonal ingredients, and low-impact farming, all aimed at personal and planetary well-being.
Using seasonal, local products enhances authentic flavors and reconnects the table with nature.
Short supply chains and responsibly grown ingredients help preserve identity and authenticity, protect small producers, and place the territory at the center of the gastronomic experience.

An itinerary from your area you’d recommend to a friend?
The Monti Dauni, without a doubt — not only for their artistic and historical heritage, but also for nature-based and food-and-wine itineraries.
Unspoiled nature (forests, panoramic views, lavender fields), rich history and archaeology (ancient peoples, castles, Romanesque cathedrals like Troia), charming medieval villages (Bovino, Alberona, Deliceto), authentic zero-kilometer cuisine, and genuine hospitality make it ideal for slow, cultural, and restorative travel away from mass tourism.
Perfect for walking, trekking, e-biking, and outdoor sports, with routes through watermills, waterfalls, mountain lakes, and the highest peak in Puglia.

Where do you find inspiration when creating a dish?
I find inspiration in nature — colors, shapes, local traditions, seasonality — and in art, especially geometry and sculpture.
But inspiration becomes reality only through study, experimentation, sketching compositions and plating ideas, and researching textures and perfect pairings.

Is there a dish you only enjoy if cooked by someone else?
Lasagna — but only if it’s made by my mother, Giuseppina.
A traditional recipe with slow-cooked ragù and homemade béchamel, made with simple but high-quality ingredients: fresh pasta, meat, tomato, and Parmigiano.
It tastes like memories — Sunday family lunches and holidays. More than just a dish.
Perfect texture? Clearly defined layers and a crispy, golden top.

One ingredient we’ll always find in your fridge — and one we never will?
Always eggs — they’re the base for endless sweet and savory recipes. And milk, of course: I start every morning with a big cup of milk and coffee.
Never? Canned foods.

If Candida were a dish, what would it be?
Tiramisù — sweet, but with a strong personality.

Gallery Bistrot’s cuisine in three adjectives?
Visionary, refined, and meticulously curated.

Traditional Puglian cuisine from Troia versus Gallery’s cuisine — how do you see the balance?
I’m constantly searching for authentic recipes and vibrant culinary cultures, with a deep openness to local flavors and traditions. Beyond food, there’s an emotional reason: my ancestors come from these places, and rediscovering those roots would be an incredible journey. At the same time, cuisine is constantly evolving — from a functional space to a multifunctional, technological, and social one, integrating design, sustainability, and ergonomics.
Modern kitchens embrace smart appliances, innovative techniques like sous-vide and fermentation, and a stronger focus on local, seasonal, and plant-based ingredients.
As the market evolves, so does global dining: new needs, new foods, new ways — and new places — to enjoy a dish, often with surprising results.

Do you have a dream?
My dream is to open a cooking school in Troia, offering both amateur and professional courses that keep up with current trends, while involving some of the leading professionals in the restaurant world right here in Troia.

One of your favorite dishes?
Spaghettoni with red pepper cream, tomato powder, and sardines—a cornerstone of local cuisine. Sardines are an oily fish rich in omega-3s: they’re affordable, sustainable, and low in mercury. Hand-crafted spaghettoni, on the other hand, represent Italian excellence, produced by the Zampino family.

Mmm… my mouth is already watering. Would you share the recipe with us?
Of course—here it is!

SPAGHETTONI WITH RED PEPPER CREAM, SARDINES & TOMATO POWDER

Ingredients (serves 2)

  • 200 g Gentile spaghettoni
  • 3 red peppers
  • 100 g sardines
  • Dehydrated tomato powder
  • Thyme, to taste
  • Extra-virgin olive oil
  • Salt and pepper

Method

For the red pepper cream
Arrange the peppers on a baking tray and season with salt, pepper, thyme, and extra-virgin olive oil.
Roast in a preheated oven at 200°C (390°F) for 15 minutes, then turn the peppers and roast for another 15 minutes.
Once cooled, remove the skins and seeds. Transfer the peppers to a blender and blend at high speed until smooth.
Cook the pasta in salted boiling water. Drain and toss it with the red pepper cream until well coated.
Plate and garnish with diced sardines and a sprinkle of dehydrated tomato powder.

Gallery Bistrot Contemporaneo
Via Regina Margherita 3/b, Troia, 71029,

The immortal Nutcracker in a new enchanting production of Balletto di Milano

(English version followed by the Italian version)

An ambassador of Italian dance through its extraordinary performances around the world, Balletto di Milano (BdM) is regarded as one of the leading artistic companies. It is supported by the Italian Ministry of Culture and collaborates with the most prestigious theatres. The Company has been officially invited to take part in the 7th China International Ballet Season, a major showcase of international ballet currently taking place in Beijing at the Tianqiao Theatre.

 

Elegance, artistic excellence, and meticulous aesthetic care once again define the Company’s distinctive style. The sets by Marco Pesta and the costumes by Agnese Omodei Salè / Mario Ferrari / Fabrizio Marinello and the choreography by Federico Veratti / Agnese Omodei Salè

All enhance the magic of the production: from an Art Deco–inspired ballroom, the audience is led into an enchanted forest, where lighting and ethereal atmospheres transform the stage into a dream. The journey culminates in a fairy-tale ballroom dedicated to pure divertissement, bursting with elegance and imagination.

On stage are all the principal dancers and soloists of Balletto di Milano, beginning with Alessandro Orlando, one of the Company’s most acclaimed and representative artists, who will portray Drosselmeyer, a pivotal character in the ballet. He will alternate with Francis Morgan, a young English talent newly graduated from the prestigious Elmhurst Ballet School.
Sensitive and refined, and among the leading dancers of Balletto di Milano, Annarita Maestri returns as Clara, while Sinthya Pezzoli makes her debut in the role,  Also debuting are Sofia Gironi and Giusy Villarà, both dancers with strong technique and commanding stage presence, cast as the Sugar Plum Fairy In the role of the Prince, Balletto di Milano welcomes to Italy for the first time the twenty-year-old Armenian dancer Pavel Petrosyan, who will alternate with Gianmarco Damiani.

Balletto di Milano’s “The Nutcracker” stands as an unmissable highlight of the holiday season, enchanting audiences of all ages with an elegant and deeply poetic interpretation of Tchaikovsky’s timeless masterpiece.


December 19th- 21th

THE NUTCRACKER at Teatro Lirico Giorgio Gaber
Address: Via Larga 14, 20122 Milan, Italy
https://teatroliricogiorgiogaber.it
Tickets 
Info: biglietteria@ballettodimilano.com
https://ballettodimilano.com

(Versione in italiano)

Ambasciatore della danza italiana attraverso le sue straordinarie performance in tutto il mondo, il Balletto di Milano (BdM) è considerato una delle compagnie artistiche più importanti. È sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e collabora con i teatri più prestigiosi.

La Compagnia è stata ufficialmente invitata a partecipare al 7° China International Ballet Season, importante vetrina del balletto internazionale che si sta svolgendo a Pechino presso il Tianqiao Theatre. Questo invito conferma ancora una volta la rilevanza e la vocazione internazionale del Balletto di Milano, chiamato ad esibirsi su prestigiosi palcoscenici nel mondo accanto a importanti compagnie da ogni continente.Eleganza, qualità artistica e grande cura estetica confermano ancora una volta lo stile della Compagnia. Le scenografie di Marco Pesta amplificano la magia della produzione: dal salone di ispirazione Art Déco, lo spettatore viene guidato in un bosco incantato, dove luci e atmosfere rarefatte trasformano la scena in un vero sogno. Il viaggio culmina in un salone fiabesco dedicato al divertissement, in un’esplosione di eleganza e fantasia.
In scena tutti i primi ballerini e solisti del Balletto di Milano a partire da Alessandro Orlando, tra i danzatori più affermati e rappresentativi della Compagnia, che vestirà i panni di Drosselmeir, figura cardine del balletto. Si alternerà con Francis Morgan, giovane talento inglese neo diplomato alla prestigiosa Elmhurst Ballet School.

Sensibile, raffinata e tra le danzatrici di punta del Balletto di Milano Annarita Maestri, torna come Clara, mentre è al suo debutto Sinthya Pezzoli, già apprezzata come Cenerentola e Micaela in Carmen. Debuttano anche Sofia Gironi e Giusy Villarà, entrambe ballerine dalla tecnica solida e dalla forte presenza scenica, scelte per il ruolo della Fata Confetto. Per il ruolo del Principe il Balletto di Milano accoglie per la prima volta in Italia il ventenne armeno Pavel Petrosyan che si alternerà con Gianmarco Damiani.

“Lo Schiaccianoci” del Balletto di Milano si presenta come un appuntamento imperdibile delle festività natalizie, capace di incantare il pubblico di ogni età grazie a una visione elegante e profondamente poetica del grande classico di Čajkovskij.

LO SCHIACCIANOCI 

Ideazione: Carlo Pesta
Coreografia: Federico Veratti/Agnese Omodei Salè
Scenografia: Marco Pesta
Costumi di Agnese Omodei Salè / Mario Ferrari / Fabrizio Marinello

Teatro Lirico Giorgio Gaber
Indirizzo: Via Larga, 14, 20122 Milano MI
https://teatroliricogiorgiogaber.it

Balletto di Milano
Info: biglietteria@ballettodimilano.com
https://ballettodimilano.com

2025 BEST PANETTONE from ITALY

(English version followed by the Italian version).
by Cesare Zucca 

THE KING OF CHRISTMAS IS COMING…
No, I didn’t mean Santa Claus but the King of the Christmas table, the traditional dessert of the holidays: the Panettone.
Christmas is all about sharing, everyone knows that. We pick our cozy holiday dinners at home, surrounded by relatives and our closest friends, and even the menu follows those traditions we repeat every Christmas Eve. And of course, panettone is the unbeatable, can’t-miss grand finale that always shows up on the table.

Panettone is Italy’s most iconic Christmas cake, a tall, dome-shaped sweet bread filled with candied fruit, raisins, and sometimes chocolate or cream. Its origins trace back to Milan in the 15th century, where, according to legend, a young nobleman named Ughetto degli Atellani fell in love with a baker’s daughter and invented a rich, buttery bread to win her heart. The delicious creation became known as Pan de Toni (“Toni’s bread”), later evolving into “Panettone.”

Traditionally, panettone dough is made with natural yeast and left to rise multiple times, a process that can take up to three days. This slow fermentation gives it its airy, fluffy texture and delicate flavor.

Here my choices for ” 2025 Best Italian Panettone”

DON GIOVANNINO
Since 1982 Don Giovannino Bakery represents a long family tradition of artisanal baking located in Calabria, between Tropea and Pizzo Calabro.

They use traditional methods, select ingredients, and a strong focus on quality like in the Walnut and the local San Fili Figs, covered in chocolate (depending on the variant), with subtle toasted and fruity notes.

So many versions! From the Red Velvet with a jar of white chocolate cream, to the delicious Pistachio “36%” where the name indicates the concentration of pistachio spread included to the amazing Orange and Chocolate that combines candied orange peel and chocolate chips. Sourdough starter, select ingredients, and a balance of citrus and chocolate

https://shop.dongiovannino.it/en

PASTICCIERIA CASOLI
At the foothills of the Dauni Mountains lies the town of Troia, in Apulia—one of the true gems of the Daunian Apennines. In the very heart of the city, just steps from its main landmark, the Cathedral of Santa Maria Assunta with its striking rose window, you’ll find the renowned pastry shop run by Lucia and Nicola Casoli. Here they craft a delicious traditional panettone whose beauty and flavor capture the aromas, colors, and tastes of the region.

Available in a classic version or in an elegantly decorated one, this panettone is a small work of art, adorned with Christmas motifs entirely handmade in marzipan. A truly irresistible treat!

From a creative reinterpretation of the classic panettone comes Pan Di Puglia, made with ancient, time-honored ingredients. Soft, light, delicate yet pleasantly crunchy, it’s created using carefully selected, exclusively Apulian ingredients: re-milled durum wheat semolina, extra-virgin olive oil, dried figs, caramelized almonds, dark chocolate, and a small bottle of mosto cotto made from Nero di Troia grapes, to be poured over each freshly cut slice.

www.dolcepassionata.com

PIETRO MACELLARO
Let’s discover the enchanted land of Piaggine Cilento, in the southern part of
Campania. This region boasts a true heritage, a treasure to be discovered and experienced to the full, rich in fascinating stories, compelling legends, and deeply rooted traditions. Here, nature reveals itself in all its beauty, offering inspiration and raw materials of extraordinary quality.

Pietro Macellaro is the family heir to three generations of pastry chefs. His work is made up of daily toil, study, creativity, and travel, discussion and the exhausting search for premium raw materials, authentic products rich in personality. Every ingredient used in his creations is refined and inimitable, an expression of a complex and discreet biodiversity, enhancing every scent and every aroma of Cilento.

His award-winning panettone stands out not only for its highly refined, partly homemade ingredients, but above all for the production techniques employed.
It is made using the THREE DOUGH method and three long leavenings, resulting in approximately 54 hours of actual leavening.

Soft, rich yet light dough, highly digestible, and the perfect blend of aromas and flavors make this product highly sought-after year-round, both in Italy and abroad. Check this artisanal, naturally leavened baked cake. Among Pietro’s numerous creations, ranging from those filled with pistachio cream, orange, limoncello and even salted caramel with fig leaf, I chose the amazing panettone filled with candied lemon and mountain oregano, without raisins.

www.pietromacellaro.it

ASCOLESE
Let’s go to San Valentino Torio, a farming village in the Sarnese Nocera.
Fiorenzo Ascolese
, is a young baker that studied under great masters such as Antoniazzi, Montanari, Lungo, and Giorilli. Ascolese won multiple awards at the 2025 Re Panettone event, which recently took place at the Parco Esposizioni Novegro, transformed for the occasion into a temple of great leavened products, hosting Italy’s best pastry chefs.

Fiorenzo offers the amazingly soft Panettone Albicocca with soft pieces of Vesuvius apricots (Pellecchiella) that give a special flavor that will amaze you and your guests.

www.ascolese.shop

ROBERTO PASTRY
A multi-golden metal winning panettone at RePanettone 2025, comes straight from Chiavenna (Sondrio). It blends the bold aroma of coffee with the bright acidity of Sorrento lemons. Made with sugar, 100% Arabica Italian espresso, lemon paste, coffee paste, lemon-infused chocolate, and topped with hazelnuts and a chocolate glaze.

Driven by the pursuit of perfection, Roberto Moreschi is a true master of pastry that in 2018, together with his wife Debora, fulfilled a dream by opening Roberto Pastry & Bakery. Since then, their workshop has become a landmark for leavened specialties, drawing customers from all over Italy.

www.robertomoreschi.it

AS SLAMA
Our journey continues to the magical island of Ischia, where we meet Alessandro Slama, a true son of a baker: from an early age, he kneaded dough in the family oven, growing up with the scent of bread and yeast.
His Milan-style Artisan Panettone is a total masterpiece — perfectly balanced and crafted with real skill. Soft, fragrant, and packed with authentic flavor, it’s made using top-quality ingredients and a fully handmade process from start to finish.”

Every ingredient, from the flour to the butter, from the candied citrus to the natural vanilla—is carefully selected and perfectly balanced to deliver a truly unique sensory experience.
It’s no surprise that this creation was named the Best Artisan Panettone in the World’, an award that celebrates passion, dedication, and a deep love for the art of pastry..

www.alessandroslama.com

PINOCHI
What about a French panettone?

Let’s take a trip to Varages, France, to meet Eric Pinochi, a French baker and pastry chef with Italian roots (the surname “Pinochi” comes from his Tuscan grandfather). He produces high-quality artisanal panettone, using natural ingredients (many organic), without additives or preservatives.

Eric has a very creative range of panettone: for example, a “Panettone à l’huile d’olive de Varages” (with local olives, honey, and local olive oil), as well as versions with rosé wine or chocolate.
Voilà !

www.pinochi.fr

PANIFICIO GRAZIOLI
Back to Italy. In Legnano (Lombardy) I discovered a panettone that has been ranked eleventh in all of Italy, second in Lombardy: the panettone from the Grazioli Bakery was awarded for being among the best in the Peninsula, celebrating a long, patient and deeply artisanal workmanship.

The traditional version boasts candied fruit and raisins. The aromatic bouquet is enriched with nuances of honey, orange zest, and live yeast.

The aroma evokes hints of honey and ripe citrus, while on the palate the flavor is full, fragrant, and persistent. The triple chocolate version features “morellina” cream, which adds color and a more chocolaty feel to the dough, as well as different types of chocolate chips.

https://panificiograzioli.com/

When a Michelin-starred Chef gets involved….
MIO PANETTONE BY PIETRO D’AGOSTINO
This latest Christmas delicacy hails from Sicily. from the Michelin-starred restaurant La Capinera in Taormina, Chef Pietro D’Agostino offers the traditional version featuring orange peels soaked in water and sugar, a nod to Sicilian culinary traditions, and raisins soaked in fine passito wine. D’Agostino also offers an exotic twist: a mango & peach version.

“Extremely delicate and fragrant,” reveals the Chef, “we didn’t even have to go far to pick up a basket of delicacies grown in our backyard, which still gave us the feeling of being in the tropics.” “Cooking is fun, I like to play with ingredients, vary and experiment.”

Made with select ingredients and a long natural leavening process, it stands out for its extraordinary softness, enveloping aroma, and perfect balance of flavors. For a gastronomic experience that celebrates quality and the art of baking.
You can order “MIO” panettone by Pietro D’Agostino by sending an email to info@pietrodagostino.it, and it will be shipped directly to your home.

https://www.pietrodagostino.it/

A curiosity
In Italy, panettone is not only eaten during Christmas but also gifted as a symbol of prosperity and joy. In modern times, gourmet versions filled with pistachio cream, limoncello, or hazelnut spread have become popular.

The best cities to taste authentic panettone are Milan, its birthplace; Turin, famous for chocolate-infused versions; Verona, where artisanal bakeries combine it with local Amarone wine and the “new entry” Naples, known for its creative, modern twists.

LA MONICA
Straight from the outskirts of Naples comes a rich chocolate delight crafted by Gennaro Vasto, head pastry chef for Nunzio La Monica in Castellammare di Stabia, a city steeped in history and a perfect stop for travelers heading toward the Sorrento and Amalfi Coasts.

The pastry shop opened in 1992 as a simple coffee bar, then grew into a full-fledged pastry laboratory. The Chocolate & Coffee Panettone is pure indulgence, where drops and cream of dark chocolate cream woven into the magic of classic panettone dough. Created for true chocolate lovers, this rich, flavorful, and incredibly soft holiday cake is made to satisfy even the most devoted sweet tooth.

In addition to this delicacy, you can find dozens of flavors: pistachio, berry, coffee, apple and cinnamon, apricot, just to name a few.

www.barpasticcerianunzio.com

Enjoying a slice of panettone with a glass of sweet wine is one of Italy’s most cherished holiday traditions.
Merry Christmas!

(versione italiana)

IL RE DEL NATALE STA ARRIVANDO…
No, non parlo di Babbo Natale, ma del vero re della tavola delle feste: il Panettone.

A Natale tutto parla di condivisione, lo sappiamo bene. Ci ritroviamo nelle nostre case, tra parenti e amici stretti, e il menu segue quei rituali che si ripetono ogni Vigilia. E ovviamente il panettone è l’immancabile gran finale, quello che non delude mai.

Il panettone è il dolce natalizio italiano per eccellenza: alto, soffice, a cupola, farcito con canditi, uvetta e, oggi, anche cioccolato o creme. Le sue origini risalgono al Quattrocento milanese: secondo la leggenda, un giovane nobile, Ughetto degli Atellani, inventò un pane ricco e burroso per conquistare la figlia di un fornaio. Da quel “Pan de Toni” sarebbe nato il nome “Panettone”.

L’impasto tradizionale si prepara con lievito madre e deve lievitare più volte, un processo che può durare fino a tre giorni. È questa lenta fermentazione a renderlo così leggero, arioso e profumato.


Le mie scelte per “Best Panettone from Italy 2025”

DON GIOVANNINO
Dal 1982 il forno Don Giovannino porta avanti una lunga tradizione familiare in Calabria, tra Tropea e Pizzo Calabro.
Metodo artigianale, ingredienti selezionati e tanta qualità: dalla versione alle Noci e fichi San Fili (locali e, in alcune varianti, ricoperti di cioccolato) fino al Red Velvet con crema al cioccolato bianco.Imperdibile il Pistacchio “36%”, che indica la quantità di crema al pistacchio inclusa, o l’Arancia e Cioccolato, che unisce scorze d’arancia candite e gocce di cioccolato.
Un mix perfetto di lievito madre, materie prime eccellenti e note agrumate e cioccolatose.

https://shop.dongiovannino.it/en

PASTICCIERIA CASOLI

Alle pendici dei Monti Dauni, la città di Troia (Apulia) è il fiore all’occhiello dell’Appenino dauno.  Nel cuore della città, il principale luogo di culto, la cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta con il suo particolare rosone, ci aspetta la rinomata pasticcieria di Lucia e Nicola Casoli che propongono un gustoso panettone tradizionale la cui bellezza e bontà esprime i profumi, i colori, e i sapori.

Lo troverete nella versione classica e in quella decorata, una piccola opera d’arte ricoperta da i motivi del Natale, tutti realizzati in pasta di mandorle. Una ghiotta squisitezza!

Dalla reinterpretazione del panettone tradizionale, nasce il Pan Di Puglia, con ingredienti antichi. E’ soffice, leggero, delicato, croccante, composto da materie prime selezionate, esclusivamente pugliesi, come semola rimacinata di grano duro, olio evo, fichi secchi,,mandorla caramellata, cioccolato fondente e una bottiglietta di mosto cotto al vino nero di Troia da versare sulla fetta appena tagliata.

www.dolcepassionata.com


PIETRO MACELLARO
Benvenuti nella terra incantata di Piaggine, nel cuore del Cilento. Un luogo ricco di storie, leggende e tradizioni, dove la natura regala materie prime straordinarie.

Pietro Macellaro è l’erede di tre generazioni di pasticcieri. Il suo lavoro è fatto di studio, creatività, viaggi e ricerca maniacale degli ingredienti migliori, spesso coltivati da lui stesso. Ogni sua creazione è unica e intrisa della biodiversità del Cilento.

Il suo panettone pluripremiato è speciale non solo per gli ingredienti, in parte prodotti in casa, ma per la tecnica: metodo a tre impasti e tre lunghe lievitazioni, per un totale di circa 54 ore.

Il risultato? Un impasto morbidissimo, leggero, altamente digeribile, con aromi perfettamente equilibrati. Tra le sue tante creazioni — pistacchio, arancia, limoncello, caramello salato e foglia di fico — ho scelto quello con limone candito e origano di montagna, senza uvetta. Una meraviglia.

www.pietromacellaro.it


ASCOLESE
Eccoci a San Valentino Torio, un paese agricolo dell’area nocerino-sarnese.
Fiorenzo Ascolese è un giovane fornaio che si è formato con grandi maestri come Antoniazzi, Montanari, Lungo e Giorilli. Ascolese ha conquistato diversi premi al Re Panettone 2025, l’evento che si è tenuto di recente al Parco Esposizioni Novegro, trasformato per l’occasione in un vero tempio dei grandi lievitati e punto di incontro dei migliori pasticcieri d’Italia.
Da provare il suo Panettone all’Albicocca del Vesuvio (Pellecchiella): morbido, profumato e con un gusto che stupirà voi e i vostri ospiti.

www.ascolese.shop


ROBERTO PASTRY
Da Chiavenna arriva un panettone pluripremiato: un mix sorprendente tra l’aroma intenso del caffè e la freschezza del limone di Sorrento. Realizzato con zucchero, espresso 100% Arabica italiano, pasta di limone, pasta di caffè, cioccolato aromatizzato al limone e una glassa con nocciole.

Roberto Moreschi, spinto da una ricerca continua della perfezione, nel 2018 ha aperto con la moglie Debora la sua pasticceria, diventata presto un punto di riferimento per i lievitati.

www.robertomoreschi.it


AS SLAMA
Dalla magica Isola di Ischia arriva Alessandro Slama, figlio d’arte che è cresciuto impastando nel forno di famiglia.

Il suo Panettone Artigianale alla Milanese è un capolavoro: perfettamente equilibrato, fragrante, soffice, realizzato interamente a mano e con ingredienti di altissima qualità.

Morbido, fragrante e ricco di sapore autentico, è realizzato con ingredienti di prima qualità e con un processo di lavorazione completamente artigianale, dall’inizio alla fine.Non a caso è stato premiato come “Miglior Panettone Artigianale del Mondo”.

www.alessandroslama.com


PINOCHI
E se il panettone fosse… francese?
A Varages incontriamo Eric Pinochi, fornaio e pasticciere francese con radici italiane. Produce panettoni artigianali di altissima qualità, naturali, spesso biologici e senza conservanti.

Creativissimo, propone versioni come il Panettone all’olio d’oliva di Varages (con olive locali, miele e olio EVO della zona), oppure varianti al rosé o al cioccolato.
Voilà!

www.pinochi.fr


PANIFICIO GRAZIOLI
Torniamo in Italia. A Legnano (Lombardia) ho scoperto un panettone il panettone del Panificio Grazioli è stato premiato come tra i migliori della Penisola, celebrando una lavorazione lunga, paziente e profondamente artigianale..

La versione classica ha canditi e uvetta, con un bouquet aromatico ricco di miele, scorza d’arancia e lievito vivo, mentre la versione al triplo cioccolato presenta crema “morellina” e vari tipi di gocce di cioccolato, un pamettone generoso, pieno al palato, profumato e persistente.

https://panificiograzioli.com/


Quando lo Chef stellato ci mette lo zampino…

MIO PANETTONE – PIETRO D’AGOSTINO
Da Taormina arriva la proposta dello chef stellato Pietro D’Agostino (ristorante La Capinera). Il classico è preparato con scorze d’arancia candite secondo tradizione siciliana e uvetta messa a bagno in passito.C’è anche una profumatissima variante esotica al mango e pesca.

“Delicatissimo e super profumato”, racconta lo chef. “Ci siamo divertiti a giocare con gli ingredienti, sperimentando senza allontanarci troppo da casa”.

Materie prime eccellenti e lunga lievitazione naturale per un panettone morbidissimo, avvolgente e ben equilibrato.
Per ordinarlo basta scrivere a info@pietrodagostino.it e arriva direttamente a casa.
https://www.pietrodagostino.it/


Una curiosità
In Italia il panettone non si mangia solo a Natale: si regala come augurio di prosperità e gioia. Oggi spopolano le versioni gourmet con crema al pistacchio, limoncello o nocciolata.Le città dove assaggiare i migliori panettoni sono:
Milano, la patria
Torino, celebre per le varianti al cioccolato
Verona, dove si abbina all’Amarone
Napoli, la nuova regina delle versioni creative


LA MONICA
Dalla zona di Napoli arriva una golosissima versione firmata da Gennaro Vasto, pastry chef per Nunzio La Monica a Castellammare di Stabia.
Questa realtà nasce come bar nel 1992 e oggi è un laboratorio di pasticceria a tutti gli effetti.

Il Panettone Cioccolato & Caffè è puro piacere: gocce e crema di cioccolato fondente intrecciate all’impasto classico. Un dolce ricco, morbido e irresistibile, dedicato ai veri amanti del cioccolato.

Tantissime anche le altre varianti: pistacchio, frutti di bosco, caffè, mela e cannella, albicocca, e molte altre.

www.barpasticcerianunzio.com

Gustare il panettone con un bicchiere di vino dolce è uno dei rituali natalizi più amati d’Italia.
Buon Natale!

 

Brokeback Mountain, a play with music at Teatro Carcano, Milano

by Olli Cibrario

I saw Brokeback Mountain: A Play with Music last night at Teatro Carcano, and the production left a strong impression – so much that I thought about it all night. Bringing such an iconic story to the stage — already shaped in the public imagination by Annie Proulx’s short story and Ang Lee’s film — is a bold move, especially for a conservative Italian audience.

At the centre are the two leads, Edoardo Purgatori as Ennis Del Mar and Filippo Contri as Jack Twist. Their performances anchor the whole evening. Purgatori gives Ennis a brooding, internalised energy — a man wrestling with desires that define him as much as they terrify him. His restraint feels charged and painfully real. Contri’s Jack, by contrast, is all warmth, openness and restless longing. Together, they build a chemistry that is tender, volatile, and definitely convincing, allowing the audience to feel both the love and the inevitable suffering embedded in their story.

If the actors drive the narrative, Malika Ayane gives it breath. She doesn’t just sing; she colours the emotions, shaping the atmosphere with her warm, smoky voice. She becomes the emotional through-line of the show — the sound of longing, loneliness, and memory echoing across the mountains. Each time she enters, the air shifts: more reflective, more textured, more alive. Her presence lifts the entire production, giving it a haunting, lingering resonance.

The staging is intentionally minimal: clean lines, subtle video projections on mountain-shaped screens, and a set that refuses to compete with the emotions onstage. This simplicity pays off. It keeps the human story in focus and lets the music expand and breathe. The result is a production that honours the original without imitating it. It finds its own tone — quieter, more distilled — and explores desire, fear, and endurance through voice, movement, and song.

Brokeback Mountain: A Play with Music isn’t just a theatrical adaptation. It’s a compact, affecting meditation on love constrained by circumstance, powered by two compelling performances and illuminated by Malika Ayane’s unforgettable voice. A moving, beautifully judged piece of theatre.

DECEMBER
Milano – Teatro Carcano (10,11, 12, 13, 14

Genova – Teatro Ivo Chiesa (16

Altopascio (LU) – Teatro Puccini (17

Vicenza – Teatro Comunale (20/21

Reggio Calabria – Teatro Cilea

Cosenza – Teatro Rendano

JANUARY
Montegiorgio (FM) – Teatro Alaleona (6

Faenza (RA) – Teatro Masini (7, 8, 9

Figline Valdarno – Teatro Comunale Garibaldi (10-11

Rosignano Solvay (LI) – Teatro Solvay (12

Roma – Teatro Quirino (13, 14, 15, 16, 17, 18

TO GET TICKETS 

 

CIRCLES, THE JOURNEY OF THE OLYMPIC GAMES

CIRCLES  (IL VIAGGIO DEI GIOCHI)  (THE JOURNEY OF THE GAMES)

The performance is a tribute to the upcoming Milan–Cortina 2026 Winter Olympic Games. Through the voice of a time-traveling narrator, it tells a sweeping story of humankind and the mountains, of sport and play — a journey that begins in the ancient world and stretches all the way into the future, where freestyle is born.

CIRCLES is a vibrant whirlwind of intricate choreography that taps into the primal athletic soul of the Kataklò company, delivering a powerful visual and emotional impact. The storytelling unfolds through dialogue and dynamic interaction among the performers, whose physical brilliance merges seamlessly with the spoken word to create a continuous, immersive flow.

From the cave man to the birth of the modern Olympics, from the awe of an unscalable mountain to its transformation into a sentient, soulful being — the world evolves. The mountain becomes a sister, an ally in exploration, and opens itself to the new generations who infuse it with color, creativity, and fresh ideas.

The show is conceived by Jacopo Pozzi and is choreographed and directed by Giulia Staccioli — former rhythmic gymnastics champion and Olympic finalist at Los Angeles ’84 and Seoul ’88. After her competitive career, Giulia moved to New York to study dance at the Alvin Ailey Studios, where she joined the acclaimed American company Momix.

For the Opening Ceremony of the 2006 Turin Winter Olympics, she created and choreographed the iconic Five Rings, brought to life by the tireless performers of Kataklò Athletic Dance Theatre.

November 14–16
Teatro Carcano, Milan
Tickets: www.teatrocarcano.com

Chicos Mambo: a “green” CINDERELLA never seen before…

By Cesare Zucca
(english and italian version)

Chicos Mambo, the world-famous dance company founded in1994 in Barcelona and directed by visionary choreographer Philippe Lafeuille, knows how to turn dance into a full-on celebration for the eyes and the spirit able to “turn dance into comedy.”

Lafeuilles’s Cinderella is the dazzling new take on Charles Perrault’s beloved fairy talw and draws inspiration from Serge Prokofiev’s classic Cinderella ballet with a wild mix of dance, humor, and environmental awareness.

The concept is simple yet powerful: transforming plastic waste and discarded materials into sets, costumes, and bodies in motion. A new Cinderella’s world with recycled plastic and upcycled materials used for costumes and scenery. A big round of applause for the amazing costumes by Corinne Petitpierre, created using recycled plastics, think bags, bottles, colorful scraps.One standout: a breathtaking ball gown made from thousand of multicolored plastic bags.

A green message
Here the heart of the fairy tale — Cinderella becoming a princess, the pumpkin turning into a carriage — takes on an ecological twist: waste becomes wonder, and the dump turns into a kingdom. Recycled plastic isn’t just set dressing — it’s an active part of the act. In this brilliant “eco-Cinderella,” our heroine doesn’t rise from a pumpkin — she steps out of a yellow recycling bin. It’s a flipped world where plastic turns into tutus, trash becomes treasure, and stage magic meets environmental reflection.

Lafeuille builds a poetic, tongue-in-cheek choreography where transformation becomes a playful dance of rebirth and sustainability. To the notes of Prokofiev, six male dancers perform en travesti, blending theatre, dance, and humor in a show that’s both hilarious and deeply touching

THE CAST
Antoine Audras, Florent Chevalier, Emmanuel Dobby, Mohammed Kouadri, Stéphane Vitrano, and Philippe Mesia
are all excellent acrobats, mimes, and singers who seamlessly move from classical ballet to contemporary dance, cabaret, and visual theatre.

With Cinderella, Lafeuille delivers a creation that’s both tribute and parody, fairy tale and eco-manifesto. A dazzling ballet that turns lightness into purpose and imagination into an ethical act — reminding us that even dreams, like materials, can be recycled.

Till November 11th at Teatro Menotti, Milano
www.teatromenotti.org  

To get tickets:
biglietteria@teatromenotti.org

( versione in italiano)

Chicos Mambo, la celebre compagnia internazionale fondata nel 1994 a Barcellona, e diretta dal coreografo Philippe Lafeuille, artista visionario capace di trasformare la danza in una festa per gli occhi e per lo spirito. Fin dagli esordi, i suoi spettacoli hanno conquistato il pubblico europeo con un linguaggio che unisce tecnica impeccabile, ironia teatrale e fantasia scenica.

I danzatori, tutti formati tra le migliori scuole di Francia e Spagna, sono artisti “totali”: attori, acrobati, mimi e cantanti, capaci di passare con naturalezza dal balletto classico alla danza contemporanea, dal cabaret al teatro d’immagini

La sua Cenerentola è una sorprendente reinterpretazione della celebre fiaba di Charles Perrault, che mescola danza, ironia e impegno ambientale.
L’idea di base è semplice ma potente: trasformare rifiuti plastici e materiali di scarto in elementi scenici, costumi e corpi in movimento, ribaltando il concetto tradizionale di “favola” in chiave contemporanea e critica.

I geniali costumi create da Corinne Petitpierre, sono in gran parte realizzati con plastica riciclata — sacchetti, bottiglie, materiali colorati — e diventano non solo abiti, ma pure “personaggi” in scena. In un caso, il vestito da ballo è un mantello fatto con migliaia di sacchetti colorati.

In questa sorprendente versione “green” della fiaba di Charles Perrault, Cenerentola non emerge da una zucca, ma da una pattumiera gialla. È il segnale di un mondo rovesciato, dove la plastica riciclata diventa tutù, il rifiuto si fa costume, e la magia del palcoscenico si intreccia a una riflessione sul nostro presente.

Lafeuille costruisce una coreografia poetica e ironica in cui la metamorfosi — tema centrale della fiaba — si trasforma in un gioco danzato di rinascita e sostenibilità.Sulle note del balletto di Prokofiev, sei interpreti – Antoine Audras, Florent Chevalier, Emmanuel Dobby, Mohammed Kouadri, Stéphane Vitrano e Philippe Mesia – danno vita a una coloratissima discarica immaginaria, dove tutto cambia forma e significato.

Tra costumi interamente realizzati con materiali di recupero, luci scultoree e gesti che alternano comicità e poesia, lo spettacolo invita a guardare la bellezza dove meno ce l’aspetteremmo. Con Cenerentola, Lafeuille firma una creazione che è insieme omaggio e parodia, fiaba e manifesto ecologista.

Un balletto travolgente che trasforma la leggerezza in impegno e l’immaginazione in gesto etico, ricordandoci che anche i sogni – come i materiali – possono essere riciclati.
Da vedere !

Best oils from Italy : GOLOSARIA 2025

by Cesare Zucca
(english version followed by italian version)

Milan, the 2025 edition of GOLOSARIA  was an ideal opportunity to discover and review the best italian extra virgin olive oils. The fair was a springboard for new products, but also for reviews and tastings of products already on the market. A great bonanza for oil lovers!
Those amazing olive oils aren’t just taste, but emotion, memory, identity.

Here are my top picks:

COOPERATIVA AGRICOLA APO
A 100% organic, premium-quality olive oil, cold-pressed exclusively through mechanical processes within 24 hours of harvest. Olives are picked in the afternoon, taken to the mill by evening, and by nightfall — the oil is ready.

The olives, grown organically in Calabria, are of the Tondina (also known as Roggianella) variety, prized for its outstanding aroma and flavor profile.
👉 http://www.apocosenza.it

ESTRO
Born in Campobello di Mazara, ESTRO embodies tradition and respect for the land. Brothers Giovanni and Melchiorre Stallone produce their oil from three dedicated areas, each focused on a single cultivar: Nocellara del Belìce, the only one in Europe boasting two DOP designations.Hand-harvested to preserve fruit integrity, this oil shines with a rich green color and low acidity. The flavor is balanced, with notes of almond, green tomato, and artichoke — a gentle bitterness and medium spiciness complete the experience. Gold Medal at the 2023 International Oil Contest.
👉 http://www.olioestro.it

TORCHIA
In the picturesque village of Tiriolo, Calabria, centuries-old olive trees yield this well-balanced oil, with a medium fruitiness and golden-green reflections.

It opens with clear aromas of walnut and fresh grass, finishing with wild rocket and chili. On the palate, it reveals layers of almond and artichoke leaf.
Perfect for warm dishes that release its fragrance, but also excellent raw on fresh vegetables, fish, or any kind of meat.

The organic version follows strict organic farming standards and adds balsamic and herbal tones of rocket and nettle. Green, almond, and apple notes dominate the taste — ideal for red meats, legume soups, or rich, contrasting dishes.
👉 http://www.oleificiotorchia.com

CHIOSO DI SOTTO
We’re in Moscazzano (Cremona), where the Bertesago family has lovingly restored an early 1800s farmhouse. Generations of experience in agriculture have expanded into livestock, renewable energy, and hospitality. In San Mauro Cilento, the Bertesagos cultivate olives of the Rotondella, Salella, and Leccino varieties to create an exceptional EVO oil.

The agriturismo features eight cozy rooms within the old portico, and breakfasts are generous — with homemade sweet and savory treats. Guests can taste and buy the farm’s products: jams, sauces, cheeses, desserts, and more.

Their EVO oil is bold and beautifully aromatic, blending multiple olive varieties for a rich, balanced flavor.
👉 http://www.chiosodisotto.it

TENUTA VERSACI
Our final gourmet stop: Benestare, in the province of Reggio Calabria. Since 1972, Tenuta Versaci has crafted olive oil with passion, using 70% Geracese olives and the rest Ottobratica and Nocellara Messinese.

The oil’s golden hue and fragrant, aromatic taste vary slightly from year to year but always maintain exceptional quality. Among their specialties is a bergamot-infused olive oil, a local refined delicacy that pairs perfectly with seafood dishes or mixed salads.

( versione in italiano)
Cooperativa Agricola APO
Un olio biologico al 100% di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici. Estratto rigorosamente a freddo al massimo nell’arco delle 24 ore della raccolta si raccoglie in giornata al pomeriggio si portano le olive al frantoio e vengono monolite alla sera e al massimo in una nottata l’olio è pronto

Olive coltivate in Calabria con metodo biologico. La coltivar è la “tondina ” detta anche “roggianella” che produce olio dalle qualità organolettiche eccellenti.
www.apocosenza.it

ESTRO
A Campobello di Mazara nasce questo oilo,  portavoce della tradizione e del rispetto del territorio. Giovanni Stallone, insieme al fratello Melchiorre hanno iniziato la produzione in tre aree differenti e interamente dedicatie a una sola cultivar, la Nocellara del Belìce, l’unica in Europa ad avere due DOP territorio ”. La raccolta procede costantemente e avviene sempre a mano, il che permette di preservare l’integrità del frutto, mantenendo intatte le proprietà organolettiche ”.
oliva.jpg Un’olio dall’inconfondibile colore verde intenso e una bassa acidità, equilibrato e con sentori di mandorla, pomodoro verde e carciofo, di media intensità piccante e di un amaro appena percettibile. Medaglia d’Oro a International Oil Contest 2023,
www.olioestro.it 

TORCHIA
Siamo a Tiriolo , un dei borghi più suggestivi della Calabria. Qui ulivi secolari danno vita a questo olio ben bilanciato, dal fruttato medio e dalle sfumature giallo-verdi.

Regala profumi netti di noce ed erba fresca con un finale di rucola di campo e peperoncino. In bocca è strutturato nella nota di mandorla e foglia di carciofo.
Perfetto con piatti caldi che ne sprigionino le fragranze ma adatto anche per esaltare, a crudo, verdure fresche, pesce e carni di ogni tipo.Anche nell versione bio, conforme al disciplinare di agricoltura biologica.  Al naso si apre con carattere balsamico e con sentori di rucola e ortica. In bocca ritornano i profumi verdi ed erbacei e a distinguersi sono quelli della mandorla e della mela. Perfetto per carni rosse, zuppe di legumi e piatti elaborati che abbiano gusti contrastanti e complementari.
https://www.oleificiotorchia.com

CHIOSO DI SOTTO

TENUTA VERSACI
Ultima tappa del nostro viaggio oleario-gourmet: Benestare , in provincia di Reggio Calabria. Qui troviamo la Tenuta Versaci che dal 1972 produce con amore e passione un olio costituito per il 70% dalla cultivar geracese e per la restante parte da ottobratica e nocellara messinese. Il suo colore dorato e il gusto aromatico e profumato possono variare leggermente a seconda dell’annata, mantenendo sempre una qualità eccelsa.

Tra le specialità, vi segnalo l’olio aromatizzato allo squisito bergamotto , vera eccelenza locale, che spicca per il suo sapore raffinato perfetto partner di un piatto di pesce o di un’insalata mista.

 

Weekend a Praga: una favola d’autunno

Testo: Cesare Zucca
Foto: Cesare Zucca, Gavin Alford

Praga è una delle città più romantiche e affascinanti d’Europa, perfetta da esplorare in un fine settimana d’autunno. Il cuore della visita parte da Staré Město, la Città Vecchia, Da non perdere la Piazza dell’Orologio, dove allo scoccare dell’ora le figure dell’Orologio Astronomico prendono vita.

Da qui, passeggiando tra vicoli e botteghe, si arriva al fiume Moldava e al simbolo della città, il suggestivo Ponte Carlo (Karlův most), uno dei simboli di Praga. Progettato dall’architetto Petr Parléř, divenne per secoli la via principale di collegamento tra le regioni dell’Impero boemo e il resto d’Europa, favorendo commercio e processioni reali.

E’ celebre per le sue 30 statue barocche, tra cui spiccano San Venceslao, Sant’Anna, i santi della Compagnia di Gesù e gruppi scultorei che celebrano il cattolicesimo boemo. Oggi il ponte è uno dei luoghi più visitati d’Europa, animato da artisti e musicisti di strada, soprattutto all’alba e al tramonto, quando offre scorci romantici sulla città.

Il secondo giorno del vostro weekend può essere dedicato a Malá Strana e al Castello di Praga, uno dei complessi reali più grandi del mondo, che include la spettacolare Cattedrale di San Vito e il fiabesco Vicolo d’Oro.  Per una vista panoramica imperdibile, sali sulla Collina di Petřín o sulla Torre del Municipio. La sera, una crociera sul fiume è un modo romantico e rilassante per ammirare la città illuminata.

FOOD
Sul fronte gastronomico, Praga offre piatti sostanziosi e saporiti. Tra le specialità da provare ci sono il goulash con knedlíky (gnocchi di pane), il vepřo knedlo zelo (maiale con crauti), il svíčková con salsa alla panna e mirtilli, e lo smažený sýr, amatissimo formaggio fritto, spesso accompagnato da una birra Pilsner. orgoglio nazionale.

Il famoso Prosciutto di Praga cotto affumicato, originario della Boemia, preparato con cosce di suino che vengono salate, affumicate con legno di faggio e poi cotte, tradizionalmente a vapore o, in modo più antico, su uno spiedo).

Questo processo gli conferisce un sapore e una consistenza unici, morbidi e con un aroma caratteristico. Si trova normalmente in commercio senz’osso, anche se intero con osso è ritenuto più pregiato. 

Il dolce tipico di Praga è il trdelník ottenuto da un impasto lievitato che viene arrotolato attorno a un cilindro di legno o metallo e cotto lentamente sul fuoco, per poi essere guarnito con zucchero e cannella, oppure farcito con creme, gelato, frutta e cioccolato. 

Ottimo street food, lo troverete in molte bancarelle per le strade di Praga.

DOVE DORMIRE
Golden Well , Un boutique-hotel lussuoso, situato in un edificio storico del XVI secolo dall’atmosfera romantica e vista panoramica.
Aria, hotel design boutique per chi vuole un soggiorno più raffinato ma non necessariamente ultra-lusso. stile moderno, atmosfera curata, molte camere godono di una spendida vista.
Pod Vezi, vicinissimo al Ponte Carlo. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Residence Select, camere moderne e posizione comoda per trasporti.lmanac X Alcron,centrale, stile moderno-lusso, adatta a chi vuole ambientazione elegante ma non ultra-lusso.


Io ho scelto il Savoy, posizione centrale, perfetto per chi vuole essere nell’azione senza rinunciare al comfort.Tutte le camere e le suite sono arredate con gusto e dispongono di lussuosi bagni in marmo e set di cortesia per tè e caffè. La colazione dell’hotel è super ricca e sempre preparata al momento con ingredienti accuratamente selezionati


Ah dimenticavo… oltre alle decine di selfies che farete sul Ponte Carlo, date una toccatina alla statua di San San Giovanni Nepomuceno, martire gettato nella Moldava: la leggenda dice che toccare il suo bassorilievo porti fortuna… e un futuro ritorno in città.

The Spleen ( Splendid…) Orchestra – Tim Burton Show

By Cesare Zucca ( italian and english versions)

Get ready to embark on a breathtaking journey through the most iconic worlds of the American director Tim Burton!

Where?
At Teatro Menotti , Via Ciro Menotti 11, Milano
The Nightmare Before Christmas, Beetlejuice, Edward Scissorhands, Corpse Bride, Alice in Wonderland, Willy Wonka, and more…. are waiting for you !

From October 31st to November 3rd at the Teatro Menotti, Milan, The Spleen Orchestra – Tim Burton Show will be staged. It is a hybrid project between concert and immersive theatre, created to pay homage to Tim Burton’s visionary universe through the music of Danny Elfman, rearranged and reinterpreted, rearranged and played by an exceptional four-piece band, all supervised by Moreno Teriaca who has been following the evolution of the project for 16 years

Each part of the concert is crafted as a scene: the singers — through costume changes, choreography, acting, video projections, and themed sets — step into the film inspired by each song.


The talented cast includes:

  • Moreno Teriaca — lead vocals
  • Niccolò De Santis — vocals and narration
  • Giorgia Borlotti — vocals
  • Davide Ceiner — drums
  • Simone Pirovano — bass
  • Carlo Fontana — guitars
  • Daniele Bettini — piano

Special mention goes to the intricate makeup by Daria Bonini and the perfectly crafted costumes by Alessandra Marina and Chiara Turati.

Step into a true freak circus celebrating the Tim Burton imagination — a gothic fairytale atmosphere where you’ll be immersed in a “place out of time”, surrounded by hand-made costumes, elaborate stage sets, and special effects that bring every musical transformation to life.

🎟 Tickets:
📧 biglietteria@teatromenotti.org

Incoming shows

●1-2 Novembre teatro Menotti
●8 Novembre Teatro Govi di Genova
●7 Dicembre QHub di Milano
●19 Dicembre Palaunical di Mantova
●31 Dicembre Palazzetto dello sport di Seregno Milano
●20 Febbraio Palapartenope di Napoli

To get tickets

( Italian version)

Preparatevi ad avventurarvi in un viaggio scenico tra i mondi più noti del regista americano Tim Burton
Nightmare Before Christmas, Beetlejuice, Edward mani di forbice, La sposa cadavere, Alice in Wonderland, Willy Wonka e altri.

Dal 31 Ottobre al 3 Novembre al Teatro Menotti, Milano va in scena The Spleen Orchestra – Tim Burton Show è un progetto ibrido tra concerto e teatro immersivo, nato per rendere omaggio all’universo visionario di Tim Burton attraverso le musiche di Danny Elfman, riarragiate e reinterpretate, riarrangiate e suonate da un’ eccezionale band di quattro elementi , il tutto supervisionato da Moreno Teriaca che segue l’evoluzione del progetto da 16 anni.

Ogni segmento del concerto è pensato come una “scena”: i cantanti, con cambi di costume, coreografie, recitazione, proiezioni video e scenografie a tema, entrano “nel film” evocato dal brano mentre sul palco può esserci la comparsa di una figura che recita o “interagisce” con il protagonista.

Nell’agguerrito cast troviamo:

  • Moreno Teriaca — voce principale
  • Niccolò De Santis — voce e narrazione
  • Giorgia Borlotti — voce
  • Davide Ceiner — batteria
  • Simone Pirovano — basso
  • Carlo Fontana — chitarre
  • Daniele Bettini — pianoforte
  • Menzione speciale agli elaborati make up di Daria Bonini e agli azzeccatissimi costumi di Alessandra Marina e Chiara Turati
  • Scoprirete un vero circo freak all’insegna dell’immaginario Timburtonesco» con atmosfere gotico-fiabesche per immergervi in un “luogo fuori dal tempo”, grazie a scenografie elaborate, costumi fatti a mano ed effetti speciali che accompagnano le evoluzioni musicali

●1-2 Novembre teatro Menotti.
Per acquistare i biglietti
biglietteria@teatromenotti.org
https://www.teatromenotti.org/evento/tim-burton-show.asp
Prossimamente
●8 Novembre Teatro Govi di Genova
●7 Dicembre QHub di Milano
●19 Dicembre Palaunical di Mantova
●31 Dicembre Palazzetto dello sport di Seregno Milano
●20 Febbraio Palapartenope di Napoli

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Weekend gourmet… con le streghe

di Cesare Zucca ——
Halloween è alle porte.
Venerdi 31 Ottobre, la notte delle streghe ci riserverà sorprese, paure, brividi, incantesimi, emozioni e tante zucche dal sogghigno malefico.
Fortunatamente molte finiranno in padella, per diventare piatti meravigliosi e squisitezze a tavola….

Curiosi? Curiose? Pronti per un viaggio “horror-gourmet”?

Ecco dove andare se amate le emozioni soprannaturali e dove NON andare se … siete fifoni!

Partiamo da lontano…

USA. Siamo a Salem in Massachusetts, il famoso Paese delle Streghe, meta di visitatori americani e stranieri, attirati dalle sue architetture, dalle eredità marinare, dalle straordinarie storie dei suoi antenati e da tutto ciò che sa di magico.

Il processo alle streghe di Salem , dipinto da Harrison Matteson. (© Peabody Essex Museum)

Qui infatti le stregonerie, vere o presunte, sono di casa fin dal 1862 quando scoppiò la witch hysteria, la caccia alle streghe che vide violente persecuzioni e esecuzioni capitali di giovane donne ingiustamente accusate di poteri satanici. A Salem operano piu’ di 400 streghe “autorizzate” che potete incontrare dappertutto, nelle loro tane, nel supermercato oppure mentre fanno tranquillamente quattro chiacchere al bar.

due streghe per le strade di Salem

Triora, Imperia

Torniamo in Italia, la gemella italiana di Salem è Triora, a 800 metri di altitudine nell’entroterra ligure. Nel 1500, questo suggestivo borgo medioevale  è stato teatro di un celebre processo contro alcune donne accusate di eseguire riti magici, di causare pestilenze e addirittura di praticare il cannibalismo. Il borgo conserva un fascino oscuro che continua ad attirare turisti curiosi.

Triora

Qui troverete  il Museo della stregoneriae e la “cabotina” ovvero la grotta delle streghe, mentre in Agosto si festeggia la Strigòra, grande Festa delle Fattucchiere. Ad Halloween viene generalmente organizzata una suggestiva festa popolata da zucche grignanti, losche figure incappucciate e fuochi accesi che fanno da sfondo a uno spettacolo emozionante e interattivo che piace a grandi e piccini.

Villa delle Streghe a Cortenova, Lombardia

Conosciuta come “Casa Rossa” questa straordinaria abitazione, oggi completamente abbandonata, si è meritata l’appellativo di “Villa delle streghe” in seguito alla diffusione di alcune storie legate a episodi di satanismo e perfino a una fontana che zampillava sangue.

La Villa delle Streghe

Monticello d’Alba, Piemonte

Si dice che nell’interno del Castello di proprietà dei Conti di Roero,  si aggiri il fantasma di Chiara, figlia diciottenne del Cont, promessa in sposa ad un distante cugino. Chiara, tuttavia, si invaghì di un ufficiale francese e convinse i genitori a farle sposare il suo vero amore. Il cugino, geloso e possessivo, si presentò alle nozze e accoltellò a morte l’ufficiale. Fu catturato e giustiziato ma la povera Chiara passò il resto della vita aggirarandosi nei meandri del castello.

Palazzo Vallemani, Ancona

Anche le Marche, regione serena, ospitale e sempre allegra, non ci risparmia sorprese horror. Si racconta che negli anni della Seconda Guerra Mondiale, Palazzo Vallemani, locato nei pressi di Serra San Quirico, abbia vissuto una terribile esecuzione di massa nella quali sarebbero state assassinate più di 20 persone. Alcuni dei coraggiosi che si sono avventurati al suo interno, parlano di strani suoni nelle stanze, di apparizioni di ombre, di improvvisi rumori. Recentemente, nelle stanze dell’edificio è stato realizzato un video che avrebbe lasciato tutti a bocca aperta: i filmati sarebbero risultati completamente neri,  con un sottofondo di una triste melodia suonata al violino. Brrr….

Il Castello , Trani

Non uno ma bensì due fantasmi sembrerebbero popolare le notti di questo Castello: Sifridina, contessa di Caserta, tenuta prigioniera per 11 anni all’interno delle segrete e  Armida, giovane donna uccisa dal marito perché sospettata di tradimento. Chi l’ha vista ha detto che la donna si presenta velata da un misterioso mantello rosso.

Castello di Roppolo, Piemonte

Al suo interno si aggirano i fantasmi di Bernardo Valperga di Mazzè e di sua moglie, scomparsi misteriosamente nel 1400. Molti secoli dopo, vennero trovati i resti di uno scheletro che esami approfonditi hanno attribuito proprio a Bernardo. E la moglie? Pare che di notte si agggiri nelle stanze in cerca del marito…

La Rocca di Gradara nelle Marche e Il Castello di Santarcangelo in Romagna

Due località famose, oltre che per la storia di due sfortunati amanti, anche per il fantasma  Francesca, la Dama Bianca, che venne uccisa dal marito Gianciotto Malatesta quando la sorprese amoreggiare con Paolo, fratello di Gianciotto. Francesca, nonostante sia stata Immortalata dalle leggendarie narrazioni di Dante, Shakespeare, D’Annunzio e musicata da Zandonai, pare non essersi data pace e ancora oggi  terrorizza da sempre gli abitanti del borgo. Si dice infatti che lo spirito della sventurata si aggiri nel castello nelle notti di luna piena.

Paolo e Francesca

In un “Halloween weekend gourmet” non poteva mancare uno Chef fantasma….

E’ Giuseppe, il cuoco di corte al Castello di Rivalta, che dicono aggirarsi irrequieto tra le stanze, spegnendo le luci, mettendo in moto gli elettrodomestici o accendendo i fornelli…

A proposito di chef…..

Nei menu della notte delle streghe, la grande protagonista è notoriamente la zucca. Cucinata in mille modi, dalle ricette più elaborate e quelle velocissime… già pronte in vasetto. Servita come contorno o delizioso ripieno nella pasta fatta a mano, nel classico risotto, nelle buonissime zuppe, nei dolci e perfino nei drinks.

Zuppe , fatte in casa o … pronte in vasetto …

Zucca forever…

Beh, forse ho un po’ esagerato con il sottotitolo, ma considerato il mio cognome …concedemi questo momento di gloria…. In effetti tutto il mondo celebra la ‘regina degli ortaggi’. Negli Stati Uniti si festeggia ThanksGiving con l’americanissima pumpkin pie, torta cremosa alla zucca, in Spagna, a Valencia, troverete i tradizionali buñuelos de calabaza, i dolci delle  feste religiose, in Baviera  la zucca diventa kürbissuppe, una zuppa arricchita con patate e carote, in Corea il hobakjuk, un porridge servito con sfere di riso, in Brasile il ricco piatto camarão na moranga con i gamberi, mentre in Turchia si trasforma in kabak tatlisi un dolce con le noci, mentre in India la zucca du ka halwa  viene servita in umido con saporite spezie e lavorata con latte e zucchero come dessert con mandorle, anacardi e pistacchi.

Dall’India al Brasile

Naturalmente anche in Sud America, oggi il paese gourmet di tendenza, non mancano piatti di zucca. Dal Perù i picarones, frittelle dolci con patate e farina, aromatizzate con cannella, chiodi di garofano e anice, in Cile sopaipillas, crocchette dolci di zucca e farina. in Messico, per celebrare il Día de Muertos, si cucina la  calabaza en tacha, dove la zucca viene marinata con cannella, succo d’arancia e piloncillo, tipico zucchero dell’ America Latina, mentre In Argentina viene portata in tavola la carbonada en zapallo, uno spezzatino di carne, dove la zucca fa da scodella.

la carbonada argentina

La troviamo dolce anche in Egitto, dove si serve il kar’ assaly, un ripieno a base di zucca, aromatizzato con cardamomo, cannella, acqua di fiori d’arancio e miele, il tutto stratificato da uvetta, noci e cocco grattugiato. In Iran si serve il ghalie kadoo, uno stufato di zucca e lenticchie, In Afghanistan si gusta il challaw kadu dove la zucca, dapprima abbrustolita viene fatta cuocere in una miscela a base di cipolla, aglio, zenzero, curcuma, coriandolo, peperoncino in polvere e salsa di pomodoro, un piatto saporito spesso servito con agnello e yougurt.

Dall' Afghanistan il challaw kadu
Dall’ Afghanistan il challaw kadu

Particolarmente gustosa la sankhya lapov cambogiana, dove la zucca cruda viene svuotata e riempita con una miscela di latte di cocco, zucchero di palma (occhio… ho detto di palma, non di canna) e uova, per poi essere cotta al vapore. Una volta raffreddata viene tagliata a fette che rivelano il dolce e tenero ripieno. Vi assicuro , una bontà e nemmeno troppo difficile da fare.    Come faccio a saperlo? Durente un viaggio in Cambogia, ho seguito una classe di sankaya e l’ho rifatta al ritorno , un successone!

Sankhya lapov tipico dolce cambogiano, servito da una Chef di Siem Reap e nella mia versione italiana, non male, dai…

Weekend in Lazio. A Casaprota arrivano le castagne ed è subito festa!


di Cesare Zucca —–


Scopriamo insieme Casaprota, un piccolo gioiello della Sabina Reatina, nel cuore del Lazio. Sorge a 523 metri di altezza sul livello del mare, immersa tra colline verdi, uliveti secolari e panorami che sembrano usciti da una cartolina.


Li’ troveremo quell’atmosfera autentica che solo i borghi italiani sanno regalare: vicoli in pietra, piazzette dove il tempo sembra fermarsi e un ritmo di vita lento, tutto da gustare… a cominciare dalle castagne!

Dal punto di vista storico, Casaprota ha origini antiche: le prime testimonianze risalgono all’epoca romana, ma il borgo attuale conserva soprattutto il fascino medievale, con il suo castello e le mura che dominano la vallata. Passeggiando tra le sue stradine si scoprono piccole chiese ricche di arte, come la Chiesa di San Domenico e quella di San Michele Arcangelo, che custodiscono affreschi e opere d’epoca.



Il territorio di Casaprota è un mix perfetto tra natura e tradizione. I dintorni sono ideali per chi ama le escursioni: ci sono sentieri che attraversano boschi di querce e castagni, perfetti per trekking, passeggiate a cavallo o gite in mountain bike. Da qui si possono raggiungere anche luoghi spettacolari come il Monte Tancia o le Gole del Farfa, dove la natura è protagonista assoluta.
La Sabina Reatina è un territorio ancora genuino, poco turistico ma pieno di sorprese: abbazie millenarie, panorami mozzafiato e borghi che raccontano storie di pastori, monaci e contadini.




È un luogo dove si vive bene, si mangia meglio e si respira un’aria di autenticità.
Casaprota ne è l’esempio perfetto: piccolo ma pieno di vita, ideale per un weekend rilassante tra natura, storia e… ottima cucina. La gastronomia di Casaprota e, più in generale, quella della Sabina Reatina, è un trionfo di semplicità, genuinità e sapori autentici. È una gastronomia “di terra”, fatta di ingredienti poveri ma di grande qualità, dove trionfa l’olio DOP Sabina, uno dei più pregiati d’Italia: profumato, leggero e fruttato, viene usato ovunque, dalle bruschette al condimento dei piatti di carne e verdura. A Casaprota e nei paesi vicini, l’olivicoltura è una tradizione secolare, tramandata con orgoglio da generazioni. Durante la raccolta, tra ottobre e dicembre, le colline si riempiono di vita: un vero rito contadino.



I piatti tipici

La pasta fatta in casa è una religione. Le specialità più amate sono le fettuccine ai funghi porcini, i tonnarelli cacio e pepe, e gli gnocchi al sugo di castrato. Poi ci sono i maccaruni a fezze, tirati a mano e serviti con sugo di pomodoro e pecorino sabino, stagionato al punto giusto.



Tra i secondi, spiccano la porchetta sabina, il cinghiale in umido e l’agnello alla scottadito, spesso accompagnati da verdure dell’orto e funghi raccolti nei boschi vicini. In autunno, le castagne diventano protagoniste: nei dolci, nei contorni e, abbinate ai porcini, in saporite zuppe.



E nel calice?

Vini schietti e profumati, prodotti nelle colline tra Rieti e Roma. Tra i più apprezzati troviamo il Colli della Sabina DOC, sia rosso che bianco. Il rosso, morbido e corposo, accompagna perfettamente le carni e i salumi; il bianco, fresco e aromatico, è ottimo con i formaggi e gli antipasti. E poi, immancabile in autunno, il vino novello, servito durante le sagre insieme alle caldarroste.



Uno degli appuntamenti più attesi è la Festa d’Autunno, una tradizione per buongustai e curiosi, pronti a tuffarsi nei piatti tipici di una terra che da secoli custodisce l’arte del mangiare bene.elebrare i sapori autentici del territorio con la sua Festa d’Autunno, in programma Sabato 25 ottobre a cena e Domenica 26 ottobre a pranzo.


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Protagoniste assolute sono le castagne, arrostite o trasformate in dolci irresistibili, accompagnate da vino novello e piatti tipici come le fettuccine ai funghi porcini o la polenta con sugo di cinghiale. Tra musica, stand gastronomici e mercatini artigianali, l’atmosfera è allegra, conviviale, perfetta per scoprire la vera ospitalità sabina.

PINK FLOYD’S MUSIC AT TEATRO LIRICO GABER, MILAN

By Cesare Zucca
A group of great musicians has been assembled by director Marco Rampoldi to celebrate the half-century of The Dark Side of the Moon returns to the stage for the fiftieth anniversary of Wish You Were Here, another Pink Floyd masterpiece

The result is a complete theatrical-musical show that will captivate a diverse audience.
I will be an amazin occasion to celebrate the 50th anniversary of a Pink Floyd masterpiece and the genius of Syd Barrett, played by Matteo Pisu.

Rampoldi’s Wish You Were Here is a richly immersive theatrical-musical tribute to one of Pink Floyd’s most celebrated albums, combining live music, narrative theatre, and visual storytelling in a way that reaches both longtime fans and newcomers alike Visually and sonically, the show is built to bring out not only the album’s musical textures and lyrical power but also its emotional and psychological dimensions. There are original film clips, subtitled (in Italian) translations of lyrics, evocative lighting, and staging choices to deepen the audience’s understanding of what the songs say and represent.

The effect is both homage and exploration: a way to relive the album, understand its genesis, feel its tribute to Barrett, and appreciate how its themes—absence, identity, loss—still resonate today. The production appeals equally to those who grew up with the music and to new listeners opening these songs afresh.

The show is based on the album’s entire performance but also features snippets of Barrett’s relationship with the rest of the band, boasting a complete musical-theatrical show, allowing those unfamiliar with Floyd’s masterpiece to discover its greatness and those who loved it to appreciate new aspects. Original footage containing complete translations of the lyrics allows a full understanding of its meaning. Around the album, some gems from the “Barrett era” are performed, as well as the band’s unmissable masterpieces, for a show that will thrill every viewer.

On stage: Pietro Bombardelli – vocals, Antonio Mariano and Fabio Malavolta – guitars, Simone Mauro Ghilardi – keyboards and vocals, Luca Corbani – bass, Matteo Rampoldi – drums, Filippo Cadringher – saxophones and Sara Cosco, Lorenza Guatteri, Lara Mandelli – backing vocals
I also would like to mention the amazing lights by Davide Gamba and Andrea Lisco

Tuesday, October 28, 8:30 PM
Teatro Lirico Giorgio Gaber, Milano
Click here to get tickets

FUMETTI FOOD: Topolino, Popeye, Tom e Jerry, Pippo, Nonna Papera e Company… tutti ai fornelli!

di Cesare Zucca —-Festeggiamo la “Nona Arte” … a tavola!
Pittura, Scultura, Architettura, Musica, Poesia, Danza, Teatro, alle tradizionali sette “belle arti”
si è aggiunta la Fotografia  e finalmente la “Nona Arte”: un linguaggio artistico che si esprime attraverso i fumetti, capaci di combinare le immagini con il testo e attraverso i cartoni animati, opere audiovisive d’animazione.

DISNEY & COMPANY…  AI FORNELLI
Piatti fumanti, pentole sul fuoco, ricette attraenti, impiattature strabilianti: fumetti e cartoni animati sfidano gli chef stellati e ci regalano delizie gastronomiche dall’ aspetto talmente accattivante da farci venire l’acquolina in bocca… anche se non sono reali! Basti citare  le bisteccone contese da Tom e Jerry,  il tradizionale tacchino del Giorno del Ringraziamento al barbeque degli Antenati, oppure la deliziosa frittata di Remy, il protagonista di Ratatouille, un topolino che in cucina ci sa fare.

Vi piacciono le ciambelle? Ecco, appena sfornati i donuts dei Simpson ricoperti di glassa rosa e confettini colorati, Irresistibili!

E i Puffi blu? Il loro cibo preferito sono i piatti a base di salsapariglia, una pianta  a bacche rosse che esiste davvero e che ha un’azione diuretica, depurativa, espettorante ed emetica.Per non parlare del valore nutrizionale degli spinaci, ne sa qualcosa Braccio di Ferro Popeye che, proprio negli ultimi minuti di uno scontro, quando tutto sembra perduto, tira fuori una lattina di spinaci, la mangia e stravince

I fumetti ci regalano tanti piatti che illustrano ricette della tradizione, che raccontano storie di ristoranti o che narrano le peripezie di grandi chef stellati, non si salva nemmeno  Antonino Cannavacciuolo che nei fumetti di Topolino diventa Paperaccioulo (schiaffone compreso…)

I CLASSICI DI WALT DISNEY A TAVOLA
Papà Disney deve essere stato certamente una buona forchetta… niente è più memorabile della romantica cena di Lilly e il Vagabondo, alle prese con il più classico dei piatti italo-americani: spaghetti e polpette.

Alice nel paese delle meraviglie, ci ricorda che biscotti non possono parlare  ma le loro golose scritte “mangiami” e ” provami” sono sufficienti per suscitare l’interesse di chiunque si avvicini…
Nella Principessa e il Ranocchio, niente sa di New Orleans più della combinazione di gumbo e beignets, classica specialità della Luisiana, dove vengono serviti con una ricca cioccolata : un incontro paradisiaco.

Arriva il dessert! Abbiamo visto torte a uno, due, tre piani…ma se ce ne fossero dieci in più? Solo una vera Bella Addormentata potrebbe mangiarla e tornare a dormire subito dopo….E cosa dire del momento gourmet nella Bella e la Bestia, quando arriva sullo schermo lo scoppientante Chef Candeliere che ci tenta con “Qualcuno gradisce degli stuzzichini?. Non c’è bisogno di piatto o forchetta, basta prenderli con le dita e metterli in bocca”
IL DOLCE PIU’ CELEBRE?
Per un pranzo dal gran finale, niente di più disneyano della classica “Torta di mele di Nonna Papera” un “apple pie” che si presenta come un guscio di pasta frolla riempito da tante mele al profumo di cannella, servita con una pallina di gelato alla vaniglia, proprio come fanno le nonne americane, a cui ho rubato le ricetta….
Eccola !
LA “APPLE PIE” DI NONNA PAPERA

Ingredienti
Per la pasta brisè • 125 g Burro • 250 g Farina 00 • 3/4 cucchiai Acqua fredda
Per il ripieno • 4 Mele • Cannella in polvere • Succo e scorza si mezzo limone • 80 g Zucchero semolato • 1 cucchiaio Farina
Preparazione
La base in pasta brisè. Potete anche acquistarla al supermercato.
 In una ciotola capiente inserite la farina e il burro ben freddo. Impastate fino ad ottenere un impasto sbricioloso.
 Piano piano iniziate ad aggiungere dei cucchiai di acqua molto fredda fino a quando il composto non diventerà ben solido. In seguito avvolgete la pasta nella pellicola trasparente e riponetela per circa un’oretta in frigorifero, per farla ben solidificare.
Il ripieno
Grattugiate la scorza mezzo limone, e spremetelo. Tagliate le mele in fettine e inseritele in un contenitore con il succo di limone, la scorza, lo zucchero semolato, la farina e la cannella. Mescolate il tutto e lasciate insaporire. Dopo circa un’oretta in frigo, tiratela fuori e dividetela in due parti uguali
, stendetene metà con il mattarello per darle una forma circolare. Dopo questa operazione, inserite della carta forno nello stampo per torte  e appoggiate sopra di essa la pasta brisè che avete steso, poi inserite all’interno il ripieno. Ora stendete l’ altra metà della pasta e ricoprite il ripieno della torta. Modellate i bordi per andarla a chiudere. Eseguite cinque taglietti al centro della torta, e spennellate la torta con il tuorlo dell’uovo.
 Infornatela nel forno preriscaldato a 180°. per 45 – 60 minuti.
Buon Appetito da Nonna Papera!

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La magia e la luce di MAN RAY a Palazzo Reale, Milano

MAN RAY’S MAGIC AND LIGHT AT PALAZZO REALE, MILAN

di Cesare Zucca

( italian and english version)

Chi era Man Ray?
Nato Emmanuel Radnitsky diventa Man Ray (“Man” da “Manny”, il suo soprannome, e “Ray” raggio di luce. Man Ray è senza dubbio uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo.
Fu uno dei primi a utilizzare la fotografia come un vero e proprio medium creativo, realizzando opere emblematiche che sono entrate a far parte della storia dell’arte del Novecento.

La mostra ospita più di 300 opere tra fotografie vintage, negativi, collage, litografie, oggetti, film — un viaggio che parte da Philadelphia (1890), passa per New York, sbarca a Parigi negli anni ’20, intreccia arti, sogni, provocazioni.

Scoprirete autoritratti,nudi, ipnotiche solarizzazioni che rovesciano luce e ombra e ritratti degli amici intellettuali tra cui Duchamp, Cocteau e Kiki de Montparnasse musa, amante, performer. e le sue opere iconiche come Noire et blanche, Le Violon d’Ingres.

E poi i suoi film d’avanguardia: Emak Bakia, Les Mystères du Château de Dé e l’imperdibile Retour à la raison, mini capolavoro di 3 minuti che ancora oggi sembra avveniristico.

Le magie di Ray sfidano la normalità: le rayografie non solo una tecnica, ma una filosofia, dove l’oggetto quotidiano appoggiato su carta fotosensibile diventa protagonista senza senza usare la macchina fotografica. Immagini talora astratte, ma ricche di pura poesia visiva.


La retrospettiva Man Ray – Forme di Luce, aperta dal 24 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 a Palazzo Reale di Milano,

Here How to get tickets

THE MAGIC AND LIGHT OF MAN RAY AT PALAZZO REALE, MILAN
by Cesare Zucca

Who was Man Ray?
Born Emmanuel Radnitsky, he became Man Ray — “Man” from “Manny,” his nickname, and “Ray” meaning a beam of light. Man Ray is undoubtedly one of the great protagonists of 20th-century art.
He was among the first to use photography as a true creative medium, producing emblematic works that have become part of the history of modern art.

The exhibition features over 300 works — vintage photographs, negatives, collages, lithographs, objects, and films — a journey that begins in Philadelphia (1890), moves through New York, lands in Paris in the 1920s, and intertwines art, dreams, and provocations.

Visitors will discover self-portraits, nudes, hypnotic solarizations that invert light and shadow, and portraits of his intellectual friends, including Duchamp, Cocteau, and Kiki de Montparnasse — muse, lover, and performer — as well as his iconic works such as Noire et blanche and Le Violon d’Ingres

Then there are his avant-garde films: Emak Bakia, Les Mystères du Château de Dé, and the unmissable Retour à la raison, a three-minute mini-masterpiece that still feels futuristic today.


Ray’s magic defies normality: his “rayographs” are not just a technique but a philosophy, where everyday objects placed on photosensitive paper become protagonists without the use of a camera. The resulting images are sometimes abstract, yet full of pure visual poetry.

The retrospective Man Ray – Forms of Light, will be open from September 24, 2025, to January 11, 2026, at Palazzo Reale in Milan.

Here How to get tickets

Auronzo di Cadore, un indimenticabile weekend nello splendore delle Dolomiti

Text and Photos by Cesare Zucca

La nostra meta weekend è Auronzo di Cadore (Belluno) suggestivo borgo affacciato sull’azzurro del Lago di Santa Caterina. Scoprirete l’architettura originaria delle case in legno e pietra, i balconi fioriti, i vecchi tabià, fienili in legno, costruzioni tipiche che risalgono agli anni 60-70, il lavatoio comunale, oggi ristrutturato, che rimanda indietro nel tempo, quando i panni si lavavano a mano e questo luogo era punto d’incontro e di socializzazione per le donne del paese.

Meritano una visita il Museo Palazzo Conte Metto con sezioni su archeologia, la Grande Guerra, minerali e storia, la Chiesa di San Lucano, Chiesa della Madonna, Chiesa Delle Grazie e la Chiesa di Santa Giustina, con opere del pittore De Min. 

Numerose sono le passeggiate che si sviluppano oltre l’abitato di Auronzo, sentieri di bassa montagna che permettono di immergersi nei boschi e nel silenzio, per camminare a ritmo lento e rilassare la mente., come quelli della lussureggiante Val Visdende e i rifugi tra cui Rifugio Auronzo, Fonda-Savio e Carducci che, oltre a numerose escursioni sia facili che più impegnative, fino alle mitiche Tre Cime di Lavaredo. simbolo delle Dolomiti: 

Piatti tipici / cucina locale
La cucina di Auronzo e del Cadore riflette la tradizione montana: materie prime locali, prodotti caseari, selvaggina, ortaggi, semplicità ma sapore. Ecco cosa non perdere:
• Casunziei: ravioli a mezzaluna, ripieni di rapa rossa (variante più diffusa) oppure con patate, cipolle, spesso conditi con burro fuso, semi di papavero e poina, la tipica ricotta affumicata
• Canederli: fatti con pane raffermo, speck, formaggio, serviti in brodo oppure al burro o con sughi di montagna.


• Minestra d’orzo o di fagioli: zuppe con cereali / legumi, molto tradizionali.
• Polenta accompagnata da carni robuste e saporite (cervo, capriolo, maiale) e arricchita da sughi o formaggi.
• Salumi e formaggi locali: latticini, ricotta, caciotte, burro, yogurt.
• Dolci: le zopes, la péta, i crafin, frittelle di mele e il tradizionale strudel

Qui, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, il vostro weekend vi regalerà un autentico relax che nasce da paesaggi ancora incontaminati, dove la natura è la vera protagonista, in un paradiso naturale dove trovare la propria dimensione e il giusto ritmo, assaporare accoglienza, genuinità e la gustosa cucina locale.

Info:
Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti

San Vito lo Capo (TP) e le “Busiate al pesto”

San Vito lo Capo, in provincia di Trapani è racchiusa nella baia compresa tra la Riserva Naturale dello Zingaro e la Riserva Naturale di Monte Cofano, vanta un territorio di rara bellezza, che si affaccia su un mare cristallino dalle intense tonalità del blu.

Il nucleo storico si snoda attorno a via Savoia, la strada principale, che conduce direttamente al mare. Fate una prima sosta al Santuario di San Vito, in stile arabo normanno, dalle dimensioni imponenti: ben 104 metri base e 16 di altezza, con mura spesse da 2 metri e mezzo a 20 centimetri. Poco distante, si può vedere anche il tempietto di Santa Crescenzia, dedicato alla nutrice del santo.

Procedendo ancora lungo via Savoia vale la pena fare una visita al Museo del Mare, che conserva importanti reperti archeologici recuperati dai fondali marini, tra cui i resti della nave arabo-normanna che giace ancora nella zona antistante il Faro. Proprio questo è un altro dei simboli di San Vito lo Capo. Si tratta, infatti, di uno dei fari più importanti della Sicilia. La sua potente luce, di notte, arriva oltre le venti miglia marine.

Un altro edificio degno di nota è Palazzo La Porta, sede del Municipio. Costruito nel XIX secolo, conserva ancora oggi gli antichi pavimenti di maiolica e l’atrio basolato con pietra locale secondo l’uso ottocentesco. Lo splendido giardino alle spalle del palazzo ospita ogni anno mostre e iniziative culturali.

I dintorni di San Vito lo Capo sono una meraviglia della natura. Non solo un mare cristallino, ma montagne, sentieri, calette e grotte e due Riserve Naturali tutte da scoprire. Tra queste c’è la Riserva Naturale dello Zingaro, che si estende per 7 chilometri nel tratto di costa che va da San Vito lo Capo a Castellamare del Golfo e ha un’estensione di 1700 ettari che occupano gran parte della penisola di San Vito lo Capo.

La zona costiera si compone di calette pittoresche che si affacciano su un mare cristallino dalle mille sfumature dell’azzurro e del verde. In pochi minuti a piedi dalla biglietteria si arriva alla Tonnarella dell’Uzzo, una delle spiagge più frequentate nella stagione estiva, ma che offre il meglio in autunno e in primavera.

Chi ama andare alla scoperta delle spiagge più “segrete”, può prendere il sentiero della costa che tocca Cala Torre dell’Uzzo, Cala Marinella, Cala Beretta, Cala della Disa, Cala del Varo, fino a Cala della Capreia, che tocca il territorio di Scopello.

INFO: www.sanvitoweb.com

I sapori del trapanese

Il piatto principe di San Vito lo Capo è il cous cous alla trapanese, che abbina la semola al pesce fresco. Impossibile resistere alle arancine di riso, alla carne, al burro o in fantasiose varianti. Tra lo street food locale ci sono le panelle, frittelle di farina di ceci racchiuse in un panino. Con le melanzane si preparano la caponata e le cotolette.

Tra i primi piatti abbondano i condimenti a base di pesce, come la pasta con le sarde, gli spaghetti alle vongole o al nero di seppia. Tra le paste al forno troviamo la ‘ncaciata, citata anche nel celebre serial “Il Commissario Montalbano, e il timballo di anellette, Da non perdere la celebra pasta alla Norma e le busiate al pesto alla trapanese, di cui trovate qui sotto la ricetta.

Busiate al pesto alla Trapanese

Ingredienti

  • 600 gr di busiate (pasta tipica trapanese)
  • 500 gr di pomodori da salsa
  • 40 gr di mandorle pelate
  • 4 spicchi di aglio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 100 gr di pecorino grattugiato
  • Olio EVO
  • Sale e pepe q.b.

Tritate poi pestate insieme le mandorle, l’aglio e il basilico, aggiungendo un filo di olio di oliva. Quando sarà il tutto ben amalgamato, unite anche il pecorino grattugiato e mescolare. Mettete poi i pomodori a sbollentare nell’acqua calda per qualche minuto, poi pelateli, puliteli dai semi, tagliateli grossolanamente a pezzettoni e passateli nel mortaio. Unite anche gli altri ingredienti, il sale e il pepe. Aggiustate di olio. Cuocete la pasta in acqua salata, scolatela quando è al dente e versatela nel tegame con il sugo. Mescolate e servite.

Scopriamo la Costa Bergamasca del Lago d’Iseo

Testo e foto di Cesare Zucca

(Italian version followed by english version)
La Costa bergamasca del Lago d’Iseo, situata sulla sponda occidentale, offre un affascinante intreccio di paesaggi, storia e tradizioni enogastronomiche.
Qui le montagne scendono ripide verso l’acqua, creando scorci spettacolari e un’atmosfera più intima rispetto alla sponda bresciana.

La storia di questa costa è segnata da secoli di commercio e pesca, ma anche da momenti difficili legati alle guerre e alle epidemie. Il lago ha sempre rappresentato una via di comunicazione vitale e una risorsa per la vita quotidiana.

L’economia locale si basa principalmente sull’agricoltura, la pastorizia e il turismo, soprattutto quello legato alle escursioni e alle attività all’aria aperta. Nei dintorni si possono percorrere numerosi sentieri, tra cui quelli che portano alla Corna Trentapassi, una cima molto amata dagli escursionisti per la vista spettacolare.

Tra i borghi più suggestivi troviamo Sarnico, con il suo elegante lungolago, le ville in stile liberty e il centro storico ricco di viuzze e botteghe. Più a nord, Predore custodisce resti romani e un piccolo porto pittoresco, mentre Riva di Solto e Tavernola affascinano con le sue case in pietra affacciate direttamente sul lago e i vicoli ombreggiati. Salendo verso l’interno si incontrano località come Parzanica e Fonteno, che regalano viste mozzafiato.

A TAVOLA
Dal punto di vista enogastronomico, la zona è rinomata per i vini della Valcalepio DOC, rossi e bianchi eleganti, e per le bollicine del Franciacorta prodotte poco più a sud. In tavola si trovano piatti legati alla tradizione lacustre, come l’agone essiccato o il coregone alla griglia, affiancati da specialità montane: casoncelli bergamaschi, l’iconica polenta taragna e “concia” con formaggi locali (Branzi, Taleggio, Formai de Mut)

 

Piatti ruspanti e genuini, conditi con abbondantissimo burro. Ogni borgo ha la sua specilità , la piu caratteristica è la famosa torta alle amarene che potrete trovare del Forno “Mondo”Fenaroli  e nella Pasticceria Zatti di Tavernola

LA NOSTRA META
Parzanica è un piccolo comune della provincia di Bergamo, situato su un altopiano che domina la sponda occidentale del lago d’Iseo. Con poco più di 300 abitanti, è un borgo tranquillo e immerso nella natura, apprezzato per il suo panorama mozzafiato che spazia dalle acque del lago fino alle Prealpi Orobie.

Il centro storico conserva un fascino autentico, con viuzze strette, case in pietra e scorci pittoreschi, inoltre gli amanti del trekking potranno sperimentare il Giro delle Cinque Cime, un’escursione che permette di ammirare le cime di Monte Creò, Punta del Bert, Monte Mandolino, Monte Cremona e Saresano, con panorami sul lago e le valli circostanti. 

DA VEDERE
La chiesa parrocchiale di San Colombano, edificata verso la fine del XVIII secolo, questa chiesa è impreziosita da affreschi e paramenti religios rappresenta un importante punto di riferimento, con origini antiche e un campanile che si staglia sul paesaggio.

Forse la chiesa più suggestiva è quella dedicata a San Rocco, uno dei santi più amati della tradizione popolare, venerato come protettore contro le epidemie e patrono di pellegrini e malati. Nato a Montpellier nel XIV secolo, intraprese un lungo pellegrinaggio verso Roma, durante il quale si dedicò a curare gli appestati.

Secondo la leggenda, durante il viaggio contrasse egli stesso la peste e si ritirò in una capanna isolata per non contagiare nessuno. Alla sua nutrizione provvedeva un cane che ogni giorno gli portava un pezzo di pane, nutrendolo e contribuendo alla sua sopravvivenza.

DOVE FARE LUNCH
Belvedere , di nome e di fatto, posizione e vista spettacolari.!

Un’azienda agricola che produce confetture di frutti di bosco, verdure sottaceto e un meraviglioso miele di castagno.

Al timone del ristorante troviamo Alessandra Paissoni che da tre anni delizia gli ospiti con i piatti e ingrediendi tipici del territorio. Tra le specialità troviamo i casoncelli con pancetta , burro, salvia e la polenta taragna con un su saporito sugo di pioppini e altri funghi di serra

DOVE ALLOGGIARE
Agriturismo La Freschera, azienda agricola,locata in in una splendida una zona panoramica. Le sorelle Alessandra e Tania curano questo bnb con la massima attenzione, dalle tre camere, pulite e ordinate, al ristorante, giustamente rinomato, dove troverete un’atmosfera rustica, un servizio semplice, una cucina tipica e assolutamente tradizionale dagli ingrediendi Km.0

Le camere e gli arredi di sapore vintage, vi trasporteranno in un felice mondo rurale , proprio come una volta.

La cucina offre molti piatti, tutti fatti in casa, che rappresentano un ottimo rapporto qualità-prezzo. I “casoncelli” di Alessandra sono una celebrità. Vengono serviti coperti da un ricco sugo della casa a base di pancetta e tanto , tanto burro… Che bontà!

Lì potrete trovare, formaggi, salumi, ortaggi, miele, fantastiche conserve di frutta e altre tipicità locali, Immaginatevi di essere in un ranch, con cavalli, mucche, pecore, animali da cortile e tanti, tanti gatti.

L’orto, curato secondo le tradizioni antiche tramandate da nonno Tuni’, regala zucchine, pomodori, insalata, fagioli, verza, porri e piante aromatiche come salvia, rosmarino e basilico. Tante piante da frutto, come prugne, amarene, ciliegie, castagne, noci e nocciole. I frutti vengono utilizzati freschi o trasformati in confetture, sottoli e sottaceti.
Lasciatevi sedurre dal tris di polente, dalla concia alla “taragna” arricchite da formaggi locali, salumi nostrani e sughi di verdure, tutto “fatto in casa” all’antica maniera.

La Freschera apre alle scolaresche, trasformandosi in una fattoria didattica per bambini e non. Ogni anno si celebrano Le Quattro Stagioni in Fattoria, un incontro con la natura e con gli animali che animano il giardino.

Si realizzano piccoli manufatti con tutto ciò che la natura ci offre (sassi, foglie e fieno, ecc.) Si preparano marmellate di prugne, amarene, ciliegie, castagne, noci, nocciole oltre a profumi con le erbe aromatiche e cooking class di biscotti, ravioli, casoncelli e molto altroInsomma, una meta ideale per coppie, famiglie, appassionati di trekking, amanti della tranquillità, della natura  e della buona cucina.

English version

The Bergamasque Coast of Lake Iseo, located on the western shore, offers a fascinating blend of landscapes, history, and food-and-wine traditions.
Here, the mountains plunge steeply into the water, creating spectacular views and a more intimate atmosphere compared to the Brescian shore.

The history of this coast is marked by centuries of trade and fishing, but also by difficult times linked to wars and epidemics. The lake has always been a vital communication route and a resource for daily life.

The local economy is mainly based on agriculture, livestock farming, and tourism—especially hiking and outdoor activities. In the surrounding area there are numerous trails, including those leading to Corna Trentapassi, a peak much loved by hikers for its spectacular views.

Among the most picturesque villages are Sarnico, with its elegant lakeside promenade, Liberty-style villas, and a historic center full of narrow lanes and shops. Further north, Predore preserves Roman remains and a small picturesque harbor, while Riva di Solto and Tavernola captivate with their stone houses overlooking the lake and shaded alleys. Heading inland, you’ll find places like Parzanica and Fonteno, offering breathtaking vistas.


AT THE TABLE

From a gastronomic perspective, the area is renowned for the Valcalepio DOC wines—elegant reds and whites—and for the sparkling Franciacorta wines produced just a bit further south. The table features dishes tied to lake traditions, such as dried agone (shad) or grilled coregone (whitefish), alongside mountain specialties: casoncelli bergamaschi, the iconic polenta taragna and “concia” enriched with local cheeses (Branzi, Taleggio, Formai de Mut).

Hearty, genuine dishes, generously dressed with butter. Every village has its own specialty, the most distinctive being the famous sour cherry cake, which you can find at the “Mondo” Fenaroli bakery and at Pasticceria Zatti in Tavernola.


OUR DESTINATION

Parzanica is a small municipality in the province of Bergamo, located on a plateau overlooking the western shore of Lake Iseo. With just over 300 inhabitants, it is a peaceful village immersed in nature, appreciated for its breathtaking panorama stretching from the lake’s waters to the Orobie Pre-Alps.

The historic center preserves authentic charm, with narrow lanes, stone houses, and picturesque corners. Trekking lovers can enjoy the Giro delle Cinque Cime (Five Peaks Route), a hike that takes in Monte Creò, Punta del Bert, Monte Mandolino, Monte Cremona, and Saresano, offering views over the lake and surrounding valleys.


WHAT TO SEE

The parish church of San Colombano, built towards the end of the 18th century, is adorned with frescoes and religious vestments, and serves as an important landmark, with ancient origins and a bell tower that stands out in the landscape.

Perhaps the most evocative church is the one dedicated to San Rocco, one of the most beloved saints in popular tradition, venerated as a protector against epidemics and patron of pilgrims and the sick. Born in Montpellier in the 14th century, he undertook a long pilgrimage to Rome, during which he devoted himself to caring for plague victims.

According to legend, during his journey he himself contracted the plague and withdrew to an isolated hut to avoid infecting others. He was fed by a dog, which each day brought him a piece of bread, sustaining him and helping him survive.


WHERE TO HAVE LUNCH

Belvedere—by name and by nature, with a spectacular location and view.
This farm produces jams made from berries, pickled vegetables, and a wonderful chestnut honey.

At the helm of the restaurant is Alessandra Paissoni, who for the past three years has delighted guests with dishes and ingredients typical of the area. Among the specialties are casoncelli with pancetta, butter, and sage, and polenta taragna served with a savory sauce of pioppini mushrooms and other greenhouse varieties.


WHERE TO STAY

Agriturismo La Freschera, a working farm located in a beautiful panoramic area. Sisters Alessandra and Tania run this B&B with the utmost care—from its three clean and tidy rooms to its well-regarded restaurant, where you’ll find a rustic atmosphere, simple service, and traditional cuisine made with zero-kilometer ingredients.

The vintage-style rooms and furnishings will transport you to a happy rural world, just like in the old days.

The kitchen offers many homemade dishes, all representing excellent value for money. Alessandra’s casoncelli are a local celebrity, served with a rich house sauce made with pancetta and plenty—plenty—of butter. Delicious!

Here you can find cheeses, cured meats, vegetables, honey, wonderful fruit preserves, and other local specialties. Imagine yourself on a ranch, with horses, cows, sheep, poultry, and lots—and lots—of cats.

The vegetable garden, tended according to the old traditions handed down by Grandpa Tuni’, yields zucchini, tomatoes, lettuce, beans, cabbage, leeks, and aromatic plants like sage, rosemary, and basil. There are also many fruit trees—plums, sour cherries, cherries, chestnuts, walnuts, and hazelnuts. The fruit is used fresh or transformed into jams, preserves, and pickles.

Let yourself be tempted by the trio of polente—from concia to taragna—enriched with local cheeses, home-cured meats, and vegetable sauces, all made “the old-fashioned way” in-house.

La Freschera also opens its doors to school groups, turning into a teaching farm for children and adults. Every year it celebrates “The Four Seasons on the Farm,” an encounter with nature and the animals that inhabit the garden.

Guests can make small handicrafts using natural materials (stones, leaves, hay, etc.), prepare plum, sour cherry, cherry, chestnut, walnut, and hazelnut jams, create aromatic herb scents, and join cooking classes for cookies, ravioli, casoncelli, and much more.

In short—a perfect destination for couples, families, trekking enthusiasts, and all lovers of peace, nature, and good food.